Un anno vissuto pericolosamente

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Un anno vissuto pericolosamente
Un anno vissuto pericolosamente.png
Sigourney Weaver e Mel Gibson in una scena del film
Titolo originale The Year of Living Dangerously
Paese di produzione USA, Australia
Anno 1982
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Peter Weir
Soggetto Christopher Koch
Sceneggiatura Christopher Koch, Peter Weir, David Williamson
Produttore James McElroy
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer
Distribuzione (Italia) CIC
Fotografia Russell Boyd
Montaggio William M. Anderson
Musiche Maurice Jarre
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Un anno vissuto pericolosamente (The Year of Living Dangerously ) è un film del 1982 diretto da Peter Weir.

Il titolo originale è la traduzione in inglese di Tahun Vivere Pericoloso, titolo del discorso per il giorno dell'Indipendenza del 1964 tenuto dal presidente indonesiano Sukarno. L'espressione vivere pericoloso è in italiano nel testo originale. Nel ritradurre in italiano il titolo, questo riferimento si è perso. Un titolo più corretto avrebbe potuto essere L'anno del vivere pericoloso. [1][2]

Fu presentato in concorso al 36º Festival di Cannes.[3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Giacarta, 1965, il giornalista australiano Guy Hamilton giunge in Indonesia per svolgere il suo primo incarico di inviato all'estero; il collega che deve sostituire però è dovuto partire improvvisamente, lasciandolo senza consegne e senza contatti per svolgere il suo lavoro che, a causa del suo ruolo di "sconosciuto", si presenta pieno di difficoltà. In suo aiuto accorre Billy Kwan, fotografo e cineoperatore che, avendolo preso in simpatia, si offre di condividere con lui la sua esperienza e le sue molteplici conoscenze nell'ambiente del paese.

Guy è incuriosito dalla personalità di Billy, personaggio a volte ambiguo ma pieno di risorse, tanto da consentirgli un'intervista con il capo del partito comunista che colleghi molto più autorevoli di lui non sono riusciti ad incontrare, ed è sempre grazie al minuscolo collaboratore che egli fa la conoscenza di Jill Bryant, un'assistente dell'addetto militare presso l'ambasciata britannica della capitale, da cui resta affascinato.

Il rapporto tra i due, che sembra essere stato "disegnato" da Billy, prosegue fino a quando, iniziata una relazione che, a causa della partenza a breve di lei, non sembra avere un reale futuro, Jill riceve la notizia riservata dell'imminente arrivo di una nave, proveniente da Saigon, con un carico di armi, destinate ai ribelli del Partito comunista indonesiano. Ella, innamorata di Guy, si rende conto che questo rappresenta l'inizio di una possibile guerra civile e che gli occidentali che risiedono nel paese corrono un grave pericolo, e decide di informarlo ma il giornalista, sordo ai richiami della donna, decide di utilizzare la notizia per realizzare uno scoop che potrebbe avvantaggiare la sua carriera.

Jill e Billy, delusi ed amareggiati dall'atteggiamento di Guy, lo abbandonano e, mentre il giornalista inizia le sue indagini, Billy, rimasto colpito dalla morte per stenti del figlioletto di una donna che lui manteneva, si rende conto della politica lontana dai bisogni della popolazione del presidente Sukarno, fino a quel momento da lui fortemente stimato, e decide, durante una riunione diplomatica in cui egli sarà presente, di appendere uno striscione ad una finestra dell'hotel che recita semplicemente "Sukarno, feed your people", ma gli agenti fanno irruzione nella stanza e, dopo avere ritirato lo striscione, lo uccidono facendolo precipitare dalla finestra.

Il 30 settembre avviene il colpo di Stato che dovrebbe portare il partito comunista al governo ma i militari reprimono sanguinosamente la rivolta e Guy viene ferito gravemente ad un occhio, subendo il distacco della retina, ma, pur di non perdere l'amore di Jill, si precipita all'aeroporto, rinunciando alle opportunità che la nuova drammatica situazione potrebbe offrirgli per il suo lavoro per riunirsi con lei.

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • «A Love Caught In The Fire Of Revolution»
  • «Il rischio faceva parte del mestiere.»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Truth and love are the victims of war, Gale, Cengage Learning. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  2. ^ (EN) The Origin of the phrase – Vivere Pericoloso!. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  3. ^ (EN) Official Selection 1983, festival-cannes.fr. URL consultato il 22 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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