Badia Morronese

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Abbazia di Santo Spirito al Morrone
Badia Morronese (AQ).JPG
Veduta dall'alto della badia Morronese
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàSulmona
Religionecattolica
Diocesi Sulmona-Valva
Stile architettonicogotico, barocco
Inizio costruzione1293
Completamentodopo il 1706
Sito webBadia Morronese Official website

Coordinate: 42°05′18.41″N 13°55′23.06″E / 42.088446°N 13.923073°E42.088446; 13.923073

La badia Morronese è l'abbazia di Santo Spirito al Morrone, nota anche come abbazia Morronese o Celestiniana, sorge presso l'omonima frazione Badia a circa 5 km dalla cittadina abruzzese di Sulmona. Il complesso architettonico di dimensioni notevoli (119 m x 140 m circa), è circondato da torri a base quadrata, ed è costituito da una monumentale chiesa settecentesca e da un imponente monastero articolato intorno a tre cortili maggiori e due minori, racchiusi da una cinta muraria. Nel fronte vi è un solo ingresso di 3,30 m di larghezza, di architettura palladiana. Nel 1902 è stato dichiarata monumento nazionale[1] e dal dicembre 2014 il sito è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu l'eremita Pietro Angeleri, poi papa con il nome di Celestino V il fondatore dell'edificio religioso; l'anacoreta nativo di Isernia infatti, giunto ai piedi del monte Morrone nel 1241 fece portare a termine l'ampliamento dell'originaria cappella intitolata a santa Maria del Morrone, promuovendo in seguito la costruzione di una chiesa dedicata allo Spirito Santo.

L'esterno

La chiesa fu dotata di un convento dove nel 1293 si ebbe la proclamazione ufficiale dell'edificio come sede dell'abate supremo dell'Ordine dei celestini.

Una prima ricostruzione del monastero fu dovuta al re Carlo II d'Angiò (1299; in seguito ci furono un importante abbellimento nel Cinquecento e una ricostruzione dovuta all'evento sismico del 1706.

Ridestinato a penitenziario dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1807, l'edificio fu sottoposto ad un imponente restauro a partire dal 1997.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il portale d'ingresso, settecentesco, immette nel cosiddetto cortile dei Platani che fronteggia la chiesa, a facciata su due ordini di semi-colonne e un campanile che ricorda quello dell'Annunziata a Sulmona.

L'interno è a croce greca con cupola e il portale è internamente sormontato da un bell'organo barocco a intagli, opera di Giovan Battista Del Frate (1681).

L'abside custodisce un notevole coro in legno anch'esso di epoca barocca, di autore sconosciuto mentre, a sinistra del presbiterio vi è la cappella dedicata ad una nobile e potente famiglia abruzzese, la cappella Caldora, sotto una delle cui arcate vi è il sarcofago di Restaino Caldora-Cantelmo, opera di Gualtiero d'Alemagna (1412). Sulla parete di fondo sono da segnalare gli affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Sulmona (Battesimo di Gesù, Ingresso a Gerusalemme, Gesù caricato della croce e Crocifissione).

Sotto la chiesa vi è una piccola chiesa a pianta irregolare cui si accede da una gradinata che si apre in un andito del pavimento.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Il porticato esterno è a colonne cilindriche. Dal cortile sinistro, chiamato cortile dei Nobili, a forma rettangolare, si passa nel refettorio, secondo il tipo schema monastico secentesco.

La struttura quadrangolare del porticato abbraccia la chiesa vera e propria, ed è fortificato da quattro torri angolari. La chiesa ha una facciata barocca, ricostruita dopo il terremoto del 1706, caratterizzata da due livelli con architettura classica, colonne circolari lisce all'entrata, e arcate cieche. Il secondo livello è scandito da quattro paraste a colonna, con i due settori estremi rientranti a semicerchio. Tali colonne hanno sulla sommità dei merli, che circondano al settore centrale un orologio incastonato in cornice. Sopra il transetto vi è una modesta cupola barocca. Il campanile gotico è una torre slanciata in tipico gotico sulmonese, molto simile al campanile del Complesso dell'Annunziata di Sulmona, con finestre bifore e slanciata cuspide piramidale sulla sommità della struttura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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