Pario

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Pario (in greco Πάριον, Pàrion), era una polis della Misia situata nei pressi dell'Ellesponto, nei pressi di Lampsaco[1]; corrisponde all'attuale località turca di Kamares.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata da coloni greci di Eretria[2] e di Paro[3], Pario fece parte della Lega delio-attica. Dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) cadde sotto il dominio di Lisimaco e in seguito sotto la dinastia degli Attalidi. Dopo che Attalo III, l'ultimo re di Pergamo, nel 133 a.C. lasciò in eredità il suo regno a Roma, nel 129 a.C. la regione entrò a far parte della provincia romana dell'Asia. Allorché questa provincia fu smembrata, nel IV secolo, Pario entrò a far parte della provincia dell'Ellesponto.

La città era famosa per il suo santuario di Eros in cui era ospitata una statua di Prassitele rappresentante il dio alato[4]. La città possedeva anche un oracolo di Apollo trasportato dalla città vicina di Adrastea dove era stato eretto dall'architetto Ermocreonte in epoca ellenistica: era un altare notevole sia per le sue dimensioni (era lungo uno stadio), che per la sua bellezza[5].

La Vita di Sant'Onesiforo attesta l'esistenza di una comunità cristiana a Pario prima dell'anno 180. La città fu diocesi suffraganea di Cizico prima di diventare, nel VII secolo, diocesi autocefala; sotto Andronico II Paleologo divenne arcidiocesi metropolitana, ma pochi anni dopo, nel 1354, fu soppressa[6].

Personalità nate a Pario[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Erodoto, Storie, V, 117
  2. ^ Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, IX, 27, 1
  3. ^ Strabone, Geografia, X, §487
  4. ^ Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia, XXXVI, 23
  5. ^ Strabone, Geografia, XIII, §588.
  6. ^ Charles Texier, Description de l'Asie Mineure faite par ordre du gouvernement français de 1833 à 1837 et publiée par le ministère de l'Instruction publique. Paris : Yypografie de Firmin Didot et frères, 1839-1849

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Siméon Vailhé. "Parium", The Catholic Encyclopedia, Vol. 11. New York: Robert Appleton Company, 1911 (on-line) (EN)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]