Hercules: il guerriero

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Hercules: il guerriero
The Rock Hercules.png
Dwayne Johnson in una scena del film
Titolo originaleHercules
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2014
Durata98 min (versione cinematografica)
101 min (versione estesa)
Rapporto2,35 : 1
Genereazione, avventura, fantastico
RegiaBrett Ratner
Soggettodalla graphic novel di Admira Wijaya e Steve Moore
SceneggiaturaRyan Condal, Evan Spiliotopoulos
ProduttoreSarah Aubrey, Beau Flynn, Barry Levine, Brett Ratner
Produttore esecutivoPeter Berg, Jesse Berger, Ross Fanger, Stephen Jones
Casa di produzioneFilm 44, Metro-Goldwyn-Mayer, Nimar Studios, Paramount Pictures, Radical Studios, Spyglass Entertainment
Distribuzione (Italia)Universal Pictures
FotografiaDante Spinotti
MontaggioMark Helfrich
Effetti specialiCsaba Bagossy, Florin Daniel Catrinoiu, Aaron Cox, Palagyi Fefe, Szilard Gergely, Gergely Glovotz, Gergely Laszlo, Declan O'Donnell, Dave Roddham, Péter Szlávi
MusicheFernando Velázquez, Johannes Vogel
ScenografiaJean-Vincent Puzos
CostumiJany Temime
TruccoMartina Byrne, Melissa Lackersteen, Daniel Lawson Johnston, Orsi Murányi, Matteo Silvi, Katalin Tomola
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Hercules: il guerriero (Hercules) è un film del 2014 diretto e co-prodotto da Brett Ratner, con protagonista Dwayne Johnson nei panni di Hercules.

La pellicola è basata sulla graphic novel Hercules: La guerra dei Traci (Hercules) di Admira Wijaya e Steve Moore,[1][2] distribuita dalla Radical Comics, e rappresenta il secondo film del 2014 sulla figura leggendaria di Ercole, dopo Hercules - La leggenda ha inizio di Renny Harlin, dove l'eroe è interpretato da Kellan Lutz.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hercules, nella leggenda un semidio figlio di Zeus ma in realtà un orfano ateniese, mortale ma dotato di una forza sovrumana, reduce dalle dodici fatiche affidategli dal re di Micene Euristeo per espiare il massacro della sua stessa famiglia, guida un gruppo di fedeli ed esperti mercenari: l'ironico veggente argivo Anfiarao, il ladro spartano Autolico, l'amazzone scitica Atalanta e il selvaggio e taciturno tebano Tideo, oltre al proprio nipote Iolao, promoter dell'eroe e cantore delle sue gesta. Hercules e i suoi compagni vengono assoldati dal re Cotys per por fine a una sanguinosa guerra civile nelle terre di Tracia. Il nemico che l'anziano monarca indica all'eroe è Reso, a capo di una potente e numerosa armata che saccheggia e devasta il suo regno e che si dice formata dalle mitologiche figure dei centauri.

Hercules, che è tormentato dal ricordo dello sterminio della moglie Megara e dei figli, addestra per breve tempo l'armata di re Cotys e la successiva battaglia contro i Bessi, inizialmente alleati della Tracia ma in seguito "plagiati" da Reso al suo volere, dimostra che, nonostante la vittoria, l'esercito tracio è ancora inesperto. Il mercenario, intanto, fa la conoscenza della figlia del re, Ergenia, vedova anch'essa, e di suo figlio Areo, grande ammiratore delle sue gesta, ma il tormento che si porta dentro lo spinge a tenerli a distanza.

L'esercito tracio, sotto l'esperta guida del gruppo di mercenari, diventa ben presto un'armata ben organizzata e bene armata e, nella successiva battaglia contro l'armata di Reso, esce vincitrice. I capi dell'esercito nemico vengono portati in catene in Tracia e qui il re catturato fa sorgere il dubbio ad Hercules sulla parte che ha deciso di difendere. Il mercenario scopre presto che Cotys è in realtà un vile usurpatore assetato di potere che non ha esitato a uccidere il marito di sua figlia pur di conservare il trono e si è alleato con Euristeo, il quale, una volta che Hercules viene catturato insieme ai suoi compagni d'arme, gli rivela di essere il vero mandante dello sterminio della sua famiglia, eseguito da tre enormi e famelici lupi.

Hercules, ormai prigioniero di Cotys e incatenato nelle segrete del suo palazzo, si libera dei suoi demoni interiori e, dopo avere eliminato i tre lupi che uccisero la sua famiglia, libera i suoi compagni e, con il loro aiuto, uccide prima Euristeo, poi Cotys e il suo generale. Nella battaglia finale, grazie anche al sacrificio del fido Tideo, Hercules riesce a salvare sia Ergenia che Areo, venendo poi riconosciuto come unico e vero leader dall'esercito trace.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget del film è stato di circa 100 milioni di dollari.[3]

Le riprese del film sono iniziate nel luglio del 2013 e si sono svolte tra Croazia e Ungheria.

Il titolo di lavorazione del film era Hercules - The Thracian Wars.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer originale viene diffuso il 25 marzo 2014, seguito subito dalla versione italiana.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 25 luglio 2014 ed in quelle italiane dal 13 agosto.[2][4]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito Rotten Tomatoes il film ottiene il 59% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 5,4 su 10 basato su 111 critiche,[5] mentre su Metacritic ottiere un punteggio di 47 su 100 basato su 25 recensioni.[6]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film debutta al secondo posto al box-office statunitense, incassando 11 milioni di dollari il primo giorno e 29 milioni nel weekend di apertura, dietro a Lucy.[7] In totale il film incassa 244,8 milioni di dollari.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda del film, FilmUP.com SRL.
  2. ^ a b c The Rock nell'epico teaser trailer italiano di Hercules - Il Guerriero!, su badtaste.it. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  3. ^ a b (EN) Hercules (2014), Box Office Mojo. URL consultato il 14 aprile 2018.
  4. ^ Film uscita 13 Agosto 2014, su mymovies.it. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  5. ^ (EN) Hercules, Rotten Tomatoes. URL consultato il 14 aprile 2018.
  6. ^ (EN) Hercules, Metacritic. URL consultato il 14 aprile 2018.
  7. ^ (EN) 'Lucy,' 'Hercules' beat expectations at weekend box offices, su reuters.com. URL consultato il 12 aprile 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]