Upton Sinclair

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Upton Beall Sinclair

Upton Beall Sinclair (Baltimora, 20 settembre 1878Bound Brook, 25 novembre 1968) è stato uno scrittore, saggista, giornalista, drammaturgo ed attivista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto in un ambiente colto e raffinato ma in mezzo a costanti ristrettezze economiche, fu spinto fin dalla giovinezza verso ideali socialisti. Come narratore ottenne un clamoroso successo fin dall'inizio con il romanzo The Jungle (La giungla, 1906), sulla scandalosa condizione dei lavoratori ai mercati di bestiame di Chicago. Il libro, che fu definito da Jack London la capanna dello zio Tom degli schiavi salariati, fu recensito da Churchill e per esso Shaw ebbe parole di viva ammirazione.

Unendo la sua attività di romanziere a quella di scrittore di pamphlet politici e di appassionato assertore del socialismo, Sinclair affrontò tutti gli aspetti negativi della società americana in saggi, romanzi e racconti di robusta vena narrativa: una produzione che occupa circa 90 volumi.

Nel 1927 scrisse il romanzo Oil! - Petrolio! da cui, nel 2007, è stato tratto il film Il petroliere.

Durante la crisi del 1930 fu candidato democratico alla carica di governatore della California. Alla vigilia della seconda guerra mondiale iniziò il suo ciclo più ambizioso di romanzi, nei quali si propose di ripercorrere la storia degli avvenimenti mondiali dal 1915, seguendo le vicende del personaggio di Lanny Budd: il ciclo si aprì con Fine del mondo (World's End, del 1940) e si chiuse con Return of Lanny Budd (Il ritorno di Lanny Budd, del 1953). Nel 1943 vinse il Premio Pulitzer per la narrativa per il romanzo uscito l'anno prima, Dragon's Teeth (I denti del drago).[1] Nel 1960 pubblicò anche una sua autobiografia, My Lifetime in Letters (La mia vita nelle lettere).

Alla sua morte, la salma venne tumulata nel Cimitero di Rock Creek, a Washington.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Elizabeth A. Brennan, Elizabeth C. Clarage, Who's Who of Pulitzer Prize Winners, Phoenix, Oryx Press, 1999, p. 493, ISBN 978-1-57356-111-2. URL consultato il 29 novembre 2011.

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