Parrana San Giusto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Parrana San Giusto
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Comune Collesalvetti-Stemma.png Collesalvetti
Territorio
Coordinate 43°31′27.95″N 10°26′50.75″E / 43.524431°N 10.44743°E43.524431; 10.44743 (Parrana San Giusto)Coordinate: 43°31′27.95″N 10°26′50.75″E / 43.524431°N 10.44743°E43.524431; 10.44743 (Parrana San Giusto)
Altitudine 144 m s.l.m.
Abitanti 73 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 57010
Prefisso 0586
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti parranesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parrana San Giusto
Parrana San Giusto

Parrana San Giusto è una frazione collinare del comune di Collesalvetti (LI).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nota come Parrana Vecchia per distinguerla dal più recente insediamento di Parrana San Martino, la sua esistenza è attestata almeno dal 1109.[1] Entrambe le località erano sotto la giurisdizione della Pieve di San Lorenzo in Piazza, in diocesi di Pisa.

L'abitato era dotato di una chiesa dedicata a San Giusto. Caduta in rovina e ridotta come cimitero, in epoca lorenese fu sostituita con una nuova chiesa (1845). All'inizio del Novecento Parrana San Giusto contata 600 abitanti distribuiti nei casali di San Giusto, Ceppeto e Crocino; disponeva inoltre di una scuola pubblica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla chiesa di San Giusto, edificata in stile neoclassico verso la metà dell'Ottocento, di particolare interesse storico ed artistico è l'Acquedotto Leopoldino, la cui costruzione fu avviata alla fine del XVIII secolo per soddisfare il fabbisogno idrico della città di Livorno. L'acquedotto si origina dalle sorgenti di Colognole e oltrepassa l'abitato mediante una galleria praticabile, per proseguire verso Parrana San Martino attraverso numerose arcate, come quella della Castellaccia. Proprio in località Castellaccia, poco fuori dall'abitato, avrebbe dovuto essere costruito, secondo il progetto di Pasquale Poccianti (1827), un serbatoio supplementare (oltre al Cisternino di Pian di Rota, Cisternone e Cisternino di città a Livorno), che però, in fase esecutiva, fu sostituito mediante due semplici casotti di ispezione. L'acquedotto, in questo tratto, è ancora in funzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903, p. 424.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Matteoni, Pasquale Poccianti e l'acquedotto di Livorno, Roma-Bari 1992.
  • G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]