Chiesa di Santa Maria Maggiore (Casoli)

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Chiesa di Santa Maria Maggiore
Casoli 01.jpg
Veduta del centro storico di Casoli col castello e la chiesa
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàCasoli
ReligioneCattolica
TitolareSanta Maria Maggiore
Arcidiocesi Chieti-Vasto
Consacrazione1455
ArchitettoIgnoto
Stile architettonicoRomanico
Inizio costruzionePrima del 1455
Completamento1455
Sito webNessuno

Coordinate: 42°07′07.69″N 14°17′33.97″E / 42.118804°N 14.29277°E42.118804; 14.29277

La chiesa di Santa Maria Maggiore è sita presso il castello ducale di Casoli, in provincia di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa risulta costruita nel 1455 per opera dei principi Orsini. Originariamente era ad un'unica navata.

Facciata

Successivamente, nella seconda metà del Settecento fu ampliata, epoca in cui, verosimilmente furono aggiunti anche il coro e l'Arco del Purgatorio che unisce la chiesa al castello. Nel 1868 la chiesa fu restaurata conseguendole l'aspetto attuale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il porticato che unisce la navata sinistra della chiesa al castello è con volte a crociera.

L'ingresso è servito da una rampa di scale. La facciata è suddivisa in tre parti, di cui il corpo centrale è più alto degli altri due da cui è separato da due coppie di paraste poste su un basamento, che a loro volta sorreggono la trabeazione in cui vi è il timpano. Il portale è sormontato da un timpano minore, sopra di esso vi è una finestra a forma di lunetta. Altre due finestre sono poste nei due corpi laterali. La facciata è intonacata tranne nella parte basamentale.

La torre campanaria è sita sul lato destro della chiesa è a forma quadrangolare e con ordini sovrapposti. Il campanile è realizzato in conci di pietra con delle pietre lavorate incastonate.

L'interno è basilicale a tre navate con cappelle laterali e abside. Nell'interno della chiesa si possono ammirare delle opere tra cui: una Madonna con Bambino, San Giacinto e San Biagio di Francesco Maria De Benedictis (1848), San Gilberto di Pasquale Bellonio di Ortona (1797), una Madonna del Carmine, una Madonna del Rosario (1572) di ignoti.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]