Castello ducale di Casoli

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Castello ducale
Castello e chiesa di Santa Maria Maggiore
Castello e chiesa di Santa Maria Maggiore
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Città Casoli
Coordinate 42°07′07.7658″N 14°17′32.5644″E / 42.118824°N 14.292379°E42.118824; 14.292379Coordinate: 42°07′07.7658″N 14°17′32.5644″E / 42.118824°N 14.292379°E42.118824; 14.292379
Informazioni generali
Tipo Castello
Inizio costruzione XV secolo
Condizione attuale Restaurato e visitabile (museo e centro convegni)

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Il castello ducale è sito a Casoli, in provincia di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un castrum di Casoli è menzionato per la prima volta nel Memoratorium dell'abate Bertario di Montecassino, risalente a prima dell'833. La terra di Casoli appartenne, almeno a partire dal 1143, alla contea di Manoppello, che nel 1344 fu infeudata da Giovanna I di Napoli a Napoleone II Orsini.

La torre pentagonale attorno alla quale, verosimilmente, fu edificato il castello fu probabilmente eretta a partire dal XII secolo. Le altre strutture dovrebbero essere state realizzate nel corso del XV secolo dagli Orsini.

Gli Orsini persero definitivamente il loro feudo nel 1514: Casoli e il suo castello appartennero poi a Fabrizio e Ascanio Colonna, quindi ai Carafa, ai Crispano e ai Filomarino; nel 1642 il feudo fu acquistato da Tommaso d'Aquino, nobile di Taranto, che nel 1650 ottenne per sé e i suoi eredi anche il titolo di duca di Casoli.

I d'Aquino tennero il ducato fino all'eversione della feudalità del 1806, ma conservarono la proprietà del castello nei decenni successivi. Nel 1858 Tommaso Enrico d'Aquino vendette il castello a sua moglie Teresa de Sangro, che nel 1863 lo cedette all'ex amministratore dei beni dei d'Aquino in Casoli, Domenicantonio Di Benedetto, che nel 1916 lo lasciò in eredità alla figlia Concetta, coniugata Masciantonio.

Pasquale Masciantonio, figlio di Concetta, fu un celebre avvocato e parlamentare e ospitò nel castello Gabriele d'Annunzio, di cui fu amico e finanziatore, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao, Guglielmo Marconi. D'Annunzio lasciò scritti sulle pareti della sua stanza numerosi pensieri.

I Masciantonio vendettero il castello al comune di Casoli nel 1980.

Recentemente è stato restaurato.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario del castello corrisponde ad una torre pentagonale. Attualmente il castello si articola attorno ad uno spazio centrale di cui il cortile è l'elemento principale.[2]

Torre e corpo esterno[modifica | modifica wikitesto]

La torre è l'elemento più antico. Ha pianta pentagonale ed è decorata da bucature e da una cornice superiore di beccatelli. È accessibile dall'entrata.

La parte esterna del castello è a pianta rettangolare irregolare con tracce di bastioni. Il portale di accesso è medievale. Il corpo della facciata è diviso da cornici verticali un due settori con ordine di finestre rettangolari. Il cornicione della sommità ha beccatelli di decorazione.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è preceduto da un cortile con pozzo centrale. Si accede mediante due entrate a una sala grande per i ricevimenti, oggi conservata nella matrice del XVII secolo(vi è esposta una sala museale); mentre la seconda entrata conduce alle camere del castello. Tra queste vi è la stanza dove dimorò Gabriele D'Annunzio, sul cui muro scrisse un ditirambo. Sono state riportate critiche per il restauro delle stanze, che avrebbe fatto perdere, con la pavimentazione moderna, lo stile originario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mondimedievali, Casoli - Castello Masciantonio, mondimedievali.net, 2008. URL consultato il 25/09/09.
  2. ^ Autori Vari, Casoli (CH) - Il castello in Guida ai castelli dell'Abruzzo, pag. 147, Carsa Edizioni, 2000 Pescara, ISBN 88-85854-87-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Storia di Casoli, vol. III (Casoli 2014), pp. 9-13.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]