Remo Ruffini

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Remo Ruffini

Remo Ruffini (Briga Marittima, 17 maggio 1942) è un fisico italiano.

Ruffini ha la cattedra di Fisica Teorica presso il Dipartimento di Fisica dell'Università "La Sapienza" di Roma dal 1978. È presidente dell'International Centre for Relativistic Astrophysics (ICRA), direttore del Dottorato Internazionale di Astrofisica Relativistica (IRAP) e direttore dell'IRAP Ph D Erasmus Mundus. È, inoltre, direttore dell'ICRANet, International Centre for Relativistic Astrophysics Network.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Briga Marittima nell'allora provincia di Cuneo, dal 1947 in Francia, dopo il diploma presso il Liceo Classico Gabriele D'Annunzio di Pescara e la laurea nel 1966, è stato ricercatore alla Mainz Academy of Science, di Magonza (Germania), lavorando con Pascual Jordan. Diventò membro dell'Institute for Advanced Studies a Princeton e, più tardi, Assistente alla Princeton University. Nel 1975, è stato visiting professor all'Università di Kyoto (Giappone) e a quella di Perth (Australia Occidentale). Negli anni 1975-1978, ha collaborato con la NASA come membro dell'unità operativa per l'uso scientifico delle stazioni spaziali. Nel 1976 è diventato Professore di Fisica Teorica all'Università di Catania e due anni più tardi, all'Università di Roma, "La Sapienza". Nel 1985, è stato eletto presidente dell'International Centre for Relativistic Astrophysics (ICRA). Nel 1984 è co-fondatore, con Abdus Salam, dei Meeting Marcel Grossman. Nel 1987, è diventato presidente dei Meeting Italo-Coreani sull'Astrofisica Relativistica. Negli anni 1989-1993, è stato presidente del Comitato Scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana. È editore di molte riviste scientifiche. È sposato con Anna Imponente ed ha un figlio, Iacopo.

Il suo lavoro teorico condusse al concetto di Boson Stars[1]. Il suo articolo con John A. Wheeler[2] introdusse per la prima volta in astrofisica il concetto di "buco nero". Con Demetrios Christodoulou ha stabilito le trasformazioni reversibili e irreversibili di un buco nero e ha fornito la formula per un Buco Nero Kerr-Newmann dotato di carica, massa e momento angolare[3]. Il suo lavoro portò all'identificazione dei primi buchi neri nella nostra galassia.

Insieme al suo studente C. Rhoades[4], stabilì il limite assoluto più alto di massa delle stelle di neutroni e, con il suo studente Robert Leach[5], utilizzò tale limite per fissare il paradigma che rese possibile l'identificazione del primo buco nero nella nostra galassia, Cygnus X-1, usando i dati del satellite Uhuru di Riccardo Giacconi e del suo gruppo[6][7].

The Cressy Morrison Award 1972

Per tali lavori, Ruffini vinse il Cressy Morrison Award dell'Accademia delle Scienze di N.Y. nel 1972.

Con il suo studente Calzetti, Giavalisco, Song e Taraglio, ha sviluppato il ruolo delle strutture dei frattali in cosmologia[8][9].

Insieme al suo collaboratore T. Damour[10], suggerì l'applicabilità del processo Heisenberg-Euler-Schwinger di creazione nella fisica dei buchi neri e identificò la diadosfera in cui questi processi avvengono. I lampi gamma (GRBs) sembrano fornire la prova fondata di tale processo di creazione in astrofisica, prioritari all'osservazione di tale fenomeno in esperimenti sulla Terra e rappresentano la prima prova del processo di estrazione di energia dai buchi neri (the blackholic energy)[11].

Libri[modifica | modifica wikitesto]

È stato co-autore di 21 opere, tra le quali:

  • R. Giacconi e Remo Ruffini, curatori e coautori Physics and Astrophysics of Neutron Stars and Black Holes, LXXV E. Fermi Summer School, SIF and North Holland (1978), also translated into Russian.
  • R. Giacconi e Remo Ruffini, Physics and Astrophysics of Neutron Stars and Black Holes 2nd edition, Cambridge Scientific Publishers, Cambridge (2009)
  • R. Gursky e Remo Ruffini eds. and co, authors, Neutron Stars, Black Holes and Binary X Ray Sources, H. Reidel (1975).
  • H. Ohanian e Remo Ruffini Gravitation and Spacetime, W.W. Norton, N.Y. (1994) tradotto anche in italiano (Zanichelli, Bologna, 1997) e coreano (Shin Won, Seoul, 2001).
  • R. Gursky e Remo Ruffini Neutron Stars, Black Holes and Binary X Ray Sources, H. Reidel (1975)
  • Bardeen, Carter, Gursky, Hawking, Novikov, Thorne e Remo Ruffini, Black holes, Ed. de Witt, Gordon and Breach, New York, 1973
  • M. Rees, J.A. Wheeler e Remo Ruffini Black Holes, Gravitational Waves and Cosmology, Gordon and Breach N.Y. 1974
  • H. Sato e Remo Ruffini, Black Holes, Tokyo 1976
  • L.Z. Fang e Remo Ruffini, Basic Concepts in Relativistic Astrophysics, Science Press, Beijing 1981
  • F. Melchiorri e Remo Ruffini, Gamow Cosmology, North Holland Pub. Co., Amsterdam, 1986

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Cressy Morrison Award, from the New York Academy of Sciences (1972)
  • Alfred P. Sloan Fellow Foundation (1974)
  • Space Scientist of the Year (1992)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Ruffini and S. Bonazzola, Systems of Self-Gravitating Particles in General Relativity and the Concept of an Equation of State in Phys. Rev., vol. 187, 1969, pp. 1767-1783.
  2. ^ R. Ruffini and J.A. Wheeler, Introducing the Black Hole in Physics Today, 1971, p. 30039.
  3. ^ D. Christodoulou, R. Ruffini, Reversible Transformations of a Charged Black Hole in Phys. Rev. D, vol. 4, 1971, pp. 3552-3555.
  4. ^ C. Rhoades and R. Ruffini, Maximum Mass of a Neutron Star in Phys. Rev. Lett, vol. 32, 1974, p. 324.
  5. ^ R. Leach and R. Ruffini, On the Masses of X-Ray Sources in Ap. J. Letters, vol. 180, 1973, pp. L-15.
  6. ^ R. Giacconi, An Education in Astronomy in Annual Review of Astronomy & Astrophysics, vol. 43, 2005, pp. 1-30.
  7. ^ R. Giacconi, Nobel Lecture: The dawn of x-ray astronomy in Reviews of Modern Physics, vol. 75, 2003, pp. 995-1010.
  8. ^ D. Calzetti, M. Giavalisco, R. Ruffini, The normalization of the correlation functions for extragalactic structures in Astron. Astrophys., vol. 198, 1988.
  9. ^ R. Ruffini, D.J. Song, S. Taraglio, The 'ino' mass and the cellular large-scale structure of the universe in Astron. Astrophys., vol. 190, 1988.
  10. ^ T. Damour and R. Ruffini, Neutron Stars, Black Holes and Binary X-Ray sources in Phys. Rev. Lett, vol. 35, 1975, p. 463.
  11. ^ R. Ruffini et al., Gamma Ray Bursts in Proceedings XI Marcel Grossmann Meeting, World Scientific, Singapore, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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