Complesso della Santissima Annunziata

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Complesso parrocchiale della Santissima Annunziata
Complesso della SS. Annunziata.jpg
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Sulmona
Religione Chiesa cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Sulmona - Valva
Inizio costruzione XIV secolo
Completamento 1706 (riconsacrata)

Coordinate: 42°02′57.22″N 13°55′24.35″E / 42.049228°N 13.92343°E42.049228; 13.92343

Il Complesso della Santissima Annunziata è il più famoso e rappresentativo monumento della città di Sulmona, dichiarato monumento nazionale nel 1902.[1]

L'ingresso principale del complesso è sulla Piazza dell'Annunziata, sebbene altri interessanti scorci visivi dell'edificio, specie per interesse architettonico, sono ammirabili dalle vie adiacenti, Via Pantaleo e Via Paolina.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa
Campanile della collegiata visto da Piazza XX settembre

La chiesa, fondata nel 1320 dalla confraternita dei Compenitenti assieme all'annesso ospedale, non conserva tracce della originaria costruzione, sia a causa dei danni subiti nel terremoto del 1456, sia per gli interventi di trasformazione architettonica che ne modificarono radicalmente la struttura dell'inizio del XVI secolo. Inoltre, un altro rovinoso evento sismico, quello del 1706 condusse a un nuovo, importante intervento di ricostruzione che diede alla chiesa un aspetto barocco, con una facciata imponente a due ordini di colonne, opera, quest'ultima del Maestro Norberto Cicco di Pescocostanzo (1710).

Interno

L'interno si presenta suddiviso in tre navate ed è rivestito da stucchi. Tra i dipinti che abbelliscono la chiesa vanno segnalati gli affreschi di Giambattista Gamba sulle volte e le tele sugli altari laterali, tra le quali spicca per qualità la Pentecoste del 1598 di un maestro fiorentino e la Comunione degli Apostoli di Alessandro Salini. L'abside presenta invece due opere di Giuseppe Simonelli, allievo di Luca Giordano, la Natività e la Presentazione al tempio ed una Annunciazione di Lazzaro Baldi, artista toscano allievo di Pietro da Cortona.

Il coro, in legno, fu realizzato dall'artista locale Bartolomeo Balcone tra il 1577 ed il 1579, mentre la parte sottostante agli organi, in stile vagamente rococò, in legno intagliato e dorato, è di Ferdinando Mosca. Gli organi invece sono, quello sul lato sinistro di Tommaso Cefalo di Vasto (1749) e quello sul lato destro fu fatto costruire dai Fedeli di Camerino nel 1753.

Sul fondo della navata destra trova alloggio l'altare della Vergine, in marmo policromo, opera in parte eseguita dall'artista romano Giacomo Spagna (1620), con successivi contributi di artisti di Pescocostanzo. Sul lato destro, poco dopo l'ingresso, vi è la tomba di Panfilo Serafini, patriota sulmonese morto nel 1864.

La sacrestia presenta un mobilio ad intagli databile al 1643 con una serie di arredi sacri di epoca barocca ed argenterie di fattura napoletana; numerosi sono i pezzi provenienti dalla chiesa che trovano posto, in esposizione, presso il locale Museo Civico.

Il campanile (edificato tra il 1565 ed il 1590, imponente, alto poco più di 65 metri, presenta una pianta quadrata con lati di 7,20 m; è costruito a due piani con cuspide piiramidale e 4 bifore per ciascun piano. La chiesa è stata riaperta al culto nel dicembre 2012 dopo tre anni di chiusura dovuti al sisma del 2009.

Il palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'edificazione del palazzo attiguo alla chiesa è iniziata nel Quattrocento e si è protratta per quasi due secoli. Il terremoto del 1706 e i rifacimenti dell'Ottocento sino all'ultimo del 1968, hanno profondamente modificato la parte interna dell'edificio, tuttavia la struttura architettonica globale, specie per ciò che riguarda la facciata e la planimetria generale, oltre alla murazione, sono rimasti più o meno inalterati.

Svariate furono le destinazioni che l'edificio ebbe nel corso dei secoli. La zona posteriore del palazzo fu adibita a Ospedale Civile sino al 1960, mentre la parte antistante fu destinata a sede della magistratura cittadina, di uffici comunali, del giudice conciliatore, di una scuola pubblica e, per ultimo, del Museo Civico.

Oggi, una parte del complesso è destinata ad Auditorium da 250 posti per l'attività della Camerata Musicale Sulmonese.

Il terremoto che nel 2009 ha colpito l'Abruzzo ha provocato danni alle strutture dell'edificio da far sì che la parte medievale del museo civico è inagibile[2].

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

Facciata: trifora rinascimentale

La facciata del palazzo mostra una sovrapposizione di stili. Il portale ogivale (l'antica Porta dell'Orologio) è di stile gotico (1415 circa) con un arco dove è collocata la statua di San Michele Arcangelo. Le coppie di colonne terminano in due piccoli rosoni rilevati e una Madonna con Bambino di scuola napoletana è posta nella lunetta. Molto bella è la finestra trifora quattrocentesca, con ornamenti di colonnine tortili che insistono su figure leonine e una scultura raffiguranti le Virtù. Lo stemma della città sormonta la finestra assieme al simbolo dell'arme della famiglia di Antonuccio di Rainaldo, importante finanziatore dell'edificio, così come documentato dall'iscrizione ivi posizionata.

La parte centrale del prospetto è di chiara derivazione rinascimentale, con il suo portale sormontato da un timpano (sul quale è visibile un altorilievo raffigurante una Madonna con Bambino e quattro Angeli oranti) che conduce alla Cappella del Corpo di Cristo. Al di sopra vi è una bifora con due angeli che reggono uno stemma con la sigla A.M.G.P. (Pio Ente della Casa Santa dell'Annunziata). Questa porzione della facciata risale alla seconda metà del XV secolo.

La parte laterale del prospetto, la cui edificazione fu eseguita tra il 1519 ed il 1522, presenta una bifora che sovrasta il portale dell'antica spezieria, senza timpano con decorazioni anch'esse di impronta rinascimentale che raffigurano, in bassorilievo, l'Angelo e la Vergine.

Su tutta la facciata vi è una cornice del tutto particolare, decorata con putti, araldi, animali fantastici e figure sacre e profane percorse da volute formate da un motivo a tralcio di vite. Sulla facciata alloggiano sette statue che rappresentano, nell'ordine, da sinistra a destra: San Gregorio Magno, San Bonaventura, Sant'Agostino, San Girolamo (dottori della Chiesa), San Panfilo (patrono di Sulmona), San Pietro e San Paolo.

Un piccolo campanile a vela, edificato da maestranze pescolane in seguito a una ristrutturazione posteriore al sisma del 1706 e che va a sormontare l'orologio, completa la complessa struttura prospettica.

Il corpo[modifica | modifica wikitesto]

I corpi laterali e parte posteriore del palazzo furono edificati in epoche diverse a partire dal 1483 sino al 1590 e ciò è testimoniato dalle varie iscrizioni riscontrabili sull'edificio. L'ingresso principale del palazzo è costituito dalla Porta dell'Horologio (1415) che immette in un androne al cui fondo è posizionata una statua del poeta Ovidio, rappresentato in abiti medievali a reggere un libro su cui è ben visibile il noto emistichio posto sui sigilli e gli stemmi della città di Sulmona, Sulmo mihi patria est ed alla cui base è riportata la seguente iscrizione: POETA OVIDIUS NASO - SULMONENSIS. Le parti dell'edificio che guardano verso il cortile sono state successivamente trasformate e si presentano ammodernate, così come rifatte sono le rampe di accesso all'Auditorium. Gli spazi del pianterreno sono adibiti a funzioni museali.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Civico di Sulmona.

Facendo eccezione solo l'ala nord-ovest del palazzo, adibita ad Auditorium, tutte le aree del Palazzo dell'Annunziata sono praticamente adibite a sale museali del Civico sulmonese, con le seguenti sezioni:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  2. ^ Wapedia, 2.3 lista dei comuni colpiti - (Voce Sulmona), wapedia.mobi. URL consultato il 01/09/09.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Giannantonio, Ezio Mattiocco, Il complesso della Ss. Annunziata in Sulmona, Carsa, Pescara, 2000, ISBN 8885854818

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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