Aniello Califano

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Aniello Califano

Aniello Califano (Sorrento, 19 gennaio 1870Sant'Egidio del Monte Albino, 20 febbraio 1919) è stato un poeta e paroliere italiano.

Fu autore di molte canzoni napoletane, come 'O surdato 'nnammurato, musicate da diversi musicisti napoletani. Le sue canzoni, ancora oggi, sono cantate da svariati cantanti napoletani e stranieri e fanno parte del loro repertorio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Agnello Michele Califano, nacque a Sorrento il 19 gennaio 1870 da Alfonso Califano, importante proprietario terriero di Sant'Egidio del Monte Albino e dalla nobile sorrentina Rosa Rispoli, imparentata con la famiglia Fiorentino e comproprietaria del grande albergo Rispoli, dove nascerà il prestigioso Grand Hotel Vittoria. Visse la sua infanzia nella villa paterna di Sant'Egidio fino all'età di 18 anni.

Iscrittosi all'ultimo anno dell'istituto tecnico per geometri, a Napoli, inizia a scrivere i primi versi in lingua napoletana. A scuola primeggia in Italiano e Storia e appena di imbatte nelle primissime poesie pubblicate da Ferdinando Russo, che ha soltanto quattro anni più di lui, ne rimane conquistato.

Per il periodo di studio a Napoli, il padre gli affitta un quartino in un palazzo di piazza Carità. A Napoli comincia a muoversi abbastanza facilmente e inizia a frequentare soprattutto luoghi di piacere. In uno di questi, incontra Ferdinando Russo con il quale concorda un appuntamento per chiedergli consigli su alcuni scritti. Russo ne rimane colpito. All' attenzione del poeta partenopeo Aniello, portò “A surrentina” e “Primma sbrasata”.

A scuola si vede sempre più raramente. Non mancano le visite ai genitori tra Sorrento e Sant'Egidio.

Nella bottega del Santojanni incontra Rocco Pagliare e Salvatore Di Giacomo, Alfonso Fiordelisi, Vincenzo Migliaro e Arturo Colautti.

Nel 1894, Salvatore Gambardella musicò la poesia “O surdatiello”, canzone che lo stesso Gambardella portò nella mani di Ferdinando Bideri, il potente editore della “Tavola Rotonda”, il periodico che spesso gli dedica ampio spazio, considerati un fiore all'occhiello. Nel 1895 comincia a sottoporre a tutti i musicisti i suoi scritti, dopo aver offerto la prima lettura a Gambardella e a Di Capua. Sempre nel 1985 pubblica “Girulà” edita da Peppino Santojanni. Ad aprile pubblica “Surriento ‘nfesta”, inno da cantarsi con accompagnamento di chitarra e mandolini la sera del 25 aprile 1895 intorno alla statua di Torquato Tasso a Sorrento.

Mamma e papà non lo vedranno mai geometra e neanche ingegnere. Ritorna puntualmente a Sorrento e Sant'Egidio del Monte Albino, dove la famiglia si stabilisce. Qui conosce la dama di compagnia della mamma, la paganese Stella Pepe. Da Stella, già due volte vedova, avrà quattro figli.

Nel 1902 inizia il sodalizio con Enrico Cannio, con la canzone “Carmela mia”. Nel 1911 pubblica “Ninì Tirabusciò” musicata da Gambardella, sono versi dedicati ad una sciantosa eccentrica che finge di parlare francese. Il 24 maggio del 1915 il generale Cadorna firma il bollettino di guerra numero 1. L'ottava delle unici canzoni pubblicate in quell'anno si intitola “'O Surdato ‘nnammurato”.

Aniello da quell'anno decide di fermarsi stabilmente nella sua villa paterna di Sant'Egidio del Monte Albino dove spesso lo raggiungono amici poeti e musicisti. In un locale al piano terra di Villa Califano ha allestito una sorta di piccolo “conservatorio”, ipotesi che proprio qui fu scritta la celebre canzone.

A Cannio consegna da tempo i versi di “'O Surdato ‘nnammurato”. Quando Gennarelli li ha letti si è commosso e non ha saputo nascondere le lacrime. Dopo meno di un anno, pubblica “Tiempe belle” musica di Vincenzo Valente. Scrisse molte poesie indite tra cui una dedicata la Generale Armando Diaz dal titolo “ ‘O paisano nuosto”. Nel 1919, si recò a Roma per offrire al presidente Wilson una raccolta di versi.

Marcello Fondato usò la sua musica nel film Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa del 1970.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Al suo ritorno a Sant'Egidio si sparse la voce che era stato contagiato dal vaiolo. L'agonia dura quasi due giorni. In un momento di lucidità riconosce il parroco della vicina Parrocchia di San Lorenzo Martire. Pensa all'estrema unzione, ma il sacerdote era stato chiamato dalla madre Rosa Rispoli, per convincere Califano a riconoscere i figli avuti da Stella Pepe. In punto di morte acconsente. Ancora oggi gli eredi di Califano, viventi a Sant'Egidio del Monte Albino hanno il doppio cognome: Pepe Califano. Nella città appena saputa la notizia che il poeta stava morendo di vaiolo, una piccola folla invade lo spiazzo antistante Villa Califano in Via Crocevia, oggi Via Aniello Califano, per chiedere che, una volta incenerita la salma, venga dato fuoco a tutti gli indumenti del poeta, dalla biancheria al letto, al comò e ai divani. Morì il 20 febbraio 1919. Alle onoranze funebri provvede un fedele mezzadro di famiglia. La bara viene trasportata nel cimitero comunale di Sant'Egidio del Monte Albino su un carro agricolo che, dopo la funzione, doveva essere bruciato pubblicamente. I resti mortali del poeta furono trasferiti l' 11 novembre 1923 a Sorrento per iniziativa di Silvio Salvatore Gargiulo. Ad oggi però, molti degli scritti rari di Califano, nonché studi sulla vita del poeta sono condotti a Sant'Egidio del Monte Albino grazie all' opera di rivalutazione del poeta portata avanti dalla PRO LOCO e dagli eredi del poeta. Un archivio digitale dei documenti, lettere del poeta è custodito presso la sede della Pro Loco.

Commemorazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, il 20 febbraio, la cittadina di Sant'Egidio del Monte Albino ricorda il poeta. Le celebrazioni sono organizzate dall'ente Pro Loco di Sant'Egidio del Monte Albino, associazione che ha posto tra i vari obiettivi la rivalutazione della figura del poeta. Nei giorni 20 e 21 febbraio 2009 in occasione del 90° Anniversario della morte di Aniello Califano, il giornalista Agostino Ingenito, cultore del poeta ed esperto di canzone napoletana, promosse ed organizzò un'iniziativa condivisa tra le Amministrazioni Comunali di Sant'Egidio del Monte Albino e di Sorrento con la firma di un gemellaggio tra i due comuni e due serate in omaggio al Poeta con la partecipazione di cantanti ed autori di canzone napoletana che si svolsero nelle due città, così come riporta questo blog con le foto delle iniziative e i video realizzati in occasione delle serate omaggio a Califano. Il giornalista Agostino Ingenito è anche il fondatore della costituenda Fondazione Aniello Califano,che fu oggetto di un preciso impegno della Regione Campania.

In occasione del 97° Anniversario, la Pro Loco e il Comune di Sant'Egidio del Monte Albino hanno presentato alla città l'anteprima del lavoro discografico sui brani del poeta con arrangiamenti inediti e la voce del maestro Gianni Lamagna. Il progetto è stato curato dall'associazione Incantidisirene. In questa occasione sono state esposte al pubblico lettere e scritti originali del poeta. Nella mattinata la città di Sant'Egidio del Monte Albino ha ospitato la Fanfara dei Bersaglieri.

Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore De Mura, Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969
  • Nino Masiello, Aniello Califano, sciantose, lacrime e surdate 'nnammurate, Magmata, 2005
  • Accademia Artisti Europei, Omaggio ad Aniello Califano, Comune di Sant'Egidio del Monte Albino, 2005

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