Democratico Federalista Indipendente

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Democratico Federalista Indipendente
Démocrate fédéraliste indépendant
DéFI logo.svg
PresidenteOlivier Maingain
StatoBelgio Belgio
SedeChaussée de Charleroi 127 1060 Saint-Gilles (Bruxelles)
Fondazione11 maggio 1964
IdeologiaRegionalismo[1]
Difesa dei francofoni[1]
Liberalismo sociale[2][3][4][5]
Secolarismo[6][7][8]
CollocazioneCentro[9]
Seggi Camera
2 / 150
 (2019)
Seggi Senato
1 / 60
 (2019)
Seggi Europarlamento
0 / 21
 (2019)
Sito webdefi.eu/

DéFI - Democratico Federalista Indipendente (Démocrate fédéraliste indépendant) noto fino al 2015 come Federalisti Democratici Francofoni (Fédéralistes démocrates francophones) e prima ancora come Fronte Democratico dei Francofoni (FDF) (Front démocratique des francophones) è un partito politico social-liberale, liberale e regionalista belga, il cui obbiettivo principale per cui è noto è la difesa degli interessi dei francofoni nell'area e vicino la regione di Bruxelles. Il partito è guidato dal 1995 da Olivier Maingain, membro della Camera dei rappresentanti. Il nome attuale del partito, DéFI o Défi, è un acronimo inverso di Démocrate, Fédéraliste, Indépendant (letteralmente "Democratico, Federalista, Indipendente") che significa "sfida" in francese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito fu fondato come Fronte Democratico dei Francofoni (Front Démocratique des Francophones, DFF) l'11 maggio 1964 come risposta alle leggi linguistiche del 1962. Il partito ebbe un immediato successo a Bruxelles: in primo luogo ha contestato le elezioni parlamentari l'anno dopo, dove ha ottenuto un senatore e 3 seggi alla Camera dei rappresentanti per la circoscrizione di Bruxelles. Il numero di seggi è aumentato ulteriormente nelle successive elezioni parlamentari. Il partito ha anche dominato la politica municipale di Bruxelles fino al 1982.

Inizialmente il partito ha collaborato con il Raggruppamento Vallone. Dal 1977 al 1980, il DFF ha partecipato ai governi federali guidati da Leo Tindemans e successivamente da Wilfried Martens. Dal 1992, il DFF ha regolarmente partecipato all'alleanza elettorale con il più ampio Partito Riformatore Liberale (PRL). Nel 2002 il PRL, il DFF, il Movimento dei Cittadini per il Cambiamento (MCC) e il Partito per la Libertà e il Progresso (PFF) formarono il Movimento Riformatore (MR), una alleanza più stretta dei partiti liberali francofoni.

Nel gennaio 2010 il nome del partito è stato modificato in Federalisti Democratici Francofoni (Fédéralistes Démocrates Francophones), mantenendo il suo acronimo originale. Nel settembre 2011, il DFF ha deciso di abbandonare l'alleanza per i disaccordi con il presidente del MR Charles Michel sull'accordo relativo alla divisione del distretto di Bruxelles-Halle-Vilvoorde durante la formazione del governo belga nel 2010-2011.

Il partito ha adottato il suo nome attuale, DéFI, nel novembre 2015.[10]

Politiche[modifica | modifica wikitesto]

Il partito sostiene l'estensione dello status bilingue di Bruxelles ad alcuni comuni della periferia di Bruxelles (nel Brabante Fiammingo, nella Regione fiamminga), dove la maggioranza della popolazione parla francese, ma la lingua ufficiale è l'olandese e auspica per i diritti dei francofoni nei comuni fiamminghi nel trattare con i funzionari di lingua francese. Entrambe le posizioni sono discusse dai partiti fiamminghi, i quali affermano che i residenti francofoni della regione fiamminga dovrebbero imparare l'olandese e sostenere che la francesizzazione di Bruxelles non dovrebbe essere più importante nella regione.

Rappresentanza[modifica | modifica wikitesto]

Tra i membri eletti riconosciuti vi è:

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Presidenza del partito[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei presidenti di partito dalla sua creazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) Geoffrey Pion e Gilles Van Hamme, Les destins divergents des régionalismes flamands et francophones : une perspective historique, in EchoGéo, 11 aprile 2011, DOI:10.4000/echogeo.12291, ISSN 1963-1197 (WC · ACNP). URL consultato il 9 ottobre 2018. .
  2. ^ Belga, Les FDF investissent le libéralisme social avant un nouveau nom le 13 novembre, su La Libre.be, 13 settembre 2015. URL consultato il 9 ottobre 2018..
  3. ^ (FR) Belga, Congrès des FDF: vers le modèle du libéralisme social, su RTBF.be, 28 aprile 2013. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  4. ^ (FR) CEJG, Libéralisme social, su CEJG.be. URL consultato il 9 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2015).
  5. ^ (FR) Belga, Les FDF exposent leur modèle social-libéral, su Lesoir.be, 28 aprile 2013. URL consultato il 9 ottobre 2018..
  6. ^ (FR) M. Bs et J-C. M, Inscrire la laïcité de l'État dans la Constitution ?, su La Libre.be, 10 novembre 2012. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  7. ^ (FR) Rédaction RTBF, Lutte contre le radicalisme : le FDF veut des « Assises de la laïcité, su RTBF.be, 13 gennaio 2015. URL consultato il 9 ottobre 2015..
  8. ^ (FR) Rédaction en ligne La Capitale, Les FDF prennent plusieurs initiatives pour susciter le débat sur la laïcité de l'état dont supprimer les cours de religion, su lacapitale.be, 4 febbraio 2015. URL consultato il 9 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2015).
  9. ^ (FR) Kazakhgate » : « Si la Belgique a été utilisée, c’est un scandale d’Etat, su lemonde.fr, 7 ottobre 2014. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  10. ^ Le FDF est rebaptisé Défi, La Libre Belgique, 13 novembre 2015. URL consultato il 9 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chantal Kesteloot, Au nom de la Wallonie et de Bruxelles français : les origines du FDF, Complexe, 2004, Brussels, ISBN 2-87027-987-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN137507665 · ISNI (EN0000 0001 2166 4269 · WorldCat Identities (ENlccn-n80114059