Filippo Citterio

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Filippo Citterio
Filippo Citterio - SSC Napoli 1981-82.jpg
Citterio al Napoli nella stagione 1981-1982
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188 cm
Peso 80 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1992 - giocatore
Carriera
Giovanili
1969-1973 Vis Nova
Squadre di club1
1973-1974 Seregno 36 (1)
1974-1975 Milan 1 (0)
1975-1979 Palermo 129 (2)
1979-1981 Lazio 68 (7)
1981-1983 Napoli 45 (2)
1983-1985 Ascoli 26 (0)
1985-1990 Cremonese 165 (6)
1990-1992 Brescia 30 (0)
Carriera da allenatore
1992-1995CremoneseGiovanili
1995-1996Vis Nova
1998Südtirol-Alto Adige
1998-2000600px Giallo e Blu.svg Mariano
2001Seregno
2002-2003Vis Nova
2006-2009Bianco e Azzurro.svg Molinello
2009-2010Flag green HEX-007500.svg Nibionno
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º gennaio 2016

Filippo Citterio (Giussano, 17 novembre 1955) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo terzino.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nel Vis Nova Giussano e passato per il Seregno, nel 1974 passa alla primavera del Milan giocando in rossonero solo una partita ufficiale per proseguire la sua carriera in Serie B nel Palermo. In rosanero disputò la finale di Coppa Italia 1978-1979 contro la Juventus, vincitrice ai tempi supplementari per 2-1; la finale di Coppa Italia si giocò allo stadio San Paolo, a Napoli, il 20 giugno 1979. Segnò una doppietta nella semifinale di ritorno vinta per 2-1 in trasferta contro il Napoli.[1][2] Nell'edizione 1976-1977 segnò invece una doppietta al Vicenza.[2] Al Palermo soffrì di pericardite restando fermo per tre mesi.[2][3]

Citterio (a sinistra) capitano del Palermo del 1979, assieme al bianconero Giuseppe Furino, prima della finale di Coppa Italia contro la Juventus.

Nel 1979-1980 ritrovò la Serie A con la Lazio, ma la squadra viene retrocessa al termine della stagione per via dello scandalo del Totonero. Un anno nei cadetti con la società biancoceleste e poi il ritorno nella massima serie per 4 anni militando nelle file del Napoli e dell'Ascoli.

A seguire cinque stagioni con la Cremonese nelle cui file giocò il suo ultimo torneo in Serie A nel 1989-1990 in veste di capitano[senza fonte] e regista difensivo prima di chiudere la carriera nel Brescia nella stagione 1991-1992.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizia nel 1992 con le giovanili Cremonese fino al 1995. Nella stagione 1995-1996 allena il Vis Nova Giussano nel campionato di Eccellenza. Nel febbraio 1998 viene assunto dall'Alto Adige,[4], cui fa seguito l'esperienza al Mariano tra il novembre 1998 e il 2000 sempre nel Campionato Nazionale Dilettanti.

Nei primi mesi del 2001 è alla guida del Seregno nel Campionato Nazionale Dilettanti. Nel 2002, per due stagioni, allena il Brugherio in Eccellenza e Promozione. Nel 2006 è assunto dal Molinello, squadra di Cesano Maderno allenata fino al 2009 nelle categorie di Eccellenza e Promozione. Successivamente diventa il tecnico dell'A.C. Nibionno nel campionato di Eccellenza, fino al 19 ottobre 2009.[5]

Nella stagione 2010-2011 diventa Responsabile tecnico della Scuola Calcio dello Xenia Sport di Mariano Comense, società con squadre a livello giovanile.[6] Nella stagione 2015-2016, a Mariano Comense, dà il via ad una nuova scuola calcio chiamata Palaextra Sport Academy nella veste di Direttore Tecnico.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Brescia: 1991-1992

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Vannini, Corriere dello Sport, 27 maggio 2011.
  2. ^ a b c Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p. 141, ISBN 88-8207-144-8.
  3. ^ [1]
  4. ^ Storia FC-Suedtirol Stagione 1997/98 fc-suedtirol.com
  5. ^ Profilo su Leccosportweb.it[collegamento interrotto]
  6. ^ La "ScuolaCalcio Xenia Sport" Archiviato il 17 ottobre 2010 in Internet Archive. Xeniacalcio.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]