Trochenbrod
La cittadina di Trochenbrod, conosciuta in Ucraìno come Trokhymbrid (Трохимбрід, in alfabeto Cirillico), era uno shtetl, un villaggio a prevalente popolazione ebraica situato a 35 km a nord-est di Luc'k, in una regione attualmente compresa entro i confini Ucraini ma precedentemente legata alla Polonia. La cittadina era anche chiamata Sofievka o Zofiówka in lingua Polacca, in memoria della regina russa Sofia, che donò la terra per la costruzione dei primi insediamenti) .[1]
Trochenbrod e la Shoah [modifica]
L'intera cittadina fu rasa al suolo dalle truppe Naziste tra l'agosto e il settembre 1942[2] in seguito alle attività di un piccolo gruppo di resistenza ebraico e alla rete di aiuti organizzata dai partigiani Ucraini della regione. Dei circa 3000 abitanti, quasi esclusivamente ebrei, solo 150-200 di essi riuscirono a evitare la morte, nascosti nei boschi vicini o da famiglie di Ucraini o Cechi. Ciò che rimaneva del villaggio è stato bruciato dalle fiamme: tutto ciò che rimane del villaggio è un memoriale, posto nel 1992 (dopo l'indipendenza dell'Ucraina).
Il villaggio è citato col nome di Trachimbrod sia nel romanzo di Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata, che nell'omonimo film di Liev Schreiber.
Note [modifica]
- ^ Barco, Eleazar. Trochinbrod - (Zofiowka) in inglese
- ^ Katchanovski, Ivan.Everything Is Illuminated, Not! dal sito del Prague Post (October 7, 2004), in inglese