Tel chi el telùn

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Tel chi el telùn
StatoItalia
Anno1999
CompagniaAldo, Giovanni & Giacomo
Generecabaret

Tel chi el telùn (che in milanese significa "Eccolo qui il telone") è uno spettacolo teatrale del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo del 1999, con la regia di Arturo Brachetti.

La rappresentazione, commercializzata anche in versione DVD, ha visto protagonisti oltre ai membri del trio (Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti) anche Marina Massironi, la band di swing italo- americano "The Good Fellas" i Fichi d'India, Corrado Guzzanti, Antonio Cornacchione, Paolo Hendel, Raul Cremona e alcuni attori/maghi/acrobati stranieri.

Il titolo (in milanese "ecco qui il telone") è un gioco di parole con la frase "tel chi el terùn" ("eccolo qui il terrone"), che ironizza sulla caratterizzazione dei personaggi.

Lo spettacolo è andato in onda per tre puntate la domenica sera dal 21 novembre al 5 dicembre 1999 su Canale 5 con la regia di Egidio Romio.

Le musiche dello spettacolo sono suonate e in parte composte dalla band The Good Fellas.

La musica della sigla delle tre puntate televisive è di Emanuele dell'Aquila, il pianoforte è di Fabio Coppini, la batteria è di Bruno Astesana; invece Sandro Comini suona il flicorno e il trombone.

Per la realizzazione di questo spettacolo teatrale, che ebbe la durata di due mesi, venne allestita una mega tenso-struttura in pieno centro a Milano, ai tempi situata nei pressi di Via Melchiorre Gioia, fra le fermate ferroviarie di Repubblica e Porta Garibaldi sotterranea.

Gli sketch dello spettacolo (in ordine cronologico di apparizione)[modifica | modifica wikitesto]

Prima puntata[modifica | modifica wikitesto]

  • Mission Impossible: parodia dell'omonimo film, con tema musicale annesso. Gli agenti Giovanni e Giacomo si cimentano in una "missione impossibile": comprato un motoscafo (dopo aver tentato inutilmente di impadronirsene sopraffacendo il sorvegliante), i due giungono in una banca e si introducono nel caveau, dove superano i raggi ottici dell'allarme grazie a delle lenti infrarosse, ma poi scoprono che gli stessi raggi erano disegnati sulle lenti. Arrivano così alla cassaforte, e tentano inutilmente di aprirla con una serie di assurdi stratagemmi, finché Giacomo non riesce ad entrare attraverso una porticina e ad aprirla dall'interno: dentro ci trovano Aldo, che racconta loro di essere stato risucchiato da un bancomat dopo aver sbagliato il codice. Lo liberano e lo portano via con loro, a bordo del motoscafo: qui Giacomo si toglie una maschera e si rivela essere una bionda bellissima, che scambia con Giovanni un bacio passionale... per poi togliersi un'altra maschera e ridiventare Giacomo. Approdati a terra, i tre scendono dal motoscafo e, uscendo letteralmente dallo schermo, arrivano sul palco.
  • Canto di Marina Massironi.
  • Pdor: un uomo delle caverne (Aldo) è un Eletto a cui è apparso in sogno il dio Pdor, potente Signore del Deserto, che l'ha incaricato di scrivere il suo messaggio su tavole di pietra sacre. L'Eletto si reca così al vulcano dove risiede Pdor, portando con lui il figlio (Giacomo) solo per non trovarsi a mani vuote nella necessità di un sacrificio. Arrivati a destinazione, i due chiamano Pdor (Giovanni), e con tono imperioso declama le sue imprese eroiche (piene di nomi assurdi e impronunciabili), talmente lunghe da sfinire i due malcapitati. Infine il dio ordina un testo da trascrivere su una tavola di pietra, ma i due inesperti la rompono: Pdor interpreta l'errore come un sacrilegio e condanna ad Aldo una vita di duro lavoro ed emigrazione[1], mentre Giacomo partorirà con dolore (è piuttosto preoccupato per l'accoppiamento che per il parto in sé).
  • I monaci Zen: Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre monaci Zen, con dei poteri soprannaturali emettendo versi assurdi (che dovrebbero ricordare gli "ohm" dei religiosi). Giovanni cerca di insegnare la levitazione agli altri due, dando origine ad una serie di scenette paradossali.
  • Le ombre: Le ombre di Aldo, Giovanni e Giacomo sono proiettate sullo schermo e ne derivano una serie di gag paradossali che giocano sugli effetti delle ombre.
  • Debutto dei Fichi d'India (Max Cavallari e Bruno Arena) con lo sketch Amici ahrahra.
  • Esecuzione spagnola: Scherzo ad Aldo per una birra non pagata in Spagna 18 anni prima.
  • Il gabbiano Jonathan: in un parco cittadino, Giovanni porta a spasso il suo cane Diablo (di cui si vede solo guinzaglio e museruola) e incontra Giacomo, che ha una paura matta dei cani. Si diverte così ad aizzargli contro Diablo; calmatosi il cane, Giovanni lo presenta a Giacomo: si tratta di un incrocio tra segugio e spinone (definito quindi un "segone") ed è addestratissimo. Giovanni mostra così a Giacomo tutto ciò che sa fare Diablo di straordinario ("fa la cuccia" nel senso che la costruisce, imita perfettamente ogni razza di cane, fa le acrobazie): peccato che Giacomo, quando lo vada ad accarezzare, scopra che la museruola corrisponda in realtà al sedere del cane (applicata lì a causa di una costipazione). Nel frattempo sopraggiunge Aldo, che, grazie ad un lunghissimo guinzaglio estensibile, porta il proprio cane al parco... lasciandolo praticamente in casa. Questo cane si rivelerà ancora meglio addestrato rispetto a Diablo (è infatti in grado di attivare e disattivare l'allarme di casa): Aldo spiega infatti che l'ha fatto studiare al Cepu. Poi arriva anche Marina, che porta al guinzaglio il suo gabbiano Jonathan. Nonostante sia addestrato a fare i suoi bisogni nel vasino, questi li fa addosso al povero Giacomo. Lo sketch si conclude con i tre animali in calore: mentre il cane di Aldo si trova una cagnolina e Jonathan una gabbianella, Diablo preferisce accanirsi su Giacomo.
  • Il canto del duetto Marina Massironi e Charlie lo struzzo.
  • Secondo sketch dei 'Fichi d'india' (Massimiliano Cavallari e Bruno Arena): "I neri per caso".
  • La poesia: Marina desidera intonare una poesia, con buona pace di Aldo, Giovanni e Giacomo in realtà annoiati e disinteressati. La poesia è molto noiosa, al punto che i tre finiscono per crollare addormentati, infine si svegliano e fingono grandi applausi. Marina si compiace e annuncia un'altra poesia, di stampo tedesco, stavolta la musica di sottofondo li emoziona e li energizza, cominciando a cantare rumorosamente. Marina è felicissima e prepare un'altra poesia; Giacomo vorrebbe zittirla, ma viene anticipato da Aldo che si lascia scappare la stessa frase, subito pentendosene. Marina si offende, e le scuse di Aldo la spingono a declamare lo stesso un'ultima poesia, dedicata al pubblico in sala.
  • I Tre chiudono la prima serata con il canto di un "Mottetto dedicato alle donne".

Questa puntata è stata trasmessa il 21 novembre 1999.

Seconda puntata[modifica | modifica wikitesto]

  • Le castagne: Aldo, Giovanni e Giacomo vanno a raccogliere le castagne con la macchina di Giacomo, una vecchia Fiat 131 appartenuta al nonno di Giacomo, che però si guasta fermandosi in aperta campagna. Aldo scende per cercare aiuto, ma dopo diverso tempo non lo vedono tornare. Andati a cercarlo, Giovanni e Giacomo lo trovano in terra, tramortito e derubato (anche dei vestiti). Dopo averlo maldestramente rianimato, i tre recuperano le castagne rimaste in macchina, vestono Aldo con abiti di fortuna e fanno l'autostop. Darà loro un passaggio Antonio Cornacchione, in cambio di potersi esibire nel loro spettacolo. In macchina, scoppia un litigio quando Giacomo scopre che Antonio inizialmente avrebbe dovuto far parte del trio al posto suo. Arrivati al teatro, i tre escono dallo schermo e arrivano sul palco.
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia) 1: parodia dei telefilm polizieschi americani. Il capitano Tiger (Giovanni) addestra i poliziotti Dexter (Aldo) e Sugar (Giacomo). Il primo è decisamente pigro e smidollato, mentre il secondo è fin troppo ligio al dovere e si dà arie da duro. Il capitano fa disporre i due a cono rovesciato e poi li interroga su come si comporterebbero in caso di un intervento per schiamazzi notturni; nei rispettivi racconti Dexter perde tempo nel prepararsi (lava divisa e mutande e fa tre volte le scale, per arrivare alla fine senza saltare gradini) e finisce per mettersi in mezzo ai festaioli e diventare loro amico, mentre Sugar finisce per prenderli tutti a manganellate dopo diverse manifestazioni di violenza gratuita.
  • Debutto di Antonio Cornacchione.
  • I tre medici: in ospedale, il celebre professor Alzheimer (Giovanni), così chiamato perché affetto dall'omonimo morbo, è impegnato in un "consulto importantissimo" (in realtà si stanno raccontando una barzelletta) con i suoi assistenti, il dottor Pivetta (Giacomo) e un terzo dottore il cui cognome cambia ogni volta che ci si rivolge a lui (Aldo). I tre vengono interrotti da Antonio, che deve farsi curare una grossa ferita sulla fronte. Alzheimer diagnostica subito un "classico caso di tossicodipendenza", comincia ad offendere il paziente dandogli del "drogato!" (secondo lui si sarebbe ferito in quanto gli sarebbe sfuggita di mano la siringa) e a prenderlo in giro perché questi desidera il suo chirurgo di fiducia, perché vuole che si avvisino i suoi familiari che sta male e perché dichiara di curarsi solo con metodi naturali come i fiori di Bach. Alzheimer e la sua équipe sono fieri sostenitori della "chirurgia del disimpegno", che consiste nel saltare tutti gli esami preliminari che di norma si eseguono prima dell'intervento per passare subito all'operazione. I tre cercano prima di anestetizzare il paziente cantandogli una ninna nanna: il metodo inizialmente funziona, ma poi il paziente si risveglia e allora Pivetta gli inietta il curaro con una cerbottana. Dopo aver indossato i guanti (di colori diversi per distinguere la destra dalla sinistra), Alzheimer si fa passare da Pivetta il "Bisturi Partero Psico Androgeno Genetico", una motosega che il dottore utilizza con mano tutt'altro che ferma, anzi deve farsi trattenere da Pivetta perché altrimenti viene trascinato in giro per la sala; con la motosega Alzheimer apre il cranio del paziente e con l'aiuto dei suoi assistenti comincia una disastrosa operazione al cervello, in cui i tre rivelano la loro assoluta incompetenza. Alla fine il paziente muore (per colpa di Aldo che si è mangiato i filamenti neurovegetativi tolti al paziente, che si era stranamente messo a parlare durante l'intervento), ma ai tre dottori non importa più di tanto perché, mentre dichiarano la loro responsabilità per l'incidente, si ricordano che è l'ora della partita di squash.
  • Debutto di Paolo Hendel.
  • Gli spagnoli: Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina si travestono da spagnoli, ballano e suonano.
  • Sketch di un ospite (Jango Edwards): Un uomo si prepara per un tuffo... in un bicchiere d'acqua.
  • Il leone e la gazzella: Giovanni deve tornare a casa a prendere del materiale per lo spettacolo che si è dimenticato, ma non sa come fare per intrattenere il pubblico nel frattempo. Giacomo però ha trovato un foglietto pubblicitario con la classica storia del leone e della gazzella ("In Africa ogni mattina una gazzella si sveglia e inizia a correre" ecc.), e decidono di farla raccontare ad Aldo per intrattenere il pubblico in loro assenza. Al momento di raccontarla, però, Aldo si confonde, non ricordandosela più, e la racconta a modo suo.
  • Canto in Inglese di Marina Massironi.
  • Il viaggio: Aldo, Giovanni e Giacomo devono andare da Milano a Pizzo Calabro per uno spettacolo. Giovanni e Giacomo si recano alle 6 del mattino a prendere Aldo con la nuova auto di Giovanni, una scassatissima Subaru SV, chiamata da Giacomo "Subaru Baracca" perché ha solo tre sedili (una 4 porte! ), il clacson scadente e il finestrino a manovella (in scena ci sono tre sedie e un volante giocattolo per simulare la macchina). Arrivati da Aldo, questi si fa attendere perché deve finire di mangiare la peperonata (a colazione!), e per salire in macchina costringe Giacomo ad andare sul sedile posteriore perché sta male nelle curve. Giacomo sta stretto, e al rifiuto di Aldo di tirarsi avanti, è costretto a farsi indietro lui con il sedile posteriore: si scopre così che in realtà la macchina è lunghissima e a forma di banana ("modello Chiquita", sentenzierà Aldo). Non appena partiti Aldo costringe Giovanni a fermarsi perché deve fare pipì, ma se la fa sulle scarpe: Giovanni riparte prima che lui possa risalire e lo costringe a seguirli di corsa per scherzo. Giovanni esce dall'autostrada e sta attraversando una serie di brutte curve; Aldo, preso da conati di vomito, rigetta la peperonata sui tappetini posteriori. Dopo questo inconveniente il viaggio prosegue. Giovanni si diverte ad investire ogni animale che gli si para davanti (un gattino, un dalmata e un'intera famiglia di ricci) fingendo di sbagliare, mentre Aldo si dispera nel veder morire tutte queste povere bestiole. Finalmente i tre arrivano a Pizzo Calabro, dove raggiungono lo Skylab di Via Washington 35 (secondo Giacomo il padrone si chiamerebbe Mr. Jones), che però trovano spento e chiuso: si scopre così che Aldo aveva sbagliato la data dello spettacolo, facendoli arrivare un mese prima. Così, per ripicca, Giovanni e Giacomo ripartono di corsa lasciando Aldo a Pizzo Calabro.

Questa puntata è stata trasmessa il 28 novembre 1999.

Terza puntata[modifica | modifica wikitesto]

  • Potevo rimanere offeso - in ospedale: Fanno la loro ricomparsa i personaggi de "Gli svizzeri". Il signor Rezzonico (Giovanni) è ricoverato in ospedale a causa di una grave forma di morbillo. Mentre dorme, dopo essersi addormentato cantandosi la ninna nanna che gli cantava la madre da piccolo, Fausto Gervasoni (Giacomo), travestito da suora, tenta di ucciderlo iniettandogli del veleno nella flebo, ma come al solito il poliziotto Huber (Aldo) interviene per salvarlo, sbucando da sotto le coperte, sparando e facendo saltare il connettore della flebo appena prima che il veleno entri in circolo. Per vendetta Gervasoni è costretto ad una penitenza, che si rivela essere un enorme clistere da cinque litri. Infine Huber spara all'infermiera perché temeva che potesse attaccare l'influenza e al compagno di stanza di Rezzonico perché lamentandosi nel sonno non permetteva di sentire la televisione.
  • Introduzione dello spettacolo con canto di Giovanni e Giacomo (e disturbo di Aldo).
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia) 2: Il capitano Tiger (Giovanni) torna ad addestrare i poliziotti Dexter (Aldo) e Sugar (Giacomo). Stavolta li fa disporre a pi greco e poi chiede loro come agirebbero nel caso di un'occupazione studentesca in un liceo. Nel suo racconto Dexter, dopo aver perso tempo come al solito, finisce per picchiare per sbaglio il preside (credendo che sia uno studente brutto e troppo cresciuto) ed essere portato in trionfo dagli studenti, mentre Sugar, dopo aver fatto le sue solite sceneggiate da duro, finisce a sorpresa per innamorarsi di uno studente maschio e scappare con lui.
  • Scuola di siciliano: Aldo traduce delle frasi dall'italiano al siciliano dettate da Giovanni. Giacomo fa da interprete in inglese, finendo per irritare Giovanni. Ogni semplice frase detta da Giovanni viene sistematicamente trasformata da Aldo in una vera e propria scenetta, tanto da costringere Giovanni, più volte, alla fine, a sparargli ad una gamba per farlo stare zitto e passare alla frase successiva.
  • La Guerra in Vietnam: Aldo, Giovanni e Giacomo si cimentano in una parodia dei film di guerra americani. Aldo assiste alle morti prima di Giovanni e poi di Giacomo, che gli raccomandano le rispettive fidanzate dandogli le loro fotografie. Quando Aldo controlla tutte le foto la guerra finisce prima che abbia completato l'album.
  • Sketch di un duo ospite (nomi ignoti): Un uomo in pigiama si prepara per andare a letto, ma improvvisamente il piumone prende vita e l'uomo si spaventa. Dopo un divertente inseguimento, si scopre alla fine che era solo un sogno.
  • Apprendisti prestigiatori: Questo sketch vede la partecipazione speciale di Raul Cremona nei panni di Silvano il Mago di Milano. I tre gli fanno da allievi nella sua scuola di magia: Giovanni viene trattato dal prof come il suo pupillo, Aldo tenta senza successo di far comparire una colomba mentre Giacomo viene deriso ed ignorato dal professore senza pietà. Alla fine Silvano mostra loro il trucco della corda legata intorno al collo che si scioglie da sola, ma i tre finiscono per strozzarsi.
  • Debutto di Corrado Guzzanti.
  • Controllore: uno degli sketch tradizionali del trio. Un controllore (Giovanni) sorprende Aldo su un tram senza biglietto, anzi con un biglietto che è stato timbrato più volte. Scesi dal tram, Aldo cerca di trovare delle scuse: prova a dire che ha acquistato il biglietto da un altro controllore a prezzo più alto come abbonamento e dice di essere una persona onesta che paga tutte le tasse (il canone televisivo anche se non ha il televisore), non un defraudatore della società. Il controllore, che continua a dirgli "non faccia lo spiritoso" e "non dica stupidate", intende multarlo e quando gli chiede nome e cognome Aldo ne dice uno palesemente inventato, Ajeje Brazorf. Come se non bastasse poco dopo passa un vecchietto impiccione (Giacomo) a intromettersi per complicare la faccenda, che vuole vedere giustizia fatta e pretende rispetto perché ha lavorato e ha fatto la guerra. Alla fine Aldo scoppia in lacrime cercando di impietosire il controllore, che lo lascia andare e gli dice che forse era meglio se diceva subito di non avere il biglietto, ma Aldo lo insulta alle spalle e scappa via.
  • Numero di un trio di magi-acrobati ospite (nomi ignoti).
  • Le barzellette di Marina Massironi raccontate cantando.
  • I Tiranos: Aldo, Giovanni e Giacomo nella loro classica performance degli artisti da circo bulgari, con Marina a presentarli.

Questa puntata è stata trasmessa il 5 dicembre 1999.

Gli sketch del DVD[modifica | modifica wikitesto]

Primo tempo[modifica | modifica wikitesto]

  • Le castagne
  • Pdor
  • Le ombre
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia)
  • Il viaggio

Secondo tempo[modifica | modifica wikitesto]

  • Debutto di Antonio Cornacchione
  • I tre medici
  • I monaci Zen
  • Canto di Marina Massironi
  • Le poesie - Fine

Sketch inediti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mission Impossible
  • Il gabbiano Jonathan
  • Charlie lo struzzo: Marina e Charlie lo struzzo (Giovanni) cantano Love Me Tender di Elvis Presley
  • Il leone e la gazzella
  • Potevo rimanere offeso - in ospedale
  • Busto Garolfo Cops
  • Scuola di siciliano
  • Il controllore
  • I Tiranos

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo sketch Il leone e la gazzella, con protagonista Aldo, è ripreso dal film Così è la vita.
  • Nello sketch Il viaggio, la scena in cui Giacomo e Giovanni vanno a prendere Aldo sotto casa è in parte ripresa dal film Tre uomini e una gamba.
  • Lo sketch Controllore è ripreso (ampliato con nuove gag) da una scena del film Tre uomini e una gamba
  • La canzone che viene suonata come sottofondo alla poesia in tedesco recitata da Marina è Die Moritat von Mackie Messer di Kurt Weill.
  • Nello sketch I tre medici il dottor Alzheimer preleva un filamento neurovegetativo, dal cervello di un paziente, proveniente dalle Isole di Langerhans: in realtà ciò non è possibile in quanto si tratta di cellule localizzate nel pancreas e non nel cervello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la citazione è un'evidente riferimento allo stesso Aldo Baglio, nato in Sicilia ed emigrato giovanissimo a Milano

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