The Truman Show
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| « Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buona sera e buona notte! » | |
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(Truman Burbank)
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The Truman Show è un film drammatico del 1998, diretto da Peter Weir e interpretato da un eccellente Jim Carrey (premiato con il Golden Globe) che narra una storia in cui il concetto di reality show è portato agli estremi.
Indice |
[modifica] Trama
Truman Burbank (Jim Carrey) è un ragazzo nella media. Sposato con una sua ex compagna di scuola, dopo che il suo vero amore, una ragazza di nome Silvia che lui ha conosciuto al college, è partita. Ha un lavoro sicuro e una vita tutto sommato noiosa. Sogna spesso di lasciare la città, in cui è vissuto da quando è nato, per fare una vacanza dall'altra parte del mondo e in particolare di andare alle Fiji per reincontrare Silvia che da quanto lui sapeva era andata a vivere lì dopo che il padre l'aveva portata via dicendo che aveva dei problemi. Ma una insana paura del mare dovuta ad un incidente durante l'infanzia, durante il quale suo padre aveva perso la vita, lo tiene incollato alla terraferma e in questo modo al suo paese (situato su un'isola).
Finché un giorno alcune strane coincidenze ed eventi inspiegabili, ad esempio un riflettore che cade dal cielo, lo spingono a pensare di essere vissuto in un mondo fittizio. Con varie astuzie riesce ad averne la conferma: lui è al centro di un reality show e tutte le persone che fanno parte della sua vita non sono che attori. La sua intera vita è di dominio pubblico e le persone più care gli sono state strappate via dalla sceneggiatura, e non dal fato. Ma a tutto questo Truman decide di ribellarsi e architetta un piano per sfuggire al proprio creatore (Ed Harris). Riesce ad uscire da questo mondo, grazie ad una battaglia durissima contro il mare (la sua paura principale) nonostante sia ostacolato dal creatore e torna dal suo vero amore. Memorabile la sequenza finale, dove Truman riesce a varcare la porta della realtà pronunciando in mondovisione la sua famosa battuta: "Casomai non vi rivedessi… Buon pomeriggio, buona sera e buona notte!"
[modifica] Interpretazioni
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Il film è innanzi tutto una lucida ed amara visione, profetica per l'epoca in cui il film è uscito, del potere incontrollato della televisione, del notevole impatto che da lì a breve avrebbero avuto i reality show, sempre più sovrapponibili alle soap opera, della crescente invadenza del mezzo televisivo nella sfera intima degli individui, poiché sempre più ormai a fare spettacolo sono le vicende private di persone qualunque, del sempre più labile confine che ormai divide il mondo della finzione televisiva dalla realtà umana.
La sferzante ironia di Peter Weir non condanna solo il mezzo televisivo e i suoi manovratori, ma anche il pubblico, che per anni segue ipnotizzato in tv le vicende di Truman, fa il tifo per lui durante la sua fuga, ma in realtà solo perché vuole uno spettacolo più appassionante, mentre per 30 anni, ormai assuefatto allo spettacolo, non si è mai indignato per ciò che è stato fatto al giovane, a sua insaputa.
Dietro l'apparenza di una commedia vivace e originale il film presenta in realtà l'intreccio di numerosi e complessi temi culturali ed elementi antropologici: l'essere umano nasce libero ed è sempre in costante ricerca di libertà e della verità, anche superando le proprie paure (come farà Truman nel film, quando supererà la paura per l'acqua e sfiderà l'oceano in cerca della libertà).
Non sono mancate tuttavia le più svariate interpretazioni del film, anche di tipo teologico e ontologico. Alcuni ritengono che il film tratti temi vicini alla corrente dello gnosticismo, secondo la quale il mondo in cui viviamo è essenzialmente falso, ed è il risultato del processo di creazione che il Demiurgo, ha portato a termine. Un altro paragone religioso potrebbe essere connesso ai temi del Libro di Giobbe, in cui Satana impone a Giobbe una serie di dure prove per vedere se egli rinuncerà alla sua fede. Un'altra allegoria religiosa potrebbe rifarsi al Giardino dell'Eden, da cui Adamo (Truman), avendo mangiato dall'albero della conoscenza (aver scoperto dove sta vivendo), se ne vuole andare (dalla città perfetta in cui vive). In questo caso, Truman decide di andarsene da quella città "perfetta" poiché sceglie di vivere in un mondo imperfetto ma vero (e poter costruirsi da solo il suo futuro) piuttosto che in uno perfetto ma finto e che "pilota" la sua vita.
La teoria dei cristiani anarchici crede che il film sia un'analogia con il cammino individuale verso l'illuminazione, verso la ricerca della verità e della libertà da qualsiasi potere terrestre. Dopo aver scoperto che il mondo in cui vive è un'illusione, dove ogni cosa succede seguendo un ordine perfetto, un copione predeterminato, Truman è costretto a superare le sue paure e insicurezze per riuscire a scappare. Il finale è quindi l'arrivo ai cancelli del Regno dei Cieli.
Un'attenta analisi rileva riferimenti a molti temi dalla televisione (The Prisoner?) classica fino alla Bibbia. Per esempio il numero della barca (139) rappresenta il Salmo 139, in cui il salmista spiega come Dio conosca ogni suo pensiero. Christof (Ed Harris), il creatore dello show, cerca di impersonare il ruolo di Dio, ma Truman rifiuta questa prospettiva ("Non ho una telecamera nella testa").
Sono inoltre evidenti i riferimenti a George Orwell: la figura di Christof non può non far tornare alla mente infatti l'occhio onnipresente del Grande Fratello del suo più famoso romanzo 1984.
[modifica] La scelta dei nomi
Una estrema cura è stata posta in The Truman show nella scelta dei nomi dei personaggi e dei luoghi, scelta mai casuale e sempre carica di significati simbolici.
- Truman: Truman è composto da due parole inglesi: "True" (vero) e "Man" (uomo). Questo indica subito che Truman è l'unico ad essere reale nello show, ed ogni altro è un falso. Il suo cognome Burbank fa riferimento alla città di Burbank in California, sede di molti studi televisivi e cinematografici.
- Meryl: La moglie di Truman è così chiamata in riferimento a Meryl Streep, un'attrice. Infatti non è altro che un'attrice che recita il ruolo di qualcuno che ama Truman, ma lei, almeno inizialmente, non ha sentimenti per lui.
- Marlon: Il miglior amico di Truman prende il nome da Marlon Brando. Anche lui, come Meryl, è solo un attore che non ha veri sentimenti di amicizia per Truman.
- Sylvia: Non a caso, fra i molti attori che attorniano la vita di Truman, la persona che non riesce a fingere, la ragazza che si dimostrerà l'unica vera amica di Truman, non ha il nome di un attore famoso, ma un nome comune.
- Christof: Il creatore dell'universo di Truman è evidentemente un'allusione a Cristo. Christof osserva il suo mondo dal cielo, all'interno della falsa luna dove ha sede lo studio.
- Ogni strada o piazza nella città di Truman ha il nome di un attore (es. Lancaster Square).
- Il nome della barca con la quale Truman decide di affrontare il mare per fuggire dalla città, è la Santa Maria, come una delle caravelle di Cristoforo Colombo che uscirono dal mondo allora conosciuto varcando l'ignoto per approdare ad un nuovo mondo.
- La città artificiale nella quale vive si chiama Seahaven, letteralmente "rifugio di mare", "porto sicuro", riferito ad un luogo che doveva apparire a Truman il più rassicurante possibile (in tutta la vicenda il protagonista viene continuamente dissuaso dal tentare di uscire dalla città), e il nome inoltre, con la sua assonanza con heaven (paradiso) richiama a un'idea di luogo ameno e idilliaco.
[modifica] Colonna sonora
Le musiche utilizzate nel film, oltre alla colonna sonora scritta da Philip Glass (utilizzata peraltro anche in Powaqqatsi di Godfrey Reggio) e da Burkhard von Dallwitz, comprendono:
- Sonata per Piano n°11 in A maggiore K311 - Wolfgang Amadeus Mozart
- Twentieth Century Boy - The Big Six
- Concerto per Piano n°1 in E minore, Opus 11 - Frédéric Chopin
- Concerto per corno n°1 in D maggiore - Wolfgang Amadeus Mozart
- Love Is Just Around the Corner - Jackie Davies
- Wiegenlied - Johannes Brahms
[modifica] Curiosità
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- Dennis Hopper fu originariamente scelto per il ruolo di Christof, ma lasciò il film il primo giorno di riprese. Ed Harris lo sostituì.
- A chiunque sul set era proibito ripetere stupide frasi dai precedenti film di Carrey.
- Molti elementi del film sembrano rimandare al romanzo Tempo fuor di sesto (1959) di Philip K. Dick, che tratta di un uomo che si trova a vivere in un falso mondo tranquillo, creato per lui perché la società vuole sfruttare i suoi poteri latenti di chiaroveggenza, mentre all'esterno di questo involucro utopistico infuria la guerra.
- Il film ha dei punti in comune anche con un più vecchio racconto di Frederik Pohl, intitolato il Il tunnel sotto il mondo (1953).
- David Cronenberg rifiutò di dirigere il film.
- Inizialmente Andrew Niccol sarebbe dovuto essere il regista e Gary Oldman avrebbe partecipato al film.
- In una puntata dei "Griffin" è apparsa una piccola scena-parodia del film, in cui Peter (il protagonista della serie cartoon) prendeva il posto di Truman sugli schermi dello studio televisivo
- C'è una piccola apparizione nel film del noto compositore Philip Glass
- C'è un piccolo errore nella scena dove viene inquadrato Truman nel distributore automatico, in una scena ci sono le barrette gialle, nell'altra scena sono sparite per poi tornare nella terza scena
[modifica] Voci correlate
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