Arcidiocesi di Eno

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Eno
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Aeniensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Eno
Mappa della diocesi civile di Tracia (V secolo)
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XV secolo
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Eno
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

L'arcidiocesi di Eno (in latino: Archidioecesis Aeniensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Eno, corrispondente alla città turca di Enez, è un'antica sede arcivescovile autocefala della provincia romana di Rodope nella diocesi civile di Tracia e nel patriarcato di Costantinopoli.

Inizialmente suffraganea dell'arcidiocesi di Traianopoli, Eno divenne una sede autocefala almeno già a partire dal VII secolo, così come appare nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio (circa 640), dove è elencata al 30º posto tra le arcidiocesi autocefali del patriarcato di Costantinopoli.[1] Nella Notitia dell'epoca di Manuele Comneno (circa 1170), Eno è menzionata fra le sedi metropolitane senza suffraganee.

Tra i vescovi di Eno del primo millennio sono noti i seguenti: Olimpio, che fu cacciato dalla sua sede dagli ariani; Macario, che prese parte al concilio di Calcedonia nel 451; Paolo, che assistette a quello di Costantinopoli del 553; Giorgio, che fu tra i padri nel concilio in Trullo del 692; Giovanni, che presenziò al Concilio di Costantinopoli dell'879-880 che riabilitò il patriarca Fozio. La scoperta dei sigilli episcopali hanno trasmesso i nomi di altri quattro vescovi, vissuti tra VIII e XI secolo.

La metropolia di Eno era ancora esistente all'inizio del XX secolo, ma fu soppressa in seguito agli accordi del trattato di Losanna del 1923 che impose obbligatoriamente lo scambio delle popolazioni tra Grecia e Turchia.

Dal XV secolo Eno è una sede arcivescovile titolare della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 6 giugno 1971.

Cronotassi degli arcivescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi degli arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Wincenty Wierzbięta, O.P. † (13 ottobre 1469 - 1494)[6]
  • Wojciech z Bydgoszczy † (10 novembre 1494 - prima del 28 gennaio 1506 deceduto)
  • Wojciech z Sochaczewa, O.P. † (23 dicembre 1506 - 1529)
  • Giovanni ? † (1512 - ?)[7]
  • Adrian Żakowski, O.P. † (17 aprile 1531 - 1540 deceduto)
  • Jakub Dziaduski, O.F.M. † (15 marzo 1540 - 1568 deceduto)
  • Stanisław Dzedziński † (3 dicembre 1568 - 1573 deceduto)
  • Jan Węgorzewski, O.Cist. † (26 giugno 1573 - 1588 deceduto)
  • Jakub Brzeźnicki † (13 giugno 1588 - 1607 deceduto)
  • Andrzej Richlicki † (7 febbraio 1607 - 1616 deceduto)
  • Kasper Hap † (14 maggio 1618 - 1619 deceduto)
  • Jan Trach Gniński † (2 dicembre 1619 - 1625 deceduto)
  • Jan Baykowski † (2 dicembre 1626 - 1650 deceduto)
  • Jan Branecki † (25 settembre 1651 - 1655 deceduto)
  • Wojciech Grabowski † (31 gennaio 1656 - 1659)
  • Maciej Marian Kurski, O.F.M. † (21 febbraio 1661 - 27 marzo 1681 deceduto)
  • Pietro Craveri, O.F.M. † (30 settembre 1783 - 19 dicembre 1785 nominato vescovo di Chio)
  • Thomas Costello † (30 giugno 1786 - 6 luglio 1786 succeduto vescovo di Clonfert)
  • Ignazio Giacomo Giustiniani † (? - 15 marzo 1830 nominato vescovo di Chio)[8]
  • Pierre Bataillon, S.M. † (22 novembre 1842 - 11 aprile 1877 deceduto)
  • Louis-Marie Galibert, M.E.P. † (23 maggio 1879 - 24 aprile 1883 deceduto)
  • Wilhelm von Reiser † (31 agosto 1886 - 5 giugno 1893 succeduto vescovo di Rottenburg)
  • Florent-Michel-Marie-Joseph du Bois de la Villerabel † (7 maggio 1920 - 21 novembre 1921 nominato vescovo di Annecy)
  • Joseph-Antoine-Augustin Giustiniani † (17 febbraio 1922 - 28 settembre 1923 deceduto)
  • Piotr Mańkowski † (9 febbraio 1926 - 8 aprile 1933 deceduto)
  • Juan Manoel González Arbeláez † (6 giugno 1934 - 20 giugno 1942 nominato arcivescovo di Popayán)
  • Florent-Michel-Marie-Joseph du Bois de la Villerabel † (13 dicembre 1944 - 7 febbraio 1951 deceduto)
  • Louis Morel, C.I.C.M. † (19 agosto 1951 - 6 giugno 1971 deceduto)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heinrich Gelzer, Ungedruckte und ungenügend veröffentlichte Texte der Notitiae episcopatuum, in: Abhandlungen der philosophisch-historische classe der bayerische Akademie der Wissenschaften, 1901, p. 536, nº 71.
  2. ^ Gustave Léon Schlumberger, Sigillographie de l'empire byzantin, 1884, pp. 118-119. Questo vescovo potrebbe identificarsi con l'omonimo documentato nell'879/880.
  3. ^ Adrianos, in Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Berlin-Boston (2013), #97.
  4. ^ Gustave Léon Schlumberger, op. cit., p. 119.
  5. ^ Michael, in Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Berlin-Boston (2013), #25307.
  6. ^ Nel primo volume della sua opera Hierarchia Catholica Medii Aevi (vol. 1, pp. 273 e 240), Konrad Eubel accenna ad alcuni vescovi della chiesa Helenensis, che identifica con la chiesa Aenensis vel Enensis.
  7. ^ Questo vescovo menzionato da Eubel non si inserisce nella serie dei vescovi ausiliari di Poznań che hanno il titolo di Eno dal 1469 fino alla morte di Maciej Marian Kurski, nel 1681.
  8. ^ Annuario Pontificio 1836, p. 149.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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