Fuerzas Armadas Revolucionarias de Cuba

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Fuerzas Armadas Revolucionarias de Cuba
Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba
FAR emblem.png
Descrizione generale
Attiva 1960 - oggi
Nazione CubaCuba
Servizio Esercito
Difesa Aerea e Aeronautica
Marina
unità paramilitari
Tipo forza armata terrestre
Dimensione 49 000 attivi (stima del 2015)[1]
39 000 riservisti[1]
Guarnigione/QG L'Avana
Soprannome FAR
Battaglie/guerre Rivoluzione cubana
Sbarco nella baia dei Porci
Battaglia di Santa Clara
Crisi del Congo
Operación Carlota
Guerra civile in Angola
Guerra civile etiope
Guerra dell'Ogaden
Guerra di indipendenza della Namibia
Operazione Urgent Fury
Comandanti
Comandante in Capo Presidente Raul Castro
Ministro delle Forze armate rivoluzionarie Generale Leopoldo Cintra Frías
Degni di nota Fidel Castro
Ernesto Che Guevara
Raul Castro
Camilo Cienfuegos
Juan Almeida Bosque
Industria
Fornitori nazionali Cuba Industria statale militare di Cuba
Fornitori stranieri Russia Russia
Cina Cina
Corea del Nord Corea del Nord
URSS Unione Sovietica

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Forze Armate Rivoluzionarie cubane (spagnolo: Fuerzas Armadas Revolucionarias, acronimo FAR) sono composte dalle forze terrestri, navali, aeree e di difesa aerea, e da altri organismi paramilitari, tra cui la Milizia di Truppe Territoriali ( Milicias de Tropas Territoriales - MTT), l'Esercito Giovanile del Lavoro ( Ejército Juvenil del Trabajo - EJT), e le Brigate di Produzione e Difesa ( Brigadas de Producción y Defensa - DBP).

Le forze armate sono state a lungo l'istituzione più potente di Cuba e si ritiene che i generali di grado più elevato mantengano una profonda influenza sugli equilibri politici e possano giocare un ruolo cruciale in tutti gli scenari prevedibili di successione del potere.[2] L'esercito controlla il 60 per cento dell'economia attraverso la gestione di centinaia di imprese in settori economici chiave.[3][4] I militari sono anche l'elemento fondamentale di sostegno del potere di Raúl Castro.[4] In numerosi discorsi, Raúl Castro ha sottolineato il ruolo dei militari come amici del popolo.[5]

Dal 1966 fino alla fine degli anni '80, l'assistenza militare del governo sovietico ha permesso a Cuba di aggiornare e potenziare le proprie capacità militari, trasformandola nella maggiore potenza regionale in America Latina, in grado di intervenire con notevole efficienza all'estero per salvaguardare ed estendere l'area di influenza del socialismo. La prima missione militare cubana in Africa, venne effettuata in Ghana nel 1961. Le forze armate di Cuba comparvero in Algeria, nel 1963, quando una brigata medica militare arrivò dall'Avana per sostenere il regime.[6] Dagli anni '70, Cuba ha inviato ingenti forze militari in paesi africani ed arabi; Siria nel 1973, Etiopia nel 1978, l'intervento cubano in Angola nel 1975-1989, e Nicaragua ed El Salvador nel corso degli anni '80. Soprattutto in Angola e in Etiopia, i soldati cubani sono intervenuti in massa (oltre 50.000 volontari), e hanno svolto un ruolo decisivo nella vittoria delle forze politiche vicine all'Unione Sovietica.

L'Unione Sovietica ha dato costantemente aiuti militari e finanziari ai cubani. Il tonnellaggio delle consegne militari sovietiche a Cuba durante la maggior parte degli anni '80 ha superato le consegne in un anno da quando le forze armate si rafforzarono durante la crisi missilistica cubana del 1962.

Nel 1989 il governo effettuò una repressione politica all'interno delle forze armate e del ministero degli Interni, condannando il maggiore generale dell'esercito ed Eroe della Repubblica di Cuba Arnaldo Ochoa, il Ministro dell'Interno colonnello Antonio de la Guardia (Tony la Guardia), e il Ministro degli Interni generale di brigata Patricio de la Guardia con l'accusa di corruzione e traffico di droga. Questo giudizio è conosciuto a Cuba come "Causa 1" (Causa 1). Ochoa e Antonio de la Guardia vennero giustiziati. A seguito delle esecuzioni, l'esercito venne drasticamente ridimensionato, il Ministero degli Interni spostato sotto il controllo informale del capo delle Forze Armate Rivoluzionarie generale Raúl Castro (fratello di Fidel Castro), e un gran numero di ufficiali dell'esercito vennero spostati nel Ministero degli Interni.

Il potenziale militare cubano è stata drasticamente ridotto dalla perdita dei sussidi sovietici. Oggi, le Forze Armate Rivoluzionarie ammontano a 39.000 truppe regolari.[1] La DIA registrò nel 1998 che le organizzazioni paramilitari del paese, la Milizia di Truppe Territoriali, l'Esercito Giovanile del Lavoro e la Milizia Navale avevano subito un notevole degrado del morale e dell'addestramento nel corso degli ultimi sette anni; tuttavia le forze armate cubane conservano ancora la capacità di "rendere un'invasione nemica costosa."[7] Cuba ha adottato inoltre una strategia di "guerra del popolo" che mette in evidenza la natura difensiva delle proprie capacità.

Il 14 settembre 2012, un generale di alto livello cubano ha accettato di approfondire ulteriormente la cooperazione militare con la Cina durante una visita a Pechino. Egli ha detto che Cuba è disposta a rafforzare gli scambi con i militari cinesi e rafforzare la cooperazione bilaterale nel campo della formazione del personale e in altre aree.[8]

Esercito[modifica | modifica wikitesto]

Guardie al Mausoleo di José Marti, Santiago de Cuba

Alla fine degli anni ottanta le forze armate rivoluzionarie hanno costituito un reparto organico di truppe speciali, le Avispas Negras ("Vespe nere"), addestrate in modo specifico per compiti straordinari, in particolare per affrontare una possibile offensiva nemica sull'isola. Queste truppe d'elite discendono direttamente dalle pre-esistenti unità speciali come i gruppi "Tigres" e "Leones" impegnati a lungo in Angola e le formazioni speciali del Ministero dell'interno.

Una valutazione della Defense Intelligence Agency statunitense nel primo semestre del 1998 disse che le unità corazzate e d'artiglieria dell'esercito erano a bassi livelli di prontezza operativa a causa della riduzione dei programmmi di addestramento e formazione; esse sono ritenute in generale incapaci di organizzare operazioni efficaci al di sopra del livello di battaglione, e che l'attrezzatura era per lo più in deposito e non disponibile a breve termine.[9] Lo stesso rapporto disse che le forze speciali cubane continuavano ad addestrarsi, ma su scala ridotta rispetto al passato, e che la mancanza di parti di ricambio per le sue attrezzature esistenti e l'attuale carenza grave di combustibile stavano sempre più influendo sulle capacità operative. Cuba tuttavia è ancora in grado di opporre forte resistenza a qualsiasi potenza regionale.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c International Institute for Strategic Studies: The Military Balance 2015, p. 392.
  2. ^ The Cuban military and transition dynamics (PDF), ctp.iccas.miami.edu.
  3. ^ Challenges to a Post-Castro Cuba (PDF), su Harvard International Review.
  4. ^ a b Carl Gershman and Orlando Gutierrez, Can Cuba Change? (PDF), in Journal of Democracy January 2009, vol. 20, nº 1.
  5. ^ Claudia Zilla, The Outlook for Cuba and What International Actors Should Avoid (PDF), icdcprague.org.
  6. ^ John Williams, Cuba: Havana's Military Machine, The Atlantic, August 1988.
  7. ^ Bryan Bender, 'DIA expresses concern over Cuban intelligence activity,' Jane's Defence Weekly, 13 May 1998, p.7.
  8. ^ Cuba and China strengthen military cooperation – Armyrecognition.com, September 16, 2012.
  9. ^ Bryan Bender, 'DIA expresses concern over Cuban intelligence activity', Jane's Defence Weekly, 13 May 1998, p.7.
  10. ^ ".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN152323113 · BNF: (FRcb12376185b (data)
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