A 30 secondi dalla fine

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A 30 secondi dalla fine
A 30 secondi dalla fine (film).png
Oscar "Manny" Mannheimer (Jon Voight) in una scena del film
Titolo originaleRunaway Train
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA, Israele
Anno1985
Durata111 min
Rapporto1.85:1
Genereazione, drammatico
RegiaAndrej Končalovskij
SoggettoAkira Kurosawa
SceneggiaturaEdward Bunker, Ryuzo Kikushima, Djordje Milicevic, Hideo Oguni, Paul Zindel.
ProduttoreYoram Globus, Menahem Golan
Produttore esecutivoRobert A. Goloston
Casa di produzioneNorthworth Films, Golan-Globus Production, Cannon Films
Distribuzione (Italia)Italian International Films
FotografiaAlan Hume
MontaggioHenry Richardson
Effetti specialiRick Josephsen
MusicheTrevor Jones
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A 30 secondi dalla fine (Runaway Train) è un film del 1985 diretto da Andrej Končalovskij, regista sovietico alla sua nona opera. Il soggetto è del regista giapponese Akira Kurosawa, non accreditato. La sceneggiatura è in parte opera dello scrittore e attore Edward Bunker, che recita nel film.

Fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1986.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel carcere di massima sicurezza di Stonehaven, in Alaska, Oscar Mannheimer, detto Manny, che ha appena scontato tre anni in cella di isolamento, per ripetuto tentativo di evasione, è ritenuto dai detenuti dall'intera una sorta di eroe. Egli riesce nuovamente a fuggire con il giovane Buck, scapestrato e condannato per stupro. Per i due inizia un calvario tra i ghiacci e il freddo insopportabile. Ranken, lo spietato direttore del carcere con un particolare rancore nei confronti di Manny, si mette sulle loro tracce. I due evasi riescono a raggiungere la ferrovia e salire a bordo di un convoglio in partenza formato da quattro potenti locomotori.

Essi però sono ignari del fatto che il macchinista è morto per un attacco di cuore e il treno, ormai senza controllo, non può più essere fermato. Alla folle corsa si aggiunge Sara, giovane operaia che era rimasta a dormire su una delle locomotive. Dalla sala di controllo ferrovie gli impiegati cercano di fermare il treno; il capo Eddie McDonald dà l'ordine di far deragliare il treno e il binario viene deviato su un altro binario morto, ma in seguito un operaio della ferrovia sente dei fischi provenire dal treno e fa rapporto alla centrale, i quali li ordinano di rimettere il binario sulla linea principale. L'operaio riesce appena in tempo a non far andare il treno verso la fine.

Intanto sul treno Sara suggerisce di andare in locomotiva a staccare i cavi dell'alimentazione in modo da far rallentare il treno.

Il piano riesce, ma alla seconda locomotiva scoprono che la porta che porta alla prima locomotiva è bloccata e che non c'è modo di aprirla: i tre restano bloccati nella seconda motrice.

Intanto Ranken scopre che i due fuggitivi sono su quel treno. Decide dunque di raggiungerli con un elicottero dal quale si calerà, e quando arriva, atterra sulla prima locomotiva.

Manny decide, per una questione personale, di lasciare i due amici indietro e di andare ad affrontare Ranken da solo; dopo un combattimento corpo a corpo, Manny riesce a incatenare Ranken a un'asta di metallo e questi inizia a supplicarlo di premere il tasto del freno d'emergenza, spiegandogli che il treno è su un binario morto e presto si schianteranno.

Dopo queste parole, Manny esce dalla cabina e va a staccare il gancio che tiene la locomotiva attaccata alle altre; Buck e Sara se ne accorgono, e quando Buck vede Manny allontanarsi gli supplica di fermare la locomotiva, e gli ricorda che dovevano salvarsi insieme: ma Manny vuole morire insieme al suo acerrimo nemico. Nella scena finale si vede la locomotiva andare verso una fine certa, con Manny sul tetto pronto ad affrontare la morte e Ranken incatenato alla locomotiva. Infine, sullo sfondo appare una frase di Shakespeare, che dice "Non c'è belva tanto feroce da non avere un briciolo di pietà. Ma io non ne ho alcuno, quindi non sono una belva."

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prima apparizione cinematografica dell'attore Danny Trejo, che diede lezioni di boxe a Eric Roberts[senza fonte] e comparve come pugile durante un incontro all'interno del carcere proprio contro Roberts.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1986, festival-cannes.fr. URL consultato il 24 giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano. Da Griffith a Tarantino, tutti i film che hanno fatto la storia di Hollywood, Roma, Editori riuniti, 1996, ISBN 88-359-4109-1.

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