Henryk Chroscicki

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Henryk Chroscicki, nato Henry Ross e conosciuto anche come Enrico Chroscicki[1] (Varsavia, 31 marzo 1919Parigi, 24 maggio 2000), è stato un produttore cinematografico polacco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in Polonia in una famiglia di religione ebraica. A causa dell'avvento del nazismo, il padre decide di trasferirsi con i famigliari in Australia per evitare persecuzioni.

Con lo scoppio della guerra Henryk si arruola nell'esercito. A causa di un incidente stradale rimane ferito e per tutta la vita ne porta il segno: una vistosa cicatrice sulla parte sinistra della testa. Grazie alla sua condotta durante la guerra può chiedere al governo australiano una borsa di studio e, impossibilitato a frequentare Institut des hautes études cinématographiques di Parigi (sua prima scelta)[2] decide di andare a Roma, dove frequenta il corso di regia del centro sperimentale di cinematografia[3], dove conosce Francesco Maselli.

Al termine del corso, insieme si recano a Palermo per realizzare un documentario, diretto da Maselli, sul teatro dei Pupi Siciliani. A Palermo conoscono Agostino e Alfonso Sansone, due studenti della Palermo bene che avevano creato un noleggio di attrezzature cinematografiche per le numerose troupe che in quel periodo andavano a girare in Sicilia. Henryk stringe amicizia con Alfonso Sansone e, con l'aiuto di Maselli, i due tornano a Roma ed entrano nel mondo cinematografico romano, fondando la società ATC per noleggiare mezzi tecnici alle troupe cinematografiche. Con la collaborazione dell'amico Gillo Pontecorvo, per cui Henryk aveva diretto la fotografia di alcuni documentari[2], acquista in Francia la licenza per costruire la lente anamorfica Totalscope (1956)[4].

Successivamente Chroscicki entra nella produzione cinematografica con Alfonso Sansone, creando la SanCro Film, acronimo dei loro due cognomi[5]. La loro produzione fa la fortuna di molti registi come i fratelli Taviani e Marco Ferreri. Con quest'ultimo, dopo il film La carrozzella, avviano una fruttuosa collaborazione, a cui si unisce Ugo Tognazzi. Realizzano il film Una storia moderna - L'ape regina [6] e un film diretto da Ugo Tognazzi, Il fischio al naso. Sansone e Chrosciki producono anche film western coinvolgendo star hollywoodiane come Telly Savalas, James Coburn, John Phillip Law e Lee Van Cleef.

Quando la SanCro viene chiusa, Sansone inizia a distribuire film d'autore mentre Chroscicki continua ad occuparsi di mezzi tecnici, creando la Cosmovision con Claude Chevereau e, negli anni '70, la Technovision[7], collaborando anche con Francis Ford Coppola in Apocalypse Now [8].

Nel 2014 è stato realizzato il film documentario Alfonso Sansone produttore per caso in cui si narrano le vicende professionali del duo di produttori. Al documentario hanno partecipato tra gli altri Vittorio Taviani, Francesco Maselli e Tonino Valerii[3].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È stato sposato con Helen Pringle, da cui ha avuto due figli.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Bernardo, Un grande protagonista della tecnica cinematografica - La scomparsa di Enrico Chroscicki, su atic-ntc.org.
  2. ^ a b Olivier Rousseau, LES OBJECTIFS ANAMORPHIQUES TECHNOVISION (1976-2004) OU L’ALTERNATIVE D’UN PASSIONNÉ DE LA PHOTOGRAPHIE LARGE, su docs.google.com.
  3. ^ a b Alfonso Sansone produttore per caso, su italiandoc.it.
  4. ^ IEC - FILM FORMATS - PAGE 3, su www.cinematographers.nl. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  5. ^ Enzo Sallustro, Storie del cinema italiano: Il set tra realtà e finzione, Milano, Silvana Editoriale, 2006, p. p. 283, ISBN 97888-3660789-1.
  6. ^ Tullio Masoni, Marco Ferreri, Gremese Editore, 1º gennaio 1998, ISBN 9788877422156. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  7. ^ (EN) Alex Ballinger, New Cinematographers, Laurence King Publishing, 12 ottobre 2004, ISBN 9781856693349. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  8. ^ (EN) Panavision Buys Technovision, in Creative Planet Network, 9 giugno 2014. URL consultato il 31 gennaio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]