The Truman Show

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The Truman Show
The Truman Show.png
Truman Burbank (Jim Carrey)
Titolo originale The Truman Show
Paese USA
Anno 1998
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere commedia, drammatico
Regia Peter Weir
Soggetto Andrew Niccol
Sceneggiatura Andrew Niccol
Produttore Edward S. Feldman, Andrew Niccol, Scott Rudin, Adam Schroeder
Produttore esecutivo Lynn Pleshette
Distribuzione (Italia) UIP (1998)
Fotografia Peter Biziou
Montaggio William M. Anderson, Lee Smith
Effetti speciali Larz Anderson
Musiche Philip Glass, Burkhard von Dallwitz
Scenografia Dennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)
« On the air. Unaware. »
(IT)
« In onda. Senza saperlo. »
(Tagline del film[1])

The Truman Show è un film drammatico del 1998, diretto da Peter Weir e interpretato da Jim Carrey in un ruolo non più comico, premiato con il Golden Globe e riconosciuto come una delle sue prove attoriali più apprezzate. Il film si ispira alla moda allora nascente di raccontare la vita in televisione attraverso i reality show, immaginando una situazione paradossale portata all'estremo.

Indice

[modifica] Trama

Truman Burbank, un trentenne apparentemente normale, ignora di essere il fulcro di uno spettacolo televisivo, il "Truman Show", incentrato sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita, quando Truman fu prelevato da una gravidanza indesiderata. L'isolotto su cui abita, Seahaven, è infatti un gigantesco studio televisivo creato dal regista Christof, che appare come un diabolico burattinaio. Tutte le persone che Truman incontra e con le quali si relaziona sono degli attori, compresi i genitori, l'amico Marlon e sua moglie Meryl, e tutte le sue vicende sono manipolate e pianificate dalla produzione; anche il dì e la notte sono artificiali, così come il cielo (dipinto sulla cupola del mega-studio), il mare ed i fenomeni atmosferici. Nonostante la sua vita scorra tranquilla e agiata, Truman incomincia a insospettirsi quando incominciano ad accadere cose strane (a causa dell'età, il gigantesco set sta cedendo). Insospettito ancora di più dalle vecchie fotografie di famiglia (in una, addirittura, appaiono lui, suo padre e la madre che stanno visitando un Monte Rushmore fasullo), scatenano una voglia di fuga in Truman. Questa voglia di fuga, incompatibile con il progetto televisivo, metterà in difficoltà sempre maggiore gli sceneggiatori del programma, che si vedranno costretti ad inventare nuove soluzioni per dissuaderlo ad allontanarsi da casa. Alcuni inconvenienti tecnici, uniti alle gaffe di alcune comparse alle prese con un Truman sempre più ingestibile, trasformeranno presto i sospetti in una atroce certezza. Truman rilegge, alla luce della verità che gli si va rivelando, alcuni episodi della sua giovinezza, tra i quali l'incontro con una giovane ragazza, Lauren, una comparsa che aveva coperto il ruolo di sua compagna di scuola, la quale, provando compassione per lo stato disumano a cui era sottoposto, si era ribellata all'inevitabile omertà dello staff e aveva cercato invano di mettere in guardia Truman, prima di essere bandita bruscamente dallo show giustificandone la partenza con un trasferimento della sua famiglia alle isole Figi. Truman non aveva infatti mai smesso di pensare a lei, e di sperare di arrivare alle Figi, nonostante da una finta cartina geografica gli apparivano con una superficie cinquanta volte più grande della realtà.

Così, superando la paura dell'acqua, che gli era stata inculcata ad arte e fatta coincidere con la perdita del "padre", poi ricomparso nelle ultime puntate come estremo espediente illusorio, Truman si sottrae alla routine delle telecamere e trova la via d'uscita reale dalla cupola del mondo fittizio in cui si svolgeva lo show congedandosi dal regista e ideatore dello show, quel Christof che aveva deciso sulla sua vita fino a quel momento e che, poco prima della sua uscita, gli parla in prima persona dalla regia come ultimo tentativo di trattenerlo con sé nel suo spettacolo, invano.

La storia del film si dipana mediante una serie di flashback sui ricordi di Truman, alternati con la visione di alcuni telespettatori del mondo reale mentre guardano, più o meno con interesse, il programma, diventato un vero e proprio fenomeno mediatico con tanto di merchandising: inoltre un servizio giornalistico spiega l'antefatto attraverso una doviziosa intervista a Christof, illustrandone il successo ottenuto presso il pubblico televisivo. Tra gli spettatori, c'è anche Sylvia (Lauren nella finzione del "Truman Show"), la ragazza "ribelle" di cui si era innamorato Truman, che esulta e si precipita ad incontrarlo quando egli conosce la libertà. Il punto di vista narrato è dalla parte del protagonista e della sua graduale presa di coscienza nel vedere i suoi affetti più cari, genitori, moglie e amico del cuore, scolorare nei volti di perfetti estranei.

[modifica] Interpretazioni

Il film è innanzitutto una lucida ed amara visione, profetica per l'epoca in cui il film è uscito, del potere incontrollato del medium catodico, del notevole impatto che da lì a breve avrebbero avuto i reality show, sempre più sovrapponibili alle soap opera, della crescente invadenza del mezzo nella sfera intima degli individui, poiché sempre più ormai a fare spettacolo sono le vicende private di persone qualunque, del sempre più labile confine che ormai divide il mondo della finzione televisiva dalla realtà umana.[2] Al potere televisivo si sovrappone quello pubblicitario: tutto ciò che è mostrato nello spettacolo è uno sponsor, spesso ostentato dalle inquadrature e al di fuori dello show, nella vita reale, si è creato un merchandising enorme e tutto ciò che concerne Seahaven è in vendita e per altro parecchio apprezzato dai fan di Truman.

La sferzante ironia di Peter Weir non condanna solo il mezzo televisivo e i suoi manovratori, ma anche il pubblico, che per anni segue ipnotizzato in tv le vicende di Truman, fa il tifo per lui durante la sua fuga, solo perché vuole uno spettacolo più appassionante, mentre per 30 anni, ormai assuefatto allo spettacolo, non si è mai indignato per ciò che è stato fatto al giovane, a sua insaputa.

Dietro l'apparenza di una commedia vivace e originale il film presenta in realtà l'intreccio di numerosi e complessi temi culturali ed elementi antropologici: l'essere umano nasce libero ed è sempre in costante ricerca di libertà e della verità, il desiderio di poter essere artefici del proprio destino, il rapportarsi con il prossimo, il superamento delle proprie paure (come farà Truman nel film, quando supererà la paura per l'acqua e sfiderà "l'oceano" in cerca della libertà). Dunque, il finale offre un riscatto liberatorio, come se un individuo, per quanto lo si possa ingabbiare, non può essere imprigionato ad oltranza.

Non sono mancate tuttavia le più svariate interpretazioni del film, anche di tipo teologico e ontologico. Alcuni ritengono che il film tratti temi vicini alla corrente dello gnosticismo, secondo la quale il mondo in cui viviamo è essenzialmente falso, ed è il risultato del processo di creazione che il Demiurgo, ha portato a termine. Un altro paragone religioso potrebbe essere connesso ai temi del Libro di Giobbe, in cui Satana impone a Giobbe una serie di dure prove per vedere se egli rinuncerà alla sua fede.

Un'altra allegoria religiosa potrebbe rifarsi al Giardino dell'Eden, da cui Adamo (Truman), avendo mangiato dall'albero della conoscenza (aver scoperto dove sta vivendo), se ne vuole andare (dalla città perfetta in cui vive). In questo caso, Truman decide di andarsene da quella vita apparentemente perfetta per ricominciarne un'altra, scegliendo in prima persona il suo futuro e non lasciandolo in mano a un artefice. Tuttavia Truman sceglie di andarsene, mentre Adamo viene essenzialmente costretto a farlo.

È significativa la frase con la quale Christof apre il dialogo con Truman «Io sono il Creatore (breve pausa) di uno show televisivo». Seahaven Island è l'Eden in cui nulla può succedere ad Adamo/Truman, "protetto" dagli abusi e dalla malvagità del mondo.

La teoria dei cristiani anarchici infine crede che il film sia un'analogia con il cammino individuale verso l'illuminazione, verso la ricerca della verità e della libertà da qualsiasi potere terrestre. Dopo aver scoperto che il mondo in cui vive è un'illusione, dove ogni cosa succede seguendo un ordine perfetto, un copione predeterminato, Truman è costretto a superare le sue paure e insicurezze per riuscire a scappare. Il finale è quindi l'arrivo ai cancelli del Regno dei Cieli.

Il numero della barca (139) rappresenta il Salmo 139, in cui il salmista spiega come Dio conosca ogni suo pensiero. A tal proposito Christof (Ed Harris), il creatore dello show, cerca di impersonare il ruolo di Dio affermando di conoscere Truman meglio di lui stesso, ma Truman rifiuta questa prospettiva affermando di non avere una telecamera nella testa.

Sono inoltre evidenti i riferimenti a George Orwell: la figura di Christof non può non far tornare alla mente infatti l'occhio onnipresente del Grande Fratello del suo più famoso romanzo 1984: sia Christof che il Grande Fratello orwelliano controllano vite altrui per soddisfare la propria voglia di potere. La critica alla televisione trova probabilmente il suo apice nella scena in cui Truman quasi viene ucciso in diretta con una tempesta. Nel bar da dove alcuni spettatori seguono la trasmissione nessuno pone interrogativi morali su quello che vede, addirittura vengono fatte delle scommesse tra chi crede che «ce la farà» e chi no.

[modifica] La scelta dei nomi

Una estrema cura è stata posta in The Truman show nella scelta dei nomi dei personaggi e dei luoghi, scelta mai casuale e sempre carica di significati simbolici.

  • Truman Burbank: Truman è composto da due parole inglesi: "True" (vero) e "Man" (uomo). Questo indica subito che Truman è l'unico ad essere reale nello show, ed ogni altro è un falso. Il significato contenuto nel nome è ulteriormente sottolineato nel dialogo finale fra Truman e Christof: Truman: "Non c'era niente di vero?" Christof: "Tu eri vero!". Il cognome di Truman, Burbank, fa riferimento alla città di Burbank in California, sede di molti studi televisivi e cinematografici.
  • Meryl: La moglie di Truman è così chiamata in riferimento a Meryl Streep, un'attrice. Infatti non è altro che un'attrice che recita il ruolo di qualcuno che ama Truman, ma lei non ha sentimenti per lui.
  • Marlon: Il miglior amico di Truman prende il nome da Marlon Brando. Anche lui, come Meryl, è solo un attore che non ha veri sentimenti di amicizia per Truman.
  • Christof: Il creatore dell'universo di Truman è evidentemente un'allusione a Cristo. Christof osserva il suo mondo dal cielo, all'interno della falsa luna dove ha sede lo studio. Un ulteriore punto di vista propone "Christ"-""of(f)" cioè l'assenza di Cristo, per sottolineare come il personaggio sia una sorta di diabolico burattinaio.
  • Ogni strada o piazza nella città di Truman ha il nome di un attore (es. Lancaster Square).
  • Il nome della barca con la quale Truman decide di affrontare il mare per fuggire dalla città, è la Santa Maria, come una delle caravelle di Cristoforo Colombo che uscirono dal mondo allora conosciuto varcando l'ignoto per approdare ad un nuovo mondo.
  • La città artificiale nella quale vive si chiama Seahaven, letteralmente "rifugio di mare", "porto sicuro", riferito ad un luogo che doveva apparire a Truman il più rassicurante possibile (in tutta la vicenda il protagonista viene continuamente dissuaso dal tentare di uscire dalla città), e il nome inoltre, con la sua assonanza con heaven (paradiso) richiama a un'idea di luogo ameno e idilliaco.

[modifica] Colonna sonora

Le musiche utilizzate nel film, oltre alla colonna sonora scritta da Philip Glass (utilizzata peraltro anche in Powaqqatsi di Godfrey Reggio e in un'edizione di Metropolis, il capolavoro del cinema muto di Fritz Lang) e da Burkhard von Dallwitz, comprendono estratti dei seguenti pezzi:

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Curiosità

  • Dennis Hopper fu originariamente scelto per il ruolo di Christof, ma lasciò il film il primo giorno di riprese. Ed Harris lo sostituì.
  • A chiunque sul set era proibito citare le frasi caratteristiche dei buffi personaggi interpretati da Carrey nei suoi precedenti film.
  • Molti elementi del film sembrano rimandare al romanzo Tempo fuor di sesto (1959) di Philip K. Dick, che tratta di un uomo che si trova a vivere in un falso mondo tranquillo, creato per lui perché la società vuole sfruttare i suoi poteri latenti di chiaroveggenza, mentre all'esterno di questo involucro utopistico infuria la guerra.
  • Il film ha dei punti in comune anche con un più vecchio racconto di Frederik Pohl, intitolato il Il tunnel sotto il mondo (1953).
  • David Cronenberg rifiutò di dirigere il film.
  • Inizialmente Andrew Niccol sarebbe dovuto essere il regista e Gary Oldman avrebbe partecipato al film.
  • In una puntata dei "Griffin" è apparsa una piccola scena-parodia del film, in cui Peter (il protagonista della serie cartoon) prendeva il posto di Truman sugli schermi dello studio televisivo.
  • C'è una piccola apparizione nel film del noto compositore Philip Glass.
  • Alcune scene del film sono girate nella città di Seaside.
  • Nel videogioco Fallout 3 una missione intitolata "Tranquillity Lane" vede una comunità intrappolata in una realtà virtuale in bianco e nero sottoposta alle sevizie di uno scienziato rappresentato da una bambina; il giocatore ha la possibilità di uccidere gli abitanti della realtà virtuale attraverso il programma di emergenza, liberandoli, oppure assecondare lo scienziato, prolungando l'inganno all'infinito. La cittadina rappresentata (Tranquillity Lane appunto) è un chiaro omaggio a "The Truman Show".
  • All'inizio del film Truman dice di voler voler visitare gli antipodi del posto in cui si trova ovvero le isole Fiji quindi, facendo un breve calcolo (matematicamente o a occhio), la finta cittadina in cui abita dovrebbe trovarsi nel Mali (Africa). Poiché gli era stato detto che la ragazza di cui era innamorato, Lauren, era fuggita in queste lontane isole dell'Oceania, nella sua casa compare una finta cartina geografica dove le Fiji hanno una superficie almeno 50 volte maggiore rispetto alla realtà, e sono situate molto vicino all'Antartide, per dissuaderlo ulteriormente dalla fuga.
  • Le riprese del film sono iniziate il 9 dicembre 1996 per concludersi il 21 aprile 1997. Costato circa 60 milioni di dollari, la pellicola ha incassato negli Usa oltre 125 milioni di dollari e circa 113 milioni nel resto del mondo. In totale gli incassi furono di circa 240 milioni di dollari.
  • Per questo film Jim Carrey è stato premiato con il Golden Globe come miglior attore drammatico, ma curiosamente non ha ottenuto la nomination agli Oscar del 1999.

[modifica] Note

  1. ^ Locandina originale e locandina italiana
  2. ^ "La sceneggiatura magistrale del giovane neozelandese Andrew Niccol (Gattaca) abbina gli ingredienti di F. Capra e P. Sturges con le invenzioni più angosciose di Orwell, Sheckley, Dick, secondata dalla regia invisibile dell'australiano P. Weir che fa “convivere l'originalità delle idee e l'obbligo di tradurle in un linguaggio accessibile a tutti” (Paolo Cherchi Usai). L'incubo più ironico del cinema di fine secolo è un'altra espressione della Grande Paura Paranoica degli USA: è la realizzazione del Panopticon, il dispositivo carcerario ideato dal filosofo inglese Jeremy Bentham alla fine del Settecento: chi vi soggiorna può essere osservato, ma non può osservare." da: Il Morandini 2008.

[modifica] Voci correlate

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