Heavy Horses

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Heavy Horses
Artista Jethro Tull
Tipo album Studio
Pubblicazione 10 aprile 1978
Durata 43 min : 05 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Folk rock
Progressive folk
Etichetta Chrysalis
Produttore Ian Anderson
Registrazione gennaio 1978, Maison Rouge, Londra, Inghilterra
Note Ristampato nel 2003 con 2 bonus track
Jethro Tull - cronologia
Album successivo
(1978)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4/5 stelle
Progarchives 4/5 stelle
George Starostin 12/15 stelle[1]
« Now you're down to the few and there's no work to do: the tractor's on its way. »
(da "Heavy Horses")

Heavy Horses è un album della band progressive rock inglese Jethro Tull, pubblicato nel 1978.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Heavy Horses è considerato il secondo album di una trilogia di folk rock, completata dal precedente Songs from the Wood e dal successivo Stormwatch e caratterizzata dalla presenza di temi del folklore britannico. Si differenzia da Songs from the Wood per un ritorno al genere progressive, ciononostante il folk rock che ha caratterizzato il precedente album è ancora fortemente presente. Diverse canzoni riguardano gli animali, proseguendo la tradizione di Songs from the Wood, ma l'album è più cupo e meno allegro, con maggiori riferimenti alla civiltà moderna. Questo aspetto è ricalcato anche dalla musica, con il suono della chitarra elettrica molto più presente. È uno degli album più apprezzati dai fans ma anche dalla critica, specialmente durante le esibizioni live. Benché l'edizione rimasterizzata del 2003 contenga due gemme molto amate dai fan, è stata oggetto di lamentele per via di vari problemi di volume presenti durante le tracce e perché nel brano "Rover" era sparito l'accompagnamento d'archi presente invece su tutte le altre edizioni.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le canzoni sono state scritte da Ian Anderson.

  1. ...And the Mouse Police Never Sleeps – 3:11
  2. Acres Wild – 3:22
  3. No Lullaby – 7:54
  4. Moths – 3:24
  5. Journeyman – 3:55
  6. Rover – 4:59
  7. One Brown Mouse – 3:21
  8. Heavy Horses – 8:57
  9. Weathercock – 4:02
    • Bonus track presenti nella versione del 2003:
  10. Broadford Bazaar – 3:38
  11. Living in These Hard Times – 3:09

...And the Mouse Police Never Sleeps[modifica | modifica wikitesto]

L'album si apre con un pezzo dedicato ai gatti. Anderson ci ricorda che la morte, sia essa naturale o provocata, è comunque parte della natura, nella fattispecie il gatto uccide il topo. L'uomo moderno sembra non volere accettare questo concetto.

Acres Wild[modifica | modifica wikitesto]

La canzone affronta l'argomento del sesso ("I'll make love to you"), ma non viene descritto il rapporto in sé quanto piuttosto il luogo dove dovrà essere consumato: a tal proposito vengono raffigurati due scenari, uno rurale e uno urbano.

No Lullaby[modifica | modifica wikitesto]

Letteralmente "nessuna ninnananna", la traccia a prima vista sembra rivolgersi ai bambini, invitandoli a fare attenzione ad ogni genere di pericolo o insidia. Il significato del testo può assumere però un significato più profondo qualora fossimo noi ascoltatori coloro ai quali si rivolge l'autore, tenendo anche in conto l'epoca particolarmente calda a livello storico in cui fu scritta la canzone.

Moths[modifica | modifica wikitesto]

Il pezzo è dedicato alle falene ed è intuibile la descrizione di un rapporto amoroso fra due innamorati mentre le falene danzano alla luce di una candela. La musica e la voce di Anderson evocano un'atmosfera di tenerezza.

Journeyman[modifica | modifica wikitesto]

La canzone descrive uomini d'affari costretti a viaggiare in treno in continuazione e la mancanza del focolare domestico. Si riallaccia a "Fire at Midnight" dell'album Songs from the Wood e alla successiva "Home" dell'album Stormwatch.

Rover[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo lato si apre con una canzone dedicata ai viandanti: infatti, il protagonista della canzone è un vagabondo che parla in prima persona all'ascoltatore.

One Brown Mouse[modifica | modifica wikitesto]

La traccia in questione è ispirata ad una poesia di Robert Burns, Ode To A Mouse (Ode a un topo). I primi 3 versi della poesia sono recitati dallo stesso Anderson nella versione edita sull'album The Best of Acoustic Jethro Tull (2007).

Heavy Horses[modifica | modifica wikitesto]

La title track, si tratta di una delle canzoni in assoluto più apprezzate dai fans nella storia della band. In essa Anderson elogia i cavalli lavoratori della Gran Bretagna, che non sembrano più necessari con l'avvento delle macchine. Nel testo vengono citate le razze equine Clydesdale, Suffolk, Percheron e Shire.

Weathercock[modifica | modifica wikitesto]

Weathercock è la banderuola che si posiziona in cima al tetto di una casa per indicare la direzione del vento, solitamente a forma di gallo con una freccia posta di traverso e le lettere W, E, S, N ad indicare i 4 punti cardinali. Il tempo atmosferico viene utilizzato come analogia per descrivere la situazione dell'essere umano in generale ed è un preludio al successivo album Stormwatch, che tratterà il tema del clima.

Broadford Bazaar[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta della prima bonus track, inserita soltanto nella rimasterizzazione del 2003 ma edita per la prima volta sull'album Nightcap (1993). Broadford è una piccola cittadina sull'isola di Skye (di dove è originario Anderson), ciononostante piuttosto caotica soprattutto per i molti turisti che hanno provocato la nascita di numerosi negozi. Il tutto è servito da ispirazione per la composizione del pezzo.

Living in These Hard Times[modifica | modifica wikitesto]

La seconda bonus track dell'album, edita per la prima volta in 20 Years of Jethro Tull (1988). Il testo riflette la diffusa atmosfera di crisi economica che regnava fra gli anni settanta e gli anni ottanta.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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