Pantografo (trasporti)

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Modello di pantografo classico
Esempio di pantografo (monobraccio Faiveley)

Si definisce pantografo un organo che permette, sui veicoli ferroviari, la ricezione dell'energia elettrica da una linea aerea soprastante allo scopo di alimentarne le apparecchiature come i motori, il riscaldamento elettrico, il condizionamento e tutti gli eventuali dispositivi ausiliari di bordo[1].

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Viene utilizzato principalmente dalle locomotive elettriche ferroviarie e tranviarie ma trova impiego anche negli apparecchi mobili di preriscaldamento e precondizionamento dei vagoni viaggiatori e in alcune ferrovie estere anche per le attrezzature di alcune vetture ristorante.

È composto da un parallelogramma a bracci snodabili che nel vertice superiore sorregge un pattino denominato strisciante realizzato con materiali resistenti agli agenti atmosferici, con basso coefficiente d'attrito e con buona conducibilità elettrica; nel tempo si sono succeduti vari tipi di materiali, in genere leghe a base di rame; in epoca moderna si cerca si utilizzare striscianti in grafite e rame sinterizzati, poiché risulta più semplice la manutenzione del pantografo rispetto a quella della catenaria.[senza fonte]

Viene montato sul tetto dei veicoli ferroviari su un telaio isolato e collegato, mediante cavo ad alto isolamento, a dei dispositivi di protezione contro le sovratensioni accidentali e quindi ai circuiti di utilizzazione di bordo.[senza fonte]

Nei mezzi di trazione ferroviaria, in genere, vengono montati due pantografi[senza fonte]. Questo per evitare che, in caso di guasto del pantografo in uso, il treno venga immobilizzato: dunque è sufficiente escludere il pantografo guasto dal circuito facendolo abbassare e sostituirlo per l'alimentazione con l'altro pantografo facendolo sollevare.

Dagli ultimi anni del XX secolo vengono costruiti sempre più mezzi di trazione interoperabili, adatti cioè alla circolazione su reti alimentate con tensioni e correnti differenti, con caratteristiche costruttive della catenaria diverse o con differente sagoma limite elettrica; ciò ha comportato la necessità di dotare le locomotive e gli elettrotreni di un numero maggiore di pantografi, anche tre o quattro, adatti all'uso specifico di ogni singola variante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Policicchio, Lineamenti di infrastrutture ferroviarie, Firenze University Press, pagina 147

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Manzo, Il nuovo pantografo tipo 52 F.S., in Ingegneria ferroviaria, 18 (1963), n. 9, pp. 787–801

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