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Giochi asiatici

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Giochi asiatici
Altri nomiAsian Games
Asiad
Sport
FederazioneOCA
ContinenteAsia
OrganizzatoreOCA / CON
DirettoreIndia (bandiera) Randhir Singh
MottoEver Onward (Sempre Avanti)
Cadenzaquadriennale
Aperturasettembre
Chiusuraottobre
Discipline60 (2026)
Partecipanti11.909 (2023)
Storia
Fondazione1951
Numero edizioni19 (al 2023)
Ultima edizioneXIX Giochi asiatici
Prossima edizioneXX Giochi asiatici

I Giochi asiatici, conosciuti anche come Asiad, sono una manifestazione sportiva continentale multisport che si tiene ogni quattro anni e coinvolge gli atleti dei paesi dell’Asia.[1] I Giochi furono regolati dalla Federazione dei Giochi Asiatici dalla prima edizione di Nuova Delhi (India) nel 1951 fino ai Giochi del 1978.[2] Dal 1982 vengono organizzati dal Consiglio Olimpico d’Asia (OCA), a seguito dello scioglimento della Federazione dei Giochi Asiatici.[3] I Giochi sono riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale e rappresentano il secondo evento multisportivo più grande al mondo dopo i Giochi olimpici.[4]

Nove nazioni hanno ospitato i Giochi asiatici. In totale, quarantasei paesi hanno preso parte alle varie edizioni, inclusa Israele, esclusa dalle successive manifestazioni dopo la sua ultima partecipazione nel 1974. L’ultima edizione dei Giochi si è svolta a Hangzhou, in Cina, dal 23 settembre all’8 ottobre 2023, mentre la prossima si terrà nella Prefettura di Aichi e nella città di Nagoya (Giappone), dal 19 settembre al 4 ottobre 2026.

Dei giochi asiatici esiste anche una versione invernale, organizzata a partire dal 1986 sulla falsariga dei Giochi olimpici invernali.[5] Dal 2010 è consuetudine che la nazione ospitante dei Giochi asiatici organizzi anche i Giochi para-asiatici, che si svolgono poco dopo la conclusione dell’evento principale. Questi ultimi sono riservati ad atleti con disabilità, analogamente ai Giochi paralimpici. Tuttavia, diversamente da quanto avviene con le Paralimpiadi, il contratto della città ospitante dei Giochi asiatici non prevede l’obbligo di organizzare anche la manifestazione paralimpica continentale. Ciò implica che i due eventi si svolgono in modo indipendente e, in futuro, potrebbero tenersi in città o perfino in paesi differenti.

I Giochi dell'Estremo Oriente (Far Eastern Championship Games) precedettero i Giochi asiatici. L’idea originaria nacque nel 1912 per creare una competizione che riunisse sportivi provenienti da tre aree: l’Impero giapponese, le Filippine e la Repubblica di Cina. La prima edizione si tenne a Manila nel 1913 e vide la partecipazione di sei nazioni. In totale si disputarono dieci edizioni dei Giochi dell’Estremo Oriente fino al 1934.

Lo scoppio della seconda guerra sino-giapponese e l’insistenza del Giappone nell’ammettere il Manchukuo (l’Impero Manciù, stato fantoccio controllato da Tokyo) come nazione partecipante portarono la Cina ad annunciare il proprio ritiro dalla manifestazione. I Giochi previsti per il 1938 furono quindi cancellati, e l’organizzazione venne in seguito definitivamente sciolta.[6]

Logo dei I Giochi asiatici.

Dopo la seconda guerra mondiale, diversi territori dell’Asia divennero stati sovrani e indipendenti. Molti di essi desideravano esprimere la propria identità attraverso lo sport, senza ricorrere ai conflitti armati. Durante i Giochi olimpici di Londra del 1948, emerse un dialogo tra i rappresentanti di Cina e Filippine per rilanciare lo spirito dei Giochi dell’Estremo Oriente, nel contesto della decolonizzazione dell’Asia successiva alla guerra.[7]

Guru Dutt Sondhi, rappresentante indiano presso il Comitato Olimpico Internazionale, ritenne che la rinascita dei Giochi dell’Estremo Oriente potesse incarnare lo spirito di unità e i progressi sportivi raggiunti nel continente. Propose quindi la creazione di una nuova competizione: i Giochi asiatici. Fu così fondata la Federazione atletica asiatica (Asian Athletic Federation), incaricata di redigere uno statuto per la nuova organizzazione. Il 13 febbraio 1949 la Federazione atletica asiatica venne ufficialmente inaugurata a Nuova Delhi, che fu anche designata come città ospitante della prima edizione, prevista per il 1950.[8][9] Tuttavia la prima edizione della competizione venne poi rinviata al marzo del 1951, a causa di rallentamenti nella preparazione.

La cerimonia d'apertura dei primi Giochi asiatici.

Il 4 marzo 1951 si tenne ufficialmente la cerimonia di apertura dei I Giochi asiatici a Nuova Delhi. Tra gli ospiti figuravano il primo Presidente dell'India Rajendra Prasad, il primo Primo ministro dell'India Jawaharlal Nehru, membri del governo indiano, rappresentanti del corpo diplomatico e delegati dei Comitati Olimpici Nazionali asiatici partecipanti.

Il National Stadium era gremito da circa 40.000 spettatori. In onore degli ospiti e dei partecipanti, fu eseguito un saluto d’artiglieria di 31 colpi dalle mura del Purana Qila, situato accanto allo stadio. Dopo il discorso del presidente della Federazione dei Giochi Asiatici, Sua Altezza Reale Yadavendra Singh, il presidente Rajendra Prasad dichiarò ufficialmente aperti i Giochi.[10][11]

«I primi Giochi asiatici favoriranno la comprensione e l’amicizia tra tutte le nazioni e avvieranno un processo che, col passare del tempo, rafforzerà i legami tra i popoli dell’Asia.» — Rajendra Prasad[10]

Il primo ministro Nehru tenne un discorso da cui gli organizzatori trassero il motto ufficiale dei Giochi: «Gioca il gioco, nello spirito del gioco». Quindici trombettieri dell’esercito indiano si esibirono sventolando le bandiere delle undici nazioni partecipanti.Seguendo l’ordine alfabetico inglese, gli atleti delle delegazioni partecipanti sfilarono nello stadio secondo la tradizione olimpica, mentre l’India entrò per ultima in quanto paese ospitante. L’accensione del braciere fu effettuata dall’olimpionico indiano dei Giochi del 1924 Dalip Singh, utilizzando la torcia dei Giochi asiatici che era stata accesa con i raggi del sole al Forte Rosso di Nuova Delhi. Infine, l’atleta Baldev Singh, membro della squadra indiana di atletica leggera, pronunciò il giuramento degli atleti a nome di tutti i partecipanti ai Giochi.[10]

Paesi partecipanti ai Giochi Asiatici del 1951.

Alla prima edizione dei Giochi Asiatici parteciparono atleti provenienti da 11 Comitati Olimpici Nazionali. Il comitato organizzatore inviò inviti formali a quasi tutti i paesi asiatici. La Cina fu invitata, ma non rispose entro i termini di iscrizione. Il Pakistan rifiutò di partecipare a causa del conflitto del Kashmir con l’India. La Corea del Sud aveva partecipato all’incontro dei rappresentanti olimpici dei paesi asiatici, svoltosi l’8 agosto 1948 durante i Giochi di Londra, e aveva espresso l’intenzione di inviare i propri atleti, ma non poté farlo a causa della guerra di Corea. L’Unione Sovietica e il Vietnam non furono invitate a causa dei rispettivi sistemi politici.[12] Il Giappone non era stato invitato ai Giochi olimpici del 1948 né alla riunione fondativa della Federazione dei Giochi Asiatici tenutasi a Nuova Delhi nel febbraio 1949, ma venne successivamente autorizzato a partecipare a questa edizione. Il Giappone inviò una delegazione composta da 72 membri — la seconda più numerosa dopo quella del paese ospitante — e prese parte a tutte le discipline tranne gli sport acquatici. La Birmania e l’India parteciparono a tutte le discipline, mentre l’Iran prese parte a tutte le gare ma non schierò atlete donne.[13][14]

Anni di crisi

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Cerimonia di apertura dell'edizione 1958.

Nel 1962, i Giochi furono colpiti da diverse crisi. Il paese ospitante dell'edizione di quell'anno, l’Indonesia, rifiutò di ammettere Israele e Taiwan a causa di questioni di riconoscimento politico e diplomatiche. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) revocò quindi la propria sponsorizzazione ai Giochi e sospese l’Indonesia dalla propria organizzazione.[15] Anche l'Asian Football Confederation (AFC), la IAAF e la IWF ritirarono il loro riconoscimento ai Giochi.[16][17]

La Corea del Sud rinunciò a ospitare i Giochi asiatici del 1970 a causa di una crisi economica e di sicurezza nazionale, a causa di minacce di attacchi da parte della Corea del Nord. La precedente nazione ospitante, la Thailandia, accettò di organizzare i Giochi a Bangkok, utilizzando i fondi trasferiti da Seul.[18] Il Giappone ricevette una proposta per subentrare come paese ospitante, ma rifiutò poiché era già impegnato nell’organizzazione dell’Expo 1970 a Osaka.[19] Quell’edizione fu anche la prima a essere trasmessa in televisione a livello mondiale.[20] Nell'edizione 1974, a Teheran, i Giochi riconobbero ufficialmente la partecipazione di Cina, Corea del Nord e Mongolia. Israele fu ammesso nonostante l’opposizione del mondo arabo, mentre Taiwan poté continuare a partecipare con la denominazione di «Taipei Cinese», anche se il suo status fu abolito durante la riunione generale del 16 novembre 1973 della Federazione dei Giochi Asiatici.[21] Prima dei Giochi asiatici del 1978, il Pakistan ritirò la propria candidatura a ospitare l’edizione per difficoltà economiche e problemi politici, dovuti al conflitto con l'India.[22] La Thailandia offrì nuovamente la propria disponibilità e i Giochi furono organizzati a Bangkok. Come nel 1962, la Federazione dei Giochi Asiatici escluse Taiwan e Israele per motivi politici e di sicurezza.[23]

Diversi organismi sportivi internazionali protestarono contro il divieto, e il Comitato Olimpico Internazionale minacciò di escludere gli atleti partecipanti dai Giochi di Mosca 1980.[24] Di conseguenza diversi paesi si ritirarono dalla competizione prima della cerimonia di apertura.[25]

Riorganizzazione ed espansione

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Gli eventi degli anni precedenti portarono i Comitati Olimpici Nazionali dell’Asia a rivedere lo statuto della Federazione dei Giochi Asiatici. Nel novembre 1981 fu fondato il Consiglio Olimpico d’Asia (OCA), che escluse Israele e Taiwan dalla propria composizione.[26]

L’India era già stata designata come paese ospitante dei Giochi asiatici del 1982, e l’OCA decise di mantenere il calendario precedentemente stabilito dalla Federazione. Il Consiglio Olimpico d’Asia iniziò a supervisionare ufficialmente la manifestazione a partire dalla decima edizione della competizione, i Giochi asiatici del 1986, organizzati a Seul, in Corea del Sud.[27]

Nel 1990, con i Giochi asiatici di Pechino 1990, Taiwan (Repubblica di Cina) fu riammessa, sotto pressione della Repubblica Popolare Cinese, per competere con la denominazione di «Taipei Cinese».[28]

I Giochi asiatici del 1994, tenutisi a Hiroshima, in Giappone, videro la partecipazione inaugurale delle cinque ex repubbliche dell’Unione Sovietica appartenenti all’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Fu inoltre la prima edizione dei Giochi ospitata in una città diversa dalla capitale nazionale.[29] Tuttavia l’Iraq fu sospeso dai Giochi a causa della guerra del Golfo del 1990, mentre la Corea del Nord li boicottò per motivi politici legati ai rapporti con il paese ospitante. Durante la cerimonia di apertura, l’evento fu funestato dalla morte per infarto di Nareshkumar Adhikari, capo della delegazione del Nepal.[30]

I Giochi asiatici del 1998 segnarono la quarta edizione ospitata a Bangkok, in Thailandia. In questa occasione la città prese parte a un processo di candidatura formale. La cerimonia di apertura si tenne il 6 dicembre, mentre le tre precedenti edizioni thailandesi si erano aperte il 9 dicembre. Il re Bhumibol Adulyadej inaugurò ufficialmente i Giochi, che si conclusero il 20 dicembre, la stessa data di chiusura di tutte le precedenti edizioni svoltesi nel paese.

La cerimonia di apertura dei Giochi asiatici 2006.

I Giochi asiatici 2006, rappresentando un momento di espansione e modernizzazione per il movimento sportivo asiatico. La capitale del Qatar, Doha, divenne la prima città del Golfo Persico e la seconda dell’Asia occidentale (dopo Teheran nel 1974) a ospitare i Giochi.[31][32] Fu inoltre la prima edizione dei Giochi alla quale parteciparono tutte le 45 nazioni membri del Consiglio Olimpico d’Asia. In questa occasione, l’emittente Eurosport trasmise l’evento, segnando la prima volta in cui i Giochi asiatici furono diffusi anche al di fuori del continente.[33]

Tuttavia durante i Giochi del 2006, il cavaliere sudcoreano Kim Hyung-chil perse la vita la mattina del 7 dicembre, in seguito a una caduta da cavallo durante la prova di cross country, che si svolgeva sotto la pioggia.[34] L’incidente avvenne all’ostacolo numero otto della fase di cross country della gara completa di equitazione.[35][36] Il cavallo, di nome Bundaberg Black, rotolò sopra di lui durante la caduta,[37] e l’atleta fu trasportato d’urgenza all’Hamad General Hospital, dove il decesso venne successivamente confermato dal comitato organizzatore.[38][39] Kim morì intorno alle 10:50, poco prima di mezzogiorno, ora locale del Qatar.[40] L’incidente gli causò gravi traumi alla testa, al collo e al torace.[41] Il cavallo riportò lesioni molto gravi e venne successivamente soppresso.[42] Si trattò dell’ottavo decesso collegato ai Giochi asiatici di Doha 2006 e del primo a coinvolgere un atleta. L’incidente avvenne quattro giorni dopo un altro tragico episodio: la morte, in un incidente stradale, della volontaria indiana Jagadammamdhu Sudanan Thampi, di 60 anni.[43][44][45]

Durante l'edizione 2010, disputata nella città di Canton, in Cina, il torneo di taekwondo venne stravolto dal cosiddetto Sockgate, quando il 17 novembre Yang Shu-chun, atleta di Taipei Cinese, fu improvvisamente squalificata a 12 secondi dal termine del primo round della gara di taekwondo, mentre era in vantaggio per 9-0 sulla sua avversaria. Fu accusata di aver installato dei sensori illegali sul tallone delle calze.[46][47]

L'accensione del calderone durante la cerimonia di apertura dei XVII Giochi asiatici.

L’episodio si trasformò rapidamente in un incidente diplomatico internazionale, con funzionari, politici e tifosi di Taipei Cinese, Cina e Corea del Sud che si scambiarono accuse di manipolazione e frode.[48]

I XVII Giochi asiatici, disputati nel 2014 nella città di Incheon, in Corea del Sud, il Consiglio Olimpico d'Asia (OCA) e la FIBA non riuscirono a trovare un compromesso su alcune questioni regolamentari, circostanza che portò al boicottaggio dell’evento da parte di una squadre e costrinse altre tre a sostituire alcuni giocatori. La nazionale femminile di pallacanestro del Qatar si ritirò dai dopo che la FIBA confermò il divieto di indossare l’hijab, motivandolo con ragioni di sicurezza.[49] La pallacanestro fu l’unico sport dei Giochi a far rispettare tale divieto. Inoltre, la politica dell’OCA sui giocatori naturalizzati entrava in conflitto con le norme di eleggibilità stabilite dalla FIBA. L’OCA escluse i giocatori statunitensi naturalizzati Quincy Davis, Andray Blatche e Aaron Haynes dalle rappresentative rispettivamente di Taipei Cinese, Filippine e Corea del Sud.[50][51]

I XIX Giochi asiatici segnarono il 110º anniversario dalla creazione del primo evento sportivo continentale in Asia, iniziato con i Giochi dell'Estremo Oriente del 1913.[52] Originariamente previsti dal 10 al 25 settembre 2022, i Giochi furono rinviati al 2023 il 6 maggio 2022 a causa della pandemia di COVID-19.[53] Le nuove date furono annunciate il 19 luglio 2022, mantenendo tuttavia il nome ufficiale di Hangzhou 2022.[54]

Nazioni partecipanti

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Membri del Consiglio Olimpico d'Asia (OCA) e partecipanti ai Giochi asiatici

Tutti i 45 membri affiliati al Consiglio Olimpico d'Asia (OCA) hanno diritto a partecipare ai Giochi.

In base all’appartenenza all’OCA, il Kazakhstan è considerato un Paese asiatico e può prendere parte ai Giochi asiatici, sebbene sia transcontinentale. Tale diritto non si applica invece all’Egitto, che possiede solo il 6% del proprio territorio nella Penisola del Sinai, e partecipa quindi ai Giochi panafricani. La Turchia e la Russia (precedentemente l’Unione Sovietica) — entrambe con ampie porzioni del territorio in Asia — prendono parte ai Giochi europei anziché a quelli asiatici. Allo stesso modo, Azerbaigian, Georgia, Cipro e Armenia, pur trovandosi geograficamente in gran parte nel continente asiatico, partecipano anch’essi ai Giochi europei.

Nel corso della storia, 46 Comitato olimpico nazionale (CON) hanno inviato atleti ai Giochi. L’Israele è stato escluso dalla manifestazione dal 1976, ufficialmente per motivi di sicurezza.[55] Israele chiese di poter partecipare ai Giochi del 1982, ma la richiesta fu respinta dagli organizzatori a causa del precedente massacro di Monaco.[56] Dal 1994 Israele è membro dei Comitati Olimpici Europei (EOC) e compete ai Giochi europei.

Taipei Cinese, Palestina, Hong Kong e Macao partecipano ai Giochi asiatici in virtù della loro adesione all’OCA. A causa del suo particolare status politico, Taipei Cinese compete con la denominazione di Taipei Cinese dal 1990. Il Comitato sportivo e olimpico di Macao è autorizzato a partecipare ai Giochi asiatici dal 1990, pur non essendo riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ai fini dei Giochi olimpici.

Nel 2007 il presidente dell’OCA, lo sceicco Ahmed Al-Fahad Al-Ahmed Al-Sabah, respinse la proposta di ammettere l’Australia alla competizione, dichiarando che, pur apportando valore sportivo, la partecipazione australiana sarebbe stata ingiusta nei confronti dei Comitati Olimpici Nazionali d'Oceania (ONOC).[57] Essendo membri dell’ONOC, Australia e Nuova Zelanda partecipano ai Giochi del Pacifico dal 2015. L’ipotesi di un loro ingresso nei Giochi asiatici fu riproposta nel 2017, dopo la partecipazione australiana ai Giochi asiatici invernali 2017, con l’avvio di colloqui per un’eventuale adesione completa.[58] Il Comitato olimpico australiano annunciò che l’Australia avrebbe potuto inviare un piccolo contingente di atleti ai Giochi di Hangzhou 2022, limitatamente alle discipline con qualificazione olimpica nell’area Asia-Pacifico, come pallacanestro e pallavolo.[59] Nel novembre 2021 fu annunciato che gli atleti dell’Oceania sarebbero stati invitati a competere in atletica leggera, triathlon, pattinaggio a rotelle, sollevamento pesi e wushu, ricevendo “medaglie onorarie” non conteggiate nel medagliere ufficiale.[60] Il piano fu tuttavia accantonato per mancanza di interesse da parte delle federazioni sportive australiane e neozelandesi.[61]

Soltanto sette nazioni — India, Indonesia, Giappone, Filippine, Sri Lanka, Singapore e Thailandia — hanno preso parte a tutte le edizioni dei Giochi asiatici.

Anno Edizione Sede Date Paesi Sport Atleti
1951 I Giochi asiatici India (bandiera) 4 marzo
11 marzo
11 6 489
Nuova Delhi India
1954 II Giochi asiatici 1º maggio
9 maggio
19 8 970
Manila Filippine
1958 III Giochi asiatici Giappone (bandiera) 28 maggio
1º giugno
16 13 1820
Tokyo Giappone
1962 IV Giochi asiatici Indonesia (bandiera) 24 agosto
4 settembre
12 13 1460
Giacarta Indonesia
1966 V Giochi asiatici Thailandia (bandiera) 9 dicembre
20 dicembre
16 14 1945
Bangkok Thailandia
1970 VI Giochi asiatici Thailandia (bandiera) 24 agosto
4 settembre
16 13 2400
Bangkok Thailandia
In origine assegnati a Seul, Corea del Sud Corea del Sud (bandiera)
1974 VII Giochi asiatici 1º settembre
16 settembre
19 16 3010
Teheran Iran
1978 VIII Giochi asiatici Thailandia (bandiera) 9 dicembre
20 dicembre
19 19 3842
Bangkok Thailandia
In origine assegnati al Pakistan Pakistan (bandiera)
1982 IX Giochi asiatici India (bandiera) 19 novembre
4 dicembre
23 21 3411
Nuova Delhi India
1986 X Giochi asiatici Corea del Sud (bandiera) 20 settembre
5 ottobre
22 25 4839
Seul Corea del Sud
1990 XI Giochi asiatici Cina (bandiera) 22 settembre
7 ottobre
36 29 6122
Pechino Cina
1994 XII Giochi asiatici Giappone (bandiera) 2 ottobre
16 ottobre
42 34 6828
Hiroshima Giappone
1998 XIII Giochi asiatici Thailandia (bandiera) 6 dicembre
20 dicembre
41 36 6554
Bangkok Thailandia
2002 XIV Giochi asiatici Corea del Sud (bandiera) 29 settembre
14 ottobre
44 38 7711
Pusan Corea del Sud
2006 XV Giochi asiatici Qatar (bandiera) 1º dicembre
15 dicembre
45 39 9520
Doha Qatar
2010 XVI Giochi asiatici Cina (bandiera) 12 novembre
27 novembre
45 42 9704
Canton Cina
2014 XVII Giochi asiatici Corea del Sud (bandiera) 19 settembre
4 ottobre
45 36 9501
Incheon Corea del Sud
2018 XVIII Giochi asiatici Indonesia (bandiera) 18 agosto
2 settembre
45 40 11720
Giacarta e Palembang Indonesia
2022 XIX Giochi asiatici Cina (bandiera) 23 settembre
8 ottobre
45 40 11935
Hangzhou Cina
2026 XX Giochi asiatici Giappone (bandiera) 18 settembre
3 ottobre
Nagoya Giappone
2030 XXI Giochi asiatici Qatar (bandiera) ?
Doha Qatar
2034 XXII Giochi asiatici Arabia Saudita (bandiera) ?
Riad Arabia Saudita

Elenco degli sport

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In media, nel corso della storia dei Giochi asiatici sono stati disputati circa 260 eventi per edizione, distribuiti su una media di 24 discipline. L’ultima edizione, tenutasi a Hangzhou in Cina, è stata quella con il maggior numero di competizioni, con 481 finali in 40 sport.

Fino all’edizione 2018, ogni Paese ospitante aveva la possibilità di definire liberamente il programma in base alle proprie esigenze locali, il che portò a una rapida e costante crescita del numero di discipline incluse. Tuttavia, tale flessibilità escluse in alcune occasioni sport olimpici come il pentathlon moderno e il triathlon, assenti in alcune edizioni tra il 1986 e il 2006. Questa libertà organizzativa contribuì inoltre all’aumento del numero complessivo di atleti partecipanti, ma rese la manifestazione estremamente imponente, poiché non era previsto alcun limite di quote per ogni CON.

Per evitare un’eccessiva espansione, l’Consiglio Olimpico d’Asia (OCA) introdusse una nuova politica, applicata a partire dai Giochi di Giacarta e Palembang 2018, che limitò il numero complessivo di sport ammessi a 40. Secondo la nuova norma, il programma dei Giochi asiatici deve allinearsi a quello dei successivi Giochi olimpici estivi, recependo eventuali modifiche del programma olimpico. Tuttavia, ogni regione rappresentata nell’OCA può proporre uno sport regionale, e i comitati organizzatori delle edizioni possono includere da uno a due sport aggiuntivi per esigenze locali.[62][63]

Legenda:      = Discontinuo o non più presente

SportEdizioni
Sport acquaticiTutte
Tiro con l’arcodal 1978
Atletica leggeraTutte
Badmintondal 1962
Baseballdal 1994
PallacanestroTutte
Giochi da tavolo2006–2010, 2022
Culturismo2002–2006
Bowling1978, 1986, 1994–2018
Pugilatodal 1954
Canoa/kayakdal 1986
Cricket2010–2014, dal 2022
Biliardo1998–2010
Ciclismo1951, dal 1958
Danza sportiva2010, dal 2022
Dragonboat2010, 2018–2022
Equitazione1982–1986, dal 1994
E-sportdal 2022
Scherma1974–1978, dal 1986
Hockey su pratodal 1958
CalcioTutte
Golfdal 1982
Ginnasticadal 1974
Pallamanodal 1982
Moto d’acqua2018
Judodal 1986
SportEdizioni
Jujitsudal 2018
Kabaddidal 1990
Karatedal 1994
Kurashdal 2018
Arti marziali miste2026
Pentathlon moderno1994, 2002, dal 2010
Parapendio2018
Silat2018
Sport su rotelle2010, dal 2018
Canottaggiodal 1982
Rugbydal 1998
Vela1970, dal 1978
Sambo2018
Sepak takrawdal 1990
Tirodal 1954
Arrampicata sportivadal 2018
Squashdal 1998
Surf2026
Tennistavolo1958–1966, dal 1974
Taekwondo1986, dal 1994
Tennis1958–1966, dal 1974
Triathlondal 2006
Pallavolodal 1958
Sollevamento pesi1951–1958, dal 1966
Lottadal 1954
Wushudal 1990
SportDisciplinaEdizioni
Sport acquatici Nuoto artisticodal 1994
TuffiTutte
Nuoto in acque libere2022
NuotoTutte
PallanuotoTutte
Baseball Baseballdal 1994
Softballdal 1990
Pallacanestro PallacanestroTutte
Basket 3x3dal 2018
Giochi da tavolo Scacchi2006–2010, 2022
Bridge2018–2022
Go2010, 2022
Xiangqi2010, 2022
Canoa/kayak Canoa slalomdal 2010
Canoa sprintdal 1990
Ciclismo BMX racingdal 2010
BMX freestyle2026
Mountain bike1998–2002, dal 2010
Ciclismo su strada1951, dal 1958
Ciclismo su pista1951, 1958, dal 1966
Danza sportiva Ballroom2010
Breakingdal 2022
Ginnastica Ginnastica artisticadal 1974
Ginnastica ritmicadal 1994
Trampolino elasticodal 2006
Sport su rotelle Pattinaggio artistico a rotelle2010, 2022
Inline freestyle2022
Pattinaggio di velocità a rotelle2010, 2018–2022
Skateboarddal 2018
Rugby Rugby a 151998–2002
Rugby a 7dal 1998
Tennis Tennis1958–1966, dal 1974
Soft tennisdal 1994
Pallavolo Pallavolodal 1958
Pallavolo a nove1958–1962
Beach volleydal 1998

Dei 46 Comitati olimpici nazionali che hanno partecipato nella storia dei Giochi asiatici, 43 hanno conquistato almeno una medaglia. I tre comitati che non hanno ancora ottenuto alcun podio sono il Bhutan, le Maldive e il Timor Est.

Trentotto comitati olimpici nazionali hanno vinto almeno una medaglia d’oro: solo il Giappone e l’India sono riusciti a conquistare medaglie d’oro in tutte le edizioni dei Giochi. La Cina e il Giappone sono invece le uniche due nazioni ad essere salite in vetta al medagliere complessivo nel corso delle varie edizioni.[64]

Durante i Giochi del 2022, l’India è diventata la quarta nazione nella storia, dopo Giappone, Cina e Corea del Sud, a superare la soglia delle 100 medaglie conquistate in un’unica edizione.[65][66]

La Cina, insieme al Giappone e alla Corea del Sud, era già stata tra le prime tre nazioni a superare il traguardo complessivo delle 200 medaglie in un’unica edizione, ai Giochi di Seul 1986.[67]

Nel 2022 la Cina è diventata il primo Comitato olimpico nazionale a superare, nella stessa edizione, le soglie delle 100 e 200 medaglie d’oro, nonché delle 300 e 400 medaglie complessive.[68][69][70]

Medaglia dei Giochi asiatici del 1974.
Medaglia d'oro dei Giochi del 1990.
Medaglia di bronzo dell'edizione 1958.
Medaglia d'oro della seconda edizione del 1954.
# Nazione Oro Argento Bronzo Totale
1Cina (bandiera) Cina167411057913570
2Giappone (bandiera) Giappone1084110410543242
3Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud7877229162425
4Iran (bandiera) Iran192202217611
5India (bandiera) India183238357778
6Kazakistan (bandiera) Kazakistan165180292637
7Thailandia (bandiera) Thailandia144189311644
8Corea del Nord (bandiera) Corea del Nord120162189471
9Taipei cinese (bandiera) Taipei cinese118164304586
10Uzbekistan (bandiera) Uzbekistan105138171414
11Indonesia (bandiera) Indonesia98130264492
12Filippine (bandiera) Filippine71116241428
13Malaysia (bandiera) Malaysia69109166344
14Qatar (bandiera) Qatar483759144
15Hong Kong (bandiera) Hong Kong4696141283
16Singapore (bandiera) Singapore4465123232
17Pakistan (bandiera) Pakistan446499207
18Brunei (bandiera) Brunei492828105
19Kuwait (bandiera) Kuwait293438101
20Arabia Saudita (bandiera) Arabia Saudita29152771
21Mongolia (bandiera) Mongolia2851104183
22Vietnam (bandiera) Vietnam2175112208
23Israele (bandiera) Israele18161953
24Birmania (bandiera) Birmania172857102
25Emirati Arabi Uniti (bandiera) Emirati Arabi Uniti12222761
26Sri Lanka (bandiera) Sri Lanka12132651
27Kirghizistan (bandiera) Kirghizistan8254780
28Siria (bandiera) Siria981633
29Iraq (bandiera) Iraq7172650
30Tagikistan (bandiera) Tagikistan682135
31Giordania (bandiera) Giordania5212854
32Libano (bandiera) Libano55919
33Turkmenistan (bandiera) Turkmenistan391830
34Macao (bandiera) Macao3142239
35Cambogia (bandiera) Cambogia32510
36Bangladesh (bandiera) Bangladesh15814
37Corea unificata (bandiera) Corea unificata[71][72]1124
38Oman (bandiera) Oman1146
39Laos (bandiera) Laos041418
40Afghanistan (bandiera) Afghanistan051116
41Nepal (bandiera) Nepal032326
42Brunei (bandiera) Brunei0156
43Yemen (bandiera) Yemen0022
44Palestina (bandiera) Palestina0022

Il riconoscimento di Most Valuable Player venne introdotto per la prima volta in occasione dei Giochi asiatici del 1998 di Bangkok, in Thailandia. In origine, il premio veniva assegnato a un solo atleta per edizione.

A partire dall’edizione del 2022 a Hangzhou, il riconoscimento è stato invece conferito separatamente a un atleta e a un’atleta, designando così un vincitore maschile e uno femminile.[73]

Anno Atleta Sport Note
Maschile Femminile
1998 Giappone (bandiera) Koji Ito N.D. Atletica leggera [74]
2002 Giappone (bandiera) Kosuke Kitajima N.D. Nuoto [74]
2006 Corea del Sud (bandiera) Park Tae-hwan N.D. Nuoto [75]
2010 Cina (bandiera) Lin Dan N.D. Badminton [76]
2014 Giappone (bandiera) Kosuke Hagino N.D. Nuoto [77]
2018 N.D. Giappone (bandiera) Rikako Ikee Nuoto [78]
2022 Cina (bandiera) Qin Haiyang Cina (bandiera) Zhang Yufei Nuoto [79][80]
  1. China's Great Leap: The Beijing Games and Olympian Human Rights Challenges, Seven Stories, 4 gennaio 2011, p.  51., ISBN 9781583228432.
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  80. Asian Games 2023: Chinese swimmers Zhang Yufei and Qin Haiyang win MVP awards, su Olympics, 9 ottobre 2023. URL consultato il 4 ottobre 2024 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2024).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Consiglio Olimpico d'Asia, su ocasia.org. URL consultato il 18 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2018).
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