Arigliano

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Arigliano
frazione
Arigliano – Veduta
Menhir della Croce
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
ComuneGagliano del Capo-Stemma.png Gagliano del Capo
Territorio
Coordinate39°50′50″N 18°21′43″E / 39.847222°N 18.361944°E39.847222; 18.361944 (Arigliano)Coordinate: 39°50′50″N 18°21′43″E / 39.847222°N 18.361944°E39.847222; 18.361944 (Arigliano)
Altitudine140 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale73034
Prefisso0833
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiariglianesi (dialetto trianesi)
Patronosan Vincenzo di Saragozza
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arigliano
Arigliano
Chiesa Madre
Chiesa dell'Immacolata
Cappella e Menhir Spirito Santo

Arigliano (Triano in dialetto salentino) è, insieme a San Dana, una frazione del comune di Gagliano del Capo in provincia di Lecce.

Il centro abitato, situato nel basso Salento a 8 km da Santa Maria di Leuca e a 65 km da Lecce, è unito con il centro di Gagliano del Capo. Nella frazione ha sede la stazione ferroviaria di Gagliano Leuca, capolinea Sud delle Ferrovie Sud Est.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico salentino Giacomo Arditi, il nome deriverebbe dal latino "ager Galiani" che significa "tenuta di Gagliano".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La località è stata sicuramente abitata sin dall'Età del Bronzo, come testimoniano i due menhir presenti nel paese.

Probabilmente il primo nucleo abitativo risale all'Epoca Normanna, quando alcune famiglie provenienti dalla vicina Gagliano vi si stanziarono.

Nel periodo feudale, dopo aver seguito in un primo momento le sorti del casale di Alessano, appartenne ai Falconibus, ai Bisignano, ai Castriota Scandeberg, ai Colosso e infine agli Acerbo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Abati[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, di proprietà della famiglia Abati, fu costruito nel 1759.

È composto da due piani. I singoli fronti sono spartiti da una coppia ravvicinata di grandi archi mistilinei tamponati da murature rientrate, nelle quali si aprono, con diversa forma, porte e finestre.

Il portale a tutto sesto è sormontato dallo stemma della famiglia raffigurante, nel mezzo, un leone che porta sul capo una corona e che regge un pastorale e, sui lati, due stelle a sei raggi.

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Vincenzo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Matrice è dedicata a San Vincenzo di Saragozza e la sua costruzione risale al XVII secolo. È ubicata nel piccolo centro storico del paese e si presenta con una sobria facciata arricchita dal portale d'ingresso e da un finestrone. È costruita con conci tufacei e pietra leccese.

Nel 1628, durante la visita di Monsignor Perbenedetti, la chiesa risultava essere composta da una sola navata e con due altari. Venne ampliata nel XIX secolo con l'aggiunta del presbiterio, delle due ali laterali, della sacrestia e del campanile.
Fra le opere artistiche presenti in chiesa si segnalano le tele raffiguranti San Vincenzo di Saragozza, la Madonna del Rosario e i Santi Medici, quest'ultima del 1876. Degna di nota è anche la statua lignea di San Vincenzo.

Cappella dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Posta alla periferia del paese, la cappella dello Spirito Santo è una struttura del XVII secolo, con facciata semplice e all'interno due dipinti raffiguranti la Vergine e San Rocco. Si erge accanto al menhir omonimo.

Cappella dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La cappella dell'Immacolata è situata nel centro storico e risale ai primi anni '30 del XIX secolo. È costruita con conci tufacei e carparo.

La sobria facciata lineare presenta due lesene che la delimitano, unitamente alla trabeazione. Il portale è sormontato da una finestra con arco a tutto sesto ed è traforata a "brise soleille". L'edificio possiede un campanile a vela con bifora, sormontato da un timpano triangolare. L'opera a traforo sul finestrone, è stata aggiunta nella seconda metà del XX secolo.
L'interno, ad unica navata rettangolare con copertura a stella, ospita un marmoreo altare maggiore policromo. Sulla parete absidale è posizionata una tela raffigurante l'Immacolata. Sono presenti inoltre le statue dell'Immacolata, di Cristo Morto, dell'Addolorata, di Sant'Antonio da Padova e di Santa Domenica.

Menhir[modifica | modifica wikitesto]

Menhir della Croce[modifica | modifica wikitesto]

Il Menhir della Croce, situato nei pressi della linea ferroviaria, fu più volte abbattuto e restaurato. Il monolite (45 x 26 cm) ha un'altezza di 130 cm e presenta una leggera rastremazione verso il basso. Sulla facciata sud presenta una croce uncinata graffita.

Menhir Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Il Menhir Spirito Santo (70 x 50 cm) si eleva per 170 cm in altezza. È collocato alla fine di un muretto a secco, in cui è inglobato, adiacente all'omonima cappella. Di forma irregolare, è rastremato in sommità su cui è collocato uno zoccolo parallelepipedo in pietra (15 x 15 x 6 cm) probabile alloggio di una croce.

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