Black Betty

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Black Betty è una canzone da lavoro degli afro-americani del ventesimo secolo, spesso accreditato a Huddie "Lead Belly" Ledbetter, benché le prime registrazioni non siano sicuramente sue. Alcune fonti dichiarano che si tratti di uno dei numerosi brani che Leadbelly aveva adattato partendo da materiale preesistente[1], nel caso specifico una marcia del diciottesimo secolo che parlava di un acciarino. Esistono numerose registrazioni di Black Betty, incluse versioni a cappella, folk e rock. La versione moderna maggiormente conosciuta è quella registrata dai Ram Jam nel 1977

Significato ed origini[modifica | modifica sorgente]

Le origini ed il significato del testo sono oggetto di dibattito. Storicamente la "Betty nera" può essere un riferimento al soprannome dato a diversi oggetti: un moschetto, una bottiglia di whisky, una frusta, o il furgone utilizzato per il trasferimento presso un penitenziario, come spiegato nel successivo paragrafo:

Alcune fonti dicono che il brano sia derivato da una marcia del diciottesimo secolo che parlava di un acciarino verniciato di nero; Il "bam-ba-lam" ripetuto continuamente nel testo può quindi essere un riferimento al fuoco dell'arma. I soldati sul campo si diceva fossero "abbracciati con Black Betty". In questa interpretazione, il moschetto è stato sostituito da suo "figlio", un fucile con un calcio in noce conosciuto come il "Brown Bess".[2]

Nel volume "Caldwells's Illustrated Combination Centennial Atlas of Washington Co. Pennsylvania of 1876", a pagina dodici, c'è una breve sezione in cui vengono descritte le tradizioni legate al matrimonio. Caldwell descrive come fosse tradizione durante un matrimonio che due giovani facenti parte del corteo dello sposo ingaggiassero una gara di corsa fra loro per una bottiglia di whisky. Questa gara si doveva svolgere quando il corteo era a circa un miglio dal luogo in cui si sarebbe dovuta tenere la cerimonia. Il vincitore della gara avrebbe tenuto con sé il whisky, chiamato "Black Betty", che sarebbe poi stato offerto prima allo sposo, e poi a tutti gli altri uomini.

Uno dei primi significati di "Black Betty" negli Stati Uniti (almeno dal 1827) è stato proprio quello di bottiglia di liquore.[3][4] Nel gennaio 1736, Benjamin Franklin pubblicò The Drinker's Dictionary sulla Pennsylvania Gazette in cui venivano indicate 228 frasi per indicare l'ubriachezza. Una di queste era "Ha baciato black Betty."[5][6]

David Hackett Fischer, in nel suo libro Albion's Seed: Four British Folkways in America (Oxford University Press, 1989), dichiara che "Black Betty" era un termine abbastanza diffuso per indicare una bottiglia di whisky nelle terre di confine fra l'Inghilterra settentrionale e la Scozia meridionale, ed in seguito negli Stati Uniti orientali.

In un'intervista[7] condotta da Alan Lomax con un ex detenuto del carcere del Texas, Doc Reese (anche conosciuto come "Big Head"), Reese dichiarò che il termine "Black Betty" era usato dai prigionieri per riferirsi al "Black Maria" — il furgone utilizzato per il trasferimento al penitenziario.

Nel 1934, John A. e Alan Lomax nel loro libro, American Ballads and Folk Songs descrive le origini di Black Betty in questo modo:

« "Black Betty non è un'altra Frankie, e neppure una donna a due tempi sulla quale un uomo può lamentare il proprio blues. Lei è la frusta che è stata ed è utilizzata in alcune carceri del sud. Un condannato presso il Darrington State Farm in Texas, dove, a proposito, la fustigazione è stata praticamente interrotta, rise a Black Betty ed imitò sua conversazione nel brano seguente." (Nel testo, seguono le notazioni musicali ed il testo.)[8] »

John Lomax inoltre intervistò il musicista blues James Baker (meglio conosciuto come "Iron Head") nel 1934, quasi un anno dopo la registrazione di Iron Head della prima versione registrata conosciuta di Black Betty"".[9] Nell'articolo che ne risultò, pubblicato per il Musical Quarterly, ed intitolato "Sinful Songs" of the Southern Negro, Lomax nuovamente menzionò il fatto che "Black Betty" era un soprannome dato alla frusta.[10] Steven Cornelius nel suo libro, Music of the Civil War Era, dichiara in una sezione relativa alla musica folk successiva alla fine della guerra che "...i prigionieri cantavano di "Black Betty", la frusta del conducente."[11] Robert Vells, in Life Flows On in Endless Song: Folk Songs and American History, scrive:

« "Ancora negli anni sessanta, il veicolo che portava gli uomini in prigione era conosciuto come "Black Betty," anche se lo stesso nome può essere stato utilizzato anche per la frusta che molto spesso era utilizzata sulla schiena dei prigionieri, "bam-ba-lam".[12] »

In versioni più recenti, il nome "Black Betty" è stato associato a vari veicoli, fra cui una motocicletta ed un hot rod.

Prime registrazioni, 1933-39[modifica | modifica sorgente]

La canzone è stata registrata per la prima volta sul campo dai musicologi statunitense John e Alan Lomax nel 1933, interpretata a cappella dal condannato James Baker (anche conosciuto come Iron Head) ed un gruppo, presso la Central State Farm, Sugar Land, Texas (una prigione di stato).[13]

I Lomax registrarono il brano per la Biblioteca del Congresso ed in seguito eseguirono altre registrazioni sul campo nel 1934, nel 1936 e nel 1939. La prima registrazione commerciale del brano invece fu eseguita a New York nel 1939 per la Musicraft, l'etichetta da Leadbelly, come parte di un medley insieme ad altre due canzoni da lavoro: Looky Looky Yonder e Yellow Woman's Doorbells. Musicraft pubblicò il brano quello stesso anno come traccia di una album intitolato Negro Sinful Songs sung by Lead Belly.[14] fu a lungo associato con i Lomax, e lui stesso era stato in carcere.

Successive registrazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni Black Betty è stata registrata numerose volte e con vari arrangiamenti. Si possono citare la versione del 1964 in chaive folk di Odetta, come parte di un medley con Looky Yonder, quella di Dave "Snaker" Ray,con "Spider" John Koerner e Tony "Little Sun" Glover su Lots More Blues, Rags, and Hollers (Elektra - EKL 267), e quella dello stesso Alan Lomax.[15] Nel 1976 una band di Cincinnati, gli Starstruck, ne registrarono una versione rock con il testo modificato per l'etichetta Truckstar che però ebbe scarso successo.

Maggior fortuna ebbe la versione immediatamente successiva di Black Betty, registrata nel 1976 ad opera dei Ram Jam che fu la prima a scalare le classifiche di tutto il mondo, anche in una versione dance pubblicata anni dopo. Nel 1986 il brano fu reinterpretato da parte di Nick Cave and the Bad Seeds ed inserito nell'album di cover Kicking Against the Pricks, e nel 2002 ebbe nuova vita grazie a Tom Jones. Nel 2004 gli Spiderbait riarrangiarono la versione dei Ram Jam, ed inserirono il brano nell'album Tonight Alright. La loro cover di Black Betty fu un altro grande successo commerciale e venne utilizzato in numerosi film e videogiochi.[senza fonte]

Versione dei Ram Jam[modifica | modifica sorgente]

Black Betty
Artista Ram Jam
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1977
Durata 2:32
Album di provenienza Ram Jam
Genere Hard rock
Blue rock
Etichetta Virgin Records
Produttore Jeff Katz, Jerry Kasenetz
Formati Vinile

Nel 1977, la band Ram Jam, fra i cui componenti c'era Bill Bartlett, ex dei Starstruck, pubblica una nuova versione del brano riprendendo quella degli Starstruck con la produzione di Jerry Kasenetz e Jeff Katz per la Epic Records. Il brano ebbe un immediato successo, arrivando a raggiungere la posizione numero diciotto della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti, oltre che varie posizioni di riguardo nelle classifiche d'Europa ed Australia. Contemporaneamente, il testo del brano fu oggetto di contestazione da parte di varie associazioni per i diritti civili come il NAACP ed il Congress of Racial Equality. Nel 1990 un remix dance della versione di Ram Jam ebbe grande successo nel Regno Unito ed il Australia.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

7" Single Epic 5492 1977
  1. Black Betty - 2:32
  2. I Should Have Known - 4:45
Solid Gold - 3" CD-Single Epic 654607 3 1989
  1. Black Betty2:29
  2. Let It All Out - 4:00
  3. High Steppin' - 3:41
  4. Hey Boogie Woman - 3:09

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Classifica (1977) Posizione
più alta
Austria[16] 23
Francia[16] 2
Paesi Bassi[16] 6
Svezia[16] 14
Australia[16] 17
Nuova Zelanda[16] 8
Regno Unito[17] 7
USA[18] 18

Versione di Tom Jones[modifica | modifica sorgente]

Black Betty
Artista Tom Jones
Tipo album Singolo
Pubblicazione 2002
Durata 3:11
Album di provenienza Mr. Jones
Genere Blues rock
Etichetta Sony Music
Produttore Wyclef Jean, Jerry Duplessis
Formati CD Singolo

La versione registrata da Tom Jones di Black Betty è stata pubblicata come singolo nel 2002, estratta dall'album Mr. Jones, ed è l'unica ad essere entrata in classifica in Italia.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Maxi Single V2 – VVR5021768P
  1. Black Betty (Cutfather And Joe Mix)
  2. Black Betty (Album Version Varispeed)
  3. I Who Have Nothing (Edit)
Solid Gold - 3" CD-Single Epic VVR5023213
  1. Black Betty (Cutfather & Joe Mix) - 3:20
  2. Black Betty (Album Version Varispeed) 3:07
  3. I Who Have Nothing (Edit) 3:34
  4. Black Betty (Jacknife Lee Mix) - 3:10
  5. Black Betty (Matty's Soulflower Mix) - 9:05

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Classifica (2002) Posizione
più alta
Svizzera[19] 14
Italia[19] 5
Regno Unito[20] 50

Versione degli Spiderbait[modifica | modifica sorgente]

Black Betty
Artista Spiderbait
Tipo album Singolo
Pubblicazione 8 marzo 2004
Durata 3:27
Album di provenienza Tonight Alright
Genere Rock
Etichetta Universal Records
Produttore Sylvia Massy Shivy
Formati CD Singolo

La versione registrata dagli Spiderbait di Black Betty è stata pubblicata come singolo nel 2004, estratta dall'album Tonight Alright.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

CD-Maxi Universal 9816416 (UMG) [au] / EAN 0602498164167
  1. Black Betty (Edit) - 3:28
  2. Black Betty (Extended) - 4:16
  3. The Dog - 1:34
  4. In This City (Demo) - 1:26

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Classifica (2004) Posizione
più alta
Australia[21] 1
Billboard Main Stream Rock[22] 32

Utilizzo nei media[modifica | modifica sorgente]

Il brano è stato utilizzato in film, serie televisive, videogiochi ed altri media innumerevoli volti. Il primo film ad includere Black Betty nella propria colonna sonora è stato Shanty Tramp del 1967.[23] Successivamente si ricordano fra gli altri Blow, Super Troopers, Basic, Miss F.B.I. - Infiltrata speciale, Indovina chi, Hazzard (nel quale si sente sia la versione degli Spiderbait che quella dei Ram Jam), TMNT, The Condemned, Rex ed altri. Inoltre varie versioni di Black Betty sono state utilizzate in alcuni episodi delle serie televisive Malcolm e My Name Is Earl.

Black Betty è stato inoltre l'accompagnamento musicale di un gran numero di spot televisivi, fra cui gli spot australiani della Toyota Hilux del 2005, gli spot dei videogiochi Mario Pinball Land, Pac-Man World 2 e Battlefield: Bad Company e gli spot del 2011 della Volkswagen Beetle. Il brano è inoltre nella colonna sonora dei videogiochi Need for Speed: Underground 2, Tony Hawk's Underground, Guitar Hero World Tour, 2006 FIFA World Cup e Rayman Legends.

Nel 1971 Bob Dylan ha parodiato il brano nel suo romanzo sperimentale Tarantual, mentre Walter Mosley nel 1994 ha intitolato il suo quarto giallo con protagonista Easy Rawlins Black Betty.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Life and Legend of Leadbelly di Charles Wolf and Kip Lornell, pubblicato da Harper Collins, NY, 1992
  2. ^ The Brown Bess. URL consultato il 12 gennaio 2008.
  3. ^ Thorton, An American Glossary, p. 66: "Black Betty. A spirit-bottle. Obs. The N.E.D. has Betty, 1725. They became enamored of blue ruin itself. The hug the "black Betty," that contains it, to their bosoms.—Mass. Spy, Oct. 31 [1827]: from the Berkshire American."
  4. ^ Collins, Historical Sketches of Kentucky, p. 163: "Pretty late in the night some one would remind the company that the new couple must stand in need of some refreshment; Black Betty, which was the name of the bottle, was called for and sent up the ladder."
  5. ^ Benjamin Franklin, William Temple Franklin, William Duane, Memoirs of Benjamin Franklin, vol. 2, Derby & Jackson, 1859, p. 496.
  6. ^ From the Writings of Benjamin Franklin in the Pennsylvania Gazette 1736 - 1737
  7. ^ vedi The Land Where the Blues Began, 1ª edizione, Alan Lomax, Pantheon Books, 1993
  8. ^ Lomax, John A. and Alan Lomax. American Ballads and Folk Songs. (1934; reprint, New York: Dover, 1994), 60-1.
  9. ^ Record from the Library of Congress, Traditional Music and Spoken Word Catalog, see http://lcweb2.loc.gov/diglib/ihas/loc.afc.afc9999005.638/default.html
  10. ^ Lomax, John. ""Sinful Songs" of the Southern Negro," The Musical Quarterly, Vol. 20, Issue 2. (Oxford: Oxford University Press, 1934) 177-87, quoted in William G. Roy, Reds, Whites, and Blues: Social Movements, Folk Music, and Race in the United States.(Princeton, New Jersey: Princeton University Press, 2010) 110-1.
  11. ^ Cornelius, Steven. Music of the Civil War Era. (Westport, Conn.: Greenwood Press, 2004) 216.
  12. ^ Wells, Robert V. Life Flows On in Endless Song: Folk Songs and American History. (Board of Trustees of the University of Illinois, 2009) 156.
  13. ^ allmusic: Deep River of Song: Big Brazos > Overview
  14. ^ Leadbelly Vol 1 1939 - 1940 - Document Records Vintage Blues and Jazz
  15. ^ allmusic: Texas Folk Songs > Overview
  16. ^ a b c d e f Italiancharts
  17. ^ ChartArchive - Ram Jam - Black Betty
  18. ^ Ram Jam | AllMusic
  19. ^ a b Italiancharts
  20. ^ ChartArchive - Tom Jones - Black Betty/I Who Have Nothing
  21. ^ Italiancharts
  22. ^ Spiderbait | AllMusic
  23. ^ Shanty Tramp (1967)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Collins, Lewis. Historical Sketches of Kentucky. Cincinnati: James & Co. (1848).
  • Thornton, Richard H. (ed.). An American Glossary. Philadelphia: J.B. Lippincott Company (1912).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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