Partito del Lavoro del Belgio

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Partito del Lavoro del Belgio
(FR) Parti du Travail de Belgique
(NL) Partij van de Arbeid van België
PTB-PVDA logo (2018–present).svg
PresidenteRaoul Hedebouw
SegretarioPeter Mertens
VicepresidenteDavid Pestieau
PortavoceRaoul Hedebouw
Stato  Belgio
SedeAv. Maurice Lemonnierln. 171,
1000 Bruxelles
Abbreviazione(NL) PVDA
(FR) PTB
Fondazione4 novembre 1979
IdeologiaComunismo
Marxismo-leninismo[1]
Unitarismo[1]
Euroscetticismo moderato
CollocazioneEstrema sinistra[1]
Gruppo parl. europeoGruppo della Sinistra al Parlamento europeo[3]
Affiliazione internazionaleIncontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai[2]
Seggi Camera
12 / 150
 (2019)
Seggi Senato
5 / 60
 (2019)
Seggi Europarlamento
1 / 21
 (2019)
Testata(NL) Solidair
(FR) Solidaire
Organizzazione giovanileComitato d'Azione Comunista[4]
Iscritti24 000[5] (2021)
Colori     Rosso
SloganPrima le persone, non il profitto!
Sito web(NL) pvda.be
(FR) ptb.be
PTB-PVDA.jpg
Bandiera del partito

Il Partito del Lavoro del Belgio (in olandese: Partij van de Arbeid van België, PVDA; in francese: Parti du Travail de Belgique, PTB) è un partito politico belga di orientamento marxista-leninista[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '60 alcuni membri del Partito Comunista del Belgio abbandonarono il partito, che giudicavano revisionista e socialdemocratico, per dare vita a un movimento più radicale. Il neonato movimento divenne partito nel 1971, col nome di Tutto il Potere ai Lavoratori (Alle Macht Aan De Arbeiders - Tout le Pouvoir aux Ouvriers - AMADA-TPO). Nel 1976 nel partito confluirono anche gran parte dei militanti della UC(ML)B, organizzazione marxista-leninista. Il 4 novembre 1979, si tenne il primo congresso del nuovo partito, che si diede il nome finale di Partito del Lavoro del Belgio, con lo storico Ludo Martens come presidente.

Il partito mantenne una linea fortemente critica nei confronti dell'Unione Sovietica di Krusciov e Gorbaciov, che giudicava degenerata e revisionista, mentre intrattenne strette relazioni con la Cina di Mao Zedong.

Il partito rimase estremamente marginale nella vita politica del paese. Con il crollo del campo socialista nel 1991 per il partito iniziò una fase di crisi profonda, uscì dalle istituzioni, fino ad arrivare agli inizi degli anni 2000 al concreto rischio di dissoluzione, il che aprì una stagione di riflessione accurate. All’interno del partito si alzarono sempre più voci da parte dei componenti più giovani contro i vecchi quadri dirigenti, giudicati dogmatici e distanti dalla realtà del paese. Nelle assemblee generali, i membri votarono in modo schiacciante a favore di un rinnovamento. Nel 2003 Peter Mertens, Baudouin Deckers e Lydie Neufcourt furono eletti per formare una nuova leadership, con l'obbiettivo di rientrare a contatto con la cittadinanza. Un primo passo importante fu fatto nel 2004, quando il dottor Dirk Van Duppen lanciò il “Modello Kiwi” per rendere le medicine più accessibili. Grazie alla campagna il PTB riscosse successo sia nel settore sanitario sia nella popolazione. Una seconda svolta avvenne l’anno seguente, con la lotta contro il Patto generazionale delle pensioni, riuscendo a portare in piazza nel 2005 oltre 100.000 sindacalisti, che decisero di svincolarsi dal Partito Socialista e appoggiarono la linea del PTB.

La lunga strada del cambiamento si concretizzò poi nel Congresso di Rinnovamento del 2008, dove Peter Mertens fu eletto presidente. È uno dei pochi partiti belgi che si presenta sia nella comunità fiamminga, sia in quella francofona. In costante ascesa elettorale nell'ultimo decennio, nel 2014 ottiene il 3,72% dei consensi, riuscendo ad entrare nel parlamento federale dopo oltre un ventennio di assenza. Alle elezioni federali del 2019 ottiene l'8,62% dei consensi eleggendo 12 rappresentanti alla Camera. Nelle contestuali elezioni del parlamento europeo ottiene il 5,72% dei voti, eleggendo un eurodeputato.[6][7]

Dal 1 gennaio 2022 il presidente è Raoul Hedebouw.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

- Ludo Martens (1979-2008)

- Peter Mertens (2008-2022)

- Raoul Hedebouw (dal 2022)

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 1991 30.491 0,49
0 / 212
Parlamentari 1995 37.099 0,61
0 / 150
Parlamentari 1999 33.336 0,54
0 / 150
Parlamentari 2003 20.825 0,32
0 / 150
Parlamentari 2007 56.167 0,84
0 / 150
Parlamentari 2010 101.088 1,55
0 / 150
Parlamentari 2014 251.276 3,73
2 / 150
Parlamentari 2019 584.621 8,62
12 / 150

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Appendix A3:Political Parties (PDF), su European Social Survey, 1º dicembre 2018. URL consultato il 20 aprile 2021.
  2. ^ (EN) Communist and Workers' Parties, su SolidNet.org, Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. URL consultato il 20 aprile 2021.
  3. ^ (EN) Parti du Travail de Belgique / Partij van de Arbeid van België, su guengl.eu, Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo. URL consultato il 20 aprile 2021.
  4. ^ (FR) Comac c'est quoi?, su comac-etudiants.be, Comac. URL consultato il 20 aprile 2021.
    «Comac est le mouvement étudiant du PTB [Comac è il movimento studentesco del Partito del Lavoro del Belgio]».
  5. ^ L'emergere del PTB: "Una storia incredibile". La storia del movimento di rinnovamento dal 2004 su marx21.it 11 gennaio 2022.
  6. ^ (FR) Il était une fois le PTB. Un demi-siècle de marxisme en action, Bruxelles, Marie-Rose Eligius, 2018.
  7. ^ L’emergere del PTB: “Una storia incredibile”. La storia del movimento di rinnovamento dal 2004, su Marx21, 11 gennaio 2022. URL consultato il 15 gennaio 2022.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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