Camilo Cienfuegos

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Camilo Cienfuegos

Camilo Cienfuegos Gorriarán (L'Avana, 6 febbraio 1932Oceano Atlantico, 28 ottobre 1959) è stato un rivoluzionario cubano e una delle personalità più influenti della rivoluzione cubana, così come Fidel Castro, Che Guevara, Raúl Castro e Juan Almeida. È considerato fondatore e uno dei leader principali dell'esercito ribelle nella guerra di liberazione contro la dittatura di Fulgencio Batista.

Conosciuto anche come "Il Comandante del Popolo", "Il Signore dell'Avanguardia", "Eroe di Yaguajay", era di modeste origini e divenne molto popolare anche per il suo carattere gioviale.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Cienfuegos[modifica | modifica wikitesto]

Camilo Cienfuegos nacque il 6 di febbraio 1932 nel barrio di Lawton, nella capitale cubana. Era figlio di Ramón Cienfuegos Flores e Emilia Gorriarán Zaballa, anarchici spagnoli, originari rispettivamente di Pravia (Asturie) e di Castro Urdiales (Cantabria).[2]

Studiò inizialmente nella Scuola Pubblica N° 96 San Francisco de Paula a L'Avana, e dopo vedersi obbligato dalla difficile situazione economica della sua famiglia a spostarsi in luoghi diversi, ritornò a Lawton dove terminò la scuola primaria nella Scuola Pubblica N° 105 Félix E. Alpízar.

Già nel 1948 aveva cominciato a partecipare alla lotta politica unendosi alle proteste popolari contro l'aumento della tariffa degli autobus urbani. Il 10 marzo del 1952, al prodursi il colpo di stato di Fulgencio Batista, con un gruppo di giovani lottò per resistire alla dittatura. In quell'epoca stabilisce amicizia con altri giovani che avrebbero avuto una grande importanza negli eventi successivi, Carlos Leijás, Israele Tápanes, Reinaldo Benítez e i fratelli Mario e José Fonti.[2]

Nell'aprile del 1953 con il suo amico Rafael Serra viaggiò negli Stati Uniti in cerca di una migliore situazione economica. Lavorò in varie città come operaio e cameriere e assieme a emigrati latinoamericani partecipò a diverse manifestazioni, scrivendo anche per il giornale La voce di Cuba un articolo critico contro Batista, intitolato Identificacion Moral. Nel 1955 fu detenuto a San Francisco dal dipartimento di immigrazione e infine deportato in Messico.[2]

Ritornò a Cuba il 5 di giugno 1955, aggregandosi alla lotta contro il regime di Batista; in settembre contrasse matrimonio con Isabel Blandón, una infermiera salvadoregna che aveva conosciuto a San Francisco.[2]

Il 14 di dicembre 1955 fu ferito da un'arma da fuoco durante una manifestazione in onore dell'eroe independentista cubano Antonio Maceo, tuttavia ciò non gli impedì di partecipare alla commemorazione del 103° anniversario della nascita di José Martí nel parco Centrale. Qui fu picchiato e condotto al BRAC (Buró de Represión de Actividades Comunistas) dove fu bollato come comunista dal corpo di polizia del dittatore Batista. Vedendosi perseguito e senza lavoro, decise di andare in esilio e nel marzo 1956 viaggiò nuovamente negli Stati Uniti.

In settembre si trovava in Messico, dove riuscì a stabilire contatto con Fidel Castro, che stava organizzando una spedizione rivoluzionaria a Cuba per rovesciare il regime di Batista. Cienfuegos fu l'ultimo scelto nella spedizione del Granma, poiché non aveva un addestramento militare sufficiente. Per quel motivo fu mandato velocemente all'accampamento di Abasolo, nello Stato di Tamaulipas, dove fu addestrato alla guerriglia.

Lotta rivoluzionaria[modifica | modifica wikitesto]

Cienfuegos e Fidel Castro entrano trionfalmente a L'Avana, gennaio 1959

Ricevette il battesimo di fuoco ad Allegria de Pío (presso Niquero), il 5 di dicembre 1956. Nel combattimento dell'Uvero è già tenente e dirige un plotone. Nella lotta armata nella Sierra Maestra, per le sue azioni di combattimento, viene promosso a Capitano dell'Esercito ribelle. Nel 1957 si crea una nuova colonna guerrigliera: la colonna numero 4, figlia della colonna madre "José Martí", e di quella che sta a carico del Comandante Ernesto Guevara. In questa colonna, il capitano Cienfuegos compie funzione di capo dell'avanguardia. Qui nasce l'amicizia tra lui e il Che e i combattimenti di Bueycito, El Hombrito e Pino del Agua contribuiscono a formare il mito del «Señor de la Vanguardia».

Nel marzo del 1958 divenne capo del movimento che portava il combattimento oltre la Sierra Maestra, alle piane del Cauto. Con il successo di questa breve campagna gli viene dato da Fidel Castro il grado di Comandante.[2]

In agosto gli fu assegnato il compito di dirigere la colonna numero 2 "Antonio Maceo", la quale, con 92 combattenti (soltanto 82 armati), partì dalla Sierra Maestra per l'occidente di Cuba, avviando le sue operazioni in coordinamento con la colonna 8 "Ciro Rotondo" al comando di Ernesto Che Guevara, estendendo le azioni militari che erano iniziate nella zona orientale fino all'occidente del paese.[2]

La battaglia di Yaguajay, che ebbe lo scopo di vincere la resistenza dell'esercito di 350 effettivi al comando del capitano Alfredo Abón Lee, si estese fino al pomeriggio del 31 dicembre, e rappresentò un colpo decisivo dell'esercito ribelle per indebolire le forze di Fulgencio Batista. Le sue gesta in questa battaglia gli valsero il soprannome di «Eroe di Yaguajay».[2]

Dopo il trionfo della rivoluzione cubana, Cienfuegos formò parte dell'Esercito Rivoluzionario come Capo supremo. Combatté nelle sollevazioni controrivoluzionarie e partecipò anche alla Riforma Agraria.

Il comandante Camilo Cienfuegos era apprezzato per la sua umiltà, semplicità e il suo sorriso, e la sua popolarità arrivò ad essere paragonabile a quella del leader della rivoluzione, Fidel Castro.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

20 pesos cubani raffiguranti Cienfuegos

Le circostanze della morte di Camilo Cienfuegos sono rimaste sempre avvolte nel mistero e le discussioni a tal proposito sono spesso sfociate in polemica. In accordo con i rapporti degli equipaggi di altri aerei, l'aereo sul quale viaggiava cadde a causa di una forte tempesta che avanzava da sud (mai comprovata dai meteorologi cubani), obbligando il pilota Luciano Fariñas a deviare dalla solita rotta, verso nord, creando un pericolo supplementare poiché si sarebbe allungato il volo col rischio di non disporre del carburante necessario per arrivare a L'Avana. Questa versione è poco credíbile poiché tutte le stazioni meteorologiche registrarono buone condizioni atmosferiche[3]

Il 19 di ottobre 1959, il comandante ribelle Huber Matos (che posteriormente sarebbe stato accusato di tradire la Rivoluzione), in quel momento capo militare della provincia di Camagüey, prende le distanze dalla rivoluzione presentando le sue dimissioni a Fidel Castro, che aveva dichiarato unilateralmente il carattere comunista della rivoluzione cubana. Come risposta Fidel inviò una lettera a Cienfuegos con l'ordine di arrestare Matos. Il 23 di ottobre, Cienfuegos apparve nel Canale 11 della televisione di Camagüey per informare dell'arresto di Matos.[4]

La versione ufficiale afferma che Camilo Cienfuegos muore il 28 di ottobre del 1959 in un incidente aereo causato dal maltempo, mentre tornava da Camagüey a L'Avana, a bordo del suo aereo Cessna 310. Tuttavia i resti di Cienfuegos non furono mai ritrovati, né quelli dell suo aereo, dal quale non partì nessuna chiamata di soccorso. Le versioni sulla sua tragica fine sono state molto contrastanti, alcuni arrivarono a dichiarare che fu un assassinio premeditato da Castro, intimorito dal fatto che la popolarità di Cienfuegos avrebbe potuto fargli perdere potere politico. Nonostante le cause della sua morte non siano mai state accertate con sicurezza, è indubbio che la versione ufficiale sulla sua sparizione è troppo vaga, trattandosi di un leader rivoluzionario. L'istituto meteorologico non rilevò la presenza di nessuna tormenta, l'aereo distrutto non fu trovato nonostante l'area geografica fosse ristretta, e nonostante le ricerche che durarono diversi giorni, lasciando irrisolte le cause della morte del rivoluzionario,[5] anche se la maggior parte degli storici afferma che si trattò di un incidente e non di un'azione premeditata per assassinarlo.[6]

Il comandante Ernesto Guevara disse di lui:[1]

(ES)

« Camilo fue el compañero de cien batallas, el hombre de confianza de Fidel en los momentos difíciles de la guerra y el luchador abnegado que hizo siempre del sacrificio un instrumento para templar su carácter y forjar el de la tropa ... Camilo era Camilo, señor de la vanguardia, guerrillero completo que se imponía por esa guerra con colorido que sabía hacer. »

(IT)

« Camilo è stato il compagno di cento battaglie, l'uomo fidato di Fidel nei momenti difficili della guerra e il lottatore disinteressato che fece sempre del sacrificio uno strumento per temprare il suo carattere e forgiare quello della truppa... Camilo era Camilo, signore dell'avanguardia, guerrigliero completo che sapeva imporsi in quella guerra con la giovialità che sapeva tenere. »

(Ernesto Che Guevara)

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzioni in cera del Che Guevara e Cienfuegos nel Museo della Rivoluzione dell'Habana.
  • Il primo figlio maschio di Ernesto Guevara, si chiama Camilo Guevara March in suo onore.
  • Ogni 28 ottobre, gli scolari di Cuba gettano fiori al mare come omaggio a Camilo Cienfuegos.
  • Esistono scuole militari in tutta Cuba chiamate Scuola Militare Camilo Cienfuegos (EMCC). I suoi alunni vengono chiamati "Camilitos".
  • Esiste una scuola primaria situata a L'Avana chiamata Camilo Cienfuegos in suo onore.
  • L'Università di Matanzas porta il nome "Camilo Cienfuegos".[7]
  • Il ritratto di Camilo Cienfuegos si trova sulle banconote da 20 pesos cubani e il monumento in suo onore è presente sui 20 pesos cubani convertibili.
  • È rappresentato nel film Che di Steven Soderbergh, del 2008. L'attore che lo interpreta è Santiago Cabrera.
  • La località conosciuta fino a 1959 come Central Hershey, nel municipio Santa Cruz del Norte (provincia dell'Avana), da allora si chiama Central Camilo Cienfuegos.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comandante Camilo Cienfuegos Gorriarán.
  2. ^ a b c d e f g Camilo Cienfuegos.
  3. ^ Ladyrene Pérez, El fatídico vuelo del Cessna 310 C (+ Fotos), cubadebate.cu.
  4. ^ Pedro Corzo, Camilo Cienfuegos, una muerte enigmática y prematura, martinoticias.com, 23 giugno 2011.
  5. ^ William Gálvez Rodríguez, 45 Aniversario de la muerte de Camilo Cienfuegos, tiempodecuba.com, 6 novembre 2004.
  6. ^ J.A. Sierra, Camilo Cienfuegos, su Historyofcuba.com, 28 ottobre 1959. URL consultato il 20 novembre 2013.
  7. ^ Universidad de Matanzas "Camilo Cienfuegos" - Consultado en septiembre de 2010.
  8. ^ Brendan Sainsbury, Lonely Planet, p. 520, ISBN 978-1-74321-801-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlos Franqui, Camilo Cienfuegos, a cura di Roberto Massari, Bolsena, Massari, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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