Ole Bull

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Ole Bornemann Bull

Ole Bornemann Bull (Bergen, 5 febbraio 1810Lysoen, 17 agosto 1880) è stato un violinista e compositore norvegese.

Considerato uno dei maggiori interpreti romantici alla pari di Chopin e Liszt fu un virtuoso violinista e compositore; scrisse due concerti e numerosi pezzi brillanti per violino. Per la sua abilità venne definito "il Paganini del Nord".[senza fonte]

Indice

[modifica] Biografia

Venne ammesso a suonare nell'orchestra “Armonie” di Bergen a solo otto anni, mentre a tredici sapeva eseguire tutti i Capricci di Paganini. Nel 1828 a Oslo venne designato direttore delle società musicali della città, “Il Liceo Musicale” e l'orchestra del teatro. Nel 1831 si recò a Parigi, dove incontrò Paganini e studiò con uno dei suoi allievi, Heinrich Wilhelm Ernst. Bull effettuò la sua prima tournée in Svizzera e Italia nel 1833; imparò da un tenore come far “cantare” il violino e sviluppò la tecnica di suonare sulle quattro corde contemporaneamente per imitare armonie organistiche. Era anche un vero maestro nell'improvvisare su temi dati dal pubblico.

Il suo debutto come virtuoso avvenne a Bologna nell'Aprile del 1834, in sostituzione della famosa cantante Maria Malibran. Da quella data il successo gli arrise. Abile propagandista di se stesso, nei concerti italiani invitava e perfino pagava gente per applaudire. Ritornato a Parigi all'età di venticinque anni, pagò un giornalista per scrivere una sua breve biografia, assunse una segretaria per organizzare i concerti. In Italia fece realizzare suoi ritratti e piccoli busti in serie, da vendere come propaganda nei negozi musicali.

La stampa dipingeva un modesto giovane quasi agli antipodi rispetto a Paganini, che pare fosse così avaro da suonare con la sordina, in modo che nessuno potesse sentirlo senza dover pagare. Ole Bull suonava spesso per beneficenza, per vittime di incendi o di guerra. Era molto orgoglioso; in Italia si rifiutò di suonare perché una dama di compagnia della regina chiacchierava. A San Pietroburgo si rifiutò di suonare mentre lo zar stava aspettando. Al cospetto di re Carl Johan di Svezia si sentì insultato perché il re disse allo zar che anch'egli aveva dei Polacchi nel suo regno: i Norvegesi.

Glorificato o definito un ciarlatano, la sua carriera divenne inarrestabile con prezzi dei biglietti il triplo del normale perché tutti volevano sentirlo. Dal 1834 fino al 1880 diede ininterrottamente tournée concertistiche in tutto il mondo a ritmi pazzeschi, mentre Paganini e Franz Liszt diedero torurnée rispettivamente per dieci e quindici anni. Nel 1836, per esempio, tenne duecentoquarantasette concerti nella sola Inghilterra. In Germania nel 1838 si fece costruire una carrozza speciale, per viaggiare immediatamente dopo un concerto, svegliarsi in un'altra per provare immediatamente con l'orchestra. Talvolta si esibiva due volte nello stesso giorno. Grazie al suo fisico d'acciaio, tenuto in allenamento con una condotta naturista ante litteram, sostenne le torunée per circa cinquant'anni, girando in tutto il mondo con le più diverse condizioni atmosferiche, da Cuba a S. Pietroburgo dal Cairo e Algeri a pressoché tutta l'America, oltre che naturalmente l'Europa.

Da Jean Baptiste Vuillaume apprese l'arte del liutaio divenendo molto esperto. Costruì un arco speciale, poco più lungo di quello moderno; sperimentava vernici per migliorare il suono. Comprò e rivendette come un vero mercante decine di violini storici, di Nicola Amati, Giuseppe Guarneri, Antonio Stradivari, Giovanni Paolo Maggini, Gasparo da Salò, Matteo Benti, Santo Serafin, Claude Miremont, Antonio Mariani. Suonò pressoché esclusivamente su Guarneri del Gesù, Gasparo da Salò e un Nicola Amati di misura grande; non predilesse gli Stradivari, pur possedendone li vendette quasi sempre. I suoi due violini prediletti per 40 anni di tournées mondiali infuocate come ritmi e livello delle esecuzioni, furono un superbo Guarneri del Gesù e il mitico Gasparo da Salò appartenuto alle collezioni imperiali degli Asburgo, con testa riccamente intagliata e cosparsa di pietre preziose, visto a Vienna da un collezionista di nome Rehaczec e poi da lui acquistato nel 1841.

Nel 1851 fondò a Bergen il primo Teatro di Prosa Norvegese. Negli Stati Uniti costruì un nuovo tipo di pianoforte gran coda basato sui princìpi della costruzione violinistica. Ottenne per tale strumento perfino un brevetto e ne produsse alcuni esemplari che però non incontrarono molto successo.

Ole Bull occupa un posto speciale nella storia della Norvegia, per la sua fiera lotta per la libertà politica, l'indipendenza della Norvegia dalla Svezia e la cultura nazionale; Edvard Grieg lo definì un “pioniere per la nostra giovane musica nazionale”.

[modifica] Bibliografia

  • Dassenno Flavio (a cura di), Gasparo da Salò architetto del suono, Pro Loco di Salò, 2009
  • Harald Herresthal, Ole Bull – en kunstner og hans tid (Ole Bull: An Artist and His Era) UNIPUB, Oslo, 2010

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