J-Tull Dot Com

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J-Tull Dot Com
Artista Jethro Tull
Tipo album Studio
Pubblicazione 23 agosto 1999
Durata 60 min : 26 s
Dischi 1
Tracce 14 + 1 ghost track
Genere Rock progressivo
Progressive folk
Etichetta Varèse Sarabande
Produttore Ian Anderson
Registrazione gennaio-febbraio 1999
Jethro Tull - cronologia
Album precedente
(1998)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 2/5 stelle
Progarchives 3/5 stelle
George Starostin 11/15 stelle[1]
« So punch my name. And in case you wonder -- I'll be yours -- yours, dot com. »
(da "Dot Com")

J-Tull Dot Com (noto anche semplicemente come Dot Com) è un album della band progressive rock inglese Jethro Tull, pubblicato nel 1999.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Un album non di forte ispirazione ma che denota l'abilità di Anderson e compagni a trattare i più svariati argomenti. La title track infatti, dove compare la voce della cantante indiana Najma Akhtar, tratta di due innamorati lontani fra loro per lavoro che hanno, come unico mezzo d'incontro, internet. In effetti J-Tull Dot Com (letteralmente "J-Tull punto com") è anche il nome del sito internet della band nato proprio quell'anno grazie al lavoro di Andrew Giddings.

Il disco contiene come traccia fantasma la title track estratta dall'album da solista di Ian Anderson, The Secret Language of Birds.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

Particolare curiosità potrebbe destare la copertina dell'album. Essa raffigura il dio egizio Chnum, conosciuto successivamente come Amun. Disegnato dallo stesso Anderson che prese spunto da una statuetta di un suo amico ed ex vicino di casa ma che attualmente si trova nel giardino di casa Anderson.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Spiral – 3:50
  2. Dot Com – 4:25
  3. Awol – 5:19
  4. Nothing at All – 0:56
  5. Wicked Windows – 4:40
  6. Hunt by Numbers – 4:00
  7. Hot Mango Flush – 3:49
  8. El Niño – 4:40
  9. Black Mamba – 5:00
  10. Mango Surprise – 1:44
  11. Bends Like a Willow – 4:53
  12. Far Alaska – 4:06
  13. The Dog-Ear Years – 3:34
  14. A Gift of Roses – 3:55
  • Dopo un minuto di silenzio dal termine del brano A Gift of Roses (3:55 - 4:55), inizia la ghost track The Secret Language of Birds (4:55 - 9:40)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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