Jacques de Vitry

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Jacques de Vitry
cardinale di Santa Romana Chiesa
Ignoto, cardinale jacques de vitry, 1518.JPG
Medaglia celebrativa di Jacques de Vitry del 1518
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Incarichi ricopertiVescovo di San Giovanni d'Acri dal 1216 al 1228
Vescovo ausiliare di Liegi dal 1226 al 1229
Cardinale vescovo di Frascati dal 1229 alla morte
 
Nato1165 circa
Consacrato vescovoPerugia, 31 luglio 1216
Creato cardinale1229 da papa Gregorio IX
Deceduto1º maggio 1240
 

Jacques de Vitry, italianizzato come Giacomo di Vitry (in latino: Jacobus de Vitriaco; Vitry-en-Perthois, 1165 circa – Roma, 1º maggio 1240), è stato un predicatore, teologo, storico vescovo e cardinale francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nato verso il 1165 nella regione di Reims, in un luogo identificabile con Vitry-en-Perthois[1], da una famiglia agiata, inizialmente studia e insegna all'Università di Parigi. Nel 1208 arriva a San Nicola d'Oignies, nella diocesi di Liegi, dove sceglie di seguire la regola di sant’Agostino, senza associarsi ad una particolare congregazione.

Qui Jacques de Vitry conosce la beata Maria d’Oignies, una beghina che si era stabilità in prossimità del priorato d’Oignies già nel 1207. Egli diventerà suo confessore, direttore spirituale, nonché suo biografo.

Sempre in questi anni, Jacques viene ordinato sacerdote a Parigi, sebbene non ci sia un parere univoco sulla data esatta[2].

Diventa inoltre un membro dell’entourage di Hugues de Pierrepont, vescovo di Liegi (1200-1229), insieme con Jean de Liro e Jean de Nivelles.

Primi anni di ministero e predicazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1211, grazie alle sue doti oratorie, riceve dal nunzio papale Raymond d’Uzès il compito di predicare contro gli Albigesi.

Incisione di Remacle Le Loup da Délices du pays de Liége (1740 circa) raffigurante il priorato d'Oignies.

Nel 1212 o nel 1213, incontrerà anche Folchetto di Marsiglia, che stava conducendo nel nord della Francia e nel principato di Liegi diverse campagne in favore della crociata anti-albigese. Secondo Jacques de Vitry fu la fama di Maria d’Oignies ad attirarlo in quelle terre[3], tanto che sarà proprio il vescovo di Tolosa a chiedergli di scrivere la biografia della donna come esempio da portare contro gli eretici della sua diocesi[4].

L’abilità nella predicazione di Jacques de Vitry verrà elogiata da diversi autori dell’epoca: Tommaso di Cantimpré[5], Vincenzo di Beauvais[6], Renier de Saint Jacques[7] e Umberto di Romans[8].

Nel maggio 1216 visitò Milano: qui conobbe gli Umiliati elogiandoli per la loro attività antiereticale[9].

Vescovo di San Giovanni d'Acri[modifica | modifica wikitesto]

Sigillo di Jacques de Vitry come vescovo di Acri

Probabilmente grazie ai suoi successi oratori, Jacques viene eletto vescovo di San Giovanni d'Acri. Il 17 luglio 1216 si reca perciò a Perugia e il 31 dello stesso mese[10] è consacrato vescovo per le mani di Papa Onorio III. Recatosi poi in Palestina Jacques de Vitry svolgerà una fervente attività durante la quinta crociata, partecipando all'assedio di Damietta, dal 1218 al 1221; qui, in particolare, nel 1219 ebbe modo di conoscere san Francesco d’Assisi, recatosi in Egitto per predicare davanti al Sultano al-Malik al-Kāmil.

Dopo il fallimento della Quinta Crociata, prima dal 1222 al 1223, e poi dal 1225, ritorna a più riprese in Occidente specialmente nella diocesi di Liegi: per alcuni anni la sua presenza qui fu così frequente che lo si potrebbe considerare come un vescovo ausiliare. In aggiunta, sempre durante il secondo viaggio sopra ricordato, sceglierà di consegnare al Papa nel 1228 le sue dimissioni dalla diocesi di Acri.

Dal 1226 al 1229 svolge alcune missioni pastorali per conto del vescovo di Liegi, Hugues de Pierrepont, che lo nominerà suo esecutore testamentario. Sarà proprio Jacques ad assistere il vescovo gravemente malato negli ultimi giorni prima della sua morte, avvenuta a Huy il 12 aprile 1229.

Cardinale-vescovo di Frascati[modifica | modifica wikitesto]

Nelle settimane successive alla morte di Hugues, Papa Gregorio IX chiama Jacques de Vitry a Roma e lo nomina cardinale-vescovo di Frascati, una delle diocesi suburbicarie della città; la prima menzione di questo suo titolo cardinalizio è databile al 29 luglio 1229.

Tra il 1229 e il settembre 1239 spenderà i suoi ultimi anni lavorando alla corte papale.

Alcune fonti[11] indicano nel 1239 la sua elezione come patriarca di Gerusalemme[12], tuttavia studi più recenti smentiscono questo dato[13].

Morì il 1º maggio 1240 e fu sepolto a Oignies.

Studi sui resti di Jacques de Vitry[14][modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 il progetto CROMIOSS, condotto dalla Società Archeologica di Namur (SAN) in collaborazione con diverse università belghe ed istituti di ricerca, ha intrapreso uno studio scientifico interdisciplinare sui presunti resti di Jacques de Vitry, collocati nella chiesa di Santa Maria d’Oignies in Belgio, riuscendo ad accertarne l’autenticità grazie ad analisi antropologiche, isotopiche e genetiche.

All’interno dello stesso progetto è stata anche analizzata una mitra di particolare raffinatezza appartenuta a lui stesso.

Inoltre, grazie ad un lavoro di antropologia forense sul cranio, comprovato dalle analisi del DNA, è stato possibile creare una ricostruzione digitale del volto del cardinale.

I resti sono stati poi reinumati ad Oignies nel 2019.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Incisione di una beghina, Matthäus Brandis, 1489

Vita beatae Mariae Oigniacensis[modifica | modifica wikitesto]

Maria d'Oignies ebbe un influsso decisivo su Jacques de Vitry e sulla sua attività pastorale. Nel 1213, dopo la morte della donna, concordemente alla richiesta di Folchetto di Marsiglia, Jacques avrebbe iniziato a scrivere la sua biografia sia per contrastare gli avversari delle «sante donne»[15], ossia le beghine, della diocesi di Liegi, sia per combattere l’eresia catara, offrendo un modello di vita esemplare.

Nel prologo riporta la richiesta del vescovo di Tolosa appena ricordata; ci fornisce inoltre una testimonianza su Cristina l’Ammirabile, che ebbe modo di incontrare di persona[16]. Nella prima parte racconta qualche episodio della vita di Maria mettendo in risalto alcuni aspetti della sua spiritualità. Nella seconda narra di come Maria abbia vissuto e fatto fruttificare i doni dello Spirito Santo nel corso della sua esistenza. Infine narra della malattia e della morte della donna.

L’opera fu probabilmente terminata nel 1216, prima della partenza di Jacques per la diocesi di Acri, ed è possibile che ne abbia consegnato una copia anche a Papa Onorio III per perorare la causa delle beghine.

A quest’opera Tommaso di Cantimpré aggiungerà un Supplementum in cui si raccontano i miracoli, le profezie adempiute e le apparizioni di Maria dopo la sua morte.

La cosa più interessante della biografia è il rapporto che si instaura tra la donna e il suo direttore spirituale: Jacques de Vitry ascoltava spesso Maria in confessione, e al tempo stesso restava affascinato dalla santità della donna, potendo così sviluppare una reale comprensione della vita mistica[17].

La Vita di Maria d’Oignies ebbe un certo successo, venendo trascritta in più di quindici manoscritti, alcuni dei quali risalenti al XIII secolo, provenienti per la maggior parte da abbazie belghe e del nord della Francia.

Su di essa sono stati compiuti diversi studi inerenti al campo dell’agiografia medievale e dello studio dei movimenti femminili.

Epistulae[modifica | modifica wikitesto]

Dettate per fini privati tra il 1216 e il 1221 al suo scrivano Jean de Cambrai, e mai riunite in un'unica raccolta, le lettere di Jacques de Vitry ci sono state trasmesse da una dozzina di manoscritti. Queste erano spesso spedite contemporaneamente a più persone senza particolari modifiche del testo. I principali destinatari sono: il Papa, Leopoldo VI di Babenberg, professori parigini e congregazioni religiose del Brabante e dell’Hainaut[18].

Nell’edizione critica di Huygens troviamo sette epistulae:

  1. Databile al 1216, e scritta a Genova, questa lettera racconta quanto vissuto da Jaques in diverse città d’Italia[19].
  2. Nella prima parte, scritta tra il 4 novembre 1216 e il febbraio del ’17, l’autore narra la traversata verso Acri; nella seconda, databile alla primavera del 1217, si racconta il viaggio verso Tiro, Sidone, e la Siria.
  3. Di autenticità discussa, viene inviata a Papa Onorio III dopo la presa della torre difensiva di Damietta il 24 agosto 1218.
  4. Databile al 22 settembre 1218, racconta alcune operazioni militari in Egitto.
  5. La prima parte racconta dell’assedio di Damietta nella primavera del 1219; la seconda si interrompe dopo la battaglia del 29 agosto, ed è databile perciò al settembre 1219.
  6. Scritta nella primavera del 1220, narra gli avvenimenti dell’inverno 1219-1220 ed in particolare la conquista di Damietta[20].
    Prete Gianni, Atlante di Maria I Tudor, Diogo Homem, 1555-1559
  7. Probabilmente stesa il 18 aprile 1221, dopo aver parlato dei pericoli affrontati dai crociati in Egitto la lettera si dilunga sulla leggenda del Prete Gianni.

Historia Hierosolymitana abbreviata[modifica | modifica wikitesto]

Completata tra il 1223 e il 1224 l’Historia Hierosolymitana abbreviata, conosciuta anche come Historia Orientalis, è un’opera che ci è pervenuta in tre libri, di cui solo i primi due sono di autenticità certa[21].

Historia Orientalis[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo libro, intitolato Historia Orientalis, l’autore, sulle orme di Guglielmo di Tiro, descrive in ordine cronologico la storia della Terra Santa focalizzandosi in particolare sull’epoca che va dalla conquista araba fino al Concilio Lateranense IV (1215); al suo interno, oltre alla narrazione dei fatti legati alla prima crociata, e alla parabola dei Regni Cristiani, Jacques de Vitry inserisce alcune digressioni sui popoli locali, su Maometto, sui musulmani, sulla Chiesa d’Oriente, sulla flora e la fauna del luogo, ma anche sulle colpe dei cristiani e sui vizi delle comunità locali[22].

Questa prima parte dell’opera fu sicuramente composta in Oriente.

Sulla datazione non tutti gli storici sono concordi: sebbene, infatti, si collochi l’inizio della stesura nel periodo della conquista di Damietta (5 novembre 1219), la fine, invece, secondo Christian Cannuyer sarebbe da collocare nella primavera del 1221[23], mentre per Jean Donnadieu andrebbe postdata al 1223/1224[24].

Ebbe molto successo, tanto da essere tuttora conservata in 124 manoscritti.

Historia Occidentalis[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo libro, detto Historia Occidentalis, Jacques de Vitry descrive lo Stato della Chiesa del contemporaneo Occidente e il suo rinnovamento grazie alla predicazione, agli ordini regolari, al clero secolare e a laici come i crociati e i pellegrini; l’opera viene bruscamente interrotta al XXXIX capitolo[25].

Nelle sue pagine possiamo ricavare importanti informazioni sui movimenti religiosi dell'epoca, tra cui Umiliati e Francescani: Jacques de Vitry, infatti, sarà uno dei primi testimoni del nascente Ordine Francescano, di cui offre una vivida descrizione soffermandosi sullo stile di vita profondamente evangelico adottato dai frati minori, nonché dallo stesso san Francesco recatosi in missione presso il Sultano e descritto al capitolo XXXII[26].

Basandoci sul contenuto dell’opera possiamo datare l’Historia Occidentalis tra il 1219 e il 1226: la prima data si riferisce alla predicazione di san Francesco a Damietta; la seconda è stata fissata sia poiché successiva al definitivo ritorno in Europa dell’autore, sia per alcune conoscenze teologiche, presenti nell’Historia, che Jacques avrebbe ragionevolmente potuto conoscere solo nel 1225-1226[27].

A differenza della prima parte dell’opera, questo secondo libro ci è stato tramandato da 24 manoscritti, sempre preceduto dall’Historia Orientalis.

All’interno di questi due libri possiamo notare, oltre che una solida documentazione e un attento spirito d’osservazione, anche un certo gusto per l’antitesi: infatti, se prima si trattava dell’Oriente, ora si descrive l’Occidente; e qui, ad un quadro di corruzione generale, fa da contraltare la speranza nelle nuove fondazioni e nel recente approfondimento teologico[28].

III libro[modifica | modifica wikitesto]

Infine, l’ultimo e terzo libro, non presenta un titolo particolare e, sebbene sia stato pubblicato a suo nome[29], è in realtà una combinazione di frammenti di altri autori[30], forse provenienti dallo stesso entourage di Jaques de Vitry a quel tempo ancora in Oriente.

Sermones[modifica | modifica wikitesto]

Grazie ai suoi sermoni Jacques de Vitry poté acquistare durante la sua vita una straordinaria fama di predicatore. Al loro interno l’autore realizza una predicazione innovativa, resa maggiormente fruibile ed efficace dall'inserimento di più di 420 exempla. Il sapiente impiego di questi espedienti retorici fece di Jacques de Vitry un modello dell'exemplum: i suoi racconti esemplari, divertenti e moralizzanti, presenti specialmente nei Sermones vulgares, furono largamente ripresi e imitati[31].

La loro stesura è da situare dopo il ritorno definitivo di Jacques de Vitry dalla Terra Santa, sia durante la sua permanenza a Liegi, che a Roma.

Sermones de tempore vel dominicales[modifica | modifica wikitesto]

Questa prima raccolta di 194 omelie (più il prologo), è strutturata sull’anno liturgico.

Nel prologo si annuncia la seguente ripartizione:

  1. Avvento e Natale.
  2. Settuagesima, Quaresima, e Passione.
  3. Cinquantina pasquale.
  4. Domeniche dopo Pentecoste.

La divisione si appoggia sui periodi Biblici, sulle stagioni e sui sacramenti.

A queste prime quattro parti, che saranno trattate nei Sermones de tempore, l’autore spiega che farà seguire una parte legata alle feste dei santi (vedi infra: Sermones de sanctis), e un’altra indirizzata alle più diverse categorie di ascoltatori (vedi infra: Sermones vulgares).

Per ogni domenica vengono proposte tre omelie: una sull’introito, una sull’epistola e una sul vangelo.

Sermones de sanctis et de communi sanctorum[32][modifica | modifica wikitesto]

In questa sezione possiamo individuare una prima e una seconda parte costruite sul santorale dell’anno liturgico, a cui seguono una terza e una quarta riguardanti il santorale comune (apostoli, martiri, vergini, ecc.). L’autenticità di quest’ultima serie è però fortemente discussa.

Di particolare interesse è il prologo in cui, dichiarando di imitare Salomone, Jacques de Vitry distingue i suoi ascoltatori in:

  • Incipientes, ossia coloro che devono fuggire dal peccato vivendo in mezzo a un mondo malvagio.
  • Proficientes, che devono imparare il disprezzo del mondo.
  • Contemplativi o perfecti, suoi ideali destinatari, a cui vuole insegnare la meditazione dei beni spirituali e delle ricompense eterne[33].

Il numero esatto di sermoni che costituiscono la raccolta non è certo[34].

Sermones feriales vel communes vel quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene questa raccolta non figuri nel prologo è di autenticità certa.

Troviamo anche qui un prologo specifico che riprende il libro di Ruth, e successivamente 26 omelie su temi scritturistici presenti in Genesi, che ebbero una diffusione modesta.

Sermones vulgares vel ad status[modifica | modifica wikitesto]

Manoscritto dei Sermones Vulgares del XIII secolo (MS Riant 35, Houghton Library, Harvard University)

Alla fine del prologo di questa sezione si ripropone la divisione in sei parti tale e quale a quella esposta nel prologo iniziale. Si spiega poi che nelle pagine successive le omelie saranno indirizzate alle categorie sociali più diverse, senza però precisare tale uditorio come aveva fatto all’inizio dell’opera: sacerdoti, monaci, monache, crociati, cavalieri, mercanti, donne sposate o meno, ecc.

La raccolta fu di discreto successo, venendoci trasmessa da una quindicina di testimoni, di cui due completi. Altro indice di popolarità è il fatto che la si trovi il più delle volte sola all’interno dei manoscritti che la propongono. È composta da un totale di 75 omelie, prologo incluso.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sebbene siano state fatte varie ipotesi su quale dei tanti “Vitry” sia da identificare col paese natale di Jacques, la vicinanza tra Vitry-en-Perthois e Vanault-le-Chatel, possedimento dei Pierrepont, sembra poter meglio spiegare l’origine dei numerosi contatti che Jacque de Vitry avrà con Hugues de Pierrepont, vescovo di Liegi (1200-1229). Inoltre, una carta concessa da Maria di Champagne nel 1193 potrebbe riferirsi proprio alla famiglia di Jacques de Vitry. Infine, nei Sermones feriales dell’autore, troviamo diversi riferimenti a Reims, e alla zona della Champagne in cui sorge, per l’appunto, il paese sopra citato (Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus VII).
  2. ^ Difatti, se da una parte Vincenzo di Beauvais afferma che Jacques de Vitry ottiene l’incarico pastorale presso la parrocchia di Argenteuil prima di trasferirsi ad Oignies (Cfr. Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Excerpta), ed. O. Holder-Egger, Scriptorum tomus 24, Hannover, 1879, p. 164-167, 837), dall’altra, secondo Tommaso di Cantimpré, Jacques sarebbe ritornato a Parigi per ricevere gli ordini sacri verso il 1210 (Cfr. Vie de Marie d'Oignies par Jacques de Vitry, Supplément par Thomas de Cantimpré. Traduction et préface par André Wankenne, Namur, Presses universitaires de Namur, 1989, p. 76.). Tuttavia, visti gli importanti incarichi di predicazione che gli saranno affidati dal 1211, sembra più ragionevole propendere per un’ordinazione meno recente, come ci riporta Vincenzo di Beauvais.
  3. ^ Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus X.
  4. ^ Cfr. Ivi.
  5. ^ Cfr. A. Wankenne (Traduction et preface), Vie de Marie d'Oignies par Jacques de Vitry, Supplément par Thomas de Cantimpré, Presses universitaires de Namur, 1989, p. 96-97.
  6. ^ Cfr. Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Excerpta), ed. O. Holder-Egger, Scriptorum tomus 24, Hannover, 1879, p. 164-167, 837.
  7. ^ Cfr. Reinerus Sancti Iacobi Leodiensis monachus, Annales Sancti Iacobi Leodiensis (1066-1230), Momumenta Germaniae Historica, p. 673.
  8. ^ Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XI.
  9. ^ Lettera scritta nell’ottobre 1216, da Genova, in: http://www.ofsliguria.it/wp-content/uploads/2017/09/Cronache-e-altre-testimonianze-non-francescane-1.pdf
  10. ^ C. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi... ab anno 1198, 8 voll., Münster, 1913- 1978, vol. I, p. 68.
  11. ^ Cfr. C. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi... ab anno 1198, 8 voll., Münster, 1913- 1978, vol. I, p. 275.
  12. ^ Probabilmente, dopo la morte del patriarca Geroldo di Losanna, i canonici di Gerusalemme elessero Jacques de Vitry come loro vescovo, tuttavia la sua presenza a Roma fu ritenuta ancora necessaria da papa Gregorio IX che il 14 maggio 1240 inviò come patriarca Roberto di Nantes (cfr. M. Sandor, The popular preaching of Jacques de Vitry, University of Toronto, Canada, 1993, p. 52, nota 93.).
  13. ^ Cfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62 ; M. Sandor, The popular preaching of Jacques de Vitry, University of Toronto, Canada, 1993, p. 52 e nota 93.
  14. ^ Per un ulteriore approfondimento su quanto indicato in questa sezione della biografia è possibile visitare la seguente pagina web: An interdisciplinary study around the reliquary of the late cardinal Jacques de Vitry
  15. ^ Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XV.
  16. ^ Cfr. A. Bartolomei Romagnoli – A. Degl’innocenti – F. Santi, Scrittrici mistiche europee. Secoli XII-XIII, vol. I, Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2015 (La mistica cristiana tra Oriente e Occidente, 24), pp. 152 e segg.
  17. ^ Cfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62.
  18. ^ Cfr. P. Bourgain, Jakob v. Vitry, in Lexikon des Mittelalters, Stuttgart, Metzler, [1977]-1999, vol. V, coll. 294-295.
  19. ^ Cfr. Lettera scritta nell’ottobre 1216, da Genova, in: http://www.ofsliguria.it/wp-content/uploads/2017/09/Cronache-e-altre-testimonianze-non-francescane-1.pdf
  20. ^ Cfr. Lettera del 1220 sulla presa di Damiata, da Damiata, in: http://www.ofsliguria.it/wp-content/uploads/2017/09/Cronache-e-altre-testimonianze-non-francescane-1.pdf
  21. ^ Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XIX.
  22. ^ Cfr. Ivi.
  23. ^ Cfr. C. Cannuyer, “La date de rédaction de l’Historia orientalis de Jacques de Vitry”, Revue d’histoire ecclésiastique, 78, 1982, p. 65-72.
  24. ^ Cfr. Jacques de Vitry, Histoire orientale. Historia orientalis. Introduction, édition critique et traduction par Jean Donnadieu, Turnhout, Brepols, 2008. p. 44-69.
  25. ^ La divisione qui accennata è quella proposta da J. F. Hinnebusch (cfr. J. F. Hinnebusch, The Historia occidentalis of Jacques de Vitry, Fribourg, 1972.) in cui lo studioso ipotizza che il finale dell’opera sia perduto, tuttavia, secondo quanto riporta Jean Longère in Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, Turnhout, Brepols, 2013, p. XXI, ciò risulta poco probabile dato che la maggior parte dei testimoni si interrompe sempre al medesimo punto: dopo l’exemplum del ragno che cade nel sangue eucaristico. Partendo da questo dato è quindi possibile immaginare che la fine dell’opera, più che non esserci pervenuta, non sia in realtà mai stata terminata. Tenendo conto di quanto appena detto, si segnala, perciò, che il II libro, interrompendosi al capito XXXIX, lascia incompleta la parte in cui si tratta del clero secolare e non ci fa pervenire quella successiva sui laici, solamente ipotizzata da J. F. Hinnebusch nel volume sopra ricordato.
  26. ^ Cfr. P. Gemelli, Giacomo da Vitry e le origini del movimento francescano, Aevum, vol. 39, no. 5/6, 1965, pp. 487-488.
  27. ^ Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XXII-XXIII.
  28. ^ Cfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62.
  29. ^ Sebbene, infatti, nell’edizione del 1597 dell’Historia Hierosolimitana pubblicata da F. Moschus, il terzo libro non fosse incluso, questo viene tuttavia inserito nella prefazione alla medesima opera pubblicata da Jacques Bongars nel 1611 (cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XXIII).
  30. ^ Tra questi ricordiamo in particolare Olivier de Paderbon autore dell’Historia Damatiana (cfr. Ivi).
  31. ^ Cfr. P. Bourgain, Jakob v. Vitry, in Lexikon des Mittelalters, Stuttgart, Metzler, [1977]-1999, vol. V, coll. 294-295.
  32. ^ La divisione in parti qui suggerita riprende quella operata da J. B. Schneyer, Repertorium der lateinischen Sermones des Mittelalters, für die Zeit von 1150-1350, III, Autoren I-J, Münster, 1971.
  33. ^ Cfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62.
  34. ^ Da una parte, infatti, abbiamo una tradizione di manoscritti che aggiungono una o due omelie per le diverse feste, e completano l’insieme con delle prediche per la fine dell’anno liturgico e il comune dei santi. Dall’altra, invece, abbiamo dei manoscritti in cui queste aggiunte appena dette non sono presenti. Tuttavia la prima tradizione sembra accordarsi meglio con le abitudini scrittorie di Jacques de Vitry (Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XXXV-XLII.).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Bartolomei Romagnoli - A. Degl’innocenti - F. Santi, Scrittrici mistiche europee. Secoli XII-XIII, vol. I, Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2015 (La mistica cristiana tra Oriente e Occidente, 24).
  • P. Bourgain, Jakob v. Vitry, in Lexikon des Mittelalters, Stuttgart, Metzler, [1977]-1999, vol. V, coll. 294-295
  • C. Cannuyer, “La date de rédaction de l’Historia orientalis de Jacques de Vitry”, Revue d’histoire ecclésiastique, 78, 1982.
  • P. Gemelli, Giacomo da Vitry e le origini del movimento francescano, Aevum, vol. 39, no. 5/6, 1965, pp. 474-495.
  • C. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi... ab anno 1198, 8 voll., Münster, 1913- 1978, vol. I, p. 68.
  • E. Franceschini, Lettres de Jacques de Vitry, Aevum, vol. 35, no. 5/6, Universitả Cattolica del Sacro Cuore, 1961, pp. 555–56.
  • L. J. Friedman, Lettres de Jacques de Vitry (1160/1170-1240) Évêque de Saint-Jean-d’Acre. R. B. C. Huygens, Speculum, vol. 36, no. 4, 1961, pp. 658–60, https://doi.org/10.2307/2856803
  • J. F. Hinnebusch, The Historia occidentalis of Jacques de Vitry, Fribourg, 1972.
  • Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62.
  • Reinerus Sancti Iacobi Leodiensis monachus, Annales Sancti Iacobi Leodiensis (1066-1230), Momumenta Germaniae Historica, 651-680.
  • M. Sandor, The popular preaching of Jacques de Vitry, University of Toronto, Canada, 1993.
  • J. B. Schneyer, Repertorium der lateinischen Sermones des Mittelalters, für die Zeit von 1150-1350, III, Autoren I-J, Münster, 1971.
  • Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Excerpta), ed. O. Holder-Egger, Scriptorum tomus 24, Hannover, 1879, p. 164-167, 837.
  • A. Wankenne (Traduction et preface), Vie de Marie d'Oignies par Jacques de Vitry, Supplément par Thomas de Cantimpré, Presses universitaires de Namur, 1989.

Edizioni critiche di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

  • Jakob von Vitry, Das Leben der Maria von Oignies. Thomas von Cantimpré, Supplementum, Turnhout, Brepols, 2014.
  • Lettres de Jacques de Vitry (1160/1170-1240), évêque de Saint Jean d’Acre, edition critique par R. B. C. Huygens, Leiden, 1960.
  • Jacques de Vitry, Histoire orientale. Historia orientalis. Introduction, édition critique et traduction par Jean Donnadieu, Turnhout, Brepols, 2008.
  • Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013.

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Predecessore Vescovo di San Giovanni d'Acri Successore BishopCoA PioM.svg
Florent 1216 - 1228 Giovanni de Provino
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Niccolò Chiaramonte
1219-1227
1228 - 1240 Eudes de Châteauroux
1244-1273
Predecessore Decano del Sacro Collegio Successore CardinalCoA PioM.svg
Jean Halgrin d'Abbeville O.S.B.
1230-1237
1237 - 1240 Rinaldo di Jenne
1240-1254
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