Henry Every

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Henry Avery)
Jump to navigation Jump to search
Incisione tratta da A General History of the Pyrates (1725): Henry Avery seguito da uno schiavo

Henry Avery, a volte anche Every o Evory (Plymouth, 23 agosto 1659Bideford, 1699), è stato un pirata inglese, attivo durante il regno di Carlo II d'Inghilterra, alla fine del XVII secolo.

Era chiamato anche John Avery, Long Ben e Benjamin Bridgeman. Era abbastanza alto, corporatura media, dissoluto e con un colorito da avvinazzato. Oltre alla data di nascita e la città natale, il Capitano Charles Johnson riferì anche che, prima di darsi alla pirateria, trascorse alcuni anni come cadetto nella Royal Navy.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni e inizio della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua carriera come primo ufficiale del Duke, una nave noleggiata per combattere i pirati delle Antille. La nave raggiunse il porto di La Coruna, a Cadice, ma qui si fermò per un lungo periodo. Probabilmente gli Spagnoli, che avevano noleggiato la nave non avevano fiducia degli Inglesi, o forse gli Inglesi richiedevano una somma troppo alta per il noleggio. Dunque l’equipaggio che non riceveva nessun compenso cominciò a manifestare il suo malcontento e Avery organizzò un ammutinamento.

La carriera da pirata[modifica | modifica wikitesto]

La nave venne rinominata Carlo II e salpò verso sud e nei dintorni delle isole di Capo Verde gli uomini dell'equipaggio, ora pirati, catturarono tre navi inglesi. Più in là, presso le coste africane, due navi danesi fecero la stessa fine.

Una volta arrivato nell'isola di May, Avery approvvigionò la nave. Con un colpo di mano, Avery catturò il governatore dell'isola e annunciò che lo avrebbe liberato solo in cambio dei rifornimenti necessari. La popolazione accettò tale condizione e la nave ripartì con abbondanza di acqua, verdure fresche e carne secca. Si diresse poi verso la Guinea, dove attaccò tre bastimenti inglesi catturando alcuni schiavi da far arruolare nel suo esercito. voleva intercettare inoltre la flotta del Gran Mogol che partendo dalle Indie, giungeva a Mokha, presso l'imboccatura del mar Rosso e ripartivano per La Mecca carica di merci preziose. Un progetto assai lucroso, poiché su quelle navi viaggiavano tonnellate di seta, denaro e caffè.

Nel settembre del 1695 la Carlo II, dotata di 46 cannoni e di 150 uomini e accompagnata da altri vascelli, tra cui la Pearl e la Portsmouth Adventure di Rhode Island e la Amity di New York, abbordò la prima preda, la Fath Mahmamadi, che fruttò più di 50.000 sterline. Pochi giorni dopo i pirati avvistarono il veliero che rese Avery leggendario, la Ganj-i-Sawai, la più grande nave del Gran Mogol, munita di 40 cannoni e 400 fucili carichi, guidata dal capitano Muhammed Ibrahim. Il primo avvistamento si concluse senza risultati, poiché all'ora del tramonto la nave si allontanò. Per tutta la notte il pirata cercò di intuire la rotta della nave avversaria e il mattino seguente la avvistò nuovamente. Avery si avvicinò con la sua nave e una delle sue prime bordate spezzò l'albero maestro della nave; un cannone degli indiani inoltre esplose, facendo strage e dopo due ore la nave fu abbordata e saccheggiata. Sulla nave del Gran Mogol viaggiavano molte donne, la maggior parte delle quali erano schiave, ma Avery ordinò che non venisse fatto loro del male. Come emerge dalla testimonianza di uno dei pirati, in realtà furono commesse atrocità disumane nei loro confronti. Avery inoltre aveva notato tra le fanciulle una che si distingueva per la sua bellezza. Probabilmente era una delle figlie del Gran Mogol che il pirata volle condurre sulla sua nave per sposarla.

Le nozze si celebrarono una volta che la nave raggiunse il Madagascar e furono all’insegna del lusso. Del resto la vita dei pirati sopra le coste del Madagascar era improntata ad un lusso barbarico: le capanne avevano il pavimento di terra battuta coperto da preziosi tappeti persiani; dai tetti di paglia pendevano lampadari d’oro e d’argento; lungo le strade fangose e piene di cumuli d’immondizia passeggiavano uomini vestiti di seta con le mani callose e sudice coperte di anelli di brillanti. La cerimonia fu molto solenne e accolta positivamente anche dalla ciurma, ma soprattutto il matrimonio dei due fu allietato dalla nascita di un figlio che Avery ebbe sempre molto a cuore.

Ritiro dalla pirateria e morte[modifica | modifica wikitesto]

Il Gran Mogol non accettò né l’assalto alla sua flotta, né la cattura della figlia e quindi minacciò il governo inglese di sequestrare i beni della Compagnia delle Indie per potersi rifare delle perdite. Londra ordinò quindi di dare la caccia ad Avery e di catturarlo. Il pirata si preoccupò innanzitutto di mettere al sicuro la moglie e il figlio, quindi li lasciò su un’isola e raggiunse il Mar dei Caraibi, superando il Capo di Buona Speranza e attraversando l’Atlantico. Una volta arrivato al porto di New Providence contattò il Governatore promettendogli un compenso in cambio del perdono del re. Si recò poi in Irlanda dove vendette la nave e divise il bottino tra i suoi uomini che poi lo abbandonarono. A questo punto, desideroso di tornare dalla famiglia cercò di vendere ai mercanti di Dublino alcuni diamanti per guadagnare denaro, ma il paese non poteva permettersi un tale acquisto e Avery fu costretto a raggiungere l’Inghilterra.

I mercanti di Bristol gli promisero guadagni significativi, ma dopo l’anticipo che gli avevano concesso sparirono e dunque Avery realizzò di essere stato ingannato anche da coloro che dall’aspetto non sembravano pirati. Inoltre il re inglese non aveva accettato il perdono che il Governatore di New Providence aveva promesso. Avery abbandonò ufficialmente la sua carriera da pirata e rimase in Inghilterra fino al termine della sua vita. Morì abbandonato da tutti e lontano dalla famiglia, ma soprattutto indebolito dalla malattia causata dal clima inglese che era diverso da quello del Madagascar a cui era abituato.

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • A lui sono state dedicate molte opere teatrali, fra cui The Succesful Pirate e ciò contribuì a renderlo famoso.
  • Il videogioco Uncharted 4: Fine di un ladro è tutto incentrato sul presunto tesoro segreto di Henry Avery che Nathan Drake cerca di trovare. Nel gioco Henry Avery è descritto come un pirata che, dopo essersi appassionato di cristianesimo e di San Disma, scompare dalla circolazione, ma le informazioni su di lui fanno trapelare che nascose da qualche parte un tesoro da 400 milioni di dollari.
  • È presente nella terza puntata della sesta stagione della nuova serie di "Doctor Who".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN60463879 · ISNI (EN0000 0000 2345 8592 · LCCN (ENn83177900