Ariana Afghan Airlines

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Ariana Afghan Airlines
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Ariana Afghan A310-300 F-GEMO.jpg
StatoAfghanistan Afghanistan
Fondazione1955
Fondata da
  • Governo dell'Afghanistan
  • Indamer Co. Ltd
Sede principaleKabul
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Sito web
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATAFG
Codice ICAOAFG
Indicativo di chiamataARIANA
HubKabul
Flotta5 (nel 2019)
Destinazioni10 (nel 2019)
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Ariana Afghan Airlines, anche conosciuta semplicemente come Ariana, è la compagnia aerea di bandiera dell'Afghanistan e ha come hub l'Aeroporto Internazionale di Kabul. La compagnia è interamente posseduta dal Governo afgano e offre regolari voli di linea verso Russia, Turchia, Arabia Saudita, Dubai, Kuwait e India.[1]

Dall'ottobre 2006 la compagnia è inserita nella lista dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell'Unione europea, e pertanto non può volare nel suo spazio aereo.[2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La compagnia è stata fondata nel gennaio 1955 dal Governo dell'Afghanistan, detentore del 51% delle quote, e da Indamer Co. Ltd.[4] Nel 1959 Pan Am rileva le quote di Indamer e diventa azionista di minoranza.[5] In questo periodo Ariana aveva in flotta tre Douglas DC-3 con i quali collegava Kabul ad Amritsar, Delhi, Jeddah e Karachi, mentre l'unico Douglas DC-4 era utilizzato sulla cosiddetta Rotta Marco Polo che univa Kabul a Kandahar, Tehran, Damasco, Beirut, Ankara, Praga e Francoforte sul Meno.[5] Nel 1970 la flotta era composta da un Boeing 727-100C, un Convair CV-240, un DC-3 e due Douglas DC-6 che effettuavano voli verso Medio Oriente, India, Pakistan, Unione Sovietica, Istanbul, Francoforte e Londra;[6] mentre ver i voli interni venne appositamente creata una nuova compagnia aerea chiamata Bakhtar Afghan Airlines.[7] Il primo aereo widebody, un McDonnell Douglas DC-10-30, entro in flotta nell'ottobre 1979.[8]

A metà degli anni '80, durante la guerra sovietico-afgana, la compagnia fu costretta a vendere il DC-10-30 in quanto il Governo russo voleva che Ariana utilizzasse i Tupolev Tu-154.[9] Nell'ottobre 1985, Bakhtar Afghan Airlines prese il controllo di Ariana ed introdusse in flotta due Tupolev Tu-154M.[7] Nel febbraio del 1988 Ariana tornò ad essere una compagnia indipendente.[10]

Dopo la fine della guerra con l'Unione Sovietica avvenuta nel 1989 e la caduta nel 1992 della Repubblica Democratica dell'Afghanistan appoggiata dai sovietici, l'Afghanistan piombò in una lunga guerra civile tra i vari combattenti della resistenza islamica (mujaheddin) e nel 1996 i talebani presero il potere. Le sanzioni economiche della comunità internazionale verso l'Afghanistan e la scelta dei talebani di non consentire voli internazionali portò Ariana in una grave crisi economica.[11] Nel novembre 2001 la compagnia sospese tutte le attività.[12]

Dopo l'Operazione Enduring Freedom che rovesciò il regime talebano, nel dicembre 2001 riprese ad effettuare voli interni,[13] e circa un mese dopo, quando le sanzioni internazionali furono revocate, furono riaperte anche le rotte internazionali. Nel luglio 2002 il Governo dell'India ha donato ad Ariana tre Airbus A300 prima appartenuti ad Air India[14][15] e nell'ottobre dello stesso anno la compagnia è tornata a volare in Germania e in Pakistan.[16]

Nel febbraio 2005 l'India ha firmato un accordo di cooperazione aeronautica con l'Afghanistan: oltre ad addestrare addetti aeroportuali e controllori di volo, Air India si è impegnata a formare nuovi piloti per conto di Ariana.[17]

Nel marzo 2006 la Commissione Europea ha valutato non sufficienti le normative di sicurezza adottate da Ariana e pertanto l'ha inserita nella lista dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell'Unione europea; unico velivolo temporaneamente autorizzato era un Airbus A310 avente codice di registrazione francese.[18]

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

La flotta di Ariana Afghan Airlines è composta dai seguenti aeromobili (aggiornato a maggio 2019):[19]

Flotta di Ariana Afghan Airlines
Aeromobile In flotta Ordini Passeggeri
(Business/Economy)
Note
Airbus A310-304 1 0 240 (28/212)
Boeing 737-400 3 0 166
Boeing 737-500 1 0 111 (12/99)
Totale 5 0

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 21 novembre 1959 il Douglas DC-4 che operava il volo 202 si è schiantato contro una collina poco dopo il decollo dall'aeroporto di Beirut, causando la morte di 24 delle 27 persone a bordo. Come probabile causa è stato indicato un incendio ad un motore che non ha consentito al velivolo di prendere quota.[20]
  • Il 5 gennaio 1969 il Boeing 727 che operava il volo 701 si è schiantato al suolo durante l'avvicinamento all'aeroporto di Londra-Gatwick, causando la morte di 48 delle 62 persone a bordo e di due a terra. La causa dell'incidente è stata attribuita ad un errore del pilota che non ha esteso i flap durante la discesa verso l'aeroporto, causando lo stallo del velivolo.[21]
  • Il 15 gennaio 1969 il Douglas DC-3 codice di registrazione YA-AAB è stato irrimediabilmente danneggiato in uno scontro con un Douglas Dc-6.[22]
  • Il 10 dicembre 1988 un Antonov An-26 è stato abbattuto da guerriglieri pakistani, causando la morte di tutte le 25 persone a bordo.[23]
  • Il 18 giugno 1989 l'Antonov An-26 YA-BAK si è schiantato contro una collina mentre i piloti tentavano un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Zabol (Iran) in seguito all'apertura di un portellone di carico durante il volo. L'incidente ha causato la morte di 6 delle 39 persone a bordo.[24]
  • Il 1º agosto 1992 due Yakovlev Yak-40 e un Tupolev Tu-154M sono stati distrutti da colpi di mortaio all'aeroporto di Kabul.[25][26][27]
  • Il 28 agosto 1992 un Antonov An-26 è stato distrutto da un missile all'aeroporto di Kabul.[28]
  • L'11 settembre 1995 l'Antonov An-26B YA-BAO ha terminato il carburante durante l'atterraggio all'aeroporto di Jalalabad e si è schiantato al suolo, causando la morte di 3 delle 46 persone a bordo.[29]
  • Il 29 ottobre 1997 lo Yakovlev Yak-40 YA-KAE si è schiantato durante l'atterraggio all'aeroporto di Jalalabad, causando la morte di 1 passeggero.[30]
  • Il 19 marzo 1998 il Boeing 727-200 YA-FAZ si è schiantato contro il fianco di una montagna mentre era in discesa verso l'aeroporto di Kabul, causando la morte di tutte le 45 persone a bordo.[31]
  • Il 6 febbraio 2000 il Boeing 727-200 che operava il volo 805 da Kabul a Mazar-i Sharif è stato dirottato verso l'aeroporto di aeroporto di Londra-Stansted, dove i dirottatori hanno chiesto asilo politico.[32]
  • nell'ottobre 2001 due Antonov An-12, tre Antonov An-24 e due Boeing 727-100C sono stati distrutti durante un bombardamento effettuato dall'aviazione statunitense.
  • Il 23 marzo 2007 l'A300B4-200 YA-BAD è uscito di pista durante l'atterraggio all'aeroporto di Istanbul-Atatürk, riportando gravi danni che ne hanno portato la demolizione.[33]
  • L'8 maggio 2014 il Boeing 737-400 che effettuava il volo FG312 è uscito di pista durante l'atterraggio all'aeroporto di Kabul. Tutte le 132 persone a bordo sono sopravvissute all'incidente. Le indagini hanno stabilito che l'incidente è stato causato dal mancato utilizzo degli inversori di spinta.[34]
  • Il 7 novembre 2014 il Boeing 737-400 che effettuava il volo FG252 ha sofferto il cedimento del carrello principale durante l'atterraggio all'aeroporto di Kabul. Nessuna delle persone a bordo ha riportato ferite.[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Our destinations, su flyariana.com. URL consultato il 4 giugno 2019 2019.
  2. ^ (EN) EU to impose ban on Afghan planes - Safi CEO, su reuters.com, 22 novembre 2010. URL consultato il 4 giugno 2019.
  3. ^ Elenco dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell’UE, su ec.europa.eu, 16 aprile 2019. URL consultato il 4 giugno 2019.
  4. ^ (EN) Aviation history, su flightglobal.com, 3 maggio 1957. URL consultato il 4 giugno 2019.
  5. ^ a b (EN) Airlines of the world, su flightglobal.com, 8 aprile 1960. URL consultato il 4 giugno 2019.
  6. ^ (EN) World airlines 1970, su flightglobal.com, 26 marzo 1970. URL consultato il 4 giugno 2019.
  7. ^ a b (EN) World airline directory, su flightglobal.com, 26 marzo 1988. URL consultato il 4 giugno 2019.
  8. ^ (EN) Air transport, su flightglobal.com. URL consultato il 4 giugno 2019.
  9. ^ (EN) USSR forced Ariana Dc-10 sale, su flightglobal.com, 27 aprile 1985. URL consultato il 4 giugno 2019.
  10. ^ (EN) World airline directory, su flightglobal.com, 1º aprile 1989. URL consultato il 4 giugno 2019.
  11. ^ (EN) Barbara Crossette, U.S. Presses Security Council for Sanctions Against the Taliban, su nytimes.com, 7 ottobre 1999. URL consultato il 4 giugno 2019.
  12. ^ (EN) Kate Clark, Afghan airline grounded, su news.bbc.co.uk, 8 novembre 2001. URL consultato il 4 giugno 2019.
  13. ^ (EN) Marcus George, Afghan airline battles for the skies, su news.bbc.co.uk, 12 dicembre 2001. URL consultato il 4 giugno 2019.
  14. ^ (EN) Nicholas Ionides, Ariana set to take delivery of first indian A300, su flightglobal.com, 7 ottobre 2002. URL consultato il 4 giugno 2019.
  15. ^ (EN) Expansion under way as Ariana takes A300, su flightglobal.com. URL consultato il 4 giugno 2019.
  16. ^ (EN) Ariana Afghan back on Western Europe route, su flightglobal.com, 1º ottobre 2002. URL consultato il 4 giugno 2019.
  17. ^ (EN) Indo-Afghan ties touch new high, su timesofindia.indiatimes.com, 24 febbraio 2005. URL consultato il 4 giugno 2019.
  18. ^ (EN) Painted Black: a study of the EU unsafe airlines ban, su atwonline.com, 6 aprile 2006. URL consultato il 4 giugno 2019.
  19. ^ (EN) Fleet matrix, su planespotters.net, 9 maggio 2019. URL consultato il 4 giugno 2019.
  20. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19591121-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  21. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19690105-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  22. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19690115-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  23. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19881210-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  24. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19890618-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  25. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19920801-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  26. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19920801-1. URL consultato il 4 giugno 2019.
  27. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19920801-2. URL consultato il 4 giugno 2019.
  28. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19920828-1. URL consultato il 4 giugno 2019.
  29. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19950911-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  30. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19971029-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  31. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=19980319-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  32. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=20000206-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  33. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=20070323-1. URL consultato il 4 giugno 2019.
  34. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=20140508-0. URL consultato il 4 giugno 2019.
  35. ^ (EN) aviation-safety.net, https://aviation-safety.net/database/record.php?id=20141107-0. URL consultato il 4 giugno 2019.

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