Enzo Fusco (poeta)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Enzo Fusco

Enzo Fusco, all'anagrafe Vincenzo Fusco (Napoli, 1º gennaio 1899Napoli, 27 luglio 1951), è stato un poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Napoli il 1º gennaio 1899. Il padre, proprietario di una friggitoria nel famoso Borgo Sant'Antonio Abate, avrebbe voluto che il figlio scegliesse una carriera professionale, ma il giovane Enzo si appassionò al teatro e alla canzone. Iniziò, quindi, a recitare in compagnie filodrammatiche e presto trovò lavoro come impiegato. Poi, unitosi al maestro Giuseppe Cioffi, anch'egli alle primi armi, scrisse un gruppo di canzoni italiane che, restate per alcuni anni inedite, egli cantava nei salotti. Questi primi componimenti lo fecero classificare come autore dalla vena facile, efficace, intelligente, originale.

Il suo maggiore successo fu la canzone napoletana Dicitencello vuje, scritta nel 1930 su musica di Rodolfo Falvo. Lanciata da Vittorio Parisi al Teatro Augusteo, fu oggetto, nel corso degli anni, di altre innumerevoli versioni e reinterpretazioni.

Nel corso degli anni trenta scrisse, con lo pseudonimo di Sergio I, altre diverse fortunatissime canzoni in lingua italiana, delle quali, in qualche caso, fu anche autore della musica. Scopritore di talenti, ebbe il merito di lanciare Carlo Buti con la canzone Mi redimo.

Successivamente Fusco riprese l'attività di impiegato, che aveva abbandonato, e lavorò per alcuni anni nelle Ferrovie dello Stato. La sua ultima canzone fu Faccella 'e santa, musicata da Antonio Vian e interpretata per la prima volta da Alberto Amato nella Piedigrotta Abici del 1951. Nello stesso anno, ammalatosi, fu ricoverato nel reparto di malattie psichiatriche del policlinico di Napoli, dove gli fu riscontrato un tumore del midollo spinale. Il 27 luglio Fusco, in un profondo attimo di sconforto, si suicidò gettandosi nel vuoto dalla finestra della sua camera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN302884525 · ISNI (EN0000 0004 0939 8115 · SBN CUBV069685 · LCCN (ENno2013008339 · BNE (ESXX1718969 (data) · BNF (FRcb16354211q (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2013008339