Nizam al-Mulk

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altre informazioni sui governanti dello Stato di Hyderabad, vedi Nizam.
Abū ʿAlī al-Ḥasan al-Tūsī, Niẓām al-Mulk

Abū ʿAlī al-Ḥasan al-Tūsī, Niẓām al-Mulk (in persiano خواجه نظام‌الملک طوسی, ossia Khwāja Niẓām al-Mulk Tūsī; 101814 ottobre 1092) è stato un noto e apprezzato studioso e vizir persiano[1],[2] selgiuchide.

Per breve tempo fu addirittura il solo governante dell'Impero selgiuchide.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Tūs, in Iran (in prossimità dell'odierna Mashhad), fu inizialmente al servizio dei Sultani dell'Impero ghaznavide. Niẓām al-Mulk divenne vizir dell'intera provincia del Khorasan nel 1059. Dal 1063 servì in quella stessa qualifica i Selgiuchidi e mantenne quell'incarico lungo i regni di Alp Arslan (1063-1072) e di Malikshāh I (1072-1092). Ebbe un'enorme influenza sull'organizzazione del governo selgiuchide, tanto da guadagnarsi l'onorifico laqab di Nizām al-Mulk, che significa "l'Ordine del Potere".

Oltre alla sua straordinaria influenza in veste di vizir, con piena autorità delegatagli dai Sultani che egli fedelmente servì, è anche rinomato per la sistematica istituzione di un gran numero di madrasa in numerose città dell'Impero selgiuchide, tra cui la più famosa è certamente la Niẓāmiyya, in cui insegnò anche al-Ghazali, che ebbe da lui il suo nome. Sotto molteplici aspetti, queste strutture d'insegnamento superiore islamico appaiono come le immediate predecessori e modelli delle università che vennero più tardi istituite in Europa.

Niẓām al-Mulk è inoltre ampiamente apprezzato per il suo voluminoso trattato sull'arte del governo Siyāsat-nāma (il Libro del governo). Scrisse anche un'opera intitolata Dustūr al-wuzarāʾ (L'ordinamento dei vizir), redatta per suo figlio Abū l-Fatḥ Fakhr al-Malik, non molto dissimile dal famoso libro del Qābūs-nāma.

Niẓām al-Mulk fu assassinato lungo la strada che da Isfahān conduceva a Baghdad il 10 di Ramadan del 485 E., corrispondente al 14 ottobre 1092. La maggioranza della letteratura afferma che egli fu pugnalato da un appartenente alla setta ismailita degli Assassini (Hashshashīn ) vicino Nihāwand, in Persia, mentre si trovava nella sua lettiga. L'omicida gli si era accostato travestito da derviscio.

Questo resoconto riveste particolare interesse alla luce della storia, forse apocrifa, narrata dal grande scrittore argentino Jorge Luis Borges. Nel suo racconto, infatti, sarebbe stata raggiunta un'intesa tra un giovane Niẓām al-Mulk (a quell'epoca noto come ʿAbd al-Qāsim) e due suoi amici, Omar Khayyam e Hasan al-Sabbah. Il loro patto consisteva nel fatto che se uno dei tre avesse potuto diventare persona potente ed eminente, si sarebbe avvalsa dell'aiuto degli altri due. Niẓām al-Mulk fu il primo ad assurgere alla notorietà quando fu nominato vizir dello Shahanshah selgiuchide Alp Arslan. Per onorare il patto, egli avrebbe offerto ai due amici posizioni e rango adeguato nella corte selgiuchide di Isfahān. Omar rifiutò l'offerta, chiedendo invece che gli si dessero i mezzi per continuare indefinitamente i propri studi. Cosa che Nizām al-Mulk fece, come pure di costruirgli un osservatorio astronomico. Sebbene anche Ḥasan, come ʿOmar, avesse deciso di accettare la nomina propostagli, dovette però fuggire dopo aver complottato contro il vizir per deporlo. Di conseguenza, Ḥasan passò alla politica militante e conquistò la fortezza di Alamut, in cui si stabilì, minacciando da lì il mondo sunnita e creando la setta a lui totalmente devota degli Assassini.

Un altro racconto fantastica invece sul fatto che egli sarebbe stato ucciso da un sicario segretamente assunto da Malikshah I, all'interno di una lotta interna di potere. Di conseguenza il suo omicidio fu vendicato più tardi dai fedeli seguaci della Niẓāmiyya, assassinando lo stesso Sultano selgiuchide.

Un'ultima versione rivela invece che egli sarebbe stato assassinato, assieme a Malikshah nello stesso anno, dopo una disputa tra studiosi sunniti e sciiti organizzato dallo stesso Malikshah e che si sarebbe concluso con la conversione allo Sciismo del Sultano. Tale storia è narrata dal genero di Niẓām al-Mulk, Muqātil b. ʿAtiyya, che avrebbe partecipato a quel dibattito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gustave E. Von Grunebaum, Katherine Watson, Classical Islam: A History, 600 A.D. to 1258 A.D., Translated by Katherine Watson Published by Aldine Transaction, 2005, p. 155.
  2. ^ P. M. Holt, Ann K. S. Lambton, Bernard Lewis, The Cambridge History of Islam. Volume 1, Published by Cambridge University Press, 1977. p. 150.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 46772622 LCCN: n85181862

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie