Chiesa di Sant'Anna la Misericordia

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Chiesa di Sant'Anna la Misericordia
Chiesa di Sant'Anna (Palermo) - Facciata.JPG
Facciata della chiesa di Sant'Anna
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Palermo-Stemma uff.png Palermo
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Palermo
Consacrazione 1639
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1606
Completamento 1632

Coordinate: 38°06′55″N 13°21′55″E / 38.115278°N 13.365278°E38.115278; 13.365278

La chiesa di Sant'Anna la Misericordia è una chiesa di Palermo, sita nell'area dell'antico mercato dei Lattarini e costruita in stile barocco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'aggregato monumentale chiesa e convento sono edificati in una zona costituita in passato da una malsana insenatura delimitata da scogliere rocciose, colmata dai depositi alluvionali del fiume Kemonia e rafforzata da materiali da riporto.[1] È uno dei monumenti, sebbene non antichissimo, più soggetto agli eventi disastrosi negli ultimi tre secoli.

  • 1500c., È documentata la Cappella della Signora della Pietà edificata da Gaspare Bonetta.[2]
  • 1549, I padri Gesuiti giunti a Palermo edificano nel quartiere dei «Lattarini» il loro primo Collegio.[2]
  • 1590, Incremento della devozione e del culto verso la Madonna posta nella Cappella all'angolo della «contrada della Misericorda».[3]
  • 1594, Diego Haëdo arcivescovo di Palermo, sottopone l'immagine all'attenzione dei frati del terzo ordine regolare del convento di san Nicolo degli Scalzi, a loro volta intenzionati a costruire un nuovo convento nella «contrada della Misericorda».[4]
  • 1596, Una costruzione adibita a granaio adiacente alla Cappella fu convertita in luogo di culto. Il 14 novembre fu benedetto l'edificio così trasformato. L'immagine staccata dal sito primitivo fu collocata nel nuovo edificio.[5]

Tra il 1594 ed il 1596, nei pressi delle rovine del Palazzo dei Vespri, fu costruita una piccola chiesa consacrata alla Madonna della Misericordia e gestita dal terzo ordine regolare francescano. L'edificio, che occupava lo spazio ora corrispondente al transetto della chiesa di Sant'Anna, custodiva un affresco, attribuito al pittore quattrocentesco Tommaso De Vigilia e raffigurante la Pietà. Poiché la chiesa si rivelò troppo angusta e inadatta alle esigenze dei fedeli, fu deciso di ingrandirla con l'aiuto delle autorità e il sostegno dei nobili e dei semplici credenti.

  • 1597, È costituito il convento accanto alla chiesa.[5]

Il progetto architettonico dell'edificio fu affidato all'architetto senatoriale Mariano Smiriglio. La posa della prima pietra avvenne il 26 ottobre 1606 e i lavori di costruzione ebbero conclusione nel 1632.[6]

L'attuale facciata, basata su schemi stilistici del barocco romano, fu realizzata attorno al 1736 su progetto dell'architetto Giovanni Biagio Amico, nel corso di un restauro divenuto necessario a causa del terremoto del 1726.

Nel corso degli anni, la struttura ha subito i gravi danni causati dai terremoti:

  • 1940, Terremoto di Villabate del 15 gennaio, il sisma causa il crollo dell croce e del basamento posti sulla facciata che precipitano all'interno della chiesa, causando ulteriori danni.
  • 1943 1º marzo, La facciata della chiesa è scalfita dalle schegge di una bomba caduta nella piazza durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
  • 1961 8 dicembre, La chiesa è elevata a parrocchia dall'arcivescovo di Palermo Ernesto Ruffini.[9]
  • 1968, Terremoto del Belice del 15 gennaio determina una lunga chiusura per danni alle strutture;
  • 1974 - 1979, Restauro di quasi tutte le opere pittoriche.
  • 2002, Terremoto di Palermo del 6 settembre la rende inagibile e causa la chiusura per le riparazioni dei danni ingenti, durata oltre 5 anni.
  • 2003 - 2008, Parziale riapertura dopo il terremoto del 2002.

È il santuario più noto in Sicilia dedicato ai santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria di Nazaret. La chiesa è monumento nazionale.

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

Altorilievo raffigurante la "Pietà" di Lorenzo Marabitti (1778-1784)
L'Immacolata Concezione, di Geronimo Gerardi

La facciata rivolta a sud[7] ideata da Giovanni Biagio Amico possiede un tratto sinuoso, caratterizzato da curvature e rientranze. Le decorazioni scultoree che impreziosiscono il prospetto furono disegnate da Giacomo Serpotta e realizzate dagli scultori Gioacchino Vitagliano, Giacomo Pennino e Lorenzo Marabitti. Le statue delle nicchie al primo ordine raffigurano i santi Giuseppe, Elisabetta, Anna e Gioacchino.[10][11] Le due statue in alto rappresentano invece i santi Ludovico e Antonio di Padova.[12]

Il prospetto è piano in corrispondenza delle coppie di colonne laterali, convesso verso l'esterno nella parte centrale con concavità rientrante per la parte delimitata dalle coppie di colonne sovrapposte per i distinti ordini. Sull'asse mediano verticale sono presenti il portale e la loggia. L'ingresso è delimitato da lesene sormontate da timpano spezzato con volute, all'interno è collocato uno stemma e l'altorilievo della Pietà opera del Marabitti.[7] Il secondo ordine presenta la la loggia con balaustra sormontata da cartiglio sostenuto da angeli. Chiude un timpano sovrapposto, spezzato ad arco contenente un bel medaglione. I due ordini sono raccordati da eleganti e sinuose volute. I basamenti degli articolati cornicioni sono arricchiti con vasi lucerne.

Controfacciata, sono presenti due tele del XVII secolo attribuite a Leonardo Bazzano: a destra San Francesco con Santa Elisabetta, a sinistra il Beato Guglielmo di Scicli.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa è caratterizzato da elementi di stile tardo - rinascimento. Impianto basilicale a croce latina, a tre navate separate da dodici colonne in marmo grigio,[13] archi a tutto sesto, ampio presbiterio rettangolare. La cupola non fu realizzata a causa dei conclamati problemi di staticità, al suo posto è presente un soffitto ligneo decorato a trompe-l'œil che simula le forme.

Le pareti ed il soffitto furono ricoperti all'inizio del XVIII secolo da decorazione a fresco quasi del tutto scomparsa dopo il terremoto del 1823. Resta quella del transetto con Ascensione di Gesù di Vito d'Anna a sinistra, e l'Assunzione della Vergine di Filippo Tancredi a destra. I grandi pilastri che si trovano davanti al presbiterio sono interamente decorati in oro con medaglioni che imitano lo stucco. La volta del presbiterio è affrescata e, sul suo sfondo, si trova un organo del XVII secolo.

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

Tra i due altari del transetto, ove è documentata la chiesetta originaria, sono ubicati:[14]

  • Parete sinistra: Cappella della Madonna della Pietà. Sull'altare l'affresco della Madonna della Pietà attribuito a Tommaso de Vigilia del 1470.[15]
  • Parete destra: Cappella dell'Immacolata Concezione. Sull'altare il dipinto dell'Immacolata Concezione di Geronimo Gerardi pittore fiammingo (Guglielmo Walsgart).[16]
  • Absidiola sinistra: Cappella della Pietà. Un Crocifisso ligneo su croce di tartaruga è posto al centro di marmi policromi a forma di sipario - baldacchino sollevato da putti. È documentato il sepolcro di Aurelia Galletti benefattrice del convento.[17]

Navata destra[modifica | modifica wikitesto]

Le navate laterali presentano cappelle coperte da cupolette con lanternino.

  • Prima campata: Cappella di Sant'Anna. Sull'altare è custodita la statua di Sant'Anna con Maria bambina, simulacro del 1857 che collocato su artistico fercolo è portato in processione per le strade del quartiere. Titolare del patrocinio la famiglia Geraci - Ventimiglia.[18]
  • Seconda campata: Cappella della Vergine. Altare con decorazioni in marmo, è custodito il dipinto la Vergine che appare a San Diego, opera di Filippo Tancredi del 1704.[19]
  • Terza campata: Cappella della Sacra Famiglia. Sull'altare campeggia la Sacra Famiglia con Sant'Anna e San Gioacchino di Melchiorre Barresi del 1596. Ai lati, Sant'Anna e la Vergine e L'annunciazione di Sant'Anna di Elia Interguglielmi del 1767.
  • Quarta campata: Cappella di Santa Rosalia. Altare con dipinto su tela Santa Rosalia che prega sulla città di Vincenzo La Barbera del 1627c. uno dei primi dipinti raffigurante la patrona di Palermo.
  • Quinta campata: Cappella di San Nicola. Altare con tela San Nicola in Gloria di Elia Interguglielmi del 1767.

Navata sinistra[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima campata: Cappella della Madonna del Carmine. Altare con affreschi di Filippo Tancredi che raffigurano La Madonna e San Simone Stock.
  • Seconda campata: Cappella di San Gioacchino. Altare dedicato a San Gioacchino ricoperto in marmi, con un grande stemma sorretto da puttini posto sopra al centro.
  • Terza campata: Cappella di San Giuseppe. L'altare accoglie la statua lignea di San Giuseppe e Gesù bambino opera eseguita da Baldassarre Pampillonia all'inizio del XVIII secolo.
  • Quarta campata: Cappella di San Francesco. Altare dedicato a San Francesco decorato con affreschi settecenteschi raffiguranti Sant'Elisabetta d'Ungheria e San Luigi di Francia.
  • Quinta campata: Cappella di Sant'Antonio di Padova. L'altare ospita la statua di Sant'Antonio di Padova ed affreschi anonimi.

Sulla seconda colonna sinistra è addossato il pulpito ligneo scolpito da Giacomo Pianelli nel 1740. È presente una tela dei primi anni del XVII secolo raffigurante la Madonna Rifugio dei Peccatori Pentiti, restaurata nel 2014-15, proveniente dall'Oratorio dei Peccatori Pentiti.

Convento di Nostra Signora della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Il convento adiacente alla chiesa fu costruito per i padri del Terzo Ordine Francescano, tra il 1606 e il 1648 attorno al grandioso portico rinascimentale. Si accede al convento tramite un portale esterno che immette nello scalone.

  • XIII secolo, Palazzo di Saint-Rémy, dimora del prefetto del re Carlo d'Angiò, Giovanni di Saint-Rémy. Durante l'insurrezione dei Vespri siciliani contro l'oppressione angioina nel 1282, il palazzo fu assalito e distrutto dai rivoltosi e più di 2000 francesi furono massacrati. Il prefetto fuggì rifugiandosi nel Castello di Caccamo ove fu catturato e giustiziato.
  • 1488, Inizia la costruzione del palazzo di Gaspare Bonet mercante di origine catalane, di cui resta la parte sud-orientale con la torre. L'edificio fu annesso al convento ed adattato alle esigenze dei padri Francescani.
  • 1872, Leggi eversive. Chiesa e convento furono requisiti e assegnati al Municipio di Palermo che li destinò a vari usi:
    • sede delle Guardie daziarie municipali;
    • 1878, sede del Liceo Ginnasio Umberto I;
    • 1930, Il convento fu restituito ai frati che ne occuparono una parte e ripresero a celebrare le funzioni nella Chiesa, destinata per anni a granaio municipale.

L'ex convento, restaurato tra il 1996 e il 2005, ospita la Galleria d'Arte Moderna.

Compagnia di Santa Maria di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

La sede della compagnia è la primitiva chiesa della Misericordia.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 187 a 196
  2. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 187
  3. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 188
  4. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 189
  5. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 190
  6. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 191
  7. ^ a b c d Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 192
  8. ^ Scheda della Chiesa di Sant'Anna sul sito della Provincia di Palermo
  9. ^ Storia della Chiesa di Sant'Anna nel sito del T.O.R. di Sicilia
  10. ^ Scheda della chiesa di Sant'Anna su sicilytourist.com
  11. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 193
  12. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 193
  13. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 193
  14. ^ La disposizione delle opere all'interno dell'edificio non sempre segue l'ordine descritto da Gaspare Palermo, pertanto le note assumono esclusivo valore documentale. Non tengono conto dei numerosi interventi, lavori, restauri o diversa collocazione delle opere stesse.
  15. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 194
  16. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 194
  17. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 194
  18. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 194
  19. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 195
  20. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 196

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(IT) Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo", Volume secondo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]