Onofrio Gabrieli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Onofrio Gabrieli (Gesso, 2 aprile 1619Gesso, 26 settembre 1706) è stato un pittore italiano.

Dopo un soggiorno a Messina per gli studi, Gabrieli si trasferì a Roma, dove entrò nella scuola di Pietro da Cortona. Dal 1641 soggiornò in Veneto e verso il 1650 tornò a Messina, dove continuò l'attività pittorica e lavorò come ingegnere.

Nel 1678 lasciò la città, in seguito alla repressione spagnola, e si recò in Francia, per poi fare ritorno in Italia. Dopo l'indulto di Filippo V di Spagna, tornò a Messina, dove rimase fino alla morte.

Nel 1983, il pittore è stato protagonista di una mostra nel suo paese natio che raccoglieva una ventina di opere presenti tra la Sicilia ed il Veneto.

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere presenti alla mostra erano presenti tele conservate a Randazzo, Siracusa, Milazzo, Monforte San Giorgio, Gesso (Messina), Messina, Padova e Montagnana.
In particolare a Messina si conserva l'opera "La Madonna del Soccorso", presente presso il Museo Regionale, e unica opera dell'artista rimasta in città a causa della distruzione di molte opere d'arte durante i terremoti del 1783 e del 1908.

Negli ultimi anni, sono venute alla luce nuove attribuzioni del Gabrieli: in particolare, a Milazzo, rispettivamente nella Chiesa di San Giuseppe e nella Chiesa di San Papino Martire la tela della parrocchia Stella Maris di Contesse, una tavoletta presente nel museo di Reggio Calabria ed una tela intitolata "L'Immacolata con il Bambino Gesù, Santa Chiara, San Giovanni Evangelista e San Nicolò", presente sull’altare maggiore della chiesa di Santa Chiara a Montelupone nelle Marche.

La tela di Montelupone, datata 1695, attribuita nel 1997 dal professor Stefano Papetti, direttore delle Raccolte comunali di Ascoli Piceno, al Gabrieli, viene considerata un tassello importante che permetterebbe di approfondire il soggiorno del pittore ad Ancona.

Ultimamente sono tornati all'antico splendore gli affreschi della villa Borromeo di Padova magistralmente restaurati da Donatella Fagioli ed attribuiti al Gabrieli.
Gli affreschi, presenti in quattro sale, trattano di numerosi episodi della Bibbia (Abramo, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Tobia ed Elia) intervallati da figure allegoriche.
Per numero, stato di conservazione e concetti espressi, gli affreschi, da molta parte della critica sono considerati la produzione più importante dell’opera pittorica di Onofrio Gabrieli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Susino, Le Vite de' Pittori Messinesi, testo, introduzione e note bibliografiche a cura di Valentino Martinelli, Le Monnier, Firenze, 1960.
  • Catalogo della mostra "Onofrio Gabrieli 1619-1706", Gesso, 27 agosto–29 ottobre 1983, a cura di Francesca Campagna Cicala e Gioacchino Barbera, 1983.
  • "In memoria di Gabrieli" Centonove, 22 settembre 2006, pag. 39.

Controllo di autorità VIAF: 95857340