Rafael Leónidas Trujillo

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Rafael Leónidas Trujillo
Trujillo 1952.jpg

Presidente della Repubblica Dominicana
Durata mandato 16 agosto 1930 –
16 agosto 1938
Predecessore Rafael Estrella Ureña
Successore Jacinto Peynado

Durata mandato 18 maggio 1942 –
16 agosto 1952
Predecessore Manuel de Jesús Troncoso de la Concha
Successore Héctor Trujillo

Dati generali
Partito politico Partido Dominicano
Professione Soldato, politico

Rafael Leónidas Trujillo Molina (San Cristóbal, 24 ottobre 1891Santo Domingo, 30 maggio 1961) è stato un politico dominicano soprannominato "el Jefe" (il capo) o "el Benefactor" (il benefattore), dittatore per oltre trent'anni del suo paese,nel periodo denominato "era di Trujillo", in cui dominò come un padrone assoluto la scena politica e le finanze della Repubblica Dominicana. La sua dittatura, caratterizzata dall’ anticomunismo e dal culto della personalità, corrispose anche ad un lungo ed importante processo di industrializzazione e di rinnovamento del sistema finanziario della Repubblica Dominicana, fondata anche sulla repressione dei nemici e su un intenso sfruttamento della forza lavoro. Il governo di Trujillo è considerato come una tra le dittature latine più sanguinose dell’età contemporanea, sotto cui morirono circa 50.000 persone, tra oppositori politici, rivoltosi e vittime della propaganda anti-haitiana dell'epoca.

Dalla giovinezza al colpo di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'indipendenza del 1863, la Repubblica Dominicana era indebolita sia dal punto di vista governativo (a causa della presenza dei caudillos[1] a capo di varie zone) sia dal punto di vista economico; è in tal contesto che gli Stati Uniti cominciarono ad interessarsi degli affari dominicani, soprattutto per i grandi profitti che le esportazioni gli traevano, e ciò comportò una graduale crescita economica che crollò subito dopo l'assassinio del presidente dominicano Caceres nel 1911 lasciando il paese in uno stato impoverito e caotico che diede vita a numerosi atti di violenza e malessere[2].

Con tale pretesto nel 1916 il presidente statunitense Woodrow Wilson inviò i Marines sul suolo dominicano, apportando maggior equilibrio politico ed economico.

L'occupazione statunitense della Repubblica Dominicana terminò nel 1924, fino a quando gli interessi strategici e finanziari degli Stati Uniti verso la Repubblica Dominicana persero valore e si ritirò[3].

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nato nell'area rurale della provincia di San Cristóbal il 24 ottobre del 1891 da una famiglia di umili origini: i suoi genitori erano José Trujillo Valdez, un umile commerciante, e Altagracia Julia Molina Chavalier, figlia di un contadino dominicano e di una maestra, Luisa Erciná Chevalier, i quali genitori erano haitiani[4].

I suoi genitori ebbero undici figli, di cui lui fu il terzo; tra questi vi è anche Héctor "El Negro" Bienvenido Trujillo Molina, il quale fu nominato "Generalisimo" nel 1959[5].

Iniziò a lavorare come telegrafista nel 1907, quindi come postino, in seguito finì a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, prima come semplice bracciante e poi come sorvegliante fino al 1918. Fu condannato per furto ed abigeato per il quale dovette scontare qualche mese in galera.

Nel 1916 prese parte ad altre attività criminali e si unì ad una violenta banda di criminali chiamata "La 44", la quale spesso prendeva di mira le piccole botteghe, che però abbandonò poco dopo.

Durante l'occupazione statunitense della Repubblica Dominicana, avvenuta tra il 1916 ed il 1924, Trujillo si unì alla Guardia Nazionale addestrata dai Marines americani, ed iniziò così la sua carriera militare.

La carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'occupazione si creò una "Guardia Nazionale", come ausilio per ristabilire l'ordine. Rafael Trujillo si arruolò nell'esercito dominicano il 18 dicembre 1918 . Nel 1919 fu ammesso e prestò giuramento per la "Guardia Nazionale" e dopo poco fu promosso a secondo tenente, in servizio nella provincia di El Seibo, con la raccomandazione del comandante Thomas E. Watson[6].

Nel gennaio del 1922 Trujillo fu traslocato al Dipartimento Nord a Santiago e nello stesso anno la "Guardia Nacional" fu ribattezzata "Polizia Nazionale Dominicana" con Trujillo promosso a ruolo di capitano della polizia, mentre continuava gli studi di amministrazione, diritto ed ingegneria. Nel 1927 la Polizia Nazionale fu trasformata in "Brigata Nazionale" e nel maggio 1928 divenne "Esercitò Nazionale" con alla guida Trujillo il quale ottenne il rango di generale di brigata.

Il colpo di stato[modifica | modifica wikitesto]

Con l'uscita delle truppe statunitensi nel 1924, la situazione sociale ed economica del paese era ritornata al baratro, che colpiva trasversalmente tutte le classi sociali tranne l'esercito il quale, come eredità dell'occupazione nordamericana, era diventata l'istituzione più forte e ricca del paese.

A capo dello stato vi era Horacio Vasquez, presidente del gruppo politico de "los coludos", il quale era in buoni rapporti con Trujillo (ancora a capo della "Policia Nacional") tanto da nominarlo, lo stesso anno, tenente colonnello e capo di Stato Maggiore.

Ma nel 1930 a Santiago un gruppo di oppositori politici sollevò un'insurrezione contro il presidente Horacio Vásquez, a causa del malcontento generale che animava il popolo, e si diressero a Santo Domingo dove il generale, pur avendo ricevuto l'ordine di contrastare tale insorgenza, non mise in azione le proprie truppe, lasciando così mano libera agli insurrezionisti e obbligando Vásquez a dimettersi (costretto successivamente all'esilio).

Trujillo si propose come candidato alle elezioni presidenziali del 1930, in concorrenza con Federico Velásquez Hernández, quest'ultimo però ben presto si ritirò dalla candidatura probabilmente per via della forte repressione subita dal avversario.

Il generale divenne l'unico candidato alle elezioni, affiancato da una feroce campagna elettorale, guidata dal gruppo paramilitare pro-Trujillo "La 42", gruppo altamente repressivo ed intimidatorio, che assaliva i locali dei partiti oppositori ed era disposto anche a eliminare chi era d'intralcio, come il giornalista Virgilio Martinez Reyna e sua moglie Altagracia Almánzar (all'epoca incinta) noti oppositori del governo trujillista[7]. Tale fatto causò costernazione e terrore nei confronti del binomio Trujillo-Ureña.

Divenne ufficialmente presidente della Repubblica Dominicana con Estrella Ureña come vicepresidente, il 24 maggio del 1930. In seguito si scoprì che le elezioni erano truccate, dato che alle urne si trovarono più voti a favore di Trujillo di quanti non fossero gli elettori, di fatto in maniera ufficiosa si dichiarò che vinse con il 45% dei voti ma in realtà solo il 25% dei votanti andò all'urna. Poco dopo instaurò il sistema dittatoriale durato per oltre trent'anni.

La dittatura[modifica | modifica wikitesto]

Trujillo instaurò un governo molto rigido e vessatorio nei confronti dell'opposizione quasi inesistente; il 21% del bilancio nazionale veniva devoluto al rafforzamento della " Guardia Nacional" e ad agenzie di spionaggio in maniera tale da tenere in pugno qualsiasi atto di dissenso.

Gli anni della dittatura durarono dal 1930 al 1961, intervallati dal governo condotto da Héctor Bienvenido Trujillo Molina, fratello del dittatore, che ricoprì la carica di presidente della Repubblica Dominicana due volte (sotto il controllo del fratello): la prima dal 1º marzo 1951 fino al 1º ottobre dello stesso anno, la seconda volta dal 16 agosto del 1952 fino al 3 agosto del 1960[8]. E inoltre dal 1938 fino al 1942 fu presidente Jacinto Bienvenido Peynado.

A causa del suo egocentrismo cambiò il nome a molte città, compresa la capitale, denominata Ciudad Trujillo. Grazie al proprio potere riuscì ad crearsi un'enorme patrimonio, che gli conferì il titolo di uomo più ricco del paese.

Primo mandato 1930-1938 [modifica | modifica wikitesto]

Trujillo con la seconda moglie Bienvenida Ricardo nel 1934

Il nuovo governo si trovò a dover fronteggiare una situazione già molto critica, alla quale si aggiunse nel 3 settembre del 1930 l'uragano "San Zenón" che colpì Santo Domingo e causò più di 3000 morti; con l'ausilio della Croce Rossa Americana riuscì a ricostruire la capitale in quattro anni[9].

I contestatori del regime furono brutalmente soppressi[10]  e l'unico partito presente era il "Partido Dominicano”, emblema dell'ideologia della dittatura, basata sulla lealtà al proprio presidente, sull'ordine e la disciplina, considerati imprescindibili per i dominicani[11].

Nel 1934 ebbero nuovamente luogo le elezioni, con solo il "Partido Dominicano" di Trujillo come scelta, la quale vincita nominò nuovamente Trujillo come presidente, e Jacinto Bienvenido Peynado come suo vice.

La situazione economica migliorò, anche se il tasso di povertà si mantenne pressoché costante. La sua politica economica si basò sulla promozione delle importazioni e della produzione nazionale, sull'eliminazione dell'indebitamento estero, e sugli scambi commerciali con i paesi esteri (soprattutto grazie alla costruzione del porto a Santo Domingo). 

Genocidio del 1937: Massacro del prezzemolo [modifica | modifica wikitesto]

Per approfondire, vedi voce Massacro del prezzemolo

Il presidente aveva sempre sostenuto l'immigrazione europea nel paese dichiarandosi, nel 1938 alla Conferenza di Evian, disposto ad accettare una gran quantità di ebrei e nel 1939 ad accettare anche gli esiliati repubblicani reduci dalla guerra civile spagnola.

Tuttavia il presidente si mostrò sempre contrario all'immigrazione haitiana nella Repubblica Dominicana, al punto tale da promuovere una politica xenofoba nel paese nei confronti degli haitiani e anche dei dominicani il quale colore della pelle era molto scuro.

Nell'autunno del 1937, Trujillo ordinò l'uccisione degli haitiani che vivevano nella zona di confine tra i due paesi. Il numero delle vittime è ancora incerto, anche se ne stimano 20.000[12].

Inizialmente il governo incolpò il popolo intollerante nei confronti degli haitiani, poi usò come giustificazione la necessità politica di eliminare le infiltrazioni cospirative. Molti videro l'accaduto come una "punizione" nei confronti di Haiti che si era dichiarata disposto ad accogliere i dominicani che cercavano rifugio.

L'evento fu denominato "El corte" o anche "Massacro del prezzemolo", poiché gli haitiani erano identificati facendoli pronunciare la parola "perejil".

Anche per tale evento il governo trujillista fu accusato di voler attuare una politica di "sbiancamento razziale" della popolazione[13].

Secondo mandato 1942 1961 [modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 1942 Trujillo tornò al potere.

Dal 1950 Trujillo attuò un forte e vasto piano di alfabetizzazione, a causa dell'alto tasso di analfabetismo presente nel paese[14] e cercò di aiutare le molte famiglie povere del paese con una serie di sussidi statali. Nonostante queste misure, le condizioni di vita della popolazione rimasero precarie.

Alla fine del 1945 aumentò il discontento dei coltivatori di zucchero a causa dell'inflazione e vi furono molti scioperi i quali furono considerati come "delitti di vacanza" ed gli scioperanti furono catturati e incarcerati.

Nel 1946 la "Federazione Locale del Lavoro", un gruppo di operai manifestanti guidati dal sindacalista Mauricio Baéz fece sciopero per una settimana, riuscendo ad ottenere ciò che chiedevano, ma in seguito i partecipanti del gruppo furono perseguitati e assassinati. Mauricio Baéz, rifugiatosi a Cuba, fu sequestrato e non si seppe più nulla di lui[15].

Nel 1947, a causa delle critiche internazionali, si ebbero nuove elezioni in cui parteciparono tre partiti il "Partido Nacional Laborista", "Partido Nacional democrático" e il "Partido Dominicano" guidati rispettivamente da Rafael A. Espaillat, Francisco Pratts Ramírez e Rafael Leónidas Trujillo; terminarono con la vittoria di Trujillo.

Il 9 ottobre 1947 nacque la Banca Centrale della Repubblica Dominicana e si stabilì come moneta ufficiale il peso dominicano[16].

Tra il 1945 e il 1950 si ebbero un'intensiva industrializzazione e modernizzazione del paese, con la costruzione di strade, ponti, acquedotti, scuole e di una rete sanitaria.

Targhetta propagandistica che celebra il venticinquesimo anniversario dell' "Era di Trujillo" nel 1955, d'appendere sulle pareti delle case private.

Nel 1955 inaugurò la "Feria de la Paz", un evento per celebrare i 25 anni dell'opera del governo di Trujillo[17].

Declino della dittatura[modifica | modifica wikitesto]

Il governo di Trujillo aveva scandalizzato l'opinione pubblica internazionale e si era procurato molti paesi nemici come: il Venezuela con Romulo Betancourt ,il Guatemala con Juan José Arévalo, Cuba con Ramón Grau San Martín, Haiti con Elie Lescot e la Costa Rica con José Figueres Ferrer.

Subì anche molte critiche dal governo Kennedy,il quale stava già elaborando dei piani con la CIA a proposito della situazione dominicana.

Anche il popolo tentò di ribellarsi alla tirannia; nacquero  il movimento rivoluzionario "14 giugno" e la spedizione di "Cayo Confites", entrambi  costituiti per lo più da esiliati, appoggiati dal governo cubano.

Due furono gli episodi che sconvolsero il mondo: il rapimento e l'assassinio del professore spagnolo Jesús Galíndez nel 1956, il quale viveva a New York ed aveva fortemente criticato la dittatura e l'assassinio delle sorelle Mirabal il 25 novembre del 1960, ispiratrici del movimento democratico "14 giugno".

L'uccisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961, un colpo di fucile lo raggiunse mentre,nottetempo, transitava in automobile in compagnia del suo autista di fiducia verso San Cristobal, la sua città natale, alla periferia della capitale, Santo Domingo, che aveva fatto ribattezzare come "Ciudad Trujillo". Prima della morte era riuscito, assecondato da una famiglia voracissima, ad accumulare circa 800 milioni di dollari dell'epoca, messi al sicuro in banche straniere[18].

Nei mesi che precedettero la sua fine, Trujillo aveva cercato di far assassinare il presidente venezuelano Romulo Berancourt, suo dichiarato oppositore, accusandolo di tramare contro la sua persona. L'attentato non solo sconvolse l'opinione pubblica mondiale contro Trujillo, ma suscitò anche la condanna dell'OAS (Organization of American States) che ruppe le relazioni diplomatiche con il governo di trujillo, impose sanzioni economiche e fece perdere a Trujillo la protezione degli Stati Uniti: questi ultimi ebbero probabilmente una parte nell'omicidio dell'ormai scomodo dittatore. Nel 1992, tuttavia, fu reso pubblico un rapporto della CIA risalente a trent'anni prima, che effettivamente confermava l'esistenza di un piano di Betancourt per rovesciare Trujillo con il sostegno degli oppositori al suo regime.

Il 20 dicembre del 1962 si ebbero le elezioni libere, di carattere democratico, dove poterono partecipare tutti i partiti.

Gli spogli diedero la vittoria a Juan Bosch, candidato presidenziale a capo del "Partito Rivoluzionario Dominicano", con il 59% dei voti.

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

La figlia di Trujillo, Flor de Oro (1915-1978), andò sposa a diciassette anni al diplomatico e uomo di sport oltre che noto playboy Porfirio Rubirosa. I due in seguito divorziarono.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze dominicane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Collare dell'Ordine al Merito di Duarte, Sanchez e Mella - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine al Merito di Duarte, Sanchez e Mella
Gran Maestro e Collare dell'Ordine di Trujillo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine di Trujillo
Gran Maestro e Collare dell'Ordine di Cristoforo Colombo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine di Cristoforo Colombo
Gran Maestro dell'Ordine dell'Eroismo Militare del Capitano Generale Santana - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Eroismo Militare del Capitano Generale Santana
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Aeronautico - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito Aeronautico

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)
Gran Collare dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
Collare dell'Ordine al Merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine al Merito (Cile)
Gran Croce dell'Ordine di Boyacá (Colombia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Boyacá (Colombia)
Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Ecuador)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Croix de guerre 1939-1945 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 (Francia)
Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale dell'Onore e del Merito (Haiti) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale dell'Onore e del Merito (Haiti)
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 31 luglio 1954[19]
Gran Cordone dell'Ordine dei Pionieri della Liberia (Liberia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dei Pionieri della Liberia (Liberia)
Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
Collare dell'Ordine di Ruben Dario (Nicaragua) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Ruben Dario (Nicaragua)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Collare d'Oro dell'Ordine di Manuel Amador Guerrero (Panamá) - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'Oro dell'Ordine di Manuel Amador Guerrero (Panamá)
Gran Croce dell'Ordine di Vasco Núñez de Balboa (Panamá) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Vasco Núñez de Balboa (Panamá)
Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Paraguay) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Paraguay)
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre di San Gregorio Magno (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre di San Gregorio Magno (Santa Sede)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 1947
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1954
Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna)
— 1957
Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine delle Nuvole Propizie (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine delle Nuvole Propizie (Taiwan)
Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)

Trujillo nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Osgood Hardy, Pacific Historical Review, University of California Press, 1946. URL consultato il Pagina 409.
  2. ^ Roberto Cassá, Iberoamericana, "Algunos componentes del llegado de Trujillo", 2001.
  3. ^ Paul Clammer, Michael Grosberg, Jens Porup, Repubblica Dominicana e Haiti, Lonely Planet, 2012, pp. 41.
  4. ^ Chichi de Jesús Reyes, Los abuelos de Trujillo, 2007.
  5. ^ Trujillo Molina, Héctor Bienvenido.
  6. ^ United States Department of State / Foreign relations of the United States, 1951. The United Nations; the Western Hemisphere, 1951, pp. 1370.
  7. ^ Héctor Tineo, Asesinan a Virgilio Martínez Reyna y a su esposa.
  8. ^ Héctor Bienvenido Trujillo Molina. Historia, República Dominicana.
  9. ^ Esteban Delgado, El huracán San Zenón azotó la capital en 1930.
  10. ^ Dania Batista, Acoso, violaciones y asesinatos: violencia hacia las mujeres durante el trujillato.
  11. ^ Franklin Franco Pichardo, La ideología de la dictadura de Trujillo, Iberoamericana Editorial Vervuert, 2001, pp. 129-133.
  12. ^ Lara Valerio, Perejil : masacre de haitianos de 1937 en Republica Dominicana, 2013.
  13. ^ José Dunker, ¿”Refinar” la raza?, 2014.
  14. ^ Ley N°. 2335, que instituye el "Premio Trujillo de Alfabetización". G. O. N°. 7105,.
  15. ^ Mauricio Báez. Historia, República Dominicana.
  16. ^ Historia.
  17. ^ La República Dominicana recupera la Feria de la Paz en su primera Bienal.
  18. ^ Fabrizio Montanari, Assassinato il dittatore Trujillo.
  19. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Jesus Galindez, La era di Trujillo, 1956

Paul Clammer, Repubblica Dominicana e Haiti, 2009 Repubblica Dominicana e Haiti - Paul Clammer, Michael Grosberg, Jens Porup - Google Libri

Franklin Franco Pichardo, La idelogia de la dictatura de Trujillo, Iberoamericana, 2001 [1]

Roberto Cassa, Algunos componentes del legado de Trujillo, Iberoamericana,2001 [2]

Osgood Hardy, Rafael Leonidas Trujillo Molina, Pacific Historical Review, 1946 [3]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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