Massacro del prezzemolo

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Il massacro del prezzemolo, noto nella Repubblica Dominicana come El Corte (let. "il taglio")[1] e ad Haiti come Kouto-a (let. "coltello")[2], è il nome con cui si definisce la pulizia etnica attuata dal regime populista dominicano di Rafael Leonidas Trujillo Molina nell'ottobre 1937 nei confronti della popolazione haitiana residente nel territorio della Repubblica Dominicana. L'ordine di esecuzione portò alla morte di un numero imprecisato di haitiani, si stima dai 20.000 ai 30.000, e durò solamente cinque giorni.[3][4]

L'esecuzione prese questo nome dal fatto che il presidente Trujillo attuò un metodo quantomeno discutibile nella ricerca degli haitiani: ovvero la pronuncia della lingua spagnola parlata poco fluentemente dalla maggior parte dei vicini dei dominicani. Ai soldati fu consigliato quindi di portare un rametto di "perejil" (spagnolo per prezzemolo) e chiedere cosa fosse alla gente incontrata: chi non fosse riuscito ad esclamare la parola perfettamente sarebbe stato molto probabilmente una persona origine haitiana.[5]

Delle decine di migliaia di haitiani uccisi nelle esecuzioni, la maggior parte di essi era nata nella Repubblica Dominicana e apparteneva a una ben consolidata comunità di immigrati integrata nei confini in attesa di poter ottenere cittadinanza.[6]

Ripercussioni[modifica | modifica wikitesto]

Nei tempi seguenti il massacro, il governo tentò invano di far ricadere la responsabilità dell'accaduto sulla popolazione dominicana, giustificando l'azione come un'ondata di forte intolleranza.[7] In seguito, gli Stati Uniti esaminarono diversi cadaveri di haitiani uccisi durante la pulizia etnica, appurando come parte di essi fossero stati uccisi con proiettili per fucili Krag in dotazione solo per l'esercito dominicano e smentendo quindi la complicità della popolazione nell'accaduto. Pertanto, fu confermato come l'uccisione di migliaia di haitiani fu parte di un piano ben congegnato da parte del regime di Trujillo, volto a una trasformazione sostanziale del Paese attraverso azioni sociali, politiche ed economiche anche attraverso la fuoriuscita forzata o non degli haitiani dalla Repubblica Dominicana.[2]

Dopo il massacro, Trujillo attuò una rigida politica d'immigrazione tra i due Paesi, osservando una quota limitata di entrate di haitiani nella Repubblica Dominicana, realizzando collegamenti più agibili e moderni tra le aree urbane centrali e la linea di confine attraverso progetti di edilizia abitativa e pubblica, e una rigorosa selezione nelle regioni di frontiera del Sud dell'isola, che portò all'uccisione e deportazione di numerosi profughi haitiani.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Wucker, The River Massacre: The Real and Imagined Borders of Hispaniola in Windows on Haiti. URL consultato il 16 dicembre 2007.
  2. ^ a b Turtis, 590.
  3. ^ pg 78 - (EN) Robert Pack (Editor), Jay Parini (Editor), Introspections, when, PUB, p. 2222, ISBN B0006P7UY8.
    On October 2, 1937, Trujillo had ordered 20,000 Haitian cane workers executed because they could not roll the "R" in perejil the Spanish word for parsley.
  4. ^ (EN) Alan Cambeira, Quisqueya la bella, October 1996, M.E. Sharpe, p. 286, ISBN 1-56324-936-7.
    pg 182anyone of African descent found incapable of pronouncing correctly, that is, to the complete satisfaction of the sadistic examiners, became a condemned individual. This holocaust is recorded as having a death toll reaching thirty thousand innocent souls, Haitians as well as Dominicans.
  5. ^ John J. McLaughlin, The shadow of Trujillo. in VIEWPOINT - racism fuels political violence in Dominican Republic, National Catholic Reporter, settembre 2006. URL consultato il 22 dicembre 2007.
  6. ^ Lauren Derby, “Haitians, Magic, and Money: Raza and Society in the Haitian-Dominican Borderlands, 1900 to 1937," Comparative Studies in Society and History 36, no. 3 (July, 1994): 508. Derby continues to explain: 'This point is important because, by the Dominican constitution, all those born on Dominican soil are Dominican. If this population was primarily migrants, then they were Haitians, thus making it easier to justify their slaughter. However, our findings indicate that they were legally Dominicans, even if culturally defined as Haitians since they were of Haitian origin.' Derby, 508.
  7. ^ Valentina Peguero, The Militarization of Culture in the Dominican Republic: From the Captains General to General Trujillo (Lincoln : University of Nebraska Press, 2004), 114.
  8. ^ Turtis, 623.
  9. ^ Eric Paul Roorda, The Dictator Next Door: The Good Neighbor Policy and the Trujillo Regime in the Dominican Republic, 1930-1945 (Durham: Duke University Press, 1998), 132.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]