Gian Domenico Pisapia

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« Ho difeso molti colpevoli. Mai, però, sapendo che il mio cliente era colpevole, ho chiesto l'assoluzione. Nostro compito è far trionfare la giustizia, cercare le attenuanti. »

(Gian Domenico Pisapia ad Antonio Di Pietro[1])
Gian Domenico Pisapia

Gian Domenico Pisapia (Caserta, 22 febbraio 1915[2]Milano, 25 febbraio 1995) è stato un avvocato e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Caserta nel 1915, figlio di un bancario, si laureò in giurisprudenza nel 1935 ed ebbe come professore Vincenzo Manzini, di cui fu anche allievo e assistente; era nipote di Guglielmo Pisapia. Fu costretto a rinunciare alla carriera nell'Avvocatura dello Stato perché rifiutò di prestare giuramento al Partito Nazionale Fascista. Nel 1938 si laureò in filosofia; fu professore di diritto e procedura penale all'Università di Modena, poi presso la Statale di Milano dal 1961 al 1985.

Dal 1975 fu presidente della commissione ministeriale che elaborò nel 1988 l'attuale Codice di procedura penale. In precedenza aveva presieduto un'analoga commissione, che nel 1978 allestì un progetto di codice di procedura civile che tuttavia non fu mai approvato.

Condirettore di diverse riviste specialistiche, fu autore del diffusissimo Compendio di Procedura Penale e di saggi sul segreto istruttorio, sul reato continuato e sui delitti contro la famiglia.

Partecipò a numerosi processi che ebbero risonanza nazionale, tra cui quello sul caso SIFAR in cui assunse la difesa di Eugenio Scalfari e Lino Jannuzzi contro la querela del generale Giovanni De Lorenzo, il caso del disastro del Vajont e quello del giornale studentesco La zanzara. Ha collaborato con Giovanni Conso, Giuliano Vassalli e Vittorio Grevi. Era inoltre amico di Antonio Di Pietro. Fu uno dei legali di Massimo Carlotto e Adriano Sofri.

L'11 febbraio 1994, candidato a Milano al Senato con l'Alleanza dei Progressisti nel collegio Milano 2, raggiunse il 26,6% dei voti ma non risultò eletto a causa della vittoria di Giancarlo Pagliarini del Polo delle Libertà.

I suoi funerali si tennero nella parrocchia dei Santi Silvestro e Martino[3]. Il figlio Giuliano Pisapia, nato nel 1949 è un avvocato e politico, sindaco di Milano dal 2011 al 2016.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Delitti contro la famiglia (1953)
  • Disposizioni penali in materia di società e consorzi (1956)
  • Il segreto istruttorio nel processo penale (1960)
  • Compendio di procedura penale (1975)
  • Istituzioni di diritto penale (1975)
  • Nuovo codice di procedura penale (1988) - Pisapia e altri
  • Lineamenti del nuovo processo penale (1989)

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Citazione riportata dal "Corriere della Sera" del 26 febbraio 1995
  2. ^ (FR) Cahiers de défense sociale - Années 1994/1995 (PDF), Société internationale de défense sociale, 1995, p. 14.
  3. ^ La salma venne visitata dal prefetto di Milano Giacomo Rossano, che portò le condoglianze alla famiglia a nome del presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN7465167 · LCCN: (ENn81035223 · SBN: IT\ICCU\CFIV\008926 · ISNI: (EN0000 0000 8195 5052 · GND: (DE123683963 · BNF: (FRcb123519341 (data)
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