Laure

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio femminile, vedi Laura (nome).
Laure
Titolo originaleLaure
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1976
Durata91 min
Rapporto1,85 : 1
Genereerotico
RegiaAnonimo (Emmanuelle Arsan,
Louis-Jacques Rollet-Andriane,
Roberto D'Ettorre Piazzoli)
SoggettoLouis-Jacques Rollet-Andriane
SceneggiaturaLouis-Jacques Rollet-Andriane,
Ovidio G. Assonitis,
Sonia Molteni
ProduttoreOvidio G. Assonitis
Casa di produzioneA-Erre Cinematografica (Roma)
Distribuzione (Italia)Euro International Film
FotografiaRoberto D'Ettorre Piazzoli
MontaggioAngelo Curi
MusicheFranco Micalizzi
ScenografiaAurelio Grugnola
CostumiJacques Fonteray
TruccoMario Michisanti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Laure è un film del 1976, diretto da Louis-Jacques Rollet-Andriane e da Roberto D'Ettorre Piazzoli. Rollet-Andriane ricavò dal suo soggetto il coevo romanzo omonimo [1] che firmò con il nome della moglie tailandese Emmanuelle Arsan, presente nel film in qualità d'attrice.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del pastore Olsen, Laure è una bella e disinibita diciassettenne, che vive a Manila. Un giorno conosce per caso il cinereporter/documentarista inglese Nicholas e decide di partecipare con lui a una spedizione presso il mitico popolo dei Mara, delle cui usanze sessuali sono venuti a conoscenza grazie al prof. Morgan. Prima d'iniziare l'esotica avventura, Laure e Nicholas si sposano, giacché hanno scoperto di condividere gli stessi principi, la convinzione che amare significhi godere della libertà del partner.


Laure, pur concedendosi qualsivoglia esperienza erotica, resta un essere puro e per questo davvero libero. Guidati dall'indigeno Arawa, insieme al prof. Morgan e alla sua amica Myrte, si recano nella terra dei Mara, l'isola di Emmelle. Nathalie, la moglie del professore che è solita dividersi sessualmente tra il marito e Myrte, resta invece a Manila. Laure si rende però conto d'essere circondata da individui meschini, schiavi del denaro o dello status.
Persino Nicholas, che le era parso in un primo tempo l'uomo ideale, la delude. Alla fine Laure, rimasta sola, viene condotta da una ragazzina sino agli indigeni che, dopo una notte orgiastica, l'abbandonano sotto i raggi del sole che sorge.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di partenza per il film la racconta il produttore Ovidio G. Assonitis: «Ero a cena col presidente della Fox e parlavamo del più e del meno, quando, a un certo punto, gli sono arrivati dei fascicoli: la sua segretaria gli portò questi fascicoli con gli incassi dei film e lui, dandogli un'occhiata mentre mangiavamo, mi disse “Ecco, questi sono i film che avremmo dovuto avere qui alla Fox!” alludendo a Emmanuelle (1974), che aveva incassato un sacco di soldi in giro per il mondo. Io gli dissi “Senti, io conosco il vero autore dei libri di Emmanuelle, quello che va sotto lo pseudonimo di "Emmanuelle Arsan". Se vuoi, lo convoco e facciamo un film, magari un film scritto da Emmanuelle Arsan subito dopo Emmanuelle”. Lui è saltato sulla sua sedia: “Fantastico! Dobbiamo assolutamente farlo! Lo voglio assolutamente!” Non esisteva ancora né sceneggiatura né niente. Contattai subito Louis-Jacques e gli proposi di fare il film, non solo come sceneggiatura ma anche come regia» [2] [...] Emmanuelle Arsan è una donna thailandese dietro la quale si è sempre nascosto il vero autore, che era il marito e si chiamava Louis-Jacques Rollet-Andriane. Siccome era un ambasciatore e un alto funzionario dell'Unesco [...] non poteva firmare materiale erotico.[3]

Dunque la “misteriosa” regia di questo film va attribuita a Louis-Jacques Rollet-Andriane in tandem con il direttore della fotografia Roberto D'Ettorre Piazzoli (quest'ultimo supportato dall'aiuto regista Peter Sheperd). A fine lavorazione però, Rollet-Andriane non fu soddisfatto del risultato e disconobbe il film, ma per Assonitis non vi fu alcun problema per sostituire il suo nome con la dicitura “Anonimo”. Quanto ad Assonitis stesso, egli non diresse il film («non sono mai andato nelle Filippine mentre lo giravano»): collaborò soltanto alla sceneggiatura[4].

Un'altra idea che, almeno sulla carta, sembrava intrigante, era quella di farlo interpretare nientemeno che a Linda Lovelace, la protagonista del famoso porno La vera gola profonda (1972). Ma la Lovelace aveva seri problemi personali all'epoca e, anche se accettò e girò una sequenza (di cui è rimasta nel film terminato una sua estemporanea apparizione in una scena di un party), il suo ruolo di protagonista venne inizialmente cambiato con uno minore ed infine la Lovelace fu sostituita con un'altra attrice (Michele Stark, una bionda d'origini est-europee che rivedremo in seguito in Salon Kitty, Eva nera, Charleston e Bachelor Party). Altri protagonisti furono la moglie del regista, Emmanuelle Arsan, nel ruolo di Myrte; l'attore di teatro Orso Maria Guerrini; e Al Cliver (che in realtà era italianissimo e si chiamava Pierluigi Conti), il quale piacque al regista fra i molti che si erano presentati per la parte. Ma il vero punto di forza del film è l'attrice francese Annie Belle (vero nome: Annie Brilland). Annie aveva già recitato in alcune pellicole (come Schiave del piacere e Lèvres de Sang, dirette dal «regista delle sexy-vampire», Jean Rollin), ma con Laure (e con La fine dell'innocenza) raggiunse una notorietà straordinaria e in seguito recitò in altre pellicole oggi considerate cult-movie, quali Rosso sangue o La casa sperduta nel parco. Ricorda Assonitis: «me la portò un produttore-agente inglese, Harry Alan Towers, che aveva per le mani questa “cosetta” molto interessante, tutta pelata, diciottenne, molto carina, molto vispa. Non male nemmeno come attrice» [5]. Annie, come del resto Al Cliver, aveva appena terminato le riprese de La fine dell'innocenza di Massimo Dallamano ma, nonostante che in seguito i due attori avranno una relazione che durerà ben due anni, inizialmente Cliver non sembrava sopportare troppo la giovane francese. Addirittura l'uomo s'impuntò, sostenendo che non voleva più fare il film perché, disse «[…] non mi andava di ritrovarmi ancora 'sta francesina viziata tra i piedi […]; invece, mi convinsero e così Annie ed io passammo tre mesi nelle Filippine insieme... e poi siamo rimasti altri due anni insieme!» [6]

Laure fu girato nell'estate del 1975 nelle Filippine, quindi nella stagione delle piogge, una circostanza che creò non pochi problemi. Oltre alle riprese a Manila, alcune sequenze furono filmate in luoghi infestati dai ribelli, tanto che il governo filippino assegnò una vera e propria scorta dell'esercito locale alla troupe, per motivi di sicurezza [7].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Laure fu distribuito in Italia il 4 febbraio 1976 (nulla osta n. 67662 del 28 gennaio) dalla Euro International Film, vietato ai minori di 18 anni. Il doppiaggio venne eseguito presso gli stabilimenti C.D.S. con la collaborazione della cooperativa C.D. e la direzione di doppiaggio di Massimo Turci.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Ovvio che, quando il film uscì sugli schermi, la critica cattolica non riuscisse proprio ad evitare di stigmatizzarlo per la filosofia del livre amour che promanava dalla storia. I recensori del C.C.C. così lo liquidarono: «Il film, irritante al massimo per la sua presunzione di spacciare sentenze (esempi: la gelosia è oscena; l'amore è rinuncia; ogni fede è una delusione; tagliare le catene è solo un inizio; ma cosa fare della libertà?...), è la convinta e compiaciuta affermazione del più sfrenato libertinaggio, contrabbandato come suprema saggezza» [8]. Altri critici furono più moderati o ne scrissero “positivamente ma con alcune riserve”, per non parlare delle spesso entusiastiche rivalutazioni più recenti. Manlio Gomarasca, per esempio, sottolinea: «[...] rispetto alla serie ufficiale di Emmanuelle, Laure esalta e eleva all'ennesima potenza l'aspetto erotico voyeuristico (senza mai cadere però nella pornografia) abbondando con eleganza nei generosi nudi delle protagoniste. E se la Arsan insieme a Michele Starck ci regalano una scena saffica al cardiopalma diventata all'epoca l'emblema stesso del film […], Annie Belle, dopo La fine dell'innocenza, esplode in tutta la sua devastante carica erotica: un pube nero come una notte senza luna che fa contrasto con quei capelli corti, molto à la page [9], di un colore imprecisato tra il biondo ossigenato e il bianco perla. E il film è tutto su di lei […]. Il racconto dell'Arsan viene trasformato in un fumetto alla Milo Manara con echi onirico-surrealisti […] costruendo […] i siparietti erotici nei quali muovere questa divina creatura che non porta mai le mutande, né quando gioca a tennis, né quando va a fare shopping.» [10]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Laure (Colonna sonora originale del film)
ArtistaFranco Micalizzi
FeaturingEmmanuelle Arsan
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione1976
Dischi1
Tracce10
Genere
EtichettaRCA
FormatiLP, CD
Singoli
  1. Laure/Emmelle
    Pubblicato: 1975

La colonna sonora del film è opera del maestro Franco Micalizzi. Le voci dei cori sono delle Baba Yaga, composto da Isabella Sodani, Rita Mariano e Patrizia Neri, mentre le percussioni sono di Tony Esposito.[11] Emmanuelle Arsan canta il brano Laure.[11] Il brano Crescendo è una tipica "orgasmo song" del periodo, sostenuta unicamente dalle percussioni di Tony Esposito e dalla voce di una delle tre Baba Yaga, che simula un amplesso attraverso un crescendo di sospiri.[11]

Nel 1975 venne pubblicato il 45 giri contenente i due brani Laure ed Emmelle, il primo cantato da Emmanuelle Arsan, il secondo per opera di Franco Micalizzi e la sua Orchestra. Il disco venne stampato in Italia dalla Ricordi International con numero di catalogo SIR 20192, mentre all'estero venne pubblicato dall'etichetta RCA Victor.

L'album venne originalmente stampato nel 1976 in LP dall'etichetta discografica RCA per la serie SP (non diffusa in commercio) con numero di catalogo SP 8057. L'album divenne presto una rarità di cui alcuni mettevano persino in dubbio l'esistenza.[11] Nel 2009 l'intera colonna sonora, comprese tracce precedentemente inedite, è stata ristampata in formato CD dall'etichetta Digitmovies e nel 2015 ne è stato ristampato l'LP dall'etichetta discografica GDM.[11]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

7"
  1. Emmanuelle ArsanLaure – 5:09 (testo: Emmanuelle Arsan – musica: Franco Micalizzi)
  2. Franco Micalizzi e la sua OrchestraEmmelle – 4:22 (musica: Franco Micalizzi)

Durata totale: 9:31

LP
  1. Mara's Theme
  2. Emmelle
  3. Laure
  4. Manile
  5. Crescendo
  6. Laure (vers. orch.)
  7. Mara's Theme
  8. Laure (vers. coro)
  9. Emmelle
  10. Atmosfera a Manila
CD
  1. Laure (theme song) (feat. Emmanuelle Arsan, Franco Micalizzi)
  2. Mara's Theme
  3. Emmelle (feat. Roberto Davini)
  4. Laure
  5. Manile
  6. Crescendo
  7. Laure (# 2)
  8. Mara's Theme (# 2)
  9. Laure (# 3)
  10. Emmelle (# 2) (feat. Roberto Davini))
  11. Atmosfera a Manila
  12. Laure (# 4 - Inciso)
  13. Mara's Theme (# 3 - Versione veloce)
  14. Laure (# 5 - Libero)
  15. Mara's Theme (# 4)
  16. Laure (# 6 - Inciso 2)
  17. Mara's Theme (# 5)
  18. Laure (# 7 - Tema completo)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emmanuelle Arsan, Laure, Ed. Pierre Belfond, Paris 1976 [ediz.italiana: Laure, Olympia Press, Milano 1975, ill. immagini in b&n del film]
  2. ^ Cfr. intervista in Beyond the Screen. Il cinema di Ovidio G. Assonitis, "Nocturno dossier" 82, maggio 2009, pag. 46
  3. ^ O. G. Assonitis in Al tropico del sesso. Guida al cinema erotico esotico italiano, "Nocturno dossier" 35, giugno 2005, pag. 57
  4. ^ Cfr. intervista in Beyond the Screen. Il cinema di Ovidio G. Assonitis, op. cit., pag.51
  5. ^ Cfr. intervista in Beyond the Screen. Il cinema di Ovidio G. Assonitis, op. cit., pag. 49
  6. ^ Al Cliver, in Al tropico del sesso. Guida al cinema erotico esotico italiano, op. cit., pag. 57
  7. ^ Notizia riferita da Assonitis nel documentario Emmanuelle Revealed (2007), incluso fra i “contenuti speciali” del dvd statunitense di Laure edito dalla Severin
  8. ^ Segnalazioni del Centro Cattolico Cinematografico, vol. 81, Roma 1976
  9. ^ All'epoca andava abbastanza di moda questo taglio “estremo”, sia fra le donne comuni che fra le attrici o personaggi dello spettacolo: ricordiamo, per esempio, l'attrice-cantante Liza Minnelli o l'attrice-doppiatrice italiana Emanuela Fallini
  10. ^ Recensione film in Beyond the Screen. Il cinema di Ovidio G. Assonitis, op. cit., pag. 50.
  11. ^ a b c d e (EN) Pierpaolo De Sanctis; Andrea De Santis. Note di copertina di Laure (Colonna sonora originale del film), Franco Micalizzi, GDM GDM LP 6606, LP (x1), 2015. URL consultato in data 8 novembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]