Katherine Johnson

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Katherine Johnson nel 2008.

Katherine Coleman Goble Johnson (White Sulphur Springs, 26 agosto 1918) è una matematica, informatica e fisica statunitense.

Ha contribuito in modo fondamentale alla scienza dell'aeronautica statunitense e ai programmi spaziali, già dal primo utilizzo dei computer elettronici digitali da parte della NASA. Venne riconosciuta per l'accuratezza che poneva nel calcolo della navigazione spaziale computerizzata e per il lavoro tecnico dirigenziale pluridecennale svolto alla NASAː da quando calcolava le traiettorie delle orbite, paraboliche e iperboliche, le finestre di lancio e i percorsi di ritorno di emergenza per molti voli, al Project Mercury, incluse le prime missioni NASA di John Glenn, Alan Shepard, le traiettorie di inserzione lunare[1] nei voli lunari del programma Apollo, continuando con il lavoro sul programma dello Space Shuttle, infine con la progettazione dei primi piani per la missione su Marte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 26 agosto 1918, da Joshua e Joylette Coleman, a White Sulphur Springs, Contea di Greenbrier, Virginia Occidentale.[2][3][4] Suo padre era un boscaiolo, contadino e tuttofare presso il Greenbrier Hotel, mentre sua madre era un'insegnante.[3][5] Fin dall'infanzia la Johnson dimostra di avere talento per la matematica. I suoi genitori danno molta importanza ai suoi studi, e, dato che la contea di Greenbrier non assicura l'istruzione agli studenti di colore che abbiano superato la scuola dell'obbligo, i bambini della famiglia Coleman frequenteranno il liceo nell'istituto della contea di Kanawha, nella Virginia Occidentale. La famiglia passa il suo tempo tra l'istituto durante il periodo scolastico e White Sulphur Springs durante l'estate.

Dotatissima, la Johnson ottiene il diploma di scuola superiore all'età di 14 anni e[6] a 16 anni inizia a frequentare il West Virginia State College. Come studentessa, Katherine frequenta tutti i corsi di matematica che il college offre, sfruttando appieno tutte le sue potenzialità. Molti professori le fanno da mentore, compresa la studiosa di chimica e matematica Angie Turner King, che già l'aveva seguita durante il liceo, e W.W. Schieffelin Claytor, il terzo afroamericano a ricevere una laurea in matematica, che aggiunge addirittura nuovi corsi matematici, solo per Katherine. La ragazza si laurea in matematica e francese con la valutazione Magna cum laude nel 1937, all'età di 18 anni e[4][5][7] dopo la laurea si trasferisce a Marion, Virginia, per insegnare matematica, francese e musica in una piccola scuola elementare.

Nel 1938 diventa la prima donna afroamericana ad aver superato le barriere segregazioniste dell'Università della Virginia Occidentale a Morgantown nella contea di Monongalia. È stata uno dei tre studenti afroamericani, nonché l'unica donna, selezionati per integrare la scuola di specializzazione, dopo la sentenza della Corte Suprema del Missouri, Gaines versus Canada.[5][8]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Katherine Johnson alla NASA nel 1966

Katherine Johnson scelse di intraprendere la carriera scientifica con interesse, soprattutto nella ricerca matematica, un percorso che presentava molte porte chiuse per le donne afroamericane di quel periodo, e che le offre lavoro nel campo dell'insegnamento. Nel corso di una riunione di famiglia, un parente spiegò che il National Advisory Committee for Aeronautics (NACA), diventata in seguito NASA, era alla ricerca di nuovo personale. La NACA pertanto si era recentemente aperta all'assunzione di donne afroamericane per il loro dipartimento di Guida e Navigazione e venne offerto a Katherine un lavoro nel 1953 che accettò subito, diventando parte del team della NASA. Secondo una storia orale archiviata dal National Visionary Leadership Project, in un primo momento lavorò in un gruppo di tecnici donne che eseguivano calcoli matematici, noto come "computors". Il loro principale compito era quello di leggere i dati dalle scatole nere degli aerei e svolgere diverse e precise operazioni. Poi, un giorno, Katherine e un altro collega vennero assegnati temporaneamente al team di ricerca di volo tutto al maschile. La conoscenza di Katherine della geometria analitica contribuì a farsi apprezzare, sia dai dirigenti, sia dai colleghi uomini, tanto che si "dimenticarono di farmi ritornare al vecchio team", disse. Mentre le barriere razziali e di genere sono sempre esistite, la Johnson le ignorava. Era una donna assertiva, per cui chiese esplicitamente di essere inclusa nelle riunioni di redazione, laddove le donne non lo erano mai state, tanto meno quelle di colore. Ha semplicemente comunicato alla gente di aver fatto quel lavoro e che lei apparteneva a quel lavoro.[3][9]

Dal 1953 e fino al 1958 Katherine svolse l'attività di "calcolatrice" nell'ambito del programma di ricerca per l'attenuazione degli effetti delle raffiche di vento sugli aeromobili. Inizialmente assegnata alla sezione West Area Computer, supervisionata dalla matematica, Dorothy Vaughan, venne ricollocata alla Divisione Controllo di orientamento del Flight Research di Langley. Sia lei sia le altre donne afro-americane nel pool di calcolo vennero identificate come "calcolatrici di colore" (coloured computers) e soggette a discriminazione sul posto di lavoro, lavorando, pranzando e usando servizi igienici separati dai loro coetanei bianchi. La situazione continuò così fino a quando il pool di elaborazione dei dati, formato da afroamericani, venne sciolto nel 1958.[10] Dal 1958 fino a quando si ritirò nel 1986, lavorò come ingegnere aerospaziale. Nel 1959 ha calcolato, sia la traiettoria per il primo volo spaziale con equipaggio, poi assegnato ad Alan Shepard,[11][12] che la finestra di lancio per la sua missione Mercury del 1961.[12][13] Tracciò i diagrammi di backup di navigazione per gli astronauti, da utilizzare in caso di guasto elettronico.[14] Nel 1962, quando la NASA utilizzò per la prima volta i calcolatori elettronici per il calcolo del volo orbitale di John Glenn con la Mercury Friendship 7, le venne richiesto di verificare i calcoli dello stesso computer, poiché Glenn si rifiutava di volare, a meno che Katherine non li confermasse.[15] La Johnson in seguito lavorò direttamente con computer digitali, e la sua capacità e la reputazione per la precisione contribuirono a dare fiducia alla nuova tecnologia; ha inoltre calcolato la traiettoria per la missione sulla Luna dell'Apollo 11 del 1969.[11] Durante l'atterraggio Katherine era ad una riunione a Pocono Mountains, raccolta con pochi altri attorno a un piccolo schermo televisivo per guardare i primi passi degli astronauti sulla Luna, mentre nel 1970, lavorò alla missione Apollo 13. Una volta interrotta la missione, il lavoro della Johnson sulle procedure di backup e sui grafici aiutò l'equipaggio a tornare sano e salvo sulla Terra, quattro giorni più tardi. Infine lavorò al programma Space Shuttle, all'Earth Resources Satellite e ai piani per una missione su Marte.

La sua eredità[modifica | modifica wikitesto]

Katherine Johnson riceve la Medaglia presidenziale della libertà nel 2015

Katherine Johnson è la coautrice di 26 pubblicazioni scientifiche.[3] La NASA mantiene un elenco dei suoi articoli più significativi con i link al suo strumento di ricerca nell'archivio per trovare gli altri.[11]

L'impatto sociale della donna come pioniere nella scienza spaziale e nell'informatica, può essere visto sia dai riconoscimenti che ha ricevuto, sia dal numero di volte che la sua storia viene rappresentata come modello.[16][17][18][19][20][21]

Dal 1979, prima che si ritirasse dalla NASA, la biografia della Johnson ricevette un posto d'onore nelle liste di afro-americani che si sono distinti nel campo della scienza e della tecnologia.[22][23]

Il 16 novembre 2015, il presidente Barack Obama incluse Katherine Johnson in un elenco di 17 americani ad aver ottenuto la Medaglia Presidenziale della Libertà.[24]

Il 5 maggio 2016,le venne formalmente dedicato, al Langley Research Center a Hampton, Virginia, il nuovo impianto, Katherine G. Johnson Computational Research. La dedica avvenne al 55º anniversario del lancio e dell'ammaraggio dello storico razzo di Alan Shepard, che la Johnson contribuì a rendere possibile.[25]

La ricercatrice venne inclusa nella lista della serie televisiva 100 Women, che contiene un elenco di 100 donne ispiratrici e influenti di tutto il mondo.[26][27]

Nel 2016 fu prodotto, Il diritto di contare, un film su di lei e le sue colleghe afro-americane della NASA, basato sul libro omonimo di Margot Lee Shetterly. Durante la cerimonia di premiazione dei Premi Oscar 2017 Katherine Johnson, novantottenne, fu acclamata dal pubblico con una standing ovation.[28]

A febbraio 2019 la NASA le ha titolato[29] la struttura Verification and Validation (IV&V) situata a Fairmont, West Virginia, istituita nel 1983 per garantire la sicurezza delle missioni di più alto profilo.[30]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939, sposò James Francis Goble, dal quale ebbe tre figlie: Costanza, Joylette e Katherine. Nel 1956 il marito morì per un tumore al cervello e nel 1959 Katherine si risposò con il tenente colonnello James A. Johnson, continuando la sua carriera alla NASA.[31]

Cantò nel coro della Carver Presbyterian Church per cinquant'anni, ed è un membro dell'Alpha Kappa Alpha Sorority. A partire dal 2016, la Johnson e suo marito vivono in Hampton, Virginia con sei nipoti e quattro pronipoti; e lei continua a incoraggiare i nipoti e gli studenti a intraprendere una carriera nel campo della scienza e della tecnologia.[32]

Riassunto delle esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016, Astronomical Society of the Pacific’s Arthur B.C. Walker II Award.[34]
  • 2016, Silver Snoopy award from Leland Melvin.[35]
  • 2015, Presidential Medal of Freedom.[36]
  • 2015, NCWIT Pioneer in Tech Award.[15]
  • 2010, Honorary Doctorate of Science from Old Dominion University, Norfolk, Virginia.
  • 2006, Honorary Doctor of Science by the Capitol College, Laurel, Maryland.[3][37]
  • 1999, West Virginia State College Outstanding Alumnus of the Year[3][38]
  • 1998, Honorary Doctor of Laws, from SUNY Farmingdale.[3][38]
  • 1986, NASA Langley Research Center Special Achievement award. [39]
  • 1985, NASA Langley Research Center Special Achievement award. [39]
  • 1984, NASA Langley Research Center Special Achievement award. [39]
  • 1980, NASA Langley Research Center Special Achievement award. [39]
  • 1971, NASA Langley Research Center Special Achievement award. [39]
  • 1967, Apollo Group Achievement Award – questo premio includeva una delle 300 bandiere sbarcate sulla Luna a bordo di Apollo 11.[3]
  • 1967, NASA Lunar Orbiter Spacecraft and Operations team award – per il lavoro pionieristico di supporto per problemi di navigazione nei cinque veicoli spaziali che orbitavano e mappavano la Luna in preparazione per il programma Apollo.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Trans Lunar Injection. NASA.
  2. ^ (EN) Katherine Johnson biography. Margot Lee Shetterly. NASA. 4 agosto 2017.
  3. ^ a b c d e f g h i (EN) Oral History Archive: Katherine Johnson, 2005, National Visionary Leadership Project.
  4. ^ a b (EN) Thomas Gale, Johnson, Katherine Coleman Goble, su Encyclopedia.com, Cengage Learning, 2005. URL consultato il 15 febbraio 2016.
  5. ^ a b c (EN) West Virginian of the Year: Katherine G. Johnson. David Gutman. West Virginia Gazette-Mail. Dec 26, 2015
  6. ^ (EN) Katherine Johnson, the NASA Mathematician Who Advanced Human Rights with a Slide Rule and Pencil. Charles Bolden. Vanity Fair. September 2016
  7. ^ (EN) WV native, NASA mathematician to receive Presidential Medal of Freedom. David Gutman. Gazette-Mail. Nov 16, 2015.
  8. ^ (EN) Missouri ex rel. Gaines v. Canada, 305 U.S. 337 (1938). Supreme. US Supreme Justia Court.
  9. ^ (EN) She Was a Computer When Computers Wore Skirts, di: Jim Hodges, pubblicato dalla NASA. Langley, 2008
  10. ^ (EN) Cara Buckley, On Being a Black Female Math Whiz During the Space Race, in The New York Times, 5 settembre 2016, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 6 settembre 2016.
  11. ^ a b c (EN) Katherine Johnson, su Katherine Johnson – NasaCRgis, NASA. URL consultato il 2 agosto 2015.
  12. ^ a b (EN) Yvette Smith, Katherine Johnson: The Girl Who Loved to Count, su NASA, NASA, 24 novembre 2015. URL consultato il 12 febbraio 2016.
  13. ^ (EN) A.K. Whitney, The Black Female Mathematicians Who Sent Astronauts to Space, su Mental Floss, 1º febbraio 2016. URL consultato il 17 settembre 2018.
  14. ^ (EN) Katherine G. Johnson presidential honorary doctorate of humane letters. Honoray Degrees. West Virginia University.
  15. ^ a b (EN) Profile: Katherine G. Johnson, su Makers. URL consultato il 17 settembre 2018.
  16. ^ (EN) Mop Top the Hip Hop Scientist Celebrates African-Americans in the Sciences: Katherine G. Johnson, 2003
  17. ^ (EN) Katherine G. Johnson, Human Computer
  18. ^ (EN) black history... katherine g johnson (1918 – retired) Archiviato il 21 ottobre 2006 in Internet Archive., UK-based Planet Science
  19. ^ (EN) Katherine G. Johnson: Physicist, Space Scientist, Mathematician Oracle Think Quest Education Foundation Library
  20. ^ (EN) Vivian Ovelton Sammons, Blacks In Science And Medicine, 1989 (Taylor & Francis), ISBN 0-89116-665-3
  21. ^ (EN) Katherine Johnson, Computer and Pioneer. Montevago Resource. July 8 2017
  22. ^ (EN) Black contributors to science and energy technology 1979, anonymous, U.S. Department Of Energy U.S. Government Printing Office (ERIC electronic document)
  23. ^ (EN) Black contributors to science and energy technology 1979, anonymous, U.S. Department Of Energy U.S. Government Printing Office (manually scanned images)
  24. ^ (EN) Knatokie Ford, Honoring NASA's Katherine Johnson, STEM Pioneer, su Blog, The White House, The White House, 30 novembre 2015. URL consultato il 12 febbraio 2016.
  25. ^ (EN) Karen Northon, NASA Dedicates Facility to Mathematician, Presidential Medal Winner, su nasa.gov, 28 aprile 2016. URL consultato il 1º agosto 2016.
  26. ^ (EN) BBC 100 Women 2016, BBC, Retrieved 24 November 2016
  27. ^ (EN) Allison Shoemaker, Timeless needs to ditch the formula, su The A.V. Club, 29 novembre 2016. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  28. ^ L’omaggio a Katherine Johnson, in Il Post, 27 febbraio 2017. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  29. ^ (EN) NASA Renames Facility in Honor of ‘Hidden Figure’ Katherine Johnson, su nasa.gov, 22 febbraio 2019.
  30. ^ About IV&V, su nasa.gov. URL consultato il 25 febbraio 2019.
  31. ^ (EN) Flint Wild, Who Is Katherine Johnson, su NASA. URL consultato il 17 settembre 2018.
  32. ^ (EN) whitehouse.gov, https://www.whitehouse.gov/women-in-stem.
  33. ^ (EN) Hidden Figures FAQ.NASA. 4 agosto 2017
  34. ^ (EN) https://www.astrosociety.org/society-news/katherine-johnson-to-receive-the-asps-new-arthur-b-c-walker-ii-award/ Katherine Johnson to receive the ASP’s new Arthur B.C. Walker II Award]. Astronomical society od the Pacific.
  35. ^ (EN) nasa.gov, http://www.nasa.gov/image-feature/katherine-johnson-at-nasa-langley-research-center.
  36. ^ (EN) Phil Helsel – "Obama honoring Spielberg, Streisand and more with medal of freedom," NBC News, November 24, 2015.
  37. ^ (PDF) (EN) Live, Learn, Pursue Passion – NASA Mathematician preps Class of 2006 to find its mission, Capitol Chronicle, Summer 2006, Capitol College (12 pages, PDF format)
  38. ^ a b (EN) African-American Registry, August 26, Katherine G. Johnson Archiviato il 29 giugno 2009 in Internet Archive. (2006)
  39. ^ a b c d e (EN) Katherine G. Johnson, Illustrated Women in History, su illustratedwomeninhistory.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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