The Truman Show

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Truman Show
The Truman Show.png
Truman Burbank (Jim Carrey)
Titolo originale The Truman Show
Paese di produzione USA
Anno 1998
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere commedia, drammatico, fantascienza
Regia Peter Weir[1]
Soggetto Andrew Niccol[2]
Sceneggiatura Andrew Niccol
Produttore Edward S. Feldman, Andrew Niccol, Scott Rudin, Adam Schroeder
Produttore esecutivo Lynn Pleshette
Distribuzione (Italia) UIP (1998)
Fotografia Peter Biziou
Montaggio William M. Anderson, Lee Smith
Effetti speciali Larz Anderson
Musiche Philip Glass, Burkhard von Dallwitz
Scenografia Dennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)
« On the air. Unaware. »
(IT)
« In onda. Senza saperlo. »
(Tagline del film[4])

The Truman Show è un film drammatico del 1998, diretto da Peter Weir e interpretato da Jim Carrey.

Il film, candidato a tre Premi Oscar nel 1999, venne premiato con tre Golden Globe e altrettanti BAFTA, ed è riconosciuto come una delle prove attoriali più apprezzate di Jim Carrey, fino ad allora celebre per i ruoli comici in film demenziali. È ispirato alla moda allora nascente di raccontare la vita in televisione attraverso i reality show,[5] immaginando una situazione paradossale, portata all'estremo, dalla quale emergono temi filosofici.[6]

Venne realizzato con un budget di 60 milioni di dollari, dopo una lunga e controversa gestazione. Le riprese del film iniziarono il 9 dicembre 1996 per concludersi il 21 aprile 1997. La pellicola ha incassato negli Stati Uniti oltre 125 milioni di dollari e circa 113 milioni nel resto del mondo. In totale gli incassi furono di circa 240 milioni di dollari.[7]

Trama[modifica | modifica sorgente]

« Buongiorno...e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte![8] »

La storia del film si chiarisce mediante una serie di flashback sui ricordi di Truman, alternati con la visione di alcuni telespettatori del mondo reale mentre guardano, più o meno con interesse, il programma, diventato un vero e proprio fenomeno mediatico con tanto di merchandising; inoltre un servizio giornalistico spiega l'antefatto attraverso una doviziosa intervista a Christof, il regista-demiurgo dello spettacolo, che illustra il successo dello show ottenuto in tutto il mondo.

Il punto di vista narrato è centrato sul protagonista e sulla sua graduale presa di coscienza nel vedere i suoi affetti più cari, genitori, moglie e amico del cuore, scolorare nei volti di perfetti estranei.

Truman Burbank è un trentenne apparentemente pieno di vita e sempre sorridente che ignora d'essere l'attore protagonista di uno spettacolo televisivo, il Truman Show, un racconto sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita, quando fu prelevato da una gravidanza indesiderata e "adottato" da un network televisivo.

L'isolotto su cui abita, Seahaven[9], è un gigantesco studio televisivo dove nella cupola del finto cielo dirige lo show il regista Christof, una sorta di trascendente burattinaio. Tutte le persone che Truman incontra e con le quali si relaziona sono degli attori, compresi i genitori, l'amico Marlon e sua moglie Meryl, che hanno lo scopo di manipolare e pianificare, secondo le esigenze della produzione, compresi i messaggi pubblicitari, la vita di Truman.

Il giorno e la notte sull'isola sono artificiali, così come il mare e tutti i fenomeni atmosferici.

Truman, che già percepisce un senso di estraniazione nella sua vita che scorre in apparenza tranquilla e agiata, e un desiderio innato di uscire dal suo alveo di origine, inizia a dubitare della realtà in cui vive quando incominciano ad accadere strani avvenimenti come la caduta dal cielo di un faro di proiezione, dovuta al fatto che, con il passare del tempo, il set si sta deteriorando. A complicare le cose sul set sono alcune persone del mondo esterno che fanno parte del gruppo No al Truman Show, che, non sopportando il mondo finto in cui Truman vive, si infiltrano al interno del set per cercare di far capire a Truman la verità sul mondo che lo circonda.

Truman cerca conferme alla sua vita reale riguardando le vecchie fotografie di famiglia che però non esauriscono i suoi dubbi e non calmano la sua crescente irrequietezza che si traduce in un desiderio di evadere verso un luogo lontano.

Questa voglia di fuga, incompatibile con il programma televisivo, metterà in difficoltà sempre maggiore gli sceneggiatori del programma, che si vedranno costretti a inventare nuove soluzioni per impedirgli di allontanarsi dall'isola.

Alcuni inconvenienti tecnici, uniti alle gaffe di alcune comparse alle prese con un Truman sempre più ingestibile, trasformeranno presto i sospetti del protagonista in certezza.

Truman rilegge, alla luce della verità che gli si va rivelando, alcuni episodi della sua giovinezza, tra i quali l'incontro che non ha mai dimenticato con una giovane ragazza, Lauren, che aveva il ruolo nello show di una comparsa silenziosa e di cui Truman si era subito innamorato. Lauren che avverte Truman che non le è permesso di parlare con lui, si è anche lei innamorata e prova sdegno e compassione per la condizione in cui viene fatto vivere e cerca di rivelargli la realtà ribellandosi all'omertà dello staff che la allontana in modo forzoso dal programma. A Truman, che dovrà sposare l'attrice più adatta alle esigenze dello spettacolo, si dirà che Lauren è una schizofrenica che è dovuta partire per un trasferimento della sua famiglia alle isole Figi.

Truman non aveva infatti mai smesso di pensare a lei, e di sperare di arrivare alle Figi, nonostante gli sia stato fatto credere che quelle esotiche isole si trovino in capo al mondo.[10]

Truman si avvicina sempre più alla realtà quando in una delle comparse riconosce il padre che doveva essere annegato durante una gita in mare con lui. In realtà l'episodio è stato un espediente per inculcargli la paura dell'acqua e non farlo allontanare dall'isola.

Jim Carrey nel 2009

Ma ormai nessuna trovata televisiva potrà fermare Truman che si avventura su una piccola barca nel finto mare che inutilmente il regista fa sconvolgere da una tempesta mettendo a rischio la stessa vita del suo personaggio. Quando Christof si rende conto che ormai Truman ha scoperto la verità cerca di convincerlo che la finta vita del colorato set televisivo è molto migliore e vera di quella grigia della vita reale parlandogli direttamente dal cielo:

(Christof e Truman Burbank)
- Chi sei tu?
- Sono il creatore di uno show televisivo che dà speranza, gioia ed esalta milioni di persone.
- E io chi sono?
- Tu sei la star.
- Non c'era niente di vero.
- Tu eri vero: per questo era così bello guardarti.

Ma Truman non cade nella tentazione e al falso Eden preferisce la cruda verità:

«Buongiorno! E casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!»[11]: saluta così il suo pubblico Truman avviandosi verso la vera vita e Sylvia (Lauren nella finzione), la ragazza "ribelle" di cui si era innamorato tempo addietro, esultando per la scelta del giovane, si precipita a incontrarlo nella vita reale.

Riferimenti letterari[modifica | modifica sorgente]

Molti elementi del film sembrano rimandare al romanzo Tempo fuor di sesto (1959) di Philip K. Dick, che tratta di un uomo che si trova a vivere in un falso mondo tranquillo, creato per lui perché la società vuole sfruttare i suoi poteri nascosti di chiaroveggenza, mentre all'esterno di questo involucro utopistico infuria la guerra.

Il film ha dei punti in comune anche con un più vecchio racconto di Frederik Pohl, intitolato Il tunnel sotto il mondo (1953).

Sono inoltre evidenti i riferimenti al romanzo 1984 di George Orwell: la figura di Christof non può non far tornare alla mente infatti l'occhio onnipresente del Grande Fratello orwelliano che come Christof controlla le vite altrui per soddisfare la propria voglia di potere.

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filosofia del cinema.
« Esistono film che mettono in campo problematiche e interrogativi propriamente filosofici, film che possono essere visti alla luce degli scritti di Kant oppure delle teorie di Nietzsche. Ecco il pensiero di alcuni tra i grandi filosofi della storia - da Platone a Kierkegaard, da Cartesio a Heidegger rivelati dalle trame di otto successi hollywoodiani: Casablanca, Nodo alla gola, Blade Runner, Ricomincio da capo, The Truman Show, Matrix, Minority Report, V per Vendetta.[12] »
« ...soggetto cartesiano, nella sua radicale epoché: se il mondo che ci circonda, così come noi lo percepiamo, fosse solo un inganno dei nostri sensi.[13] »

Il film è innanzitutto una lucida e amara visione, profetica per l'epoca in cui il film è uscito, del potere incontrollato del medium catodico, del notevole impatto che da lì a breve avrebbero avuto i reality show, sempre più sovrapponibili alle soap opera, della crescente invadenza del mezzo televisivo nella sfera intima degli individui, poiché sempre più ormai a fare spettacolo sono le vicende private di persone qualunque, del sempre più labile confine che ormai divide il mondo della finzione televisiva dalla realtà umana.[14] Al potere televisivo si sovrappone quello pubblicitario: tutto ciò che è mostrato nello spettacolo ha uno sponsor, spesso ostentato dalle inquadrature e al di fuori dello show, nella vita reale, dove si è creato un merchandising enorme: tutto ciò che concerne Seahaven è in vendita e per altro parecchio apprezzato dai fan di Truman.

La sferzante ironia di Peter Weir non condanna solo il mezzo televisivo e i suoi manovratori, ma anche il pubblico, che per anni segue ipnotizzato le vicende di Truman in TV, fa il tifo per lui durante la sua fuga solo perché vuole uno spettacolo più appassionante, mentre per 30 anni, ormai assuefatto allo show, non si è mai indignato per ciò che è stato fatto al giovane, a sua insaputa.

Dietro l'apparenza di una commedia vivace e originale il film presenta in realtà l'intreccio di numerosi e complessi temi culturali ed elementi antropologici[15]: l'essere umano che nasce libero ed è sempre in costante ricerca di libertà e della verità, il desiderio di poter essere artefici del proprio destino, il rapportarsi con il prossimo senza infingimenti, il superamento delle proprie paure (come farà Truman nel film, quando supererà la paura dell'acqua e sfiderà "l'oceano" in cerca della libertà). Dunque, il finale offre un riscatto liberatorio, come se un individuo, per quanto lo si possa ingabbiare, non può essere imprigionato a oltranza.[16]

Non sono mancate le più svariate interpretazioni del film, anche di tipo teologico e ontologico. Alcuni ritengono che il film tratti temi vicini alla corrente dello gnosticismo[17], secondo la quale il mondo in cui viviamo è essenzialmente falso, ed è il risultato del processo di creazione che il Demiurgo, ha portato a termine. Un altro paragone religioso potrebbe essere connesso ai temi del Libro di Giobbe, in cui Satana impone a Giobbe una serie di dure prove per vedere se egli rinuncerà alla sua fede.

Un'altra allegoria religiosa potrebbe rifarsi al Giardino dell'Eden, da cui Adamo-(Truman), avendo mangiato dall'albero della conoscenza, se ne vuole andare dalla città perfetta. È significativa la frase con la quale Christof apre il dialogo con Truman «Io sono il Creatore (breve pausa) di uno show televisivo». Seahaven Island è l'Eden in cui nulla può succedere ad Adamo/Truman, protetto dagli abusi e dalla malvagità del mondo ma egli vuole ricominciare un'altra vita, scegliendo in prima persona il suo futuro e non lasciandolo in mano a un artefice. Ma mentre Truman se ne va per sua scelta, Adamo invece viene essenzialmente costretto a farlo.[18]

La teoria dei cristiani anarchici infine ritiene che il film sia un'analogia con il cammino individuale verso l'illuminazione, verso la ricerca della verità e della libertà da qualsiasi potere terrestre. Dopo aver scoperto che il mondo in cui vive è un'illusione, dove ogni cosa succede seguendo un ordine perfetto, un copione predeterminato, Truman è costretto a superare le sue paure e insicurezze per riuscire a scappare. Il finale è quindi l'arrivo ai cancelli del Regno dei Cieli.[19]

La scelta dei nomi[modifica | modifica sorgente]

Un'estrema cura è stata posta in The Truman Show nella scelta dei nomi dei personaggi e dei luoghi, scelta mai casuale e sempre carica di significati simbolici.[20]

  • Truman Burbank: Truman è composto da due parole inglesi: True (vero) e Man (uomo). Questo indica subito che Truman è l'unico a essere reale nello show, e ogni altro è un falso. Il significato contenuto nel nome è ulteriormente sottolineato nel dialogo finale fra Truman e Christof: Truman: "Non c'era niente di vero?" Christof: "Tu eri vero!". Il cognome di Truman, Burbank, fa riferimento alla città di Burbank in California, sede di molti studi televisivi e cinematografici.
  • Meryl: La moglie di Truman è così chiamata in riferimento a Meryl Streep, un'attrice. Infatti non è altro che un'attrice che recita il ruolo di qualcuno che ama Truman, ma lei non ha sentimenti per lui.
  • Marlon: Il miglior amico di Truman prende il nome da Marlon Brando. Anche lui, come Meryl, è solo un attore che non ha veri sentimenti di amicizia per Truman.
  • Christof: Il creatore dell'universo di Truman è evidentemente un'allusione a Cristo. Christof osserva il suo mondo dal cielo, all'interno della falsa luna dove ha sede lo studio. Come Dio Christof fa sorgere sul set il sole in piena notte per agevolare le ricerche di Truman che si è nascosto per fuggire. Un ulteriore punto di vista propone Christ-of(f) cioè l'assenza di Cristo, per sottolineare come il personaggio sia una sorta di diabolico burattinaio.
  • Ogni strada o piazza nella città di Truman ha il nome di un attore (es. Lancaster Square).
  • Il nome della barca con la quale Truman decide di affrontare il mare per fuggire dalla città, è la Santa Maria, come una delle caravelle di Cristoforo Colombo che uscirono dal mondo allora conosciuto varcando l'ignoto per approdare a un nuovo mondo.
  • La città artificiale nella quale vive si chiama Seahaven, letteralmente "rifugio di mare", "porto sicuro", riferito a un luogo che doveva apparire a Truman il più rassicurante possibile (in tutta la vicenda il protagonista viene continuamente dissuaso dal tentare di uscire dalla città), e il nome inoltre, con la sua assonanza con heaven (paradiso) richiama a un'idea di luogo ameno e idilliaco. Nella targa dell'auto di Truman, inquadrata in primo piano in una scena del film, si legge: Seahaven - il posto migliore in cui vivere.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Le musiche utilizzate nel film, oltre alla colonna sonora scritta da Philip Glass (utilizzata peraltro anche in Powaqqatsi di Godfrey Reggio e in un'edizione di Metropolis, il capolavoro del cinema muto di Fritz Lang) e da Burkhard von Dallwitz, comprendono estratti dei seguenti pezzi:

Lo stesso Philip Glass appare nel film per una decina di secondi, mentre suona al pianoforte la sua musica, dopo l'intervista televisiva a Christof (circa al minutaggio 1:06:55).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Cronenberg rifiutò di dirigere il film.
  2. ^ Inizialmente Andrew Niccol sarebbe dovuto essere il regista e Gary Oldman avrebbe partecipato al film.
  3. ^ Dennis Hopper fu originariamente scelto per il ruolo di Christof, ma lasciò il film il primo giorno di riprese.
  4. ^ Locandina originale e locandina italiana
  5. ^ Anna Praderio, Jim Carrey, Gremese Editore, 2001, p.70
  6. ^ «Un apologo filosofico sulla nozione di realtà e sulla sua rappresentazione» (In De Mari, Marchiori, Pavan, La mente altrove. Cinema e sofferenza mentale, FrancoAngeli, 2006 p.156
  7. ^ Antonio Monda, La magnifica illusione: un viaggio nel cinema americano, Fazi Editore, 2003, p.280
  8. ^ L'estroverso sorridente saluto di Truman Burbank
  9. ^ Alcune scene del film sono girate nella città di Seaside
  10. ^ All'inizio del film Truman dice di voler visitare gli antipodi del posto in cui si trova ovvero le isole Figi quindi, facendo un breve calcolo (matematicamente o a occhio), la finta cittadina in cui abita dovrebbe trovarsi nello stato africano del Mali. Poiché gli era stato detto che la ragazza di cui era innamorato, Lauren, era fuggita in queste lontane isole dell'Oceania, per dissuaderlo ulteriormente dalla fuga, nella sua casa compare una finta carta geografica dove le Figi hanno una superficie almeno 50 volte maggiore rispetto alla realtà, e sono situate molto vicino all'Antartide.
  11. ^ Panorama, Edizioni 1694-1698, Mondadori, 1998, p.197
  12. ^ Giovanni Piazza, Filmsofia: i grandi interrogativi della filosofia in 8 film hollywoodiani, Perdisa Pop, 2009
  13. ^ Filmcritica - Edizioni 481-490 - p. 547
  14. ^ «La sceneggiatura magistrale del giovane neozelandese Andrew Niccol (l'autore di Gattaca) abbina gli ingredienti di F. Capra e P. Sturges con le invenzioni più angosciose di Orwell, Sheckley, Dick, secondata dalla regia invisibile dell'australiano Peter Weir che fa «convivere l'originalità delle idee e l'obbligo di tradurle in un linguaggio accessibile a tutti» (Paolo Cherchi Usai). L'incubo più ironico del cinema di fine secolo è un'altra espressione della Grande Paura Paranoica degli USA: è la realizzazione del Panopticon, il dispositivo carcerario ideato dal filosofo inglese Jeremy Bentham alla fine del Settecento: chi vi soggiorna può essere osservato, ma non può osservare.» (In Il Morandini 2008).
  15. ^ Umberto Curi, Lo schermo del pensiero: cinema e filosofia, R. Cortina, 2000 pp.139-141
  16. ^ Anna Praderio, Jim Carrey, Gremese Editore, 2001 p.70
  17. ^ Roberto Wilson, Viera Ferreira, Cinegnose, Ed. Livrus, p.11
  18. ^ Ermelinda M. Campani, Cinema e sacro: divinità, magia e mistero sul grande schermo, Gremese Editore, 2003, p.130
  19. ^ Ermelinda M. Campani, Op. cit., p.132 e sgg.
  20. ^ Antonio Monda, La magnifica illusione: un viaggio nel cinema americano, Fazi Editore, 2003, p.283

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Anna Praderio, Jim Carrey, Gremese Editore, 2001
  • Andrew Niccol, The Truman Show: An Original Screenplay, Klett, 2001
  • Tiziana Battaglia, Il cinema di Peter Weir, LED Edizioni Universitarie, 2002
  • Valerie Sutherland, The Truman Show, Pascal Press, 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]