Ajeje Brazorf

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Ajeje Brazorf
Tre uomini e una gamba (1997) - Poretti, Storti, Baglio (Ajeje Brazorf).JPG
L'anziano (Poretti), il controllore (Storti) e Ajeje Brazorf (Baglio) nello sketch all'interno di Tre uomini e una gamba (1997).
Lingua orig.Italiano
AutoreAldo, Giovanni e Giacomo
1ª app.Su la testa!
Interpretato daAldo Baglio
SessoMaschio

Ajeje Brazorf[1] è un personaggio immaginario interpretato da Aldo Baglio, componente del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

Il personaggio appare nel film Tre uomini e una gamba, nelle trasmissioni televisive Su la testa!, Cielito lindo e in numerosi spettacoli teatrali e gag del gruppo. Inoltre, ne Il ricco, il povero e il maggiordomo, il personaggio interpretato nel film da Baglio, il petroliere Samir Uzmin, afferma di voler comprare una squadra di calcio italiana per suo figlio "Ajeje Abdir Brazorf Uzmin".

Questo personaggio, stereotipo e icona parodistica al tempo stesso amara e ironica di un certo tipo di giovane e condizione sociale, rappresenta una rivisitazione dei personaggi tipici del genere neorealista.[2] La notorietà di questo personaggio è cresciuta a dismisura negli anni, anche grazie alla diffusione degli sketch su Internet e allo status di cult movie che l'esordio cinematografico del trio ha raggiunto. Nell'immaginario collettivo italiano l'espressione "Ajeje Brazorf" è diventata un vero e proprio fenomeno di costume, tanto da essere utilizzata anche in ambito giornalistico per descrivere il fenomeno dell'evasione tariffaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è un giovane passeggero di un tram, al quale un controllore (Giovanni) chiede di mostrare il biglietto.[1] Aldo inizialmente tergiversa fingendo di cercarlo, chiarendo con vigore d'essere una persona onesta che paga ogni imposta (incluso il canone televisivo pur senza possedere un televisore), e narrando minuziosamente, ma non realisticamente, il momento della timbratura (raccontando ad esempio che le persone sul tram avrebbero applaudito e fatto una ola nel momento in cui avrebbe timbrato). Dopo una serie di battibecchi, trova un biglietto e lo consegna al controllore, ma tale biglietto è stato timbrato più volte, pertanto non è valido.

Il controllore vuole quindi comminargli la sanzione prevista. L'appellativo del personaggio nasce quando il controllore domanda al giovane il suo nome e cognome per il verbale: egli afferma infatti di chiamarsi "Ajeje Brazorf", nome palesemente inventato per evitare di pagare quanto dovuto.[1] Quando ancora non si era formato il trio di Aldo, Giovanni e Giacomo, lo sketch del passeggero senza biglietto veniva già messo in scena da Aldo e Giovanni e il personaggio di Ajeje Brazorf non aveva ancora quel nome: in tale occasione, per non pagare, Aldo afferma di chiamarsi Aldo Giovanni.

Successivamente il controllore, convinto che il nome dichiarato non sia vero, chiede a Brazorf di mostrargli un documento di identità, ma il giovane gli consegna un portadocumenti vuoto, fingendo di scoprire in quel momento d'essere stato vittima di furto da parte di scippatori abilissimi, che gli avrebbero rubato solo il documento lasciandogli la custodia. Nella gag appare anche Giacomo, nei panni di un anziano signore impiccione[1] (o di un giovane cassaintegrato, nelle prime versioni)[3] che arriva poco dopo e vuole assolutamente intervenire nell'alterco tra i due per vedere giustizia fatta ai danni di Brazorf, e che quando il giovane ed il controllore cercano di allontanarlo o prenderlo in giro reclama rispetto per il suo passato in guerra[1] o per le sue fatiche di lavoratore[3].

Scena conclusiva[modifica | modifica wikitesto]

La scena conclusiva è stata cambiata diverse volte nel corso degli anni:

  • nella trasmissione televisiva Cielito lindo (1993) l'impiccione dice al controllore, riferendosi a Brazorf, "ma non vede che è un disoccupato?". Il controllore gli chiede se sia vero, ricevendo una risposta affermativa, per poi chiedere a Giacomo che lavoro faccia lui, e quest'ultimo vergognosamente risponde "cassaintegrato". Il controllore, impietosito, li squadra sarcasticamente e offre loro un caffè;[3]
  • nello spettacolo Tel chi el telùn (1999) il controllore si impietosisce e perdona un Brazorf in lacrime, lasciandolo andare e dicendogli che sarebbe stato meglio dire subito di non avere il biglietto, però Brazorf repentinamente fugge dandogli del pirla;[1]
  • nel film Tre uomini e una gamba (1997), in cui la sequenza è contestualizzata all'interno di un vecchio film neorealista in bianco e nero, scesi dal tram, Brazorf improvvisa una sceneggiata e approfitta di un momento di distrazione del controllore per cimentarsi in una rocambolesca fuga con inseguimento. Il vecchietto impiccione, rincorrendo a perdifiato il controllore per restituirgli la borsa e il libretto dei verbali che gli erano stati affidati per qualche istante, viene colto da malore e si accascia a terra. Brazorf, invece, salito al volo su un altro tram, riesce a ridiscendere prima della ripartenza, mentre il controllore che lo insegue viene bloccato da un altro controllore che, vedendolo senza divisa, borsa e verbali, lo ferma intimandogli di esibire il biglietto, non sapendo e non credendo di avere di fronte un collega;[4]
  • nella versione presentata a Radio Italia (2013) si scopre che Giovanni non è un vero controllore ma che si spaccia per tale per poter usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici. Una volta svelato il segreto, Giovanni invita gli altri a prendere un caffè.[5]

Altre apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio compare anche nello spettacolo teatrale Il Circo di Paolo Rossi,[6] solo che stavolta interpreta un volontario tra il pubblico che vuole farsi curare. Nel primo sketch di La famiglia Ubaldi il personaggio è un monco che risponde alla richiesta di Giovanni di offrirsi per provare a guarire dalla sua condizione. Nel secondo sketch, invece, interpreta il medesimo personaggio, solo che stavolta è affetto da cecità.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]