Jacob Fugger

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Jacob II Fugger detto "il Ricco" o anche "il Giovane" o "Jacob II" (per distinguerlo dal padre) o "del Giglio" in riferimento al simbolo araldico della sua famiglia, in tedesco Jakob Fugger (Augsburg, 6 marzo 145930 dicembre 1525) è stato un banchiere e mercante tedesco, nonché il principale imprenditore tedesco dell'inizio dell'Età Moderna. Discendente della dinastia mercantile dei Fugger di Augusta, in questa città nacque lo stesso Jacob. In pochi decenni il suo acume fu in grado di espandere gli affari della sua famiglia in tutta Europa. Iniziò la propria formazione a 14 anni a Venezia dove rimase sino al 1487. Nel contempo divenne chierico ed ottenne diverse prebende, pur non vivendo mai in un monastero.

Egli seppe fondare gran parte delle fortune della propria famiglia sul commercio tessile in Italia. La compagnia da lui organizzata crebbe rapidamente dopo che, coi suoi fratelli Ulrich e Georg iniziò delle transazioni con la casata imperiale degli Asburgo e con la Santa Sede, dando vita nel contempo ad un'impresa mineraria in Tirolo e, dal 1493, ad una serie di estrazioni d'argento e di rame nei regni di Boemia ed Ungheria. Nel 1525 i tre fratelli ottennero anche il permesso di estrarre mercurio e cinabro presso Almadén.

Dopo 1487, Jacob Fugger si ritrovò de facto a capo di tutte le operazioni commerciali dei Fugger che avevano ormai monopolizzato il commercio del rame nel mercato europeo.[1] Il rame, dall'Ungheria veniva trasportato ad Anversa e poi a Lisbona e quindi esportato nelle Indie. Jacob Fugger contribuì anche alla prima spedizione commerciale organizzata da mercanti tedeschi nelle Americhe, a bordo di una flotta portoghese (1505/06) oltre che alla fallimentare spedizione commerciale spagnola nelle Isole Molucche.

Col supporto degli Asburgo, Fugger intraprese anche la carriera di banchiere ed ebbe un'influenza decisiva sulla politica europea del suo tempo. Finanziò l'ascesa di Massimiliano I del Sacro Romano Impero ed i suoi contributi economici favorirono altrettanto grandemente l'ascesa di Carlo V al trono imperiale. Jacob Fugger finanziò i principali matrimoni della casata degli Asburgo che consentirono poi agli stessi sovrani di ottenere stabilmente i regni di Boemia ed Ungheria.

A livello sociale, Jacob Fugger si impegnò particolarmente a favore della città di Augusta nella quale era nato. Istituì infatti una cappella costruita tra il 1509 ed il 1512, il primo monumento pienamente di stile rinascimentale di tutta la Germania, contenente ancora oggi le tombe dei tre fratelli Ulrich, Georg e Jacob. Nel 1521 Jacob fondò inoltre la Fuggerei, il più antico complesso residenziale di tutta la Germania ancora in uso. Il Damenhof, parte della Fuggerhäuser di Augusta, fu la prima struttura non religiosa ad essere realizzata in pieno stile rinascimentale in Germania e venne eretta nel 1515.

Alla sua morte, avvenuta il 30 dicembre 1525, Jacob Fugger lasciò a suo nipote Anton Fugger la gestione di tutti gli affari della sua famiglia con una rendita di 2.032.625 gulden l'anno.[2] Egli è certamente considerato dagli storici uno dei personaggi più influenti della Germania di tutti tempi e certamente il cittadino più noto della storia della città tedesca di Augusta.[3]

Jacob Fugger è ritenuto essere stato l'uomo più ricco della storia (seguito solo da John D. Rockefeller e da Andrew Carnegie nel XX secolo) il cui patrimonio è stato valutato, comparandolo con le ricchezze del 2017, a circa 450 miliardi di euro.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia, i primi anni a Venezia e la formazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Fugger, concesso nel 1473

Jacob Fugger nacque come decimo degli undici figli di Jacob Fugger il Vecchio (1398–1469) e di sua moglie, Barbara Bäsinger (1419–1497), figlia del maestro di zecca Franz Bäsinger. I membri della famiglia Fugger erano un'agiata famiglia borghese di Augusta, città dove avevano avuto modo di distinguersi come mercanti. Hans Fugger, nonno di Jacob Fugger il Giovane, aveva preso per primo residenza ad Augusta nel 1367, divenendo membro della borghesia locale per matrimonio ed acquisendo una notevole ricchezza coi primi commerci in campo tessile con l'Italia. Alcuni anni prima della sua morte suo figlio Jacob Fugger il Vecchio era già una delle personalità più ricche di Augusta.[5]

Il fratelli maggiori di Jacob il Giovane, Ulrich (1441–1510) e Georg (1453–1506), gettarono le basi per l'ascesa dei commerci di famiglia in Europa. Attorno al 1470 fondarono delle manifatture a Venezia ed a Norimberga e poi in importanti altri centri commerciali. I fratelli di Jacob Fugger, Andreas e Hans morirono entrambi in giovane età a Venezia. Suo fratello Markus era chierico e dal 1470 venne assunto nella cancelleria pontificia a Roma dove morì nel 1478. Suo fratello Peter morì a causa di una epidemia a Norimberga nel 1473.[6][7]

Il Fondaco dei Tedeschi a Venezia dove Jacob Fugger visse dal 1473 al 1487.

I prestiti concessi all'imperatore Federico III del Sacro Romano Impero ed i rifornimenti concessi al suo entourage da Ulrich Fugger furono i motivi che spinsero il sovrano a concedere l'uso di uno stemma ai membri della famiglia dal 1473.[8] L'appellativo della famiglia "del Giglio" (in tedesco: von der Lilie) è un chiaro riferimento all'uso di questa figura araldica nello stemma della famiglia che si distingue dagli altri rami della famiglia.

Sino al 2009, gli storici davano per scontato che Jacob Fugger, il quale a 12 anni aveva ricevuto gli ordini minori, fosse vissuto come canonico presso la chiesa di Herrieden. Un documento conservato presso l'archivio di stato di Vienna ha invece mostrato come Jacob Fugger fosse già rappresentante della sua famiglia a Venezia nel 1473, all'età di appena 14 anni.[9] Altre ricerche hanno messo in luce come Jacob Fugger abbia trascorso gli anni compresi tra il 1473 ed il 1487 presso il Fondaco dei Tedeschi, la gilda e residenza dei mercanti tedeschi a Venezia. La Serenissima era uno dei più importanti centri commerciali di tutta l'Europa dell'epoca e si qualificava quindi come un trampolino di lancio ideale per gli affari economici e bancari della famiglia Fugger.[10] La lunga permanenza di Jacob in Italia lo rese affine anche allo stile del Rinascimento che egli trasportò in Germania.

L'inizio dell'estrazione e del commercio minerario[modifica | modifica wikitesto]

Una roccia ricca di Argentite proveniente dalle miniere di Banská Štiavnica. I Fugger e Jan Thurzo costituirono insiemeuna potente azienda per l'estrazione mineraria del rame nei territori attorno al vicino villaggio di Banská Bystrica nel 1495.[11]

Jacob Fugger decise di espandere le ricchezze della sua famiglia intraprendendo l'attività mineraria presso Salisburgo. Egli riuscì ad ottenere delle concessioni dai proprietari delle miniere delle Alpi Salisburghesi, rifornendo costantemente la capitale Vienna. Egli anziché però limitarsi a questo fece in modo che i vari estrattori di Gastein e Schladming, di volta in volta, vendessero quasi esclusivamente i loro prodotti d'argento ai Fugger anziché ad altri commercianti intermediari.[12]

Jacob Fugger iniziò a gestire direttamente gli affari di famiglia ad Augusta, nel Tirolo, a Venezia ed a Roma. Attorno al 1485 la famiglia fondò delle manifatture a Innsbruck (dal 1510 a Hall, dal 1539 a Schwaz). Grazie ad un iniziale piccolo prestito, entrò in contatto con l'arciduca Sigismondo d'Austria, membro della potente famiglia degli Asburgo. L'arciduca gli concesse in esclusiva, come unico proprietario delle estrazioni minerarie sulle sue terre in Tirolo, la possibilità di realizzare delle escavazioni in cambio della condivisione dei profitti con l'arciduca Sigismondo il quale necessitava continuamente di ricchezze per sopperire al suo stile di vita lussuoso, ai molti figli illegittimi ed ai suoi dispendiosi progetti di costruzione. Il pagamento dei danni di guerra che egli dovette versare a Venezia (pari a 100.000 gulden) venne coperta interamente da Jacob Fugger. Nel 1488, Sigismondo si era già indebitato con il Fugger per più di 150.000 gulden. Nel 1517, i Fugger finanziavano più della metà del budget pubblico del Tirolo. Ad un certo punto, per far fronte all'esigenza di pagare i suoi debiti senza accumulare ulteriori aggravi, l'arciduca concesse ai Fugger il libero sfruttamento di tutte le miniere d'argento e di rame del Tirolo.[13]

Su insistenza di Jacob Fugger la compagnia della sua famiglia divenne una delle prime "open trade company" d'Europa (in tedesco: "der compagnia palese des welschen Rechts")[14] dal 1494. Nel contempo essa venne rinominata in "Ulrich Fugger da Augusta e fratelli" per mostrare quanto i tre fossero coinvolti sul medesimo piano negli affari commerciali della casata, anche se in Tirolo facevano universalmente riferimento alla figura di Jacob Fugger, il quale ottenne la delega alla firma esclusiva su tutti i contratti con l'Ungheria. Jacob divenne quindi sempre più una figura preponderante nell'azienda di famiglia, dominandone sempre più le politiche, pur lasciando formalmente alla guida della medesima il fratello Ulrich in quanto primogenito.[15]

L'enorme potenziale minerario instaurato dai Fugger crebbe sempre più nel corso degli anni successivi. Oltre alle miniere in Tirolo, riuscì ad ottenere tramite la vicinanza con gli Asburgo anche delle concessioni minerarie in Alta Ungheria. Tramite queste operazioni mirate, egli seppe far divenire l'azienda della sua famiglia la principale fonte commerciale di rame dell'Europa centrale. In Ungheria, assieme al suo socio in affari Hans Thurzó, aprì stabilmente una via commerciale con l'Ungheria dal 1494.[16] Le miniere dei Fugger vennero aperte a Neusohl, all'epoca parte del Regno d'Ungheria, oltre a Arnoldstein in Carinzia, Hohenkirchen in Turingia ed a Moschnitz.[17] Il rame estratto da queste miniere veniva successivamente trasportato in apposite fabbriche di proprietà della medesima compagnia di famiglia presso le città di Breslavia, Lipsia, Cracovia e Ofen per la sua lavorazione. Per il trasporto poi del materiale lavorato ai porti di Danzica, Stettino e Lubecca sul Mar Baltico, il Fugger finanziò la costruzione di una nuova strada attraverso il Passo Jablunkov. Da questi porti il rame giungeva quindi nella regione russa da una parte e verso Anversa e Lisbona dall'altra, venendo quindi destinato anche all'esportazione verso le Indie.[18][19] Parte del rame veniva trasportato anche a Wiener Neustadt e da li verso i porti adriatici di Trieste e Zengg per il mercato del rame a Venezia. All'epoca le miniere del Tirolo e dell'Ungheria costituivano i principali rifornimenti di rame della produzione mineraria totale dell'Europa e si dimostrarono molto vantaggiose per i Fugger che furono in grado di monopolizzare completamente tale bene in tutto il continente.[20]

I rapporti con Massimiliano I[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Massimiliano I, ritratto di Albrecht Dürer (1519)

Jacob ebbe la straordinaria intuizione di rimanere legato alla casata degli Asburgo che, per quanto non ancora stabilmente legati al trono imperiale del Sacro Romano Impero, avevano già un ruolo predominante nella politica dell'Europa dell'epoca. Per questi motivi egli si assicurò di garantire sempre a loro un notevole apporto finanziario e politico. Jacob Fugger incontrò per la prima volta Massimiliano I, all'epoca giovane re dei Romani, alla fiera di Francoforte nel 1489. L'anno successivo, l'arciduca Sigismondo venne costretto ad abbandonare la posizione su pressione degli Stati Generali del Tirolo che lo avevano accusato di mala gestione delle finanze pubbliche a causa dei suoi pesanti indebitamenti e pertanto le sue terre erano passate di diritto al re dei Romani, Massimiliano appunto. Come prima cosa, Massimiliano decise di pagare al Fugger tutti i debiti accumulati dal suo predecessore.[21]

Alla morte di Federico III nel 1493, Massimiliano venne chiamato a succedergli. Malgrado le costanti difficoltà finanziarie e lo stravagante stile di vita del nuovo sovrano ed i molti progetti politici da lui falliti, Massimiliano I ebbe il pregio di gettare le basi per assicurare agli Asburgo il controllo della Spagna, della Boemia e dell'Ungheria, non con la guerra ma tramite matrimoni vantaggiosi, finanziati interamente con il sostegno di Jacob Fugger.[22]

Il 15 luglio 1507 Massimiliano I vendette la contea di Kirchberg, presso Ulma, la vicina signoria di Weißenhorn e le signorie di Wullenstetten e Pfaffenhofen, parti dei possedimenti personali degli Asburgo in Austria Anteriore a Jakob Fugger.[23] Massimiliano I, che venne incoronato imperatore nel 1508, ricevette in cambio 50.000 gulden dalla vendita di questi possedimenti. Altre vendite seguirono nel 1508 quando cedette al Fugger il castello di Schmiechen e nel 1514 la signoria di Biberbach. Massimiliano I elevò Jacob Fugger nei ranghi della nobiltà nel 1511 e gli concesse il titolo di conte del Sacro Romano Impero nel 1514, fatto che gli consentì di poter operare liberamente senza ulteriori interferenze della nobiltà locale nei suo affari.[24][25] Nel corso della sua vita, Jacob Fugger acquisì la signoria personale su più di 50 piccoli villaggi sparsi.[24]

La fama e soprattutto la potenza economica e politica del Fugger, gli attirarono gli strali del riformatore protestante Martin Lutero, in particolare per i suoi metodi per ottenere ricchezza, contribuendo a diffondere anche tra gli storici l'idea che il controllo di Jacob Fugger sulla politica e la persona di Massimiliano I fosse totale, cosa vera solo in parte minore.[26] Ad ogni modo, giunto alla fine della sua vita, Massimiliano era ancora così pesantemente indebitato che Jacob Fugger fu l'unico a poterlo salvare dalla bancarotta.

La clientela della Santa Sede[modifica | modifica wikitesto]

I primi membri del corpo delle Guardie Svizzere presso la Santa Sede vennero reclutati col denaro prestato al pontefice Giulio II da Jacob Fugger

La famiglia Fugger fu inoltre la prima azienda tedesca ad entrare in affari diretti con la curia romana dell'epoca. Già dal 1477, grazie alla mediazione del fratello di Jacob, Markus, impiegato come si è detto alla cancelleria della curia romana, i Fugger ottennero la possibilità di gestire il trasferimento delle offerte dell'obolo di San Pietro al Vaticano per le terre della Svezia.[27] Nell'anno 1500, Jacob Fugger prestò alla Santa Sede parte della somma necessaria alla costruzione della Basilica di San Pietro, della Cappella Sistina e di altre importanti strutture del Vaticano. Per ripagare gli importanti prestiti concessi da Jacob alla Santa Sede, papa Leone X iniziò ad aumentare considerevolmente la pratica discutibile della vendita delle indulgenze, tanto criticata da Martin Lutero da portare allo scisma protestante all'interno della chiesa.[28] A seguito della morte di papa Alessandro VI nell'agosto del 1503, Jacob Fugger intensificò notevolmente i suoi contatti con Roma. Per il nuovo pontefice Giulio II, infatti, Jacob Fugger trovò il denaro necessario a reclutare le Guardie Svizzere nel 1505/1506, corpo di difesa personale del papa ancora oggi in servizio. A partire dal 1508 i Fugger presero la gestione della zecca romana e coniarono le monete dei papi fino al 1524, anno in cui Papa Clemente VII (Giulio de' Medici) pose fine al monopolio dei Fugger sul conio delle monete. In seguito al Sacco di Roma del 1527 i Fugger non fecero più affari con la curia, anche perché in quell'occasione avevano fatto da ricettatori del bottino di guerra, accettando dagli occupanti ogni tipo di preziosi proveniente dai saccheggi, e accreditandone il valore ai portatori, in Germania. Il che - aggiunto alla crisi economica che inghiottì la città dopo il sacco - rese opportuna la chiusura della filiale dei Fugger a Roma.

Commercio oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Miniatura rappresentante Jacob Fugger (a destra) nel suo ufficio commerciale di Augusta con il suo maestro dei conti, Matthäus Schwarz.

Il commercio oltremare ebbe un ruolo relativamente contenuto rispetto alle altre attività commerciali della famiglia Fugger.

Dopo la scoperta della rotta verso l'India da parte di Vasco da Gama e l'istituzione del monopolio portoghese delle spezie, Jacob Fugger prese parte al commercio delle spezie e nel 1503 aprì una propria manifattura ad esse dedicata a Lisbona. Ricevette il permesso di commerciare pepe, oltre ad altri beni di lusso come perle e gemme, sempre a Lisbona. Assieme ad altre famiglie mercantili tedesche ed italiane, contribuì alla formazione di una flotta di 22 navi portoghesi capitanate da Francisco de Almeida che salpò alla volta dell'India nel 1505 e ritornò nel 1506. Anche se un terzo degli introiti dovette essere ceduto per regolamento al re del Portogallo l'operazione diede un profitto importante.[29] Poco dopo il re dichiarò che il monopolio del commercio delle spezie in Portogallo sarebbe stato unicamente appannaggio della Corona, escludendo così di fatto la partecipazione di mercanti stranieri. Ad ogni modo, i portoghesi erano ancora in gran parte dipendenti dal rame venduto loro dai Fugger che era uno dei beni essenziali da esportare in India.

A differenza della famiglia Welser, la partecipazione di Jacob Fugger al commercio oltremare fu sempre molto cauta, in particolare dopo il fallimento della spedizione nelle Isole Molucche guidata dallo spagnolo Garcia de Loaisa.[30] Vi sono evidenze che portano a credere che egli abbia finanziato il famoso viaggio di Ferdinando Magellano.[31]

La grande crisi di Jacob Fugger[modifica | modifica wikitesto]

I grandi progetti minerari dei Fugger, in particolare in Alta Ungheria, richiedevano un enorme capitale da investire che spesso lo stesso Jacob faticava a racimolare. Dal 1496, egli si propose per questo scopo di legarsi al cardinale Melchior von Meckau il quale, segretamente ed all'oscuro del capitolo della sua chiesa, investì 150.000 gulden nella compagnia dei Fugger in cambio di ricavi personali, pratica che era categoricamente vietata agli uomini di chiesa.[32] Quando questi morì a Roma nel 1509 i suoi investimenti segreti vennero alla luce. Il papa, il principato vescovile di Bressanone e la famiglia di Meckau accusarono Jacob Fugger di aver indotto il defunto cardinale ad investire nelle sue operazioni per questioni di profitto e soprattutto di non averlo denunciato alle autorità della chiesa come sarebbe stato loro preciso dovere di cristiani, ma soprattutto tutti questi enti si dichiaravano eredi degli interessi che il von Meckau vantava nei confronti della compagnia dei Fugger. In questa situazione decise di intervenire personalmente l'imperatore Massimiliano I il quale, a condizione di assistere papa Giulio II nella Guerra della Lega di Cambrai contro la Repubblica di Venezia, ottenne la dichiarazione delle parti come erede del cardinale Melchior von Meckau ed egli poté sfruttare questa entrata per ammortizzare i propri debiti. Il Fugger inviò anche dei gioielli al papa per scusarsi dell'accaduto. Massimiliano I, dal canto suo, in cambio del supporto ottenuto nella faccenda, chiese al Fugger di continuare a sostenere economicamente le sue campagne politiche e militari.[33]

Con la morte dei suoi fratelli Georg nel 1506 e Ulrich nel 1510, Jacob Fugger era rimasto solo alla guida della compagnia di famiglia. La compagnia venne rinominata "Jacob Fugger e fratelli figli".[34]

L'elezione di Carlo V del 1519[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Carlo V, Bernard van Orley (1519/1520)

L'imperatore Massimiliano morì nel gennaio del 1519 e lasciò a suo nipote Carlo le terre ereditarie degli Asburgo con l'aggiunta della Borgogna e la possibilità di concorrere al trono del Sacro Romano Impero. Per assicurarsi gli investimenti fatti nella casata degli Asburgo, Jacob Fugger decise di supportare l'elezione del diciannovenne Carlo al trono imperiale. Oltre a Carlo, anche il re inglese Enrico VIII, il re francese Francesco I e l'elettore Federico III di Sassonia annunciarono la loro candidatura. Francesco I si era già assicurato i voti dell'elettorato di Treviri e del Palatinato, oltre ad offrire una somma di 300.000 gulden per la sua elezione. Oltre a questi principati elettorali, si contavano quelli religiosi di Magonza e Colonia (incerti) e quelli secolari di Boemia (propendente per gli Asburgo), quello del Brandeburgo (incerto) e quello di Sassonia (che certamente avrebbe sostenuto la candidatura del suo elettore).

Quella che si profilava era una situazione non facile per Carlo il quale si rivolse anch'egli come il nonno alla famiglia Fugger per ottenere le somme necessarie a far propendere la candidatura in suo favore. Jacob Fugger trasferì l'enorme somma di più di 850.000 gulden ai principi elettori, ottenendo l'elezione unanime di Carlo al ruolo di sacro romano imperatore il 28 luglio 1519. Oltre ai soldi investiti dai Fugger, ad ogni modo, Carlo dovette contare anche su 550.000 gulden forniti dalla famiglia Welser ed altri 150.000 gulden provvisti da altri tre banchieri italiani. Quella che oggi verrebbe vista come corruzione era in realtà all'epoca una pratica comune per l'elezione dell'imperatore che dimostrava da subito la potenza economica del candidato e quindi la sua solidità a sostenere il futuro ruolo di sovrano più importante d'Europa.[35]

Jacob Fugger e Carlo V, dipinto di Karl Becker, 1866

Alcuni giorni dopo, Carlo V ottenne dal pontefice la nomina a imperatore eletto, venendo incoronato ufficialmente a Bologna dal papa nel 1530.[36]

Carlo V, pur avendo ottenuto un regno "su cui non tramonta mai il sole", era ora profondamente indebitato con Jacob Fugger. Nel 1521 i suoi debiti ammontavano a più di 600.000 gulden. L'imperatore riuscì ad ammortizzare 415.000 gulden della somma totale dovuta con ulteriori garanzie ai Fugger per il commercio e l'estrazione di argento e rame dal Tirolo.[30] Durante la Dieta Imperiale che si tenne a Norimberga nel 1523, i deputati convenuti dibatterono sulla necessità di restringere il capitale ed il numero di compagnie operanti sul territorio imperiale. Jacob Fugger intervenne e ricordò all'imperatore esplicitamente che "è noto che Vostra Maestà Imperiale non avrebbe potuto far valere i propri diritti sulla corona Romana senza il mio aiuto,..." (in tedesco Es ist auch wissentlich und liegt am Tage, dass Eure Kaiserliche Majestät die römische Krone ohne mein Zutun nicht hätte erlangen können,…)[37] Era palese che nell'affermazione del Fugger vi era un richiamo anche a saldare i debiti dell'imperatore e non a caso poco dopo egli ottenne da Carlo V il diritto di sfruttare le miniere di cinabro e mercurio in Almadén, Castiglia.[38]

Matrimonio, eredità e successori[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Jacob Fugger e di Sibylle Artzt, c. 1500
Jacob Fugger e Sybille Artzt, miniatura del libro delle ore della famiglia Fugger, Augusta, laboratorio di Jörg Breu il Giovane, 1545-1549

Nel 1498 il quarantenne Jacob Fugger sposò Sybille Arzt (o Artzt) di Augusta, la figlia diciottenne dell'eminente Großbürger della città. Questo matrimonio consentì ai Fugger di ottenere il tanto sospirato seggio al consiglio cittadino che, pur con tutto il loro denaro, non erano mai riusciti ad ottenere. Quattro anni dopo il matrimonio, Jacob Fugger acquistò per la giovane moglie 40.000 gulden di gioielli derivati dal tesoro di Borgogna per dimostrare ancora una volta la propria potenza economica. La coppia non ebbe figli insieme. Sette settimane dopo la morte del marito, Sybille Arzt sposò un socio in affari di Jacob e si convertì alla fede protestante.[39]

Jacob Fugger morì il 30 dicembre 1525. L'inventario notarile compilato alla sua morte rilevò beni per 3.000.058 gulden e passivi per 867.797 gulden con un attivo quindi di 2.132.261 gulden.[40]

Dal momento che Jacob non aveva avuto eredi diretti, la compagnia passò ai suoi nipoti Raymund e Anton Fugger, che guidarono gli affari della famiglia. Anton, figlio di suo fratello Georg, riuscì a raddoppiare addirittura le fortune della famiglia dal 1546.[41]

Visione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Fugger fu uno strenuo cattolico per tutta la sua vita. Secondo la storica Claudia Stein,[42] Fugger più volte nei suoi scritti ribadì che solo i cattolici avevano diritto a trovare "cura e cure". Malgrado queste sue posizioni radicali, col progredire della riforma protestante, proprio la città di Augusta che gli aveva dato i natali fu tra le più interessate dal nuovo fenomeno religioso. Come controparte, i Fugger finanziarono personalmente l'ascesa della famiglia Asburgo che giocò un ruolo preminente nella controriforma.

Patrono delle arti e opere caritatevoli[modifica | modifica wikitesto]

Il Fuggerei di Augusta è ancora oggi il più antico complesso residenziale popolare della Germania

Intorno al 1520 Albrecht Dürer realizzò per Jacob Fugger uno dei suoi più famosi ritratti.

Jacob Fugger commissionò e fondò numerose opere architettoniche di rilievo. Nel 1509, insieme a suo fratello Ulrich, fondò la Cappella Fugger nella Chiesa di Sant'Anna. La cappella sepolcrale della famiglia Fugger progettata da Albrecht Dürer fu la prima opera architettonica tedesca in stile rinascimentale italiano. Nel 1515 fece realizzare invece la prima opera architettonica profana del Rinascimento tedesco: il Cortile delle Dame nelle case Fugger.

Il 23 agosto 1521 Jacob Fugger fondò la Fuggerei di Augusta, il complesso di case popolari più antico del mondo. In cambio di un affitto annuo di 88 centesimi di euro, tuttora circa 150 cittadini di Augusta cattolici e bisognosi abitano in questo complesso di case a schiera. Essi recitano una volta al giorno tre preghiere per il fondatore e per la sua famiglia. La costruzione della Fuggerei era già iniziata nel 1516 e terminò nel 1523. Fu però ampliata in seguito alla distruzione di due terzi di essa, a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale: l'ultimo ampliamento risale al 1973. La Fuggerei è ancora oggi finanziata con i mezzi della fondazione di Jacob Fugger.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peter Geffcken: Fugger – Geschichte einer Familie: "Die Handelsherren mit dem Dreizack". In: DAMALS 7/2004
  2. ^ Anton Fugger, in Encyclopædia Britannica.
  3. ^ Jakob Fugger, in The Wall Street Journal. URL consultato il 16 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2019).
  4. ^ Andrea Purgatori, Atlantide: Speciale Atlantide - Sacri segreti - Puntata del 26/12/2017, LA7, 26 dicembre 2017, a 00 h 22 min 42 s. URL consultato il 27 dicembre 2017.
  5. ^ Häberlein 2006, p. 20-22
  6. ^ Pölnitz 1999, p. 44-46
  7. ^ Häberlein 2006, p. 34,35
  8. ^ Häberlein 2006, p. 26
  9. ^ Geffcken 2009, p. 15
  10. ^ Pölnitz 2009, p. 32,33
  11. ^ Mineral and political wealth of Banská Bystrica, 2002
  12. ^ Strieder 1931, p. 110-112
  13. ^ Eike Eberhard Unger: Die Fugger in Hall i.T., Tübingen 1967
  14. ^ Jahresbericht für Deutsche Geschichte
  15. ^ Peter Geffcken: Jakob Fugger der Reiche (1459–1525): "Königsmacher", Stratege und Organisator". In: DAMALS 7/2004
  16. ^ Pölnitz 1999, p. 76 et seq.
  17. ^ Häberlein 2006, p. 46
  18. ^ Pölnitz 1999, p. 291
  19. ^ Häberlein 2006, p. 80
  20. ^ Häberlein 2006, p. 46-48
  21. ^ Pölnitz 1999, p. 60
  22. ^ Maximilian I. Excerpted from Encyclopædia Britannica.
  23. ^ Sarah Hadry: Die Fugger in Kirchberg und Weißenhorn. Herrschaftsverfassung und Leibeigenschaft, Konfessionalisierung und Residenzbildung, Augsburg 2007
  24. ^ a b Häberlein 2006, p. 188
  25. ^ Pölnitz 1999, p. 112
  26. ^ Mark Häberlein: Die Fugger. Geschichte einer Augsburger Familie (1367–1650), Stuttgart 2006
  27. ^ Fugger – Geschichte einer Familie: "Die Handelsherren mit dem Dreizack". In: DAMALS 7/2004
  28. ^ Jakob Fugger and the Reformation, su remus.shidler.hawaii.edu. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  29. ^ Franz Hümmerich: Die erste deutsche Handelsfahrt nach Indien 1922
  30. ^ a b Häberlein 2006, p. 66
  31. ^ Greg Steinmetz, The Richest man who ever lived: the life and times of Jakob Fugger, Simon and Schuster, 2015.
  32. ^ Pölnitz 1999, p. 79 et seq.
  33. ^ Häberlein 2006, p. 61-63.
  34. ^ Richard Ehrenberg: Das Zeitalter der Fugger, Geldkapital und Creditverkehr im 16. Jahrhundert (2 Bde), Jena 1896
  35. ^ Strieder 1931, p. 151
  36. ^ Maltby, William, The Reign of Charles V, St. Martin's Press, 2002
  37. ^ Franz Herre: Die Fugger in ihrer Zeit, Augsburg, 2000
  38. ^ Pölnitz 1999, p. 320,321
  39. ^ Barbara Günther: Sybille Fugger, die Frau Jakobs des Reichen., 1985
  40. ^ Richard Ehrenberg: Das Zeitalter der Fugger, Geldkapital und Creditverkehr im 16. Jahrhundert (2 Bde), Jena 1896
  41. ^ Häberlein 2006, p. 67,68
  42. ^ Negotiating the French Pox in Early Modern Germany by Claudia Stein

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ulrich Graf Fugger von Glött: Die Fuggerei: il più antico complesso di case popolari del mondo
  • Greg Steinmetz: Il creatore di re. Storia vera di Jacob Fugger, banchiere, milionario, precursore del capitalismo, compratore di indulgenze, finanziatore di re e di papi, 2016, Baldini & Castoldi
  • Bruno Bushart: Die Fuggerkapelle bei St. Anna in Augsburg, Munich 1994, ISBN 978-3-422-06115-6.
  • Richard Ehrenberg: Das Zeitalter der Fugger, Geldkapital und Creditverkehr im 16. Jahrhundert (2 Vol), Jena 1896.
  • Peter Geffcken: Jakob Fuggers frühe Jahre. In: Martin Kluger (Augsburg): Jakob Fugger (1459–1525). Sein Leben in Bildern, context medien und verlag, Augsburg 2009, ISBN 978-3-939645-14-6.
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  • Peter Geffcken: Fugger – Geschichte einer Familie: "Die Handelsherren mit dem Dreizack". in: DAMALS 7/2004.
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  • Max Jansen: Die Anfänge der Fugger, Leipzig 1907, ISBN 978-3-86741-614-6.
  • Peter Kalus: Die Fugger in der Slowakei, Augsburg 1999, ISBN 978-3-89639-175-9.
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  • Hermann Kellenbenz: Die Fugger in Spanien und Portugal bis 1560. Ein Großunternehmen des 16. Jahrhunderts (2 Vol), Munich 1990, ISBN 978-3-925355-60-8.
  • Norbert Lieb: Die Fugger und die Kunst. Band 1: Im Zeitalter der Spätgotik und der frühen Renaissance, Munich 1952.
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  • Marion Tietz-Strödel: Die Fuggerei in Augsburg, Tübingen 1982, ISBN 978-3-16-844570-8.
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  • Jacob Strieder: Jacob Fugger the Rich, Washington 1931, ISBN 978-1-163-18704-3.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEENITFRRUNLESCSJACHSE) Fugger (sito ufficiale), su fugger.de. URL consultato il 3 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2013).
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