Surf Nazis Must Die

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Surf Nazis Must Die
Titolo originale Surf Nazis Must Die
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1987
Durata 83 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico, azione
Regia Peter George
Soggetto Peter George, Jon Ayre
Sceneggiatura Peter George, Jon Ayre
Produttore Robert Tinnell
Casa di produzione Troma
Fotografia Rolf Kestermann
Montaggio Craig A. Colton
Interpreti e personaggi
(EN)
« I am the Führer of the beach! »
(IT)
« Io sono il Führer della spiaggia! »
(Adolf)

Surf Nazis Must Die è un film del 1987, diretto da Peter George, prodotto dalla Troma.

Fu presentato in anteprima al Festival di Cannes del 1987, riscuotendo molta curiosità per via del titolo, ma in seguito ebbe delle recensioni per la maggior parte negative da parte della critica cinematografica. Il film comunque è diventato un cult movie, tra i più amati dai fans della Troma.[1]

Il titolo del film in origine era semplicemente Surf Nazis, ma la Troma vi inserì la frase Must Die, poiché preoccupata che il pubblico considerasse il film una sorta di propaganda nazista.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dopo un violento terremoto Los Angeles è caduta preda del caos e le bande giovanili governano indisturbate. La gang più pericolosa è quella dei "Surf Nazis", un gruppo di surfisti nazisti che spadroneggia sulle spiagge, capitanati da Adolf (Barry Brenner), autoproclamatosi il Führer della spiaggia.

Adolf è spietato, indossa una giacca di pelle nera e non lascia mai il suo lungo coltello. La sua fidanzata è Eva (Dawn Wildsmith), che è anche la cuoca e il medico della gang. Il braccio destro di Adolf è Mengele (Michael Sonye), un killer assetato di sangue che inventa tutte le armi del gruppo. Hook (Joel Hile) è uno dei surfisti nazisti più pericolosi. Ha un gancio al posto del braccio destro, che gli è stato tranciato da uno squalo. Infine c'è Smeg (Tom Shell), il più giovane del gruppo, che passa tutto il suo tempo libero insieme ai surfisti nazisti.

Un giorno i surfisti nazisti uccidono Leroy (Robert Harden), un giovane afroamericano. Questo è l'inizio della loro fine: infatti la madre di Leroy, Eleanor 'Mama' Washington (Gail Neely), obesa, si arma di fucili e granate e avvia così la sua vendetta, sterminando tutto il gruppo.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Le critiche furono negative soprattutto per la recitazione e i dialoghi.[1] Il celebre critico cinematografico Roger Ebert abbandonò la proiezione del film a Cannes dopo trenta minuti.[2]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« The beaches have become battlefields... the waves are a war zone! »
(IT)
« Le spiagge sono diventate campi di battaglia... le onde sono una zona di guerra! »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Autori vari, Troma tunes. Storia della casa di produzione più folle del mondo, Milano, Nocturno, 2003.
  2. ^ Roger Ebert, Surf Nazis' washed up at Cannes. Chicago Sun-Times, 11 maggio 1987.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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