Reato continuato

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L'istituto giuridico del reato continuato è previsto e disciplinato dall'art. 81 co. 2 C.P. In diritto penale si ha reato continuato quando una medesima persona compie, con più azioni od omissioni, una pluralità di violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge, anche in tempi diversi, in esecuzione del medesimo disegno criminoso.

Si tratta di un particolare tipo di concorso materiale di reati, caratterizzato dalla presenza di un disegno criminoso unico che accomuna i reati commessi nella sua esecuzione. L'art. 81 del codice penale italiano, in seguito alla riforma della legge n. 220 del 1974 di conversione del decreto legge n. 99 del 1974, è stato modificato ampliando la portata applicativa della norma. In seguito l'art. 81 è stato ulteriormente modificato con la legge n. 251 del 2005, con l'aggiunta di un ulteriore comma, il quarto, secondo il quale "fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, l'aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave". In caso di reato continuato è prevista l'applicazione del cumulo giuridico, ovvero della pena determinata ai sensi dell'art. 81 co. 1 c.p., secondo il quale "è punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo". La difficoltà di provare la presenza di un "medesimo disegno criminoso", ha indotto nel tempo la giurisprudenza a presumere l'esistenza del reato continuato in tutti quei casi in cui un soggetto compia più reati anche a distanza di tempo, estendendo quindi ulteriormente l'area di operatività del cumulo giuridico, anche se il criterio cronologico resta, secondo la giurisprudenza della cassazione (v. tra le tante Cass. pen. Sez. I, 13/11/2012, n. 11564), uno degli elementi da valutare per applicare o meno l'istituto giuridico.

L'espressione medesimo disegno criminoso identifica l'ipotesi in cui l'agente ha, prima dell'inizio dell'esecuzione del primo reato, programmato con sufficiente precisione i tipi di reati che è intenzionato a commettere.

Testi normativi[modifica | modifica wikitesto]

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