Sotto corte marziale

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Sotto corte marziale
Sotto corte marziale.png
Bruce Willis e Linus Roache in una scena del film
Titolo originale Hart's War
Paese di produzione USA
Anno 2002
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Gregory Hoblit
Soggetto John Katzenbach
Sceneggiatura Bill Ray, Terry George
Fotografia Alar Kivilo
Montaggio David Rosenbloom
Musiche Rachel Portman
Scenografia Lilly Kilvert
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Sotto corte marziale (Hart's War) è un film del 2002 diretto da Gregory Hoblit, con Bruce Willis e Colin Farrell. Tratto dall'omonimo romanzo di John Katzenbach.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Hart, studente di legge, si arruola nell'esercito durante la seconda guerra mondiale. Durante un'imboscata viene fatto prigioniero e mandato in un campo di prigionia tedesco. Qui, su ordine del colonnello McNamara, ufficiale americano più alto in grado dei prigionieri, alloggia nelle baracche della leva, invece che in quella degli ufficiali. Poco tempo dopo arrivano al campo altri due prigionieri, due piloti neri, che, seppure ufficiali, vengono anch'essi alloggiati nelle baracche della leva e la loro custodia viene affidata al tenente Hart. I due neri vengono malvisti dal resto della truppa tanto da far trovare un'arma da taglio nella branda di uno dei due che verrà perciò sommariamente fucilato dai tedeschi. Nei giorni seguenti, un aereo abbattuto in combattimento precipita nel campo e devasta la baracca adibita a teatro e la stessa notte viene ucciso il sergente americano che aveva incastrato il nero. Immediatamente viene accusato della vendetta il suo compagno, il tenente Lincoln Scott.

Il colonnello McNamara chiede un regolare processo secondo la corte marziale e incarica il giovane avvocato di occuparsi della difesa. Il comandante del campo di prigionia, il colonnello Werner Visser appare divertito da questa situazione e accetta di prestare la sua disponibilità per la buona riuscita del processo, tanto da aiutare lo stesso Hart, dandogli personalmente il codice per la corte marziale. Ben presto Hart si renderà conto che il processo è in realtà un diversivo per distrarre i tedeschi e consentire la fuga di 35 prigionieri americani dal campo. Infatti, il colonnello McNamara non si era mai arreso all'idea di non poter più contribuire alla lotta del nemico e da tempo stava realizzando un tunnel che avrebbe portato all'esterno del campo. Da lì, l'obiettivo era distruggere la vicina fabbrica di armi tedesca che gli americani consideravano una semplice fabbrica di scarpe. La caduta dell'aereo proprio sul teatro aveva distrutto la copertura della missione, che non era altro che una piccola rappresentazione teatrale.

Hart arriverà a individuare proprio nel colonnello l'assassino e il colonnello gli spiegherà come, dal suo punto di vista, la morte del sergente aveva lo scopo di salvare tante vite americane. Hart rimane profondamente turbato, non può accettare che venga giustiziato l'aviatore, ma capisce anche che la missione del colonnello non può essere sabotata. Dopo aver parlato con Scott capisce che anche lui è pronto a sacrificare la propria vita per la missione. In ultimo, è lo stesso Hart che si autoaccusa dell'omicidio, proprio quando ormai i 35 americani hanno lasciato il campo. Ma dopo poco i soldati tedeschi scoprono la fuga e il loro colonnello si prepara a giustiziare coloro che erano rimasti al campo, per lo più totalmente all'oscuro di tutto. Ma, inaspettatamente, il colonnello McNamara si presenta all'entrata del campo, consegnandosi al colonnello Visser e assumendosi tutta la responsabilità dell'accaduto, salvando così la vita a molti uomini, ma perdendo la propria.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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