La fine dell'innocenza

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La fine dell'innocenza
Paese di produzioneItalia, Regno Unito
Anno1976
Durata81 min
Genereerotico
RegiaMassimo Dallamano
SoggettoMassimo Dallamano, Marcello Coscia
SceneggiaturaMassimo Dallamano, Marcello Coscia
ProduttoreFulvio Lucisano, Harry Alan Towers
Casa di produzioneItalian International Film, Cobalta Cinematografica, Barongreen
FotografiaFranco Delli Colli
MontaggioAngelo Curi
MusicheFranco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
ScenografiaUberto Bertacca
CostumiUberto Bertacca
TruccoOretta Melaranci
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La fine dell'innocenza è un film del 1976 diretto da Massimo Dallamano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere trascorso alcuni anni in un prestigioso collegio femminile, l'orfana Annie parte per una vacanza a Hong Kong insieme a Michael, che racconta alla gente d'esserne il padre, ma in realtà ne è l'amante. Sul posto, Annie si rende conto che Michael è un trafficante di valuta, finché non viene arrestato. Rimasta sola ed allontanata dall'albergo in cui alloggiava, Annie trova ospitalità presso Angelo e Linda, una coppia benestante locale, che la coinvolgono in pratiche sessuali con alcuni loro amici, ma l'incontro con Sarah, una monaca buddista, le farà acquistare fiducia in sé, cessando di porsi come mero oggetto sessuale e permettendole infine di mandare a quel paese Angelo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Cervinia, Hong Kong e a Roma.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Annie Belle (singolo).

La colonna sonora, composta da Franco Bixio, Fabio Frizzi e Vince Tempera, è in parte ancora inedita. Ne è stato pubblicato solamente il 45 giri, che riscosse un buon successo,[1] da Cinevox Record contenente il tema del film nella versione cantata da Linda Lee (al secolo Rossana Barbieri, ex-cantante del gruppo Daniel Sentacruz Ensemble), su testo di Ciro Dammicco, e strumentale, suonato da "King" Alvin Set.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito dalla Dear Film International il 19 febbraio 1976 (poco dopo Laure, anche se le riprese della pellicola di Dallamano furono effettuate in realtà prima[3] di quelle del film prodotto da Assonitis) e doppiato dalla Cine Video Doppiatori, con la direzione di doppiaggio di Carlo Baccarini.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Vera e propria commistione di generi, il film di Dallamano mette insieme suggestioni che sembrano estrapolate da Lolita, Emmanuelle o dalla Justine di De Sade, e inserisce il tutto in un contesto esotico (in una scena vediamo addirittura girare un film di kung-fu, genere esploso in Italia tre anni prima). Notava inoltre Alberto Pezzotta: «La fine dell'innocenza, sottilmente, non è tanto quella della verginità (su cui calcava il manifesto, con Annie che si copre i seni con la bambola e una mano che le slaccia i jeans) ma la perdita della fiducia ingenua nei confronti del mondo. [...] Tra i film dell'epoca, è di quelli con la maggiore esposizione di epidermidi e velli pubici. Per Dallamano è anche una scelta precisa per hardizzare una rappresentazione costretta al soft. Il nudo gratuito, che coinvolge tutte le attrici, anche secondarie, è così il prodotto di uno sguardo che sfonda i limiti che gli vengono imposti. E trova nel flou e nel kitsch la chiave per riappropriarsi di una fragranza di visione. Per altro subito ridimensionata da sberleffi autodistruttivi, piccole gag comiche [...] dove vediamo il sorriso di Dallamano, serenamente edonista, mai maniacalmente voyeur».[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco della Canzone Italiana, Modena, Panini, 2009, p. 759, ISBN 8863462291.
  2. ^ * (EN) La fine dell'innocenza, su Soundtrack Collector. URL consultato il 9 settembre 2017.
  3. ^ Al tropico del sesso. Guida al cinema erotico esotico italiano, in Nocturno Dossier, nº 35, giugno 2005, p. 57.
    «Al Cliver: Terminate le riprese di La fine dell'innocenza, dove avevo conosciuto Annie Belle, sono tornato a Roma e ripartito subito per le Filippine, dove dovevo girare Laure.
  4. ^ Alberto Pezzotta, La fine dell'innocenza, in Al tropico del sesso. Guida al cinema erotico esotico italiano, op. cit., pag. 55

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]