Diocesi di Livorno

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Diocesi di Livorno
Dioecesis Liburnensis
Chiesa latina
Duomo Livorno.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Pisa
Regione ecclesiastica Toscana
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Simone Giusti
Vicario generale Ivano Costa
Sacerdoti 90 di cui 57 secolari e 33 regolari
2.114 battezzati per sacerdote
Religiosi 36 uomini, 380 donne
Diaconi 24 permanenti
Abitanti 202.477
Battezzati 190.329 (94,0% del totale)
Superficie 250 km² in Italia
Parrocchie 48 (6 vicariati)
Erezione 25 settembre 1806
Rito romano
Cattedrale San Francesco
Santi patroni Santa Giulia
Indirizzo Via del Seminario 61, 57122 Livorno, Italia
Sito web www.diocesilivorno.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il seminario vescovile «Girolamo Gavi», sede dell'episcopio, degli uffici della curia, dell'archivio e della biblioteca diocesana, e del museo diocesano Leonello Barsotti.
La chiesa di San Jacopo in Acquaviva di origini medievali.

La diocesi di Livorno (in latino: Dioecesis Liburnensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2013 contava 190.329 battezzati su 202.477 abitanti. È retta dal vescovo Simone Giusti.

Patrona della diocesi è santa Giulia di Corsica martire.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende i comuni di Livorno, Rosignano Marittimo, Capraia Isola e le frazioni di Stagno, Colognole, Guasticce, Castell'Anselmo, Nugola, Parrana San Giusto e Parrana San Martino del comune di Collesalvetti.

Sede vescovile è la città di Livorno, dove si trovano la cattedrale di San Francesco e il santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, elevato al rango di basilica minore da papa Pio VII nel 1818[1].

Il territorio si estende su 250 km² ed è suddiviso in 48 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati. I primi quattro vicariati comprendono le parrocchie del territorio comunale di Livorno; il quinto vicariato quelle del comune di Rosignano Marittimo; il sesto vicariato le parrocchie delle frazioni di Collesalvetti. La parrocchia dell'isola di Capraia fa parte del primo vicariato. A queste parrocchie si aggiungono altre due parrocchie che non dipendono da alcun vicariato, ma sono sottomesse all'Ordinariato militare per l'Italia: la parrocchia di Santa Barbara dell'Accademia navale e quella di San Michele Arcangelo dei Paracadutisti.

Comunità religiose[modifica | modifica wikitesto]

In diocesi, all'inizio del 2018, erano presenti i seguenti istituti religiosi:

Comunità maschili
Comunità femminili

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza di una organizzazione ecclesiastica a Livorno risale al XII secolo, quando, in una bolla di papa Innocenzo II viene menzionato il castrum et curtem de Livorna, ed in un successivo documento si accenna alla pieve (ossia chiesa con battistero) di Santa Maria. A partire dal XIV secolo si sviluppò la devozione verso la Madonna di Montenero.

Nel 1606 Livorno ottiene il titolo di città e nel 1629 la chiesa di San Francesco, futura cattedrale, è insignita del grado di collegiata. Il suo prevosto ottenne dall'arcivescovo di Pisa, alla cui giurisdizione dipendevano Livorno e il suo territorio, il titolo di vicario generale in spiritualibus per la città livornese.

Durante tutto il XVIII secolo furono fatti sforzi per fare in modo che la città fosse retta da un proprio vescovo, attraverso petizioni e suppliche da parte sia della comunità civile, che del clero locale e del popolo stesso. Fu solo con l'aiuto di Maria Luisa di Borbone-Spagna, regina reggente d'Etruria, che si arrivò all'istituzione della diocesi di Livorno con la bolla Militantis Ecclesiae pubblicata da papa Pio VII il 25 settembre 1806.[2] La nuova diocesi divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa.

Nella bolla d'erezione il papa affermava di volere effettuare l'erezione della diocesi, malgrado il dissenso e la contrarietà manifestate dai capitoli delle cattedrali di Pisa, di San Miniato e di Volterra, da cui la nuova diocesi traeva il suo territorio. Per cavilli burocratici e per questioni di confine, l'esecuzione della bolla non ebbe completamente effetto ed il primo vescovo, Filippo Ganucci, prese possesso della diocesi solo con 13 delle 31 parrocchie stabilite dalla Militantis Ecclesiae: le altre, a tutt'oggi, non sono ancora state assegnate alla diocesi livornese.[3]

Il primo vescovo fu Filippo Ganucci, trasferito dalla sede di Cortona. Alla sua morte la diocesi rimase vacante per più di otto anni, fino alla nomina del fiorentino Angiolo Maria Gilardoni nel 1821. A lui succedette Raffaello De Ghantuz Cubbe, nativo di Aleppo in Siria, che ottenne di poter utilizzare il terreno di un ex camposanto cittadino, per edificare il seminario vescovile; i lavori iniziarono solamente nel 1844, quattro anni dopo la morte del vescovo. Proprio dal 1840 iniziò un nuovo lungo periodo di sede vacante che durò fino al 1872; nel 1848 papa Pio IX nominò come amministratore apostolico della diocesi, il livornese Girolamo Gavi, vescovo titolare di Milta.[4]

Durante la seconda guerra mondiale Livorno fu sottoposta a pesanti bombardamenti che distrussero la città. Sotto le bombe andò completamente distrutta la cattedrale, che fu ricostruita com'era e consacrata dal vescovo Giovanni Piccioni il 20 dicembre 1953.

Nel 1947 papa Pio XII ha dichiarato la Madonna delle Grazie, venerata nel santuario di Montenero, patrona della Toscana.[5]

Il 7 ottobre 1975 la diocesi estese la sua giurisdizione alla parrocchia dell'isola di Capraia, che fino ad allora era appartenuta all'arcidiocesi di Genova.[6]

Nel marzo 1982 la diocesi ha ricevuto la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II.

Quattro sono i sinodi celebrati in diocesi: due furono convocati durante l'episcopato di Giovanni Piccioni, nel 1927 e nel 1938; il terzo e il quarto sinodo sono stati indetti e celebrati dal vescovo Alberto Ablondi nel 1984 e nel 1996.

Istituzioni culturali diocesane[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio storico diocesano conserva i materiale dell'archivio vescovile, a cui sono stati aggregati gli archivi provenienti da altre istituzioni diocesane, tra cui la curia, la mensa vescovile, il seminario, e gli archivi di alcune parrocchie della diocesi, quelli delle confraternite e delle aggregazioni laicali presenti in diocesi.

La biblioteca diocesana fu costituita in origine dal fondo librario, formato da 12.000 volumi antichi, donato alla diocesi dall'avvocato Giuseppe Michon nel 1853 e che per suo volere fin dall'inizio fu aperto al pubblico; la maggior parte di questi libri sono andati distrutti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. A ciò che resta di questa donazione si sono aggiunti nel tempo libri di teologia, letteratura, scienze ed arte donati dall'amministratore apostolico Girolamo Gavi e da alcuni canonici della cattedrale.

Il museo diocesano Leonello Barsotti, voluto dal vescovo Simone Giusti, è stato inaugurato nel dicembre 2008 in alcuni ambienti del seminario vescovile livornese. Lo stesso edificio ospita, oltre alla curia vescovile e agli appartamenti del vescovo, anche la biblioteca e l'archivio storico diocesano.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 202.477 persone contava 190.329 battezzati, corrispondenti al 94,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 162.000 165.000 98,2 92 55 37 1.760 42 540 39
1968 200.000 204.000 98,0 152 70 82 1.315 118 732 46
1980 213.700 215.800 99,0 137 75 62 1.559 1 67 621 49
1990 222.000 225.000 98,7 127 66 61 1.748 7 64 530 52
1999 190.000 212.753 89,3 107 60 47 1.775 18 57 465 49
2000 190.000 211.997 89,6 101 62 39 1.881 19 40 458 49
2001 189.800 211.676 89,7 102 64 38 1.860 19 38 454 49
2002 189.000 200.519 94,3 97 60 37 1.948 18 38 401 48
2003 189.000 200.593 94,2 108 69 39 1.750 18 42 390 46
2004 189.602 195.972 96,7 112 69 43 1.692 19 50 388 46
2013 190.329 202.477 94,0 90 57 33 2.114 24 36 380 48

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AAS 40 (1948), p. 537.
  2. ^ Giovanni Wiquel, Dizionario di persone e cose livornesi, pubblicato sulla rivista La Canaviglia. Livorno, Ugo Bastogi editore, 1976 - 1985.
  3. ^ Sezione storica del sito ufficiale della diocesi.
  4. ^ Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, vol. XVI, p. 272.
  5. ^ AAS 40 (1948), pp. 536-538.
  6. ^ AAS 67 (1975), p. 679.
  7. ^ Dal 3 luglio 1848 al 4 aprile 1869 fu amministratore apostolico Girolamo Gavi, vescovo titolare di Milta.
  8. ^ Nominato vescovo titolare di Eurea di Fenicia. Come data di dimissione, Catholic Hierarchy riporta quella del 13 agosto, Gcatholic quella del 20 agosto.
  9. ^ Nominato arcivescovo titolare di Antiochia di Pisidia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]