Talitha Getty

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Talitha Getty (Giava, 18 ottobre 1940Roma, 14 luglio 1971) è stata un'attrice e modella olandese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Giava nel 1940 come Talitha Dina Pol quando era parte delle Indie orientali olandesi (oggi Indonesia), figlia del pittore Willem Jilts Pol (1905–88), che ha sposato Poppet John (1912–97), figlia del pittore gallese Augustus John (1878–1961). Dall'occupazione giapponese delle Indie orientali olandesi trascorse i primi anni in un campo di prigionia giapponese insieme a sua madre, suo padre venne portato in un altro campo e poi di lui si persero le tracce. Nel 1945 si spostò con la madre a Londra, nel 1948 morì sua madre. Proseguì gli studi alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA), poi venne notata dal giornalista Jonathan Meades che la definì "la donna più giovane e bella che avessi mai visto... Rimasi a bocca aperta, incapace di dissimulare il mio stupore"[1], venne poi notata dal danzatore russo Rudolf Nureyev che la incontrò a una festa nel 1965 venne che disse di lei "non era mai preso così eroticamente da una donna" e desiderava sposarla[2].
Lavorò come modella per Yves Saint Laurent e fu tra le preferite della casa di moda.
Durante una festa organizzata da Claus von Bülow nel 1965 incontrò il suo futuro marito, il filantropo e magnate americano John Paul Getty, Jr. e in Campidoglio il 10 dicembre 1966 lo sposò.
È nota per il suo servizio fotografico realizzato nel 1967 nella sua casa di Marrakech (Marocco) da Patrick Lichfield per il suo libro The Most Beautiful Women.
Nel luglio 1968 ha avuto una figlia da Getty, Tara Gabriel Galaxy Gramophone e poco dopo si ritirò dal cinema.
Nell'aprile 1970 è apparsa sulla copertina di Vogue.
È morta per overdose di eroina e barbiturici il 14 luglio 1971 a Roma a soli trent'anni in un appartamento in Piazza d'Aracoeli[3].

Il palazzo in Piazza d'Aracoeli a Roma dove morì nel 1971 Talitha Getty.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Times Magazine, 11 November 2006
  2. ^ Julie Kavanagh (2007) Rudolf Nureyev: The Life; Sunday Times, 16 September 2007. Kavanagh surmised that "what [Nureyev] was actually seeing was an exquisite, androgynous reflection of himself"
  3. ^ The Beautiful And The Damned: Talitha Getty

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]