La signora dello zoo di Varsavia

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La signora dello zoo di Varsavia
The Zookeeper's Wife.jpg
Jessica Chastain in una scena del film
Titolo originaleThe Zookeeper's Wife
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2017
Durata126 minuti
Rapporto2.35 : 1
Generedrammatico, biografico
RegiaNiki Caro
SoggettoDiane Ackerman
SceneggiaturaAngela Workman
ProduttoreJeff Abberley, Diane Levin, Jamie Patricof, Kim Zubick
Produttore esecutivoMarc Butan, Jessica Chastain, Mickey Liddell, Jennifer Monroe, Pete Shilaimon, Michael Tollin, Robbie Tollin, Kevan Van Thompson
Casa di produzioneScion Films, Czech Anglo Productions, LD Entertainment, Rowe / Miller Productions
Distribuzione in italianoM2 Pictures
FotografiaAndrij Parekh
MontaggioDavid Coulson
MusicheHarry Gregson-Williams
ScenografiaSuzie Davies
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La signora dello zoo di Varsavia (The Zookeeper's Wife) è un film del 2017 diretto da Niki Caro.

Il film è ispirato a una storia realmente accaduta narrata nel libro di Diane Ackerman Gli ebrei dello zoo di Varsavia, a sua volta basato sui diari della Żabińska[1]. Fanno parte del cast principale Jessica Chastain, Daniel Brühl, Johan Heldenbergh e Michael McElhatton.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939, all'inizio della seconda guerra mondiale, durante l'invasione della Polonia, anche il giardino zoologico di Varsavia subisce i bombardamenti della Luftwaffe. Molti degli animali muoiono sotto le bombe, altri fuggono dalle gabbie e alcuni vengono abbattuti dai soldati polacchi. Quando i tedeschi entrano in città, le gabbie vengono requisite per farne depositi temporanei di armi e munizioni. Antonina Żabiński e suo marito Jan Żabiński, direttore dello zoo, devono rinunciare anche a quelli superstiti quando lo scienziato Lutz Heck, già direttore dello zoo di Berlino ed ora ufficiale delle SS nominato capo zoologo della Germania nazista, annuncia che lo zoo sarà liquidato. Heck, però, promette ad Antonina che salverà gli animali più pregiati portandoli in Germania per poi restituirli a guerra finita.

Dopo la partenza dei migliori esemplari e l'uccisione dei restanti, Antonina e Jan si interrogano sul proprio futuro e sulla sorte degli ebrei che vengono rinchiusi nel ghetto in condizioni disperate e propongono a Heck di tenere in attività lo zoo trasformandolo in un allevamento di maiali da nutrire con gli scarti raccolti proprio nel ghetto. Heck acconsente all'idea e pensa anche ad un allevamento di uri essendo impegnato nel tentativo di riprodurre l'animale estinto incrociando vari tipi di bovini. Jan ride a quest'ultima idea, ma Antonina blandisce il tedesco con il suo sorriso e Heck, invaghitosi di lei, in seguito cercherà di sedurla.[2]

Prima dell'inizio delle deportazioni, grazie alla copertura della nuova attività nello zoo e della fiducia accordata loro dai nazisti, i due coniugi prelevano centinaia di ebrei dal ghetto e, facendoli transitare nei passaggi retrostanti le gabbie degli animali, li nascondono nelle cantine della propria casa fintanto che possano fuggire forniti di falsi documenti.

Nel 1944, con i soldati russi alle porte, durante la rivolta di Varsavia, la città viene messa a ferro e fuoco e Jan partecipa ad azioni di guerriglia contro i nazisti: durante una di queste viene ferito e arrestato.

Alla fine della guerra, la vita riprenderà il proprio corso e lo zoo sarà ricostruito.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso il 17 novembre 2016,[3] mentre la versione italiana viene diffusa il 3 ottobre 2017.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima il 7 marzo 2017 a Varsavia,[5] dove è ambientato il film. È stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 31 marzo 2017,[6] mentre in quelle italiane il 16 novembre 2017.[7]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel film appare un evidente anacronismo: la presenza del leone bianco. Benché oggi il leone bianco sia molto comune nei circhi e negli zoo, il suo allevamento in cattività è potuto incominciare solamente dopo il 1975, cioè dopo la scoperta di alcuni cuccioli nati nella riserva naturale di Timbavati, in Sudafrica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ “La signora dello zoo di Varsavia”: ritratto (vero) di un’eroina, in LaStampa.it. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  2. ^ La signora dello zoo di Varsavia - Cinematografo, in Cinematografo. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  3. ^ THE ZOOKEEPER'S WIFE: IL TRAILER DEL FILM DIRETTO DA NIKI CARO, movieplayer.it. URL consultato il 17 novembre 2016.
  4. ^ Filmato audio M2 Pictures, La signora dello zoo di Varsavia - Trailer Italiano Ufficiale, su YouTube, 3 ottobre 2017. URL consultato il 3 ottobre 2017.
  5. ^ (EN) Jessica Chastain lights up the red carpet in a form-fitting electric blue gown as she attends Polish premiere of her new film The Zookeeper's Wife, dailymail.co.uk. URL consultato il 9 marzo 2017.
  6. ^ (EN) The Zookeeper's Wife, comingsoon.net. URL consultato il 16 novembre 2016.
  7. ^ Jessica Chastain, La signora dello Zoo di Varsavia, su ansa.it, 3 novembre 2017. URL consultato il 16 novembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]